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impianti pubblicitari

 

TEMI degli articoli



Demanio e patrimonio pubblico: gli impianti pubblicitari stradali
Il provvedimento abilitativo alla collocazione del mezzo pubblicitario è provvedimento tipizzato previsto a tutela di interesse distinto da quello che caratterizza l'imposta sulla pubblicità e segnatamente a tutela dell'amministrazione e della gestione del suolo pubblico.

Richiesta dell'autorizzazione all'installazione di impianti pubblicitari su suolo pubblico
L'art. 56, co. 1 e 2, D.P.R. 495/1992 trova applicazione in tutti i casi in cui, come prescrive espressamente l'art. 23, co. 13-quater, D. Lgs. 285/1992, l’installazione dell’impianto non costituisca pericolo per la circolazione, disponendo altrimenti la norma appena indicata che l’ente proprietario provveda senza indugio alla rimozione del mezzo pubblicitario, senza bisogno di alcuna contestazione preventiva.

Abusi sulle concessioni per impianti pubblicitari
L'attività di vigilanza e di repressione dell’abusivismo pubblicitario da parte del Comune, a prescindere dalle eventuali clausole contrattuali stipulate con il privato affidatario della concessione, costituiscono esercizio dell’attività autoritativa della pubblica amministrazione ed ha un contenuto eminentemente doveroso e vincolato, in funzione dell’interesse pubblico al cui soddisfacimento è preordinata.

Distanza degli impianti pubblicitari dalle strade
Sia a norma del piano generale degli impianti pubblicitari, che del Regolamento comunale sulla pubblicità e pubbliche affissioni di cui agli artt. 3 e 36, d.lg. 15 novembre 1993 n. 507, il posizionamento dei cartelli deve essere autorizzato ed effettuato nel rispetto delle distanze minime indicate dall’art. 51 comma 2 del regolamento di attuazione dell’art 23 del Codice della strada, distanza che deve essere rispettata anche per i cartelli installati sulle aree private, ma c ...

Disciplina e tutela del libero esercizio dell’iniziativa economica privata: art. 41 Costituzione
I rapporti economici sono disciplinati nel titolo terzo della Costituzione. Occorre in particolar modo focalizzare l’attenzione sull’art. 41 che, essendo alla base di quella che è definita “Costituzione economica”, è finalizzato a tutelare il libero esercizio dell’iniziativa economica privata, entro cui rientra anche l’attività pubblicitaria. È evidente, infatti, il rilevante impatto mediatico che tale tipo di attività possiede ed i benefici commerciali che ne possono derivare per l'imprenditore

Pubblicità su suolo pubblico: normativa di riferimento
Non è possibile negare che esista un vero e proprio “bisogno pubblico” di regolamentare in maniera articolata l’esercizio dell’attività pubblicitaria su suolo statale, essendo particolarmente avvertita la necessità di proteggere la sicurezza della circolazione. Il legislatore ha tentato più volte di interporre dei limiti concreti al libero esercizio dell’attività pubblicitaria lungo strade ed autostrade, rintracciandone la giustificazione nell'interesse alla sicurezza della circolazione stradale

Contingentamento delle installazioni pubblicitarie su suolo pubblico
È necessario soffermarsi sul problema relativo al generarsi di una conflittualità tra due valori, entrambi oggetto di tutela: la libertà di iniziativa economica privata e la tutela della sicurezza delle persone. È un dato oggettivo e facile da rilevare che il collocamento di un impianto pubblicitario lungo una strada comporta come conseguenza il richiamare l'attenzione dei passanti, distogliendoli dalla guida. Ecco, dunque, emergere la ragione del necessario intervento normativo in tale materia

Autorizzazione all’installazione degli impianti pubblicitari su suolo pubblico
Due i punti fondamentali sui quali si basa la normativa per l’esercizio dell’attività pubblicitaria su suolo pubblico: il preminente obiettivo di tutelare la sicurezza della circolazione e la conseguente imposizione di limiti alla collocazione di impiantistica pubblicitaria. Strettamente correlato a quest’ultimo è poi la necessità di ottenere autorizzazione da parte dell’ente proprietario di poter collocare regolarmente cartelli ed altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse.

Concessione per occupazione di suolo pubblico e silenzio assenso
Nei casi in cui l’installazione di impianti pubblicitari debba essere effettuata su suolo pubblico, l’Amministrazione, che risulta titolare della materiale disponibilità del suolo stesso, non può limitarsi semplicemente ad effettuare una valutazione per accertare la mera compatibilità dell'impianto con l’interesse pubblico. È necessario, infatti, anche in considerazione della limitatezza dei beni pubblici, valutare concretamente con un'analisi complessa se gli interessi collettivi siano tutelati

Il silenzio assenso della pubblica Amministrazione e gli impianti pubblicitari su suolo pubblico
È importante smentire in maniera assoluta la possibilità di applicare la fattispecie del silenzio assenso alle richieste di installazione di impianti pubblicitari sul suolo pubblico, in forza del citato “sbarramento”. Tale conclusione, da cui è scaturito l’indirizzo giurisprudenziale seguito dai tribunali amministrativi, si basa inoltre, sul tipo di valutazione richiesta in questi casi all’Amministrazione nella cui titolarità è la disponibilità del suolo su cui verranno costruiti gli impianti

