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soggetti attivi


TEMI degli articoli



Natura giuridica e beni amministrati da A.N.A.S. spa (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade)
L'assetto privatistico dell'ANAS ha incidenza concreta soltanto sulla fase gestionale del nuovo soggetto, permanendo sia la natura pubblica del nuovo organismo, sia i poteri pubblicistici propri dell’Ente proprietario delle autostrade e strade statali trasferite, tra i quali l’autotutela amministrativa.

I soggetti attivi nella procedura espropriativa secondo la normativa della Regione Lombardia
L’art. 3 della legge regionale della Lombardia 8 febbraio 2005 n. 6 dispone che sono delegati a soggetti concessionari della rete i poteri espropriativi e la competenza alla adozione dei relativi atti conseguenti alla dichiarazione di pubblica utilità. Appare conforme a tale previsione normativa che il decreto di esproprio sia stato adottato dal soggetto concessionario delegato al compimento degli atti espropriativi.

Esproprio per p.u. in Sardegna: funzioni svolte dagli enti provinciali
Il legislatore regionale ha mantenuto in vita gli enti provinciali pregiudicati dai referendum abrogativi del 6/5/2012, consentendogli di esercitare, seppur in via provvisoria e nelle more di un futuro riordino della materia, tutte le attribuzioni già di loro pertinenza, anche se la citata norma regionale presenta profili di dubbia legittimità costituzionale.

Le obbligazioni scaturenti dall'espropriazione per p.u.
Laddove l'attività espropriativa debba essere compiuta in nome e per conto dell'ente "delegante", le obbligazioni di natura indennitaria o espropriativa scaturenti da tale attività graveranno in solido sull'ente e sul soggetto delegato.

Delega dei poteri espropriativi: l'azione di rivalsa del «delegato»
L'affermazione della legittimazione passiva del Comune, con esclusione di un rapporto di concessione traslativo in favore di altro soggetto, comporta automaticamente, de plano, il rigetto della domanda di regresso che, proprio su tale concessione si basava.

I soggetti attivi nella procedura d'esproprio per pubblica utilità
Gli interessi giuridicamente rilevanti del Comune (quale ente istituzionalmente preposto alla tutela degli interessi che riguardano il proprio territorio e la popolazione ivi residente), non possono ritenersi limitati alla sola terraferma, ma si estendono anche al mare territoriale prospiciente quest'ultima, ogniqualvolta sia realizzata un'opera che per la distanza dalla spiaggia sia idonea a causare un'apprezzabile alterazione dello stato dei luoghi in cui risiede la popolazione comunale.

Soggetti attivi della procedura ablatoria: sostituzione/avocazione dell'Ente espropriante
Nel periodo di assenza del Soprintendente, la Direzione Regionale, Ufficio di livello dirigenziale generale, cui la Soprintendenza è sottoordinata, ben può adottare un provvedimento adottabile di norma anche dalla sottoordinata Soprintendenza (come la comunicazione di avvio del procedimento di dichiarazione di interesse culturale), essendo evidente che il protrarsi dell’assenza del soprintendente costituisce automaticamente ragione di necessità ed urgenza.

Occupazioni illegittime: la responsabilità solidale tra delegante e delegato
Con la delega all'appaltatore anche al compimento delle espropriazioni, l'Ente delegante non si spoglia delle responsabilità relative allo svolgimento della procedura espropriativa secondo i suoi parametri soprattutto temporali e conserva quindi l'obbligo di sorvegliarne il corretto svolgimento, anche perché questa si svolge in nome e per conto di detta amministrazione.

Il soggetto titolare del potere espropriativo e l'occupazione illegittima
La responsabilità del danno da occupazione appropriativa è addebitabile al titolare del potere espropriativo, cioè al soggetto tenuto al rispetto delle norme sull'espropriazione, sicché, ove l'opera pubblica sia stata realizzata da diverso soggetto, quest'ultimo in tanto può essere ritenuto autore dell'illecito e, quindi, responsabile del danno, in quanto al medesimo siano state trasferite le potestà relative al procedimento ablatorio.

Responsabilità derivanti dalla concessione traslativa di poteri espropriativi
Se l'opera pubblica è realizzata da impresa privata in forza di concessione, quest'ultima sarà legittimata passiva nel giudizio di opposizione alla stima se ad essa risultino conferite le potestà relative al procedimento ablatorio, con esclusione di ogni potere di vigilanza e controllo da parte della P.A. concedente, mentre è indifferente il fatto che essa abbia affidato a terzi, sotto la sua sorveglianza ed il suo controllo, di procedere alle espropriazioni.

La delega dell'espropriazione per l'edilizia residenziale pubblica
Del danno conseguente all'intervenuta occupazione illegittima per mancata conclusione del procedimento risponde anche il Comune delegante qualora lo stesso, in caso di inerzia da parte della Cooperativa delegata ex art. 60 L .n. 865/71, non abbia esercitato il potere di revoca della delega, rendendosi così corresponsabile dell'illecito.

Responsabilità dell'esproprio e delega del procedimento all'I.A.C.P.
In tema di espropriazione di aree da destinare ad edilizia economica e popolare sussiste la corresponsabilità dell'ente delegante e dell'ente delegato; non rileva l'eventuale mancanza della delega al compimento di tutte le operazioni ablatorie, qualora l'IACP sia stato delegato alla realizzazione dell'opera pubblica, realizzata in forza di provvedimento illegittimo, la cui validità era suo onere verificare nel momento in cui costituiva la fonte della sua legittimazione a porlo in esecuzione

L'attribuzione di pubblici poteri (espropriativi) al concessionario privato
In ipotesi di concessione ex L. n. 219/1981 artt. 81 e segg. è l'ente concessionario - e non già la P.A. concedente – a rispondere direttamente dei danni cagionati a terzi dall'opera pubblica e delle obbligazioni strumentalmente preordinate alla sua esecuzione, derivino gli stessi da attività legittima ovvero (ed a maggior ragione, atteso anche il carattere personale della relativa responsabilità) da illecito aquiliano.

Legittimazione passiva dell'occupazione sine titulo
Sia in ordine alla domanda di pagamento dell'indennità concordata, sia in ordine alla domanda di risarcimento del danno per occupazione appropriativa, l'unico soggetto legittimato passivo è l'ente espropriante, e non il soggetto mandatario che si è limitato a curare le procedure espropriative in nome e per conto dell'espropriante.

La legittimazione passiva nel giudizio di opposizione alla stima
L'individuazione del soggetto attivo del rapporto di espropriazione/occupazione, tenuto al pagamento dell'indennità, e, quindi, del soggetto passivamente legittimato nel giudizio di opposizione avverso la stima dell'indennità medesima, promosso dal proprietario, va effettuata con esclusivo riferimento al decreto di occupazione, in base alla persona in cui favore esso risulta adottato.

Legittimazione passiva nell'azione per la restituzione delle aree occupate sine titulo
Sussiste la legittimazione passiva nell'azione risarcitoria promossa a seguito di mancata conclusione del procedimento, della società alla quale risulti conferito, oltre alla gestione ed esecuzione dei lavori, anche il potere di adottare decreti di esproprio e che, quindi, avrebbe dovuto avvedersi del fatto che le attività stavano proseguendo oltre i termini fissati dagli atti della procedura espropriativa.

Responsabilità dell'occupazione illegittima e risarcimento danni
Tutta l'attività svolta nel corso dell'occupazione illegittima, da chiunque esplicata, per definizione illecita, rende l'autore o gli autori responsabili del relativo risarcimento ai sensi degli artt. 2043 e 2055 c.c.; detta responsabilità grava sempre e comunque anzitutto sull'ente che ha consumato l'illecita apprensione e posto in essere il mutamento del regime di appartenenza dell'immobile.

Edilizia universitaria ed espropriazioni per p.u.: i soggetti attivi
Per le opere ante TU, è delle Università il potere di adottare le delibere necessarie all’acquisizione delle aree, mentre il Prefetto è competente ad emettere i decreti di occupazione e di esproprio delle aree per la realizzazione di opere di edilizia universitaria.

Autorità espropriante e opere di pubblica utilità: l'E.N.E.L.
Nel caso di concessione di coltivazione geotermica rilasciata ad Enel s.p.a. non si rende necessario il rilascio di nuovo provvedimento autorizzativo ministeriale a seguito della creazione della consociata totalitaria Erga s.p.a., in quanto, alla luce della normativa comunitaria, tale evento non configura un subingresso bensì una successione- continuazione tramite società totalitaria.

Competenza dell'Ente Parco sulle espropriazioni per p.u.
A norma della legge regionale Regione Sicilia 6 maggio 1981, n. 98, e segnatamente a norma dell'art. 21, ottavo comma, la competenza degli enti locali è sostituita da quella dell’Ente Parco, ove si tratti di immobili ricadenti nel territorio del Parco.

La dichiarazione di pubblica utilità da parte della Società Ferrovie dello Stato
Ai sensi dell'articolo 14 del D.L. n. 333/1992 n. 333, le deliberazioni della Società Ferrovie dello Stato dirette all'approvazione di progetti hanno valore di dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, nei casi in cui l'articolo 25 della Legge 17 luglio 1985 n. 210 attribuiva tale valore alle deliberazioni dell'Ente Ferrovie dello Stato.

