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espropriazione per p. u.

 

TEMI degli articoli



Espropri ed uso pubblico: le opzioni possibili per la Pubblica Amministrazione
Tradizionale modo di acquisizione di immobili e/o diritti relativi agli immobili, occorrenti per la realizzazione di opere di pubblica utilità, è l’espropriazione, totalmente disciplinata, a livello statale, dal DPR 327/2001. non già materia a sé stante, ma servente rispetto al governo del territorio, rientra nella competenza legislativa concorrente stato-regioni. In realtà oggi sono ancora poche le regioni che hanno legiferato sugli espropri, senza nemmeno eccellere quanto ad originalità

L'espropriazione di beni pubblici
L'art.4 del dpr 327/2001 disciplina le modalità per l’espropriazione dei beni pubblici. Sono definiti beni pubblici i beni demaniali e i beni patrimoniali. La classificazione è tassativa. L’art.823 c.c. dichiara che i beni demaniali sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti in favore di terzi; ad esempio, non sono usucapibili. La dottrina ammette comunque la possibilità di una loro espropriazione qualora siano conformati per altre destinazioni dalla pianificazione urbanistica.

Dopo le sentenze di incostituzionalità n° 348 e 349 in materia espropriativa
La ricognizione sulle ricadute delle sentenze n.348 e 349 della Corte costituzionale si carica di valenze diverse a seconda se ci si riferisca ai giudizi in corso, per la determinazione dell’indennità o per la liquidazione del danno da occupazione appropriativa, o ai procedimenti espropriativi iniziati sotto la vigenza dell’art.5-bis, o dell’art. 37 t.u.e. Le due sentenze, inoltre, pur caratterizzate dallo stesso nucleo argomentativo, attengono a questioni diverse, l’indennità ed il risarcimento

Le decisioni del Comitato dei Ministri sulle "espropriazioni indirette"
Venivano considerati positivamente non solo l’introduzione di un meccanismo normativo rivolto ad elidere gli effetti dell’occupazione acquisitiva (l'art.43 t.u. espropriazione) ma anche l’intervento legislativo volto a scoraggiare i comportamenti delle amministrazioni locali che hanno dato causa alle violazioni della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. Venne poi espresso dal Comitato dei Ministri un pubblico riconoscimento alla giurisprudenza del giudice amministrativo

La CEDU e l'Italia si confrontano sulle espropriazioni illegittime
Punti fermi nella giurisprudenza di Strasburgo sono stati: la natura strutturale della violazione riferibile all’Italia per avere perpetuato il sistema dell’espropriazione indiretta; l'obbligo dello Stato di adottare misure individuali e generali per elidere gli effetti della violazione strutturale; conseguenze patrimoniali della violazione reiterata del diritto di proprietà e riconoscibilità di un pregiudizio da mancata protezione dello stesso non ottenibile innanzi alle giurisdizioni nazionali

La legittimità costituzionale dell’occupazione acquisitiva secondo la Corte costituzionale
L’istituto dell’occupazione acquisitiva ha trovato nella funzione sociale un suo spunto cardine. La Corte costituzionale italiana ha infatti più volte avuto modo di pronunziarsi sulla portata del diritto di proprietà, chiamata a sindacare la legittimità costituzionale di norme che incidevano pesantemente sul diritto dominicale fino al punto di eliderne totalmente il contenuto. Gli interventi del giudice delle leggi sono stati rivolti a confermare la compatibilità costituzionale dello stesso

Espropriazione di beni pubblici
La natura pubblica del bene e la specialità della procedura | La disciplina del T.U. in materia di espropriazione per pubblica utilità: l’art. 4 del d.p.r. n. 327/2001 | Il bene demaniale | Il patrimonio indisponibile | Il patrimonio disponibile

Espropriazione per pubblica utilità volta alla realizzazione delle infrastrutture strategiche
Il d. lgs. 12 aprile 2006, n. 163, il cd. codice dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture, è testo normativo che al di là della sua funzione di raccolta organica della normativa di settore, si caratterizza in generale per un contenuto fortemente innovativo e riformatore che non poteva non interessare seppur indirettamente anche la materia dell’espropriazione, per lo più confermando la previgente disciplina, ma anche con alcuni aspetti degni di nota.

