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ambiente, paesaggio

 

TEMI degli articoli



Reati ambientali
Ai fini della applicazione del D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 137, anche un solo scarico di liquami è idoneo ad integrare il reato di scarico con superamento dei limiti tabellari poiché da esso può derivare il degrado che la norma vuole impedire; in conseguenza di tale principio la sanzione è applicabile anche a scarichi di carattere episodico che possono provocare i medesimi effetti negativi e l'occasionalità non esclude gli estremi del reato, ivi compreso l'elemento ...

La potestà legislativa dello Stato sulla tutela del paesaggio
Le norme fondamentali contenute negli atti legislativi statali emanati in materia di tutela dei beni ambientali e culturali potranno continuare ad imporsi al necessario rispetto del legislatore della Regione Sardegna che eserciti la propria competenza statutaria nella materia «edilizia ed urbanistica».

Acquisizione dei beni culturali
Le acquisizioni dei beni culturali rientra nella più ampia materia che in generale disciplina il trasferimento e la circolazione dei suddetti beni sotto il profilo della proprietà. Del resto è risaputo che i beni culturali non sono cose fuori commercio. Tuttavia la loro circolazione è sottoposta a precisi vincoli, limiti e restrizioni, soprattutto se è rivolta a far acquisire detti beni a soggetti privati

Sanità pubblica, inquinamento e salvaguardia del territorio
La legislazione di riferimento è rinvenibile nel decreto legislativo n. 152, 03.04.2006, ovverosia il c.d. «Codice dell’Ambiente». In particolare, la materia è disciplinata nella parte III, intitolata «Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche».

La pubblica fruibilità dei beni culturali non prevale sulle esigenze di tutela
La pubblica fruibilità di un bene culturale, attinendo alla sua valorizzazione, è finalità non prevalente, ma subordinata alla conservazione, cioè alle esigenze di tutela, come vuole la previsione di chiusura dell’art. 6, comma 2, del Codice dei beni culturali: invertire questo rapporto realizza sia una violazione della stessa regola generale, sia uno sconfinamento nella discrezionalità che in ipotesi (e ferma la regola medesima) spetterebbe comunque all’Amministrazione.