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TEMI degli articoli



Il servizio idrico integrato: allacciamento al sistema fognario e smaltimento delle acque nere
I cardini della disciplina del servizio idrico integrato sono due: a) una visione unitaria della risorsa idrica, per la quale viene delineato un ciclo completo, che si diparte dalla fase della captazione, dell’emungimento per giungere alla depurazione, attraverso la fase intermedia del’adduzione; b) il superamento della polverizzazione territoriale che contrassegnava le pregresse gestioni, per lo più condotte in amministrazione diretta o economia dai vari enti locali.

La gestione pubblica e privata del servizio idrico integrato tra convenzioni e successioni
Il Consiglio Comunale non è competente ad adottare il provvedimento di decadenza della concessione del servizio idrico integrato, per inadempimento del concessionario.

Il piano d'ambito del servizio idrico integrato e le autorità competenti
Deve concludersi per la complessiva legittimità dell’imposizione, da parte della Commissione per la vigilanza sulle risorse idriche, di prescrizioni direttamente applicative in sede di controllo del Piano d'Ambito approvato dall'A.A.T.O. ai sensi dell'art. 149 D. Lgs. 152/2006, non essendo possibile circoscrivere i poteri della Commissione al solo controllo di legittimità.

Normativa Regionale relativa al servizio idrico integrato: il caso dell'Emilia-Romagna
Lo Stato, per regolare il servizio idrico integrato, ha fatto ricorso a sue competenze esclusive in una pluralità di materie: funzioni fondamentali degli enti locali, concorrenza, tutela dell'ambiente, determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni, di talché può parlarsi di un concorso di competenze statali, che vengono esercitate su oggetti diversi, ma per il perseguimento di un unico obiettivo, quello dell'organizzazione del servizio idrico integrato.

La normativa della convenzione di gestione del servizio idrico integrato in Lazio
Lo schema di convenzione di gestione approvato dalla Regione Lazio con delibera G.R. 6924/1997 è interamente vincolante e le Autorità di Ambito non possono legittimamente discostarsene.

Organizzazione del servizio idrico integrato in Lombardia
Nella Regione Lombardia, dall’1/1/2011 la titolarità delle competenze delle Autorità d’Ambito è stata attribuita alle Province, le quali dalla stessa data sono subentrate in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, compresi i rapporti di lavoro in corso presso gli organismi cessati.

Il gestore unico di ambito del sistema idrico integrato: la normativa della Regione Toscana
La L.R. Toscana n. 26/97 è coerente con l’ art. 10, della legge statale n.36/1994, recante il principio di incompatibilità delle gestioni affidate singolarmente dagli enti locali con il nuovo sistema degli ambiti territoriali ottimali, con l’individuazione del gestore unico di ambito e con la rinnovata disciplina della durata dei rapporti concessori pregressi.

Natura giuridica dei beni conferiti a società partecipate: il servizio idrico integrato
I beni demaniali si articolano in due categorie: il demanio necessario all’interno del quale vengono ricompresi i beni che per la loro stessa natura non possono che essere deputati al perseguimento dei fini pubblici e il demanio accidentale, che ricomprende, invece, quei beni che solo a seguito di un provvedimento dell’autorità amministrativa (o anche in forza di una disposizione normativa) sono utilizzati per l’esercizio di funzioni pubbliche. Il demanio idrico appartiene alla prima categoria.

La Corte Costituzionale interviene sulla natura giuridica delle reti idriche: la pronuncia 320/2011
La tematica relativa alla natura giuridica delle reti idriche ha avuto modo di interessare recentemente sia la Corte Costituzionale che la Corte dei Conti. La Consulta è stata chiamata ad intervenire a seguito della proposizione, ad opera del Presidente del Consiglio dei Ministri, di una questione di legittimità costituzionale della legge della Regione Lombardia in cui si dispone la cessione ad un soggetto di diritto privato beni demaniali, incidendo sul regime giuridico della proprietà pubblica

La Corte dei Conti interviene sulla natura giuridica delle reti idriche: il parere 9/2012
La Corte dei Conti, sezione regionale controllo per l’Emilia Romagna, ha avuto l'occasione di pronunciarsi su problematiche interpretative relative all'art14 DL 78/2010 sulle dismissioni societarie da parte di enti a minore densità demografica. È stato chiesto infatti alla Sezione di precisare se per i Comuni di minori dimensioni alcune tipologie di società previste dal TUEL, fra cui le società patrimoniali alle quali sono state conferite le reti idriche, fossero da ritenersi consentite.

Il demanio idrico
Il demanio idrico è predisposto alla fruizione dei beni che lo compongono ai fini di un uso di pubblico generale interesse , tra cui spicca la difesa del territorio dai possibili danni che verrebbero arrecati da un mancato controllo delle acque.

Regime giuridico e vicende dei beni del demanio idrico
Appurata la natura pubblica dei beni del patrimonio idrico, ora trasferiti alle regioni e alle province , è necessario sottolineare alcuni importanti cambiamenti nella loro disciplina. Da rilevare come, ai sensi degli interventi richiamati, il legislatore abbia sottolineato l’importanza della valorizzazione dei beni pubblici.

Servizio idrico integrato: all’accordo di compartecipazione delle spese stipulato tra comune e regione non si applicano le direttive CIPE
Qualora tra la Regione e i Comuni sia stato stipulato un accordo per la compartecipazione di questi ultimi alle spese di manutenzione degli acquedotti sostenute dalla stessa Regione, la delibera con cui viene determinato di volta l’effettivo ammontare del contributo dovuto dai Comuni non deve rispettare le direttive CIPE per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato.