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diritti dell'uomo

 

TEMI degli articoli



Indennità di espropriazione alla luce della convenzione europea dei diritti dell'uomo
Alla luce della più recente giurisprudenza costituzionale e della Corte EDU deve essere individuato un «nucleo minimo» di tutela del diritto di proprietà, garantito dall'art. 42, terzo comma, Cost., e dall'art. 1 del primo protocollo addizionale della CEDU, in virtù del quale l'indennità di espropriazione non può trascurare il dato valutativo inerente ai «requisiti specifici» del bene, né può eludere un «ragionevole legame» con il valore di mercato.

Sviluppi della giurisprudenza di legittimità e CEDU: l'indennità d'esproprio
Per le espropriazioni di aree edificatorie in corso da diversi decenni si profilava una situazione paradossale: avevano conseguito il diritto al controvalore dell’immobile stimato quale area edificabile; per poi veder drasticamente ridotto il relativo importo per il sopravvenire dell’art.5 bis, ad una frazione compresa tra il 33% ed il 50% di detto valore, quindi ottenerne la riespansione al prezzo di mercato e appena due mesi dopo ne veniva operata la riduzione al 75% dalla finanziaria 2007

La riforma del sistema indennitario italiano con lo sguardo rivolto a Strasburgo
Il legislatore nazionale, sempre più consapevole della forza politica e giuridica delle condanne emesse dalla CEDU, ha compreso la portata di quel diritto di matrice sovranazionale e ha imboccato la via di un adeguamento del sistema interno alle indicazioni che possono trarsi dalle condanne di Strasburgo. Si assiste infatti ad interventi normativi rivolti a riconoscere il carattere primario della Convenzione europea, capace di operare a prescindere dal controllo di costituzionalità delle leggi

La riforma del sistema indennitario italiano e le reazioni di Strasburgo: i rapporti tra le corti
Un sano componimento delle diverse istanze può e deve realizzarsi attraverso il canone dell’interpretazione conforme. Il che impone di valorizzare, piuttosto che sminuire, i punti di sintonia fra i sistemi e così fornire attraverso questi una lettura concorde dei punti distonici, senza prediligere la tesi gerarchica fra sistemi sistemi ma piuttosto imbracciando la più convincente e persuasiva “arma” della meditata e persuasiva comprensione dei sistemi, dei tratti e delle linee evolutive comuni

La riforma del sistema indennitario italiano e le reazioni di Strasburgo: regime transitorio ed indennizzo espropriativo
Non meno agevole risulterà il ruolo del giudice nell’esaminare la compatibilità del regime transitorio introdotto dal legislatore del 2007 per l’indennità di esproprio, visto che si applica a tutti i procedimenti espropriativi in corso, salvo che la determinazione dell'indennita' sia stata condivisa, ovvero accettata, o sia comunque divenuta irrevocabile. È in un contesto ricco di zone grigie che si inserisce l'ennesima condanna della CEDU all'Italia in merito all'indennità di espropriazione

Indennizzo espropriativo: le regole del giudice di Strasburgo
È stata la CEDU ad individuare progressivamente i canoni generali in materia di indennizzo espropriativo. Il giudice di Strasburgo ha infatti escluso, se non in rari casi, che la proprietà possa essere espropriata senza indennizzo. In linea con tale affermazione, si è poi ritenuto che un pagamento ragionevole all’espropriato garantisca il giusto equilibrio fra i contrapposti interessi. Il riferimento alla ragionevolezza lascia comunque agli Stati ampio margine nella quantificazione del ristoro

La Carta di Nizza-Strasburgo, CEDU e la Carta dei diritti fondamentali
L’art.17 della Carta dei diritti fondamentali ricalca le linee fondamentali dell’art.1 del protocollo aggiuntivo alla CEDU, tuttavia prevedendo due rilevanti innovazioni sul versante della tutela del proprietario colpito da un atto ablatorio, riconoscendo esplicitamente per un verso il diritto del proprietario alla giusta indennità e, per altro verso, garantendo effettività al ristoro che dovrà essere versato “in tempo utile”. Dette modifiche solo apparentemente appaiono di basso profilo

Scordino contro Italia fa crollare il sistema dell’indennizzo espropriativo
Se il principio del ristoro pieno del valore del bene può subire limitazioni nei casi di espropriazione, ciò è tollerato quando si adottano misure di riforma economica o misure tendenti a conseguire maggiore giustizia sociale o quando sono operati cambiamenti fondamentali del sistema. Applicando tali principi, la Corte ha concluso che nel caso Scordino c. Italia mancando un legittimo scopo di pubblica utilità non poteva essere giustificato un ristoro di gran lunga inferiore al valore di mercato

La CEDU sul diritto di proprietà e l’impatto nel sistema italiano
Le violazioni ascritte all’Italia dalla Corte europea hanno fatto emergere una continuata violazione del diritto di proprietà sul versante patrimoniale e su quello umano. Rispetto alla posizione del proprietario la Corte di Strasburgo ha avvertito una netta corresponsabilità delle Istituzioni che, pur considerate unitariamente a livello internazionale, lasciavano intravedere nitidamente i contributi causalmente idonei a cagionare il pregiudizio sofferto dal proprietario espropriato illecitamente