Carrello
Carrello vuoto

discrezionalità della p.a.

 

TEMI degli articoli



Il sindacato giurisdizionale della pianificazione urbanistica della P.A.
In linea di principio uno specifico onere motivazionale non sussiste per gli strumenti urbanistici generali; l’esonero dall’obbligo di motivare si estende, naturalmente, alla scelta sul se dotarsi o meno di una nuova pianificazione primaria.

La discrezionalità amministrativa in vari casi di pianificazione locale
L'inserimento di un bene nel piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari (art. 58 d.l. 112/2008) e le determinazioni assunte dall’amministrazione comunale circa la diversa destinazione da assegnare al bene rientrano nell’ambito delle valutazioni discrezionali e quindi non sono suscettibili di alcuna censura di merito, né di alcun sindacato giurisdizionale, se non entro i limiti dell’illogicità ed irrazionalità della scelta operata

L'iter di approvazione di una variante al P.R.G. e la discrezionalità della P.A.
Le varianti normative , implicando apprezzamenti di merito, sono sottratte come tali al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o da illogicità e irragionevolezza. Ne discende, dunque, che laddove il privato si dolga dell’illogicità delle scelte operate dalla P.A. il G.A. non può fermarsi di fronte alla predetta discrezionalità, ma deve ricercare nel complesso degli atti relativi all'attività pianificatoria la giustificazione dell'operato dell'amministrazione

Affidamento o aspettative da parte del privato in merito alle scelte urbanistiche della p.a.
L’attribuzione di una determinata qualificazione di un’area (cd. zonizzazione) avvenuta in sede di adozione del piano regolatore non fa sorgere alcuna aspettativa qualificata in capo al proprietario dell’area medesima.

P.R.G. e destinazione urbanistica dell'area a verde agricolo, privato o attrezzato
La destinazione urbanistica di un’area a verde privato, operata dalle previsioni dello strumento urbanistico primario, assolve alla funzione di stabilire un equilibrato rapporto tra aree edificate e spazi liberi, evitando eccessivi addensamenti edilizi in una zona completamente edificata, conservando adeguati spazi liberi da edificazione, funzione di riequilibrio, propria dell'urbanistica e il correlativo esercizio del potere di pianificazione.

Poteri del comune nell'individuare le categorie urbanistiche di destinazione d’uso
Il Comune, nell’esercizio della propria potestà di pianificazione del territorio, può individuare categorie di destinazione d’uso ulteriori e diverse rispetto a quelle predefinite dalla legislazione nazionale e regionale e può suddividere le categorie di destinazione d’uso in più sottocategorie o sottofunzioni, laddove ciò sia giustificato da significative diversità del carico urbanistico implicato dall’una o dall’altra di esse.

Poteri del comune nel limitare la la costruzione di c.d. "seconde case" destinate all'uso saltuario nel proprio territorio
I comuni, facendo uso del potere di governo del territorio, possono legittimamente escludere nel proprio territorio la costruzione di case destinate all'uso solo saltuario imponendo a tal fine una dimensione minima degli alloggi o, all'inverso, precludendo in un’area determinata la costruzione di case di abitazione residenziale.

Obblighi motivazionali da parte della p.a. nel dimensionamento degli standard
In caso di sovradimensionamento degli standard, l’Amministrazione è tenuta ad offrire una motivazione rafforzata che illustri le ragioni per le quali si è deciso di prevedere una dotazione di standard superiore a quella minima fissata dalla legge; a tal fine, tuttavia, non è necessaria una motivazione puntuale che riguardi le singole aree, essendo invece sufficiente che si chiarisca perché, per l’intero ambito comunale, si è deciso di prevedere una dotazione superiore a quella minima.

Zone urbanizzate e non urbanizzate nelle scelte urbanistiche della P.A.
È ragionevole imprimere uniformemente la destinazione di “zone a bosco” anche alle singole radure ed ai puntuali insediamenti che siano contornati dalla superficie arborea dell’ampia area boschiva ad essi circostante.

Vincoli urbanistici e paesaggistici alla discrezionalità tecnica della P.A.
Il P.R.G., nell'indicare i limiti da osservare per l'edificazione nelle zone a carattere storico, ambientale e paesistico, può disporre che determinate aree siano sottoposte a vincoli conservativi, indipendentemente da quelli disposti dalle commissioni competenti nel perseguimento della salvaguardia delle cose di interesse storico, artistico o ambientale.

Insindacabilità delle scelte amministrative relative alla viabilità di zona
Una volta prevista la zona residenziale, è obbligo del pianificatore inserire nello strumento urbanistico generale anche la strada di accesso.

Discrezionalità dei comuni nell'applicazione del «Piano Casa»
Non è irragionevole la scelta del Comune di escludere l'applicazione della normativa del c.d. Piano Casa agli alberghi ubicati all'interno di un parco naturale.

La P.A. e la discrezionalità delle scelte urbanistiche
La pianificazione urbanistica, per sua natura è caratterizzata da amplissima discrezionalità proprio in ragione dello scopo primario che il Comune persegue, ovvero la stabilizzazione dell’assetto urbanistico del proprio territorio, tenendosi conto principalmente delle superiori esigenze della collettività nel suo complesso e solo in seconda battuta degli interessi particolari.

Scelte urbanistiche: giurisprudenza sulla discrezionalità tecnica della P.A.
Il principio di precauzione impone alla P.A. di conformare l’assetto territoriale circostante gli scali aeroportuali alla massima sicurezza, e quindi di comparare gli interessi pubblici e privati economici, costruttivo-imprenditoriali e di valorizzazione e rendita fondiaria, al superiore interesse generale allo svolgimento ed al futuro sviluppo del trasporto aereo in condizioni di massima sicurezza.

