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discrezionalità della p.a.

 

TEMI degli articoli



Discrezionalità nell'imposizione del vincolo archeologico
La valutazione in ordine all'esistenza di un interesse culturale (artistico, storico, archeologico o etnoantropologico) particolarmente importante, tale da giustificare l'imposizione del relativo vincolo, ai sensi degli art. 13, comma 1, e 10, comma 3, lett. a) del d.lgs. n. 42/2004, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio, è prerogativa dell'Amministrazione preposta alla gestione del vincolo e può essere sindacata in sede giurisdizionale solo in presenza di profili di ...

Discrezionalità della p.a. nella pianificazione degli standard urbanistici
La suddivisione del territorio in zone, che costituisce esercizio di potere amministrativo di tipo tecnico discrezionale, risponde all’esigenza di assicurare un ordinato assetto e sviluppo del territorio e, in particolare, le previsioni recate dal d.m. n. 1444 del 1968 concernenti la zonizzazione per standard sono funzionali a garantire la congrua dotazione di spazi da riservare a fini pubblici.

Pianificazione urbanistica e localizzazione degli impianti di distribuzione carburanti
L'art. 83-bis d.l. 112/2008 conv. in legge 133/2008, il quale vieta restrizioni e vincoli con finalità commerciali (quali le distanze minime tra impianti di distribuzione di carburante, le limitazioni alla possibilità di offerta di servizi integrativi o i contingentamenti numerici) lascia salva la potestà del Comune di definire le porzioni del territorio idonee ad ospitare gli impianti di distribuzione del carburante onde assicurarne il regolare assetto.

Discrezionalità tecnica della P.A. per il sistema viario cittadino
Una volta prevista la zona residenziale, è obbligo del pianificatore inserire nello strumento urbanistico generale anche la strada di accesso.

Discrezionalità della P.A.: gli strumenti del piano di zona
La determinazione dell'Amministrazione, intesa a individuare i terreni da inserire nel piano per gli insediamenti produttivi, ai sensi dell'art. 27 L. 22 ottobre 1971, n. 865, è ancorata all’impossibilità di assicurare in altro modo il pubblico interesse allo sviluppo economico del Comune. Si tratta di una valutazione ampiamente discrezionale, che comunque afferisce allo stretto merito, insindacabile in sede di legittimità, fatti salvi palesi vizi logici o errori di fatto.

L'iter di approvazione di una variante al P.R.G. e la discrezionalità della P.A.
Le varianti normative , implicando apprezzamenti di merito, sono sottratte come tali al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o da illogicità e irragionevolezza. Ne discende, dunque, che laddove il privato si dolga dell’illogicità delle scelte operate dalla P.A. il G.A. non può fermarsi di fronte alla predetta discrezionalità, ma deve ricercare nel complesso degli atti relativi all'attività pianificatoria la giustificazione dell'operato dell'amministrazione

P.R.G. e destinazione urbanistica dell'area a verde agricolo, privato o attrezzato
La destinazione urbanistica di un’area a verde privato, operata dalle previsioni dello strumento urbanistico primario, assolve alla funzione di stabilire un equilibrato rapporto tra aree edificate e spazi liberi, evitando eccessivi addensamenti edilizi in una zona completamente edificata, conservando adeguati spazi liberi da edificazione, funzione di riequilibrio, propria dell'urbanistica e il correlativo esercizio del potere di pianificazione.

Zone urbanizzate e non urbanizzate nelle scelte urbanistiche della P.A.
È ragionevole imprimere uniformemente la destinazione di “zone a bosco” anche alle singole radure ed ai puntuali insediamenti che siano contornati dalla superficie arborea dell’ampia area boschiva ad essi circostante.

Vincoli urbanistici e paesaggistici alla discrezionalità tecnica della P.A.
Il P.R.G., nell'indicare i limiti da osservare per l'edificazione nelle zone a carattere storico, ambientale e paesistico, può disporre che determinate aree siano sottoposte a vincoli conservativi, indipendentemente da quelli disposti dalle commissioni competenti nel perseguimento della salvaguardia delle cose di interesse storico, artistico o ambientale.

Limiti dell'istanza del privato nella pianificazione urbanistica
Il Comune non può essere obbligato ad avviare un procedimento di riclassificazione di una singola zona (non soggetta a vincoli decaduti) al di fuori della complessiva pianificazione urbanistica, posto che l’attività di pianificazione e programmazione territoriale è di per sé caratterizzata dalla ponderazione complessiva degli interessi, pubblici e privati, nell’ambito della generale opera di pianificazione del territorio.

