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TEMI degli articoli



Mancata conclusione della procedura espropriativa: responsabilità del responsabile del procedimento
Il responsabile del procedimento finalizzato all’espropriazione in quanto “preposto all’unità organizzativa determinata” è responsabile della mancata formalizzazione dell'accordo di cessione bonaria del bene; ciò anche alla luce dell’art. 5 l. n. 241/1990 nel quale si prevede che spetta al responsabile del procedimento “la responsabilità dell'istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento nonché, eventu ...

Espropriazione: responsabilità del tecnico incaricato
Non risponde degli espropri falliti il tecnico tra i cui compiti non risulti specificamente la materia espropriativa, e che risulti assegnatario della materia delle Opere pubbliche (contatti con enti preposti, imprese aggiudicatrici, progettisti e direzione dei lavori) limitatamente agli aspetti meramente tecnici, con esclusione di quelli amministrativi.

Responsabilità del Sindaco per la mancata conclusione della procedura espropriativa
La legge di riforma n. 142 del 1990, che ha introdotto la fondamentale distinizione (peraltro da attuarsi in sede di statuto) tra sfera di indirizzo politico-amministrativo e sfera gestionale (art.51), ha, nel contempo (art.36, modificato dall’art.12 della l.25 n.81/1993), confermato in capo al sindaco in quanto, oltre che organo politico, anche vertice dell’apparato burocratico comunale, la funzione di vigilare e di sovrintendere sui servizi ed uffici dell’ente al fine di ...

Espropri: responsabilità del Presidente della Provincia
In vigenza dell’ordinamento degli enti locali disciplinato dai T.U. del 1915 e 1934 anteriori alla legge di riforma n.142/1990 e della L.R. 30.5.1983 n.18, il Presidente della Provincia, oltre che organo politico è anche organo di vertice dell’apparato burocratico provinciale, per cui ad esso spettava la funzione di vigilare e di sovrintendere sui servizi ed uffici dell’ente al fine di assicurare il necessario raccordo tra sfera politico-decisionale e sfera burocratica ...

Mancata conclusione della procedura espropriativa: responsabilità del titolare dell'ufficio espropri
Il funzionario che non curi tempestivamente gli atti prodromici per la definizione del procedimento, non rilevando e/o rimuovendo gli eventuali elementi ostativi dei quali è consapevole, è da ritenersi responsabile in termini di colpa grave e, pur volendo ammettere l’esistenza di impedimenti non rimovibili dal medesimo, in ogni caso, egli è tenuto ufficialmente a darne insistentea e tempestiva comunicazione all’organo di vertice. Il mancato compimento della proc ...

Esproprio illegittimo o non concluso: la responsabilità del capo dell'ufficio tecnico
Connotata da colpa grave deve ritenersi la condotta omissiva tenuta dal responsabile dell’Ufficio tecnico, seppur limitatamente al periodo successivo al conferimento da parte del Sindaco della delega riguardo le pratiche espropriative, per non essersi adoperato, in violazione degli obblighi di servizio, per una tempestiva conclusione della procedura di espropriazione.

I pubblici funzionari rispondono degli espropri falliti
Un pubblico funzionario dotato di una generale competenza di tipo amministrativo nelle pratiche riguardanti l’edilizia scolastica, risponde di un esproprio finalizzato proprio alla costruzione di un edificio scolastico.

Responsabilità degli assessori nei procedimenti espropriativi
Gli assessori sono gli organi politici responsabili del corretto funzionamento dell’apparato burocratico relativo allo specifico settore, sui quali grava l’obbligo di rendersi edotti, senza attendere di ricevere notizie dai funzionari, in ordine allo stato dei procedimenti espropriativi finalizzati alla realizzazione di opere pubbliche, nonché in caso di ritardi ed omissioni, di sollecitare i dipendenti competenti alla tempestiva predisposizione di atti amministrativi necess ...

Occupazione illegittima di terreni privati per pubblica utilità: responsabilità degli amministratori
In ipotesi di danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento conseguenza anche del mancato pagamento delle indennità da parte dell'impresa appaltatrice tenuta in forza di convenzione, sussiste comunque la responsabilità degli amministratori (Sindaco e assessore ai LL.PP.) che avrebbero dovuto – diligentemente – revocare la convenzione in prossimità della scadenza del termine quinquennale di occupazione, riappropriandosi del procedimento senza attende ...

Responsabilità discendente dalla procedura espropriativa: distinzione tra politici e tecnici
In ragione del quadro normativo applicabile ratione temporis (art. 142 e 151 T.U.L.C.P. 4 febbraio 1915, n. 148; art. 36 legge 8 giugno 1990, n. 142) i sindaci e l’assessore convenuti erano competenti ad adottare gli atti della procedura espropriativa. Non può essere quindi accolta l’eccezione sollevata dai convenuti relativa all’operatività del principio di separazione tra politica ed amministrazione.