L’espropriazione per pubblica utilità e l’edilizia residenziale pubblica
l’inclusione di un immobile in un piano per l’edilizia economica e popolare comporta necessariamente la degradazione ad interesse legittimo del diritto dominicale del suo proprietario

Espropriazione per pubblica utilità e impianti di telecomunicazione
il carattere di pubblica utilità dell’opera viene attribuito, a fronte di motivi di pubblico interesse, con decreto del Ministero delle comunicazioni

Espropriazione dei beni attigui e delle frazioni residue
in sede di formulazione delle osservazioni il privato può chiedere all’amministrazione di estendere l’espropriazione alle frazioni residue per le quali risulti disagevole l’utilizzazione ovvero siano necessari considerevoli lavori per disporne una agevole utilizzazione

Espropriazione per pubblica utilità
L’espropriazione per pubblica utilità appartiene alla categoria dei provvedimenti ablatori a carattere reale, il cui fine si riversa nella sottrazione ad un soggetto privato e, in taluni casi, ad un soggetto di diritto pubblico, della proprietà o del possesso di un determinato bene mobile o immobile o, ancora, di altra utilitas per motivi di interessi generali, dietro corresponsione di una somma di denaro a titolo di indennizzo

L’istituto espropriativo nella costituzione e il principio di legalità
Tutti gli istituti giuridici hanno quale condizione legittimante la loro compatibilità e conformità ai canoni e ai principi sanciti dalla Costituzione . L’espropriazione per pubblica utilità non può fare eccezione specie se si considera che, come è stato precedentemente affermato, l’istituto in questione è destinato a incidere sul più sacro e inviolabile dei diritti patrimoniali, ovvero sul diritto di proprietà.

Potere espropriativo e potere conformativo
All’interno dell’articolo 42 della Costituzione si distinguono due tipologie di potere amministrativo: il secondo comma si riferisce al potere conformativo, mentre il terzo comma è relativo al potere espropriativo.

interesse generale
Dall’analisi del dettato costituzionale si ricavano i tre presupposti necessari affinché il potere espropriativo sorga e venga legittimamente esercitato.

La riserva di legge
il terzo comma dell’art. 42 della Costituzione prevede che l’espropriazione possa essere disposta solamente nei casi previsti dalla legge o dai regolamenti. L’art. 2, comma 1, Testo Unico si adegua al dettato costituzionale, prevedendo che «l’espropriazione dei beni immobili o di diritti relativi ad immobili […] può essere disposta nei soli casi previsti dalle leggi e dai regolamenti».

espropri e giurisprudenza sovranazionale
La Corte di Strasburgo non ha mancato di esprimersi con riferimento al potere conformativo della Pubblica Amministrazione, anch’esso riconosciuto dall’art. 1 del Protocollo n. 1, che ammette che lo Stato possa disciplinare l’utilizzo dei beni in conformità all’interesse generale, a tal fine promulgando le leggi necessarie.

La proprietà privata e l'espropriazione per pubblica utilità
Nell'ordinamento italiano, la proprietà consiste nel diritto di godere e di disporre di una bene in modo pieno ed esclusivo, pur nei limiti indicati dalla legge; a determinate condizioni, però, la Pubblica Amministrazione dispone del potere di imporre un sacrificio alla proprietà, in nome del perseguimento di un vantaggio per la collettività

L'espropriazione prima del Testo Unico
Il codice civile emanato nel 1865 ha recepito questa impostazione e ha introdotto l'istituto espropriativo per l'utilità collettiva in termini simili a quelli adoperati dallo Statuto; l'esercizio del potere ablativo, tuttavia, veniva limitato a casi eccezionali, in ossequio ad una concezione della proprietà quale diritto di derivazione quasi sacra, frutto di lunghi conflitti per la conquista della tutela della potestà dominicale

L'espropriazione e il D.P.R. 327/2001
Il procedimento espropriativo è stato articolato in fasi fondamentali: l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio; la dichiarazione di pubblica utilità; la determinazione dell'indennità; l'emanazione del decreto di esproprio.

L'espropriazione e il D.Lgs. 302/2002
Il decreto legislativo 27 dicembre 2002, n. 302, è intervenuto a modificare la disciplina delle espropriazioni delineata dal Testo Unico a distanza di pochi mesi dalla sua emanazione, al fine principalmente di garantire la massima rapidità delle procedure e di agevolare l'istituto dell'immissione in possesso.