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TEMI degli articoli



Procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime
L’applicazione dei principi generali del diritto comunitario nella materia delle concessioni demaniali marittime richiede che vi sia la reale possibilità di un confronto concorrenziale fra i possibili aspiranti ad un beneficio economicamente rilevante concedibile dall'amministrazione ma non necessariamente attraverso le tipiche procedure dell’evidenza pubblica.

Competenze statali e regionali in materia di concessioni demaniali marittime
La disciplina relativa al rilascio delle concessioni su beni demaniali marittimi investe diversi ambiti materiali, attribuiti alla competenza sia statale che regionale, atteso che particolare rilevanza, quanto ai criteri e alle modalità di affidamento di tali concessioni, assumono i principi della libera concorrenza e della libertà di stabilimento, previsti dalla normativa comunitaria e nazionale.

Concessione d'uso di beni demaniali marittimi e costruzione di porti turistici
Il diritto di ormeggio attribuito ad un soggetto dal concessionario di uno spazio acqueo non si configura alla stregua di un diritto di uso ex art. 1024 c.c..

Opere ed interventi di rimozione su aree demaniali marittime
La distinzione legale tra impianti di difficile o non difficile rimozione è inadatta a stabilire una differenza di categoria, dato che anche gli immobili pertinenziali possono essere, di per sé, rimovibili con facilità o con difficoltà.

Il rilascio della concessione demaniale marittima
In tema di concessione demaniale marittima, in base agli artt. 30 e 36 cod. nav. è rimessa al potere ampiamente discrezionale dell’amministrazione marittima la valutazione di quale tra i vari usi del bene demaniale si presenti nel caso singolo più proficuo e conforme all’interesse della collettività.

Giurisprudenza relativa alle concessioni demaniali marittime
A fronte di criteri regolamentari ben predeterminati e sufficientemente dettagliati, il giudizio sulla scelta del soggetto a cui affidare la concessione demaniale marittima può dirsi rispettoso dell'art. 3 legge 241/1990 anche se le motivazioni sono state espresse mediante griglia numerica.

Contributi dovuti a seguito di concessione demaniale marittima
L'Autorità Portuale può richiedere ai concessionari dei contributi per i compiti da essa svolti in seguito alla riforma di cui alla l. n. 84 del 1994, anche in forza dell'art. 13, lett. e) di tale legge.

La disciplina gestionale della fascia costiera: l'influenza dell'Urbanistica
La novità rappresentata dal nuovo modo di utilizzare le aree demaniali, ha subito provocato la crisi della struttura giuridica con la quale lo Stato proprietario aveva disciplinato il demanio marittimo nel corso del tempo. Nell'obiettivo di garantire le proprie prerogative per le finalità di tipo militare e di organizzazione commerciale lo Stato aveva disegnato una disciplina giuridica rigida, assolutamente inadeguata per rispondere alle sollecitazioni di un'utilizzazione fino ad ora sconosciuta

Il consolidarsi dell'uso turistico ricreativo sul Demanio Marittimo: effetti
La gestione del Demanio marittimo ha mantenuto una configurazione monolitica, con successive stratificazioni dovute all'attuazione di norme legislative variamente intervenute ma senza sostituzioni integrali di competenze, con una sostanziale unitarietà, favorita anche dalle forte prevalenza dell'unico soggetto incaricato della sua gestione. Solo nel 1997, in un'ottica di semplificazione, lo Stato apre alle Regioni e agli Enti locali creando policentrismo nell'amministrazione delle aree demaniali

La modifica del quadro normativo del demanio marittimo: il trasferimento delle funzioni del 1998
Nelle more della concreta attivazione delle funzioni amministrative delegate alle Regioni in materia di demanio marittimo turistico ricreativo si è concretizzato un definitivo trasferimento della competenza dello Stato alle Regioni o direttamente agli Enti Locali in materia di Demanio Marittimo, senza alcuna limitazione inerente la finalità, se non quella riferita al rilascio di titoli per impianti di approvvigionamento di energia e con un unico limite di carattere spaziale attinente ai porti

Le Regioni della delega e del trasferimento: caratteri operativi
Le Regioni hanno agito in modo diversificato, senza una linea comune, nell'attuazione della nuova attribuzione di compiti e funzioni: in alcuni casi sono state redatte leggi organiche attuative oppure è stata seguita la strada già intrapresa di inserire disposizioni indirizzate alla materia demaniale all'interno dei testi afferenti la materia del turismo. La scelta dello strumento con il quale gestire la nuova funzione è stata poi accompagnata da quella circa lo "spazio" dell'affidamento stesso

Demanio marittimo e Regioni: il caso della Toscana
Nell'esperienza della Toscana, l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo ha avuto una limitata applicazione legislativa seguendo una scelta di prevalenza della disciplina urbanistica quale strumento gestionale per l'esercizio delle competenze delegate prima e conferite poi. Del resto, in Toscana è molto sviluppata la pianificazione strategica regionale attraverso vari documenti programmatici quali il Piano di Indirizzo Territoriale e il Piano Regionale dei Porti