La responsabilità del direttore lavori per l'occupazione illegittima e danni arrecati a terreni privati
Non è invocabile la responsabilità dei direttori dei lavori, per i danni causati a proprietà privata nel corso dell'esecuzione dei lavori (smottamenti, allagamenti, interclusioni), non derivanti da carenze e difetti di profettazione, ma esclusivamente dalla condotta negligente ed improvvida dell’Impresa appaltatrice che non abbia dato nessun riscontro ed esecuzione agli ordini di servizio emessi dal direttore dei lavori che ha assunto tutte le necessarie iniziative ...

Azione di responsabilità in materia espropriativa: l'indeterminatezza nella citazione
Nella parte in cui contesta ai convenuti di non aver vigilato sul corretto svolgimento della procedura espropriativa, la domanda erariale si presenta in modo tutt’altro che generica e indeterminata, essendo evidente come con siffatta censura la citazione sia in grado di configurare, nei termini in cui è formulata, una condotta senz’altro omissiva rispetto agli obblighi di servizio che gli amministratori avrebbero dovuto rispettare.

Responsabilità contabile in materia espropriativa: la colpa grave
È chiaramente assente da qualsiasi colpa grave la condotta del funzionario che abbia determinato l'indennità di un'area in zona F come inedificabile, anche se poi la Corte d'Appello abbia deciso diversamente, in contrasto con la giurisprudenza della Cassazione.

Responsabilità contabile in materia espropriativa: attenuanti ed esimenti
Con riferimento al danno erariale per oneri aggiuntivi, sussistono le condizioni per esercitare il potere riduttivo previsto dall'art. 52 del R.D. 12 luglio 1934 n. 1214, in relazione alla circostanza che una quota dell'esborso, ed in particolare quella relativa agli interessi legali, è lievitata in ragione della piuttosto lunga durata del giudizio, del mancato accordo tra le parti (mancato accordo da imputare ai soggetti privati piuttosto che all'Ente), nonché alla necessità ...

Responsabilità in materia espropriativa: l'apporto causale
Non può essere imputato al tecnico comunale che abbia curato l'espropriazione il fatto che in nessuna fase della procedura – anche a seguito dell’opposizione alla stima – abbia proceduto alla riliquidazione dell’indennità sulla base dei corretti criteri di stima, stante il fatto che nella procedura espropriativa spetta alla Commissione Provinciale Espropri o al collegio tecnico ex art. 21 TUEs rideterminare l'indennità provvisoria non accettata.

Responsabilità contabile nell'espropriazione per pubblica utilità: soggetti passivi
La giurisdizione della Corte dei conti non possa estendersi al rapporto di garanzia esistente tra i soggetti convenuti in giudizio e le società di assicurazione, atteso che l’ambito dei giudizi celebrati davanti al Giudice Contabile è finalizzato all’accertamento della responsabilità amministrativo – contabile dei soggetti legati all’amministrazione danneggiata da un rapporto di servizio e che le vicende negoziali concernenti i rapporti di garanzia tra ...

Il giudizio contabile
Può essere disposta, con riferimento ai predetti, la trasmissione degli atti al giudice di primo grado per un nuovo esame della controversia riguardante i sunnominati, ai sensi dell’art. 105, comma 1, del r.d. n. 1038 del 13.08.1933, secondo il quale “quando in prima istanza la competente sezione giurisdizionale si sia pronunciata soltanto su questioni di carattere pregiudiziale, su queste esclusivamente si pronunciano in appello le sezioni riunite”, intendendosi per & ...

Occupazione illegittima: il danno erariale derivante dall'esborso di interessi e rivalutazione
Il connotato di dannosità della somma pagata a titolo di interessi va individuato non già applicando categorie che ineriscono all’ambito civilistico dell’adempimento delle obbligazioni, bensì applicando quelle che attengono alla sfera pubblicistica della responsabilità amministrativo-contabile.Il pagamento da parte dell’ente pubblico locale degli interessi legali, come quello delle spese, è stato ovviamente un esborso cui non ha corrisposto alcun in ...

Decorrenza della prescrizione dell'azione di responsabilità per occupazioni illegittime
Con riferimento al danno originato cioè da una condanna della p.a., l’evento dannoso coincide con l’effettivo depauperamento dell’erario. Invero, anche sulla individuazione di tale momento, la giurisprudenza ha sviluppato orientamenti tutt’altro che univoci; da una parte, infatti, l’evento dannoso si fa coincidere con il passaggio in giudicato della sentenza e dall’altra, invece, con l’effettivo pagamento da parte dell’amministrazione al ...

Azione di responsabilità contabile: litisconsorzio
A seguito delle innovazioni legislative all'istituto della responsabilità amministrativa recate dalla legge 14 gennaio 1994 n. 20, come poi modificata dalla legge 20 dicembre 1996 n. 639, con l'introduzione del principio della personalità e parziarietà in luogo di quello previgente della solidarietà, l'integrazione cosiddetta "facoltativa" del contraddittorio è rimessa alla valutazione di opportunità del Collegio ove si versi in una fattispecie di comu ...

