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distanze legali

 

TEMI degli articoli



Rispetto delle distanze legali per le costruzioni a confine con piazze e vie pubbliche
Nel caso di azione proposta non per rivendicare la proprietà dell'area, ma il rispetto delle distanze legali tra costruzioni, sono i resistenti che debbono provare la natura pubblica della piazza o delle vie a confine delle quali sorgono le costruzioni che si pretendono esonerate dal rispetto delle distanze legali ex art. 879 c.c., comma 2.

Metodi di computo delle distanze legali dal confine e tra edifici
Le solette esterne non sono computabili ai fini della distanza tra pareti finestrate, rientrando tra le sporgenze del fabbricato avente natura ornamentale.

Limiti inderogabili di distanza tra pareti finestrate
Non può essere ritenuta contraria all'art. 9 D.M. 1444/1968 una norma di P.R.G. che, rispettando la distanza di dieci metri tra le pareti finestrate, ponga limiti diversi per le zone di completamento con riguardo alla distanza dalle strade, tenendo conto che la pianificazione urbanistica non può che tenere conto dello stato di urbanizzazione delle diverse zone omogenee.

Le norme legislative antisismiche sugli intervalli di isolamento fra edifici
L'art. 19 legge 21/1970, che ha integrato il d.l. 79/1968, prevede deroghe alle prescrizioni edilizie in materia sismica dettate dalla legge 1684/1962, la quale, a sua volta, ha carattere integrativo delle disposizioni di cui all'art. 873 c.c. e ss. quanto agli intervalli di isolamento fra edifici così come previsti dall'art. 6 legge 1684/1962, cioè metri sei di distanza tra i muri frontali degli edifici.

Applicazione delle norme sulle distanze tra costruzioni in caso di abusi edilizi
Le distanze tra costruzioni prescritte dal codice civile e dalle norme regolamentari devono essere osservate anche in relazione a preesistenti edifici realizzati abusivamente.

Il proprietario confinante che lamenti la violazione delle distanze ha diritto sia al ripristino che al risarcimento del danno
In tema di violazione delle distanze tra costruzioni previste dal codice civile e dalle norme integrative dello stesso, al proprietario confinante che lamenti tale violazione compete sia la tutela in forma specifica, finalizzata al ripristino della situazione antecedente al verificarsi dell'illecito, sia quella risarcitoria.

Prevalenza del D.M. 1444/1968 sui successivi regolamenti locali
L'art. 9 D.M. 1444/1968, essendo stato emanato su delega dell'art. 41-quinquies legge 1150/1942 ha efficacia di legge dello Stato, sicché le sue disposizioni in tema di limiti inderogabili di densità, altezza e distanza tra i fabbricati prevalgono sulle contrastanti previsioni dei regolamenti locali successivi, ai quali si sostituiscono per inserzione automatica.

Esonero dal rispetto delle distanze legali per le costruzioni a confine con piazze e vie pubbliche
Le norme che prescrivono determinate distanze per l'apertura di vedute dirette e balconi non possono trovare applicazione, per la espressa previsione dell'art. 905, terzo comma, c.c., quando tra i due fondi vicini vi sia una via pubblica; gli stessi principi valgono anche quando la strada non separa i due fondi, non essendo necessario che i due fondi si fronteggino essendo sufficiente che essi siano confinanti con la via pubblica, indipendentemente dalla loro reciproca collocazione.

L'ordine di arretramento dell'edificio eretto in violazione delle norme sulle distanze tra le costruzioni
E' evidentemente problematica l'individuazione delle distanze attraverso la sola riproduzione fotografica dei luoghi, senza alcun specifico accertamento tecnico al riguardo.

Le azioni di manutenzione a seguito di molestia possessoria
Se il mero fatto della costruzione a distanza illegale non comporta lo "spoglio" del possesso del proprietario confinante e pertanto non può essere represso sul piano possessorio, con l'azione di reintegrazione, rende, tuttavia, esercitatile l'azione di manutenzione, in quanto il possesso si concreta in uno stato di fatto la cui persistenza presuppone il rispetto, da parte del confinante, del limite legale e l'inosservanza delle distanze legali vale ad integrare molestia possessoria

Computo e applicazione delle distanze legali dai confini: casistica
La normativa sulle distanze degli edifici si riferisce ad opere che per la loro consistenza abbiano l'idoneità a creare intercapedini pregiudizievoli alla sicurezza ed alla salubrità del godimento della proprietà fondiaria.

La facoltà di costruire sul confine: in aderenza o in appoggio
Ai fini di valutare il rispetto delle distanze e la possibilità di edificare in edificare in aderenza, non è possibile riconoscere carattere di costruzione ad un semplice grigliato metallico avente valenza per lo più decorativa.