Demanio marittimo e Regioni: La Regione Friuli Venezia Giulia
La Regione ha adottato una normativa dettagliata e strutturata, dedicata interamente alla disciplina delle funzioni affidate in materia di demanio turistico ricreativo. La Legge regionale prevede un quadro generale di riferimento operativo anche in questo caso attribuito dal Piano di Utilizzo delle aree demaniali. I comuni hanno attribuite competenze esclusive ma tassative con una disciplina giuridica qualificabile come una terza via tra l'istituto della delega ed il conferimento tout court

Demanio marittimo e sviluppo economico della fascia costiera: la nascita del conflitto
La prevalenza della funzione turistico ricreativa dell'uso delle aree demaniali è stata il fattore determinante per lo sviluppo economico dell'intera fascia costiera, fino a quel momento limitata alle zone portuali e aree limitrofe. Questa modificazione ha impresso un'accelerazione per l'esatta e definitiva qualificazione giuridica degli operatori del settore turistico-ricreativo presenti nelle aree demaniali, riconosciuti pienamente come imprenditori dalla legge quadro del 21 marzo 2001 n.135.

La gestione dell'emergenza nel settore del demanio marittimo: disciplina nazionale e regionale
La procedura di infrazione e le pronunce delle giurisdizioni amministrative e contabili, hanno aperto un fronte di ampia portata nel settore demaniale, con ripercussioni sul sistema turistico balneare strutturato essenzialmente su piccole e medie aziende. Dopo innumerevoli sollecitazioni lo Stato è intervenuto. In una prima formulazione si riscontra il tentativo di conciliare l'esigenza di dare risposta alle richieste dei balneari, cercando tuttavia di aderire alle prescrizioni dell'Unione UE

Concessione di beni del demanio marittimo: inquadramento normativo delle fattispecie
L'intero articolato codicistico relativo all'istituto della concessione di beni del demanio marittimo è in buona misura fondato sulla bipartizione dei manufatti da realizzare nell'area concessa e da questa sostanziale distinzione derivano le diverse procedure da attuare per la corretta amministrazione della materia. Si deve tuttavia osservare che non esiste una norma di legge o comunque regolamentare che definisca le caratteristiche tecniche delle opere appartenenti all'una o all'altra categoria

Parametri tecnico-amministrativi per la classificazione delle opere del demanio marittimo
Dato atto che il concetto di "inamovibilità" sotto un profilo squisitamente demaniale marittimo è completamente differente da quello che può essere reso sotto l'aspetto edificatorio (viste le disposizioni per i settori), è evidente che per definire correttamente la tipologia dei manufatti sul demanio marittimo si possano utilizzare esclusivamente i concetti dettati in materia dall'amministrazione competente, seppur con mere circolari, escludendo qualsiasi riferimento analogico ad altre fonti

Classificazione delle opere sul demanio marittimo: la situazione particolare della Versilia
Nel 1975, su iniziativa del comandante della Capitaneria di porto di Viareggio e a seguito di formale invito della direzione generale del demanio marittimo e dei porti del Ministero della marina mercantile, fu convocata un'apposita commissione che si espresse concordemente sul fatto che i complessi turistico-balneari ricadenti nel Compartimento Marittimo di Viareggio siano da considerarsi di non difficile rimozione, eccezion fatta per alcuni che presentano caratteristiche notevolmente diverse

Verificare la tipologia delle costruzioni sul demanio marittimo: problematiche
Non vi sono al momento precise fonti primarie o secondarie cui far riferimento per individuare i parametri tecnici necessari a stabilire l'appartenenza delle opere realizzate sul demanio marittimo alla categoria della "facile" o "difficile rimozione". Tale vuoto giuridico non è comunque l'unico che si incontra sull'argomento: infatti anche l'organo deputato ad effettuare la preventiva classificazione dei manufatti non risulta esplicitamente individuato mediante norma legislativa o regolamentare

Questioni emergenti sulle concessioni del demanio marittimo
A seguito dei nuovi orientamenti legati agli atteggiamenti dell'UE, alle recenti pronunce giurisprudenziali e all'abrogazione del II comma dell'art.37 del codice della navigazione, pare evidente che le concessioni demaniali marittime, una volta giunte a naturale scadenza, non saranno più rinnovate in automatico al precedente concessionario. In altri termini, l'amministrazione concedente dovrà attuare ogni forma di pubblicità affinché chiunque possa concorrere per ottenere la nuova concessione

Indicatori pro-concorrenziali per le concessioni sul demanio marittimo
Negli ultimi anni si segnala il crescente interesse di dottrina e giurisprudenza in merito alla necessità di utilizzare meccanismi concorrenziali per rilascio, rinnovo e subentro di concessioni demaniali marittime. L'impianto normativo è tuttavia molto controverso in termini di compatibilità con il valore "concorrenza", come si evince dal favor nei riguardi del "vecchio" concessionario. Il Legislatore nazionale (e regionale) fatica ad escogitare rimedi, nonostante il relativo valore economico