Concessione di suolo pubblico per impianti pubblicitari a mezzo pubblica gara
Questione spesso dibattuta in giurisprudenza è quella relativa alla possibilità o meno di ricorrere al sistema della pubblica gara per decidere l’assegnazione della superficie di suolo pubblico da attribuire a soggetti privati per l’esercizio dell’attività pubblicitaria. È abbastanza frequente, infatti, imbattersi in giudizi in cui imprenditori del settore pubblicitario ricorrono nei confronti di atti del Comune contestando l’utilizzo di tale pratica, ma sulla questione ci sono posizioni diverse

Limitazioni e problematiche relative all’esercizio della pubblicità in ambiente stradale
La sicurezza della circolazione potrebbe essere messa a rischio da una disciplina non adeguata del fenomeno, e le conseguenze negative di ciò ricadrebbero sui fruitori dei tracciati stradali. Cercare di migliorare la sicurezza comporta necessariamente un approccio articolato, nel quale confluiscono diversi aspetti, da quelli tecnici a quelli psicologici. È necessario dunque valutare e riconoscere le condizioni di maggiore rischio connesse alle caratteristiche delle infrastrutture pubblicitarie

La pubblicità su suolo pubblico: limitazioni e problematiche sulle autostrade
In relazione alle autostrade, l’art. 23 comma 7 del codice della strada, in ragione della necessità di tutelare i conducenti che transitano, per ovvie ragioni di sicurezza legate alla tipologia delle suddette ed ai relativi limiti di velocità, vi vieta in maniera radicale qualsiasi forma di pubblicità, oltre che lungo ed in vista degli itinerari internazionali, delle strade extraurbane principali e dei relativi accessi. È consentita l'installazione pubblicitaria solo nelle aree di servizio.

L’abusivismo degli impianti pubblicitari stradali
Fenomeno facilmente riscontrabile è l’ormai consueto proliferare di impianti pubblicitari abusivi sui vari tracciati stradali. Tra le differenti forme di abusivismo che è possibile riscontrare nei vari settori della vita socio-economica del paese, quello pubblicitario sembrerebbe percepito dalla collettività come marginale rispetto ad altre forme che vengono invece valutate decisamente gravi. In realtà si tratta di un fenomeno non trascurabile, che va assumendo i connotati di una piaga dilagante

Conflitto tra vincoli paesaggistici e installazioni pubblicitarie
La normativa relativa al rapporto tra suolo pubblico e impianti pubblicitari non è stata esente da modifiche che si sono susseguite nel corso degli anni. L'art. 23 del codice della strada originariamente prescriveva, al comma 3, il divieto di collocare cartelli ed altri mezzi pubblicitari lungo le strade nell’ambito ed in prossimità di luoghi sottoposti a vincoli a tutela di bellezze naturali e paesaggistiche o di edifici o di luoghi di interesse storico o artistico. Tale comma è stato abrogato.

Installazioni pubblicitarie: tutela del paesaggio e dei beni culturali
Lungo le strade nell’ambito e in prossimità dei beni paesaggistici non è consentito installare cartelli, impianti e altri mezzi pubblicitari, salvo che sia stata preventivamente rilasciata la necessaria autorizzazione ai sensi della normativa in materia di circolazione stradale e di pubblicità sulle strade e sui veicoli, previo parere favorevole rilasciato dal soprintendente relativamente alla compatibilità della collocazione, o della tipologia del mezzo pubblicitario, con i valori paesaggistici

La sponsorizzazione dei restauri: pro e contro
Un fenomeno sempre più frequente già da qualche anno è quello dei cosiddetti restauri sponsorizzati. Si fa sempre più spazio la prassi di pubblicizzare i teloni e le coperture dei ponteggi durante il restauro di opere d’arte e palazzi. In pratica molteplici réclame stampate su enormi teloni vanno a coprire le facciate dei palazzi in restauro e grazie alla vendita di questi spazi si assicura la manutenzione dei monumenti stessi. L’altra faccia della medaglia è costituita dal dominio degli sponsor

Propaganda elettorale: spazi di affissione, normativa, sanzioni
Uno dei settori in cui è particolarmente avvertita l’esigenza di rendere visibili alla generalità dei consociati i contenuti delle affissioni, è quello politico. Tale necessità si fa maggiormente impellente nei periodi subito precedenti lo svolgimento delle consultazioni elettorali, quando, cioè, è necessario che i partiti politici si mettano in moto al fine di predisporre la relativa, e necessaria, campagna elettorale. È opportuno delimitare il concetto di affissione di propaganda elettorale

Manifesti abusivi: il milleproroghe 2011 “perdona” i trasgressori.
Una delle peculiarità della particolare materia di cui si discute è il suo essere continuamente in movimento, e soggetta a frequenti evoluzioni, modifiche ed aggiustamenti. E così è d’obbligo rilevare che negli ultimi anni le disposizioni hanno subito ulteriori modifiche. È accaduto dapprima con il decreto legge n. 207 del 30 dicembre 2008, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti e convertito dalla legge n. 14 del 27 febbraio 2009.