Pianificazione urbanistica e ampliamento degli allevamenti zootecnici intensivi esistenti
Illegittima la previsione di PRG che, in relazione a tutte le sottozone della zto E, vieta l'ampliamento degli allevamenti zootecnici intensivi esistenti: da un lato, si impone un vincolo assoluto di inedificabilità su singoli immobili già esistenti; dall'altro, essa è comunque irrazionale nella misura in cui giunge a vietare ampliamenti, modifiche o strutture edilizie che sono funzionali all’adeguamento igienico-sanitario o di sicurezza e non già ad incrementare l’attività produttiva.

L'incompatibilità «pianificatoria» tra discoteche e zone residenziali
La scelta di considerare incompatibili le discoteche e le sale da spettacolo con le zone residenziali non è irragionevole, dal momento che tali attività implicano intensa frequentazione e richiedono solitamente una specifica zonizzazione acustica.

Assetto urbanistico e impianti di distribuzione carburanti
L'art. 83-bis d.l. 112/2008 conv. in legge 133/2008, il quale vieta restrizioni e vincoli con finalità commerciali (quali le distanze minime tra impianti di distribuzione di carburante, le limitazioni alla possibilità di offerta di servizi integrativi o i contingentamenti numerici) lascia salva la potestà del Comune di definire le porzioni del territorio idonee ad ospitare gli impianti di distribuzione del carburante onde assicurarne il regolare assetto.

I «giusti criteri» di localizzazione degli impianti di radiotelefonia
I giusti criteri di localizzazione e le regole di indirizzo per l’insediamento degli impianti di radiotelefonia non possono spingersi fino a concretare irragionevoli, preclusive limitazioni alla localizzazione, tali da contrastare con il punto di equilibrio tra esigenze diverse individuato dalla legge, e perciò incompatibili con la possibilità di realizzare una rete completa di infrastrutture per la telecomunicazione.

Tutela del paesaggio e localizzazione di impianti energetici da fonti rinnovabili
Le Regioni e le Province ad autonomia speciale dotate di competenza statutaria in materia di tutela del paesaggio possono individuare aree e siti non idonei alla installazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili al di fuori delle prescrizioni contenute nelle linee guida approvate con il D.M. 16 settembre 2010, ma sempre all’interno dei principi fondamentali dettati dal legislatore statale nella materia dell’energia.

Piano urbanistico e diniego di insediamento degli impianti produttivi
Pur potendosi riconoscere al Comune un’ampia discrezionalità nell’adottare la variante ex art. 5 D.P.R. 447/1998 il diniego deve comunque essere fondato su di una giustificazione logica e congrua, che si riferisca ad una riconoscibile situazione in atto, o, comunque, di attuazione determinata e prossima, e tale non può essere la realizzazione di un'infrastruttura ancora lontana dalla progettazione definitiva.

La localizzazione urbanistica di impianti industriali a rischio di incidenti gravi
Quando l’Ente territoriale si determina a dettare una nuova pianificazione urbanistica della zona in cui sono presenti stabilimenti a rischio di incidente, deve tenere conto, secondo principi di cautela, degli elementi territoriali e ambientali vulnerabili esistenti e di quelli previsti e deve quindi necessariamente acquisire in via preventiva il parere della Commissione tecnica regionale.

Localizzazione urbanistica delle attività commerciali
È illegittima la variante che prevede il divieto di insediamento di medie strutture di vendita in ambito urbano, ove risulti l'istruttoria non ha avuto riguardo ai problemi relativi all’assetto del territorio urbano, ma si è concentrata esclusivamente su un’analisi socio-economica relativa alla sufficienza e adeguatezza della rete distributiva nelle sue varie articolazioni a soddisfare la domanda.

Insindacabilità delle scelte amministrative relative alla viabilità di zona
Una volta prevista la zona residenziale, è obbligo del pianificatore inserire nello strumento urbanistico generale anche la strada di accesso.

L'approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari (P.A.V.I.)
L'inserimento di un bene nel piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari (art. 58 d.l. 112/2008) e le determinazioni assunte dall’amministrazione comunale circa la diversa destinazione da assegnare al bene rientrano nell’ambito delle valutazioni discrezionali e quindi non sono suscettibili di alcuna censura di merito, né di alcun sindacato giurisdizionale, se non entro i limiti dell’illogicità ed irrazionalità della scelta operata

Applicazione da parte dei Comuni del «Piano Casa»
Non è irragionevole la scelta del Comune di escludere l'applicazione della normativa del c.d. Piano Casa agli alberghi ubicati all'interno di un parco naturale.