Tutela della concorrenza nelle concessioni del demanio marittimo
L'assenza di una disciplina in materia è in parte compensata dall'art. 27 del Codice dei contratti pubblici, una vera e propria "cerniera" del sistema delle commesse. Attraverso un'interpretazione comunitariamente orientata è infatti possibile colmare le lacune giuridiche che altrimenti tradirrebbero lo spirito pro-concorrenziale che anima impianto del Codice citato. L'articolo menzionato dispone che l'affidamento di contratti esclusi dall'applicazione del Codice attraverso una gara pubblica

Effetti della procedura di infrazione: la presa di coscienza dei Legislatori regionali
Il primo intervento regionale che avvicina la normativa nazionale a quella comunitaria è stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto. La legge richiamata è la n.13/2010. Da un lato tale intervento indica una decisivo cambio di rotta del nostro ordinamento rispetto al controverso rapporto fra concorrenza e concessioni demaniali marittime; dall'altro l'intervento legislativo in parola fornisce qualche utile spunto per precisare più approfonditamente i termini della questione

Le concessioni demaniali marittime con finalità turistico - ricreative
Non sono previste limitazioni particolari per accedere alla procedura di rilascio di una concessione demaniale, per cui la scelta di ricorrere ad un bando di gara è una strada percorribile, ma non l'unica praticabile. Seguendo lo schema del Codice della Navigazione rimane ferma la possibilità, da parte della autorità amministrativa procedente, di esperire procedure concorrenziali alternative, a quelle che contemplano la pubblicazione di un bando sempre nel rispetto del principio di trasparenza

Concessioni demaniali marittime: regole per una procedura di assegnazione
Alle regole generali per l'individuazione dei criteri di ammissione dei possibili pretendenti all'affidamento, si affiancano le disposizioni riguardanti la procedura di scelta del contraente. In tale ambito soccorre l'art. 55 del Codice dei contratti pubblici: dovrà darsi precedenza alla procedura aperta, poiché, "a contrario", il Codice dei contratti pubblici stabilisce che le stazioni appaltanti utilizzano di preferenza le procedure ristrette quando il contratto non riguarda la sola esecuzione

Concessioni demaniali marittime
Nel corso degli anni, le numerose battaglie della categoria, avevano portato all’acquisizione di importanti certezze per il mondo dell’impresa balneare, raggiungendo, nel 1994 il primo traguardo con la codificazione del «diritto di insistenza» per arrivare poi alla quasi certezza con la «Legge Baldini», la 23.03.2001 n. 88, che con una piccola modifica lessicale, determinò una sostanziale stabilità dei titoli di concessione.

Concessioni demaniali marittime: le procedure di infrazione
Sebbene da anni si ventilasse da più parti la necessità di un aggiornamento del codice della navigazione, l’urgenza di provvedere alla completa revisione della normativa in materia di concessioni demaniali marittime si è posta in primo piano a seguito dell’apertura di un iter di infrazione comunitaria nei confronti dell’Italia circa la disciplina relativa alla preferenza accordata al concessionario scaduto ed all’automatismo del rinnovo delle concessioni turistico-ricreative.

Concessioni demaniali marittime: prodromi
Un sostanziale mutamento delle prospettive nel senso sopra tratteggiato, dovuto – anche – ad una lettura dell’ordinamento interno in chiave europea, era in itinere da oltre un decennio; già nel 1998, in un lavoro commissionato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato si poteva leggere: «Nel caso di concessioni di beni pubblici, oggetto immediato della concessione è il conferimento al concessionario dell’uso di un bene appartenente ad un pubblico potere, ma la concessione

La direttiva Bolkestein nell'ordinamento nazionale
L’elaborato originario della direttiva 2006/123/CE, generalmente indicata con il nome del suo curatore[30], è stato presentato dalla Commissione europea nel febbraio 2004 con il dichiarato obiettivo di favorire, all’interno della Comunità, la circolazione dei servizi per sfruttare le potenzialità di un mercato che rappresenta circa il 70% del PIL e dell’occupazione nella maggior parte degli Stati membri.

Le concessioni demaniali e la Corte Costituzionale
Nella sentenza n. 213/2011 si definisce chiaramente che le regole disciplinanti «l’accesso ai relativi beni da parte dei potenziali concessionari sono aspetti che rientrano nella materia della tutela della concorrenza, attribuita alla competenza esclusiva dello Stato, di cui l’art. 1, comma 18, del D.L. n. 194 del 2009 è espressione».

La Circolare prot. 6105 del 6 maggio 2010
Il primo intervento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si è avuto con la circolare del 6 maggio 2010 (prot. 6105), emanata per fornire una lettura interpretativa della complessa problematica conseguente all’entrata in vigore dell’articolo 1, comma 18 del D.L. n. 194/2009, come convertito dalla legge n. 25/2010. Preliminarmente il Dicastero si preoccupa di individuare con esattezza l’ambito applicativo della novella normativa

Circolare n. 57 del 15 gennaio 2013
Con tale circolare, emessa con tempestività dopo l’entrata in vigore della «legge di stabilità 2013», il Ministero si è preliminarmente preoccupato di riassumere i vari interventi normativi innovatori del settore, in una sorta di reductio ad unum delle disposizioni vigenti che, come ricordato, si sono succedute freneticamente nel tempo.