Esproprio illegittimo: sintomatologia del danno erariale
La somma liquidata dal Comune all'Impresa appaltatrice a seguito del recesso dal contratto di appalto, costituisce un danno concreto e risarcibile rappresentando una spesa ingiusta per le finanze comunali, qualora connessa ad inadempienze poste in diretto rapporto di causalità con la irragionevole attività gestoria ascritta al Direttore Lavori e Responsabile del procedimento che, violando i propri obblighi di servizio hanno consentito lo svolgimento di un contratto di ap ...

Omessa conclusione del procedimento espropriativo: quantificazione del danno
La quantificazione del danno erariale conseguente all'omessa conclusione del procedimento, deve considerare le sole spese prive di qualsiasi utilitas per l’ente, ossia quelle connesse al giudizio risarcitorio e quelle per interessi e rivalutazione monetaria sul danno liquidato in sede civile; deve viceversa non essere considerato il valore delle aree acquisite al patrimonio immobiliare dell’ente, al fine di evitare un'ingiusta locupletazione di cui beneficerebbe il Comune in dann ...

Esproprio fallito: responsabilità per danno all'immagine
Il danno all'immagine consiste per le P.A. nella lesione del diritto alla propria identità personale, al proprio buon nome, alla propria reputazione e credibilità, in sé considerate, tutelato dall’art. 97 Cost..

La responsabilità contabile in materia di espropriazione per p.u.: il danno indiretto
Il danno indiretto deriva dalle sentenze di condanna - più precisamente dagli oneri accessori, quali interessi legali e spese di giudizio che da esse derivano - emesse dal giudice ordinario (nei giudizi risarcitori per cd. accessione invertita e in quelli volti ad ottenere l’indennità di occupazione) nei confronti delle pubbliche amministrazioni in favore dei soggetti privati incisi da procedure di esproprio non definite nel rispetto della disciplina di settore.

Occupazione illegittima: danno erariale e compensatio lucri cum damno
Non può essere compensato il danno per interessi e spese versate in esecuzione della sentenza civile né con il valore dell’opera realizzata e della relativa area né con gli interessi attivi che il Comune, non soggetto alle norme sulla tesoreria unica, avrebbe tratto dalla disponibilità delle somme. In materia di compensatio lucri cum damno, va escluso che i dedotti vantaggi si pongano in correlazione genetica con il fatto da cui ha avuto origine il danno.

Le condizioni per l'insorgenza della responsabilità contabile nell'espropriazione
La sussistenza degli elementi tipici della responsabilità amministrativa si sostanziano in un danno patrimoniale economicamente valutabile, arrecato alla Pubblica amministrazione, nella sussistenza di un rapporto di servizio tra coloro che lo hanno determinato e l’ente che lo ha subito, in una condotta connotata da colpa grave o dolo, nonché nel nesso di causalità tra il predetto comportamento e l’evento dannoso.

L'azione di responsabilità contabile nell'espropriazione per pubblica utilità
L'azione del P.M. contabile è distinta e autonoma nei presupposti e nelle modalità di svolgimento da quella della P.A. danneggiata: l'unico limite di ammissibilità consiste nell’intervenuto integrale ristoro del danno.

Esproprio illegittimo: responsabilità del segretario comunale
Del danno conseguente alla mancata tempestiva conclusione di procedura espropriativa non può essere ritenuto responsabile il vicesegretario generale che non abbia compiuto alcun atto procedimentale in proprio (né avrebbe potuto sulla base dello Statuto comunale), essendosi limitato alla redazione di “promemoria” sull’argomento, così esaurendo – attraverso una cooperazione istruttoria - la funzione collaborativa che gli competeva.

Responsabilità da esproprio fallito: esimente o scriminante politica
L’esimente non può essere invocata nei casi in cui l’organo politico deve adottare atti di competenza propria, come in materia espropriativa.

La responsabilità civile in sintesi
Ai sensi dell’art. 1176 c.c., le obbligazioni «derivano da contratto, da fatto illecito, o da ogni altro fatto idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento giuridico». Il regime della responsabilità conseguente all’inadempimento delle obbligazioni viene comunemente diviso in «contrattuale» ed «extracontrattuale» .

Gli elementi costitutivi del fatto illecito: il danno
Per «danno» si intende una «diminuzione di valore che il patrimonio del danneggiato subisce» per effetto del fatto. La nozione di «patrimonio», come noto, include non solo le “cose materiali”, ma anche i beni immateriali, come i crediti, nonché le passività. Di conseguenza, il danno può insistere su beni materiali del danneggiato come sulle sue aspettative, crediti o diritti.

Gli elementi costitutivi del fatto illecito: il nesso di causalità
Per causalità materiale si intende il nesso tra il fatto e l’evento dannoso . Tale criterio– regolato dagli artt. 40 e 41 c.p. – è richiamato dall’art. 2043 c.c., secondo cui «un danno può dirsi causato da un fatto se in assenza di quel fatto quel danno non si sarebbe verificato». In altre parole, il fatto deve essere stato una «condizione necessaria» del danno .