L'approvazione del piano di lottizzazione da parte della P.A.
La facoltà d’iniziativa di ufficio del piano di lottizzazione costituisce l’esplicazione di un potere ampiamente discrezionale del Comune relativamente all'an, al quid ed al quomodo.

Formazione e approvazione dei piani particolareggiati di recupero urbanistico
Non è soggetto ad onere motivazionale attenuato il piano di recupero a contenuto specifico, interessante una porzione precisa di territorio e privo della connotazione di atto a contenuto generale, riferendosi esso, al contrario, ad un’area particolare e a soggetti aventi un collegamento stabile con l’area medesima, portatori di interessi tra di loro configgenti, specie con riguardo alla previsione relativa al confine tra due fondi ben individuati.

Motivazioni e discrezionalità della P.A. nelle scelte urbanistiche
A fronte di aspettative di mero fatto, le scelte di natura urbanistica, rimesse all'Amministrazione nell'interesse generale sono, di regola, sufficientemente motivate con l'indicazione dei profili generali e dei criteri che hanno sorretto la previsione in variante, senza necessità di una motivazione mirata.

Effetti derivanti dalle scelte discrezionali della P.A. sulla destinazione urbanistica delle aree
La motivazione dello strumento urbanistico può ben essere di tipo generico, desumibile dalla relazione accompagnatoria, laddove è richiesta una puntuale motivazione unicamente per prescrizioni che interessino una singola area ovvero che si discostino da quanto stabilito per zone contermini di analoghe caratteristiche.

Cambi di orientamento amministrativo nella pianificazione urbanistica: il peggioramento dello jus aedificandi
La variante urbanistica che imprime una nuova destinazione più sfavorevole ad aree che sono state già diversamente classificate necessita di puntuale motivazione, quando l’amministrazione abbia creato in capo ai titolari specifiche aspettative che risultano fondate su atti di contenuto concreto, quali la stipula della convenzione di lottizzazione.

La P.A. e la discrezionalità delle scelte urbanistiche
La pianificazione urbanistica, per sua natura è caratterizzata da amplissima discrezionalità proprio in ragione dello scopo primario che il Comune persegue, ovvero la stabilizzazione dell’assetto urbanistico del proprio territorio, tenendosi conto principalmente delle superiori esigenze della collettività nel suo complesso e solo in seconda battuta degli interessi particolari.

Discrezionalità tecnica della P.A. e sindacato giurisdizionale: la pianificazione territoriale
Le scelte urbanistiche costituiscono apprezzamento di merito sottratto al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto, da travisamento o da abnormi illogicità e contraddittorietà.

L'insindacabile discrezionalità tecnica della P.A. nelle scelte urbanistiche
In materia di accordo di programma, il G.A. non può sostituirsi alle valutazioni discrezionali della P.A. nel soppesare la sproporzione dei vantaggi derivanti al soggetto privato rispetto agli interessi di carattere pubblicistico effettivamente perseguiti dalla P.A..

Scelte urbanistiche: giurisprudenza sulla discrezionalità tecnica della P.A.
Il principio di precauzione impone alla P.A. di conformare l’assetto territoriale circostante gli scali aeroportuali alla massima sicurezza, e quindi di comparare gli interessi pubblici e privati economici, costruttivo-imprenditoriali e di valorizzazione e rendita fondiaria, al superiore interesse generale allo svolgimento ed al futuro sviluppo del trasporto aereo in condizioni di massima sicurezza.

Discrezionalità tecnica della P.A. nelle scelte urbanistiche e l'eccesso di potere
Non è irragionevole la scelta della P.A. di introdurre la facoltà di costruire in aderenza o sul confine, al fine di consentire un più congruo utilizzo del potenziale edificatorio dei lotti ed evitare che residuino aree che, pur essendo potenzialmente edificabili, siano di fatto inutilizzabili.

Fasce di rispetto dal confine comunale
Non è irragionevole la scelta urbanistica consistente nel prevedere una fascia di rispetto in prossimità del confine territoriale con un altro comune, al fine di rimarcarne l’autonomia dell’abitato.