Espropri delegati alle società pubbliche di progetto
Alla luce del disposto di cui all’art. 5-ter del D.Lgs. n. 190/2002, attualmente trasfuso nell’art. 172 del D.Lgs. n. 163/2006, le società pubbliche di progetto sono autorità esproprianti ai sensi del T.U. n. 327/2001, per cui ben possono delegare (art. 6 comma 8 TU) il potere espropriativo al contraente generale e, per esso, alla società di progetto che il general contractor è tenuto a costituire laddove esso sia costituito da un raggruppamento di imprese

La delega amministrativa intersoggettiva in ipotesi di espropriazione per p.u.
In ipotesi di delegazione amministrativa intersoggettiva al soggetto delegato spetta ogni potere e, conseguentemente, ogni obbligo in relazione a tutta l'attività da compiere per la realizzazione dell'opera, comprese le occupazioni e le espropriazioni per pubblica utilità che si rendano necessarie, nonché la legittimazione passiva rispetto alle azioni promosse dai proprietari dei fondi occupati o espropriati.

La delega di firma e la delega delle funzioni espropriative
La delega di firma è un fenomeno di organizzazione interno alle pubbliche amministrazioni che lascia immutato il profilo dell’imputabilità dell’atto al soggetto, anche non firmatario, dotato di competenza nei rapporti esterni.

I soggetti attivi nelle procedure espropriative: i consorzi
La soppressione dei consorzi A.S.I., disposta dalla L.R. Sicilia n. 8/2012, deve intendersi, almeno in via di prima attuazione della predetta legge, come una messa in liquidazione e i rapporti in cui detti consorzi erano parte e i relativi patrimoni non sono immediatamente transitati per legge in capo ad altri soggetti, occorrendo a tal scopo il previo svolgimento del complesso procedimento disciplinato dalla citata legge.

La concessione traslativa e la realizzazione delle opere pubbliche
Non è esigibile che le funzioni attribuite ad un ufficio debbano essere inderogabilmente esercitate dalla persona fisica che ne ha la titolarità, in quanto, se così fosse, l'attività amministrativa resterebbe irrimediabilmente paralizzata in tutti i casi di temporanea assenza del titolare medesimo, con conseguente compromissione del principio di buon andamento della pubblica amministrazione.

Il concorso di più enti nell'espropriazione per pubblica utilità
Una concomitante procedura espropriativa sulla medesima particella da parte di diverso Ente non costituisce in termini generali motivo di preclusione all’esercizio del potere espropriativo (in disparte il diverso rilievo temporale di ciascuna procedura e la diversa allocazione delle opere de quibus) e stante la possibilità di forme di concordata utilizzazione delle opere.

Le aziende municipalizzate quali soggetti attivi nell'espropriazione per p.u.
Anche le aziende municipalizzate prive di personalità giuridica possono essere imputabili del fatto illecito, qualora abbiano dato un contributo causale alla determinazione del danno ingiusto, particolarmente in materia di occupazione appropriativa.

Quando si configura l'obbligo di astensione della giunta comunale
E' pacifico in giurisprudenza che il dovere di astensione degli amministratori locali sussiste in tutti i casi in cui essi versino in situazioni che, avuto riguardo al particolare oggetto della decisione da assumere, appaiano idonee anche solo in via potenziale a minare l'imparzialità dei medesimi, rendendo quindi del tutto irrilevante sia il superamento dell’eventuale prova di resistenza del voto, sia anche il mancato raggiungimento del risultato sperato e del pregiudizio dell’amministrazione.

La delega dei poteri espropriativi
La L. 10 agosto 1950, n. 646, art. 8, comma 1, come modificato dalla L. 29 luglio 1957, n. 634, art. 13, concernente i lavori di competenza della Cassa per il Mezzogiorno, consente la concessione dell'esecuzione delle opere anche a consorzi di bonifica, ma non prevede che nel contenuto di una tale concessione debbano rientrare anche tutte le operazioni necessarie per l'acquisizione delle aree e le procedure di espropriazione.

Espropriazione per p.u.: atti di gestione e atti di indirizzo
L’obbligo in capo al consigliere comunale di astenersi ex art. 78 D. Lgs. 267/2000 dalla discussione e votazione di delibere comunali riguardanti propri interessi, non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta.

L'autorita espropriante per la pubblica utilità: A.N.A.S.
L’art. 6 del d.P.R. n. 327/2001 prevede che l’autorità competente alla realizzazione di una opera pubblica è anche competente all'emanazione degli atti del procedimento espropriativo che si rendano eventualmente necessari.