Discrezionalità tecnica della P.A. nelle scelte urbanistiche: l'eccesso di potere per disparità di trattamento
Non è irragionevole la scelta della P.A. di introdurre la facoltà di costruire in aderenza o sul confine, al fine di consentire un più congruo utilizzo del potenziale edificatorio dei lotti ed evitare che residuino aree che, pur essendo potenzialmente edificabili, siano di fatto inutilizzabili.

Motivazione delle scelte urbanistiche e discrezionalità della P.A.
Le Amministrazioni locali hanno ampia discrezionalità in sede di pianificazione urbanistica, con la conseguenza che le decisioni pianificatorie sono censurabili solo in caso di manifesta illogicità o irrazionalità; la motivazione delle stesse può risultare anche complessivamente dagli atti del Piano, senza necessità di analitica argomentazione di ogni singola scelta.

Effetti derivanti dalle scelte discrezionali della P.A. sulla destinazione urbanistica delle aree
La motivazione dello strumento urbanistico può ben essere di tipo generico, desumibile dalla relazione accompagnatoria, laddove è richiesta una puntuale motivazione unicamente per prescrizioni che interessino una singola area ovvero che si discostino da quanto stabilito per zone contermini di analoghe caratteristiche.

Cambi di orientamento amministrativo nella pianificazione urbanistica: il peggioramento dello jus aedificandi
La variante urbanistica che imprime una nuova destinazione più sfavorevole ad aree che sono state già diversamente classificate necessita di puntuale motivazione, quando l’amministrazione abbia creato in capo ai titolari specifiche aspettative che risultano fondate su atti di contenuto concreto, quali la stipula della convenzione di lottizzazione.

Limiti dell'istanza del privato nella pianificazione urbanistica
Il Comune non può essere obbligato ad avviare un procedimento di riclassificazione di una singola zona (non soggetta a vincoli decaduti) al di fuori della complessiva pianificazione urbanistica, posto che l’attività di pianificazione e programmazione territoriale è di per sé caratterizzata dalla ponderazione complessiva degli interessi, pubblici e privati, nell’ambito della generale opera di pianificazione del territorio.

Assetto urbanistico e impianti di distribuzione carburanti
L'art. 83-bis d.l. 112/2008 conv. in legge 133/2008, il quale vieta restrizioni e vincoli con finalità commerciali (quali le distanze minime tra impianti di distribuzione di carburante, le limitazioni alla possibilità di offerta di servizi integrativi o i contingentamenti numerici) lascia salva la potestà del Comune di definire le porzioni del territorio idonee ad ospitare gli impianti di distribuzione del carburante onde assicurarne il regolare assetto.

Criteri di localizzazione degli impianti di radiotelefonia
I giusti criteri di localizzazione e le regole di indirizzo per l’insediamento degli impianti di radiotelefonia non possono spingersi fino a concretare irragionevoli, preclusive limitazioni alla localizzazione, tali da contrastare con il punto di equilibrio tra esigenze diverse individuato dalla legge, e perciò incompatibili con la possibilità di realizzare una rete completa di infrastrutture per la telecomunicazione.

Tutela del paesaggio e localizzazione di impianti energetici da fonti rinnovabili
Le Regioni e le Province ad autonomia speciale dotate di competenza statutaria in materia di tutela del paesaggio possono individuare aree e siti non idonei alla installazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili al di fuori delle prescrizioni contenute nelle linee guida approvate con il D.M. 16 settembre 2010, ma sempre all’interno dei principi fondamentali dettati dal legislatore statale nella materia dell’energia.

Localizzazione urbanistica delle attività commerciali
È illegittima la variante che prevede il divieto di insediamento di medie strutture di vendita in ambito urbano, ove risulti l'istruttoria non ha avuto riguardo ai problemi relativi all’assetto del territorio urbano, ma si è concentrata esclusivamente su un’analisi socio-economica relativa alla sufficienza e adeguatezza della rete distributiva nelle sue varie articolazioni a soddisfare la domanda.

Discrezionalità nell'imposizione del vincolo archeologico
La valutazione in ordine all'esistenza di un interesse culturale (artistico, storico, archeologico o etnoantropologico) particolarmente importante, tale da giustificare l'imposizione del relativo vincolo, ai sensi degli art. 13, comma 1, e 10, comma 3, lett. a) del d.lgs. n. 42/2004, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio, è prerogativa dell'Amministrazione preposta alla gestione del vincolo e può essere sindacata in sede giurisdizionale solo in presenza di profili di ...

Discrezionalità della p.a. nella pianificazione degli standard urbanistici
La suddivisione del territorio in zone, che costituisce esercizio di potere amministrativo di tipo tecnico discrezionale, risponde all’esigenza di assicurare un ordinato assetto e sviluppo del territorio e, in particolare, le previsioni recate dal d.m. n. 1444 del 1968 concernenti la zonizzazione per standard sono funzionali a garantire la congrua dotazione di spazi da riservare a fini pubblici.

Pianificazione urbanistica e localizzazione degli impianti di distribuzione carburanti
L'art. 83-bis d.l. 112/2008 conv. in legge 133/2008, il quale vieta restrizioni e vincoli con finalità commerciali (quali le distanze minime tra impianti di distribuzione di carburante, le limitazioni alla possibilità di offerta di servizi integrativi o i contingentamenti numerici) lascia salva la potestà del Comune di definire le porzioni del territorio idonee ad ospitare gli impianti di distribuzione del carburante onde assicurarne il regolare assetto.

Discrezionalità tecnica della P.A. per il sistema viario cittadino
Una volta prevista la zona residenziale, è obbligo del pianificatore inserire nello strumento urbanistico generale anche la strada di accesso.