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occupazione suolo pubblico

 

TEMI degli articoli



Il rilascio della concessione di occupazione di suolo pubblico
E’ da escludersi la possibilità di occupazione del suolo pubblico a carattere temporaneo in attesa di valutare la compatibilità con il valore storico, artistico e monumentale dell'area, in quanto, se esistono preordinate necessità di tutela del patrimonio culturale che prevalgono rispetto all’interesse imprenditoriale, tale prevalenza non può essere frutto di una valutazione da rinviarsi ad un momento successivo.

Poteri dell'Amministrazione in caso di rilascio di autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico
Il rilascio di una concessione per l’occupazione di suolo pubblico non costituisce un atto dovuto e si distingue dagli atti autorizzativi della pubblica amministrazione in quanto dotato di una discrezionalità più ampia atteso che il concessionario non vanta alcun diritto d’insistenza né alcuna aspettativa, neppure al rinnovo del rapporto concessorio preesistente.

Presupposti del rilascio di autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico
I presupposti per la concessione di occupazione di suolo pubblico sono, da un lato, l’appartenenza del fondo, del tratto stradale o, comunque, urbano, a un ente pubblico (bene demaniale o patrimoniale indisponibile); dall’altro, la conformità dell’atto di concessione all’interesse pubblico generale, volta a giustificare, per l’appunto, la sottrazione dello spazio pubblico all’uso collettivo.

Occupazione di suolo pubblico: aspetti generali
È bene procedere gradatamente, analizzando dapprima gli aspetti ed i concetti generali del tema, focalizzando i principi cardine della materia, per poi analizzare profili più propriamente tecnici.

Occupazione di suolo pubblico: il D.lgs. n. 507/1993
Il suddetto corpus normativo, al capo secondo, si occupa specificamente della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche disciplinando in venti articoli i diversi aspetti concernenti la materia, e viene concretamente applicato dai Comuni tramite l’approvazione di specifici regolamenti comunali in materia.

La concessione del suolo pubblico
L’amministrazione ha la facoltà di individuare le modalità di utilizzazione dei beni pubblici discrezionalmente, ossia scegliendo tra più comportamenti giuridicamente leciti per il soddisfacimento dell’interesse pubblico e per il perseguimento di un fine rispondente alla causa del potere esercitato

Richiesta e rilascio di concessione di occupazione di suolo pubblico
Il primo passo da intraprendere per poter legittimamente occupare una porzione di pubblico suolo è attivarsi per ottenere la relativa e necessaria autorizzazione o concessione da parte dell’ente preposto: trattasi della cosiddetta fase di iniziativa , primo tassello all’interno dell’intero procedimento amministrativo, ossia quell’insieme di atti susseguenti ed eterogenei preordinati allo stesso fine.

Il diniego di concessione di occupazione di suolo pubblico
Ciò può avvenire, ad esempio, per ragioni di inammissibilità della domanda laddove questa risulti essere carente di un elemento essenziale, oppure a causa della mancata integrazione da parte dell’istante della documentazione richiesta dall’ufficio, o perché nella valutazione e comparazione degli interessi in gioco si valuti come preminente quello pubblico rispetto al privato.

Rinnovo e diniego di rinnovo di concessione di occupazione di suolo pubblico
Alla scadenza del termine per il quale l’occupazione del suolo pubblico è stata concessa può accadere che l’occupante abbia interesse a proseguire nella detta occupazione, e pertanto abbia la necessità di ottenere un provvedimento di rinnovo della concessione.

Revoca e decadenza della concessione di occupazione di suolo pubblico
Quanto alla decadenza può dirsi che tale ipotesi dà luogo ipso iure alla cessazione della concessione a causa dell’inadempimento degli obblighi essenziali a questa connessi, e le relative modalità sono stabilite dalle disposizioni che la comminano, così come gli effetti patrimoniali ad essa conseguenti.

Concessione di occupazione di suolo pubblico: il silenzio assenso
Una delle questioni sicuramente più dibattute negli ultimi tempi, infatti, è stata quella relativa al contrasto sorto in giurisprudenza sulla possibilità o meno di applicare il principio del cosiddetto silenzio assenso della Pubblica Amministrazione in materia di installazione di impianti pubblicitari sul pubblico suolo.

Le occupazioni di suolo pubblico e le concessioni di posteggio
Parimenti dibattuta nella giurisprudenza amministrativa è stata la questione relativa alla necessità o meno che il provvedimento di diniego della concessione debba essere congruamente motivata per consentire al soggetto interessato di essere concretamente messo a conoscenza delle ragioni ostative alla richiesta concessione.

Il codice del turismo consente agli alberghi di somministrare alimenti e bevande ai non alloggiati, ma non necessariamente su suolo pubblico
La licenza per la somministrazione di alimenti e bevande per le persone non alloggiate nella struttura, compresa nella licenza di esercizio di attività ricettiva dall’art. 8, comma 2, ultimo periodo, del d.lgs. n. 23 maggio 2011, n. 79, è da ritenersi relativa solo ad attività svolte in locali siti all’interno della struttura stessa e non all’esterno, su suolo pubblico.

È illegittima l’occupazione temporanea di suolo pubblico in attesa del parere di compatibilità culturale
In attesa dell’elaborazione dei piani di massima occupabilità l’amministrazione statale deve effettuare le valutazioni di competenza sull’opportunità del rilascio dell’atto di concessione, consentendo, infine, all’amministrazione comunale, a quel punto definitivamente consapevole della necessità di tutelare la superficie richiesta per rispondere a finalità di pubblico interesse, di operare il necessario bilanciamento tra tali finalità e le istanze del privato cittadino

Sull’istanza di occupazione di suolo pubblico non si forma il silenzio assenso
In tema di occupazione di suolo pubblico il meccanismo del silenzio assenso non può trovare applicazione.

Le ordinanze contingibili ed urgenti possono essere utilizzate per regolamentare l’occupazione di suolo pubblico
È legittima l’ordinanza contingibile e urgente adottata ai sensi dell’art. 54 d. lgs. 267/2000 per regolamentare l’occupazione di suolo pubblico nelle aree del centro storico, qualora la difficoltà per la P.A. di controllare periodicamente la corrispondenza tra le superfici autorizzate e quelle effettivamente utilizzate dagli operatori commerciali abbia comportato un aumento di volume dell’area concessa rispetto a quella assentita che ha generato una situazione non immediatamente affrontabile co