La nozione di costruzione ai fini del calcolo delle distanze legali dal confine e tra opere adiacenti
La nozione di costruzione non si identifica con quella di edificio, ma si estende a qualsiasi opera non completamente interrata, avente i requisiti della solidità, dell'immobilizzazione rispetto al suolo anche mediante appoggio, incorporazione o collegamento fisso con una preesistente fabbrica, e ciò indipendentemente dal livello di posa e di elevazione, dai caratteri del suo sviluppo aereo, dall'uniformità e continuità della massa e dal materiale impiegato per la sua realizzazione

Condizioni di derogabilità dalle prescrizioni relative alle distanze legali tra gli edifici
Le distanze prescritte (art. 873, c.c.) nell'interesse privato fra gli edifici, nonché fra questi ed i confini, sono derogabili con il consenso fra vicini, ma non lo sono le distanze prescritte nella disciplina (a valenza eminentemente pubblicistica e, quindi, inderogabile) urbanistica e nel piano urbanistico, a tutela dell'interesse pubblico ad una progettazione urbanistica sistematicamente ordinata, a meno che la deroga non sia esplicitamente prevista dalla legge.

Distanze legali tra gli edifici e determinazione dei confini
Ai fini delle distanze legali, deve ritenersi che la semplice esistenza di una recinzione non rende incontestabile il confine tra due fondi, ove non si dimostri che tale recinzione è stata apposta in conformità ai titoli o in base ad un accordo tra le parti.

La rinuncia al rispetto delle distanze legali determina la costituzione di un diritto reale
La rinuncia al rispetto delle distanze legali determina la costituzione di un diritto reale, vale a dire la costituzione della servitù di mantenere la costruzione a distanza inferiore a quella dovuta soltanto qualora l'accordo abbia forma negoziale e sia stipulato per iscritto. Tali requisiti non possono ritenersi integrati dalla semplice sottoscrizione di un progetto e da una domanda inoltrata alla P.A..

La violazione delle distanze minime tra costruzioni con riferimento al criterio dell'altezza
La distanza minima tra facciate prospicienti sancisce la distanza che occorre mantenere tra le costruzioni a tutela di esigenze generali di igiene, salubrità e sicurezza degli abitati (cfr. anche l'art. 9 del d.m. 2.4.1968, n. 1444) e, dunque, a salvaguardia di primari interessi di natura pubblicistica.

Definizione di «veduta» ed implicazioni sul rispetto delle distanze legali dalle costruzioni
Si intendono per pareti finestrate, in generale, tutte le pareti munite di aperture di qualsiasi genere verso l'esterno, quali porte, balconi, finestre di veduta o di luce.

L'onere della prova nelle questioni relative al ripristino della distanza legale tra le costruzioni
Income sull'attore l'onere di dimostrare in relazione all'epoca di edificazione delle varie opere di ampliamento e trasformazione, se ed in quale misura le stesse siano illegittime perché in contrasto con le norme del Codice Civile o degli strumenti urbanistici di volta in volta vigenti.

Lo strumento urbanistico locale ad integrazione della normativa codicistica sulla distanza tra gli edifici
Le norme degli strumenti urbanistici che impongono l'osservanza di una determinata distanza della costruzione dal confine non esprimono una regola diversa rispetto a quella codicistica basata sulla distanza tra fabbricati, ma una differente tecnica di protezione interna alla medesima regola del distacco, che in tutte le sue applicazioni va declinata unitariamente

La distanza legale dal confine: il principio della prevenzione temporale (art. 873 Cod. Civ.)
Qualora si accerti che, in virtù della prevenzione, il convenuto ha costruito per primo, le eventuali irregolarità da questi compiute in fase di ristrutturazione, che non incidano sulla disciplina delle distanze, non legittimano una domanda di riduzione in pristino nei suoi confronti.

La rilevanza giuridica della concessione edilizia in tema di distanze nelle costruzioni
La costruzione in difformità della concessione edilizia non integra di per sé la violazione di norme edilizie sostanziali.

Legislazione regionale in Veneto e Sicilia in materia di distanze legali tra edifici
La regolazione delle distanze tra i fabbricati deve essere inquadrata nella materia «ordinamento civile», di competenza legislativa esclusiva dello Stato, poiché tale disciplina attiene in via primaria e diretta ai rapporti tra proprietari di fondi finitimi e ha la sua collocazione innanzitutto nel codice civile.

Inderogabilità delle distanze tra pareti finestrate
Data la connessione e le interferenze tra interessi privati e interessi pubblici in tema di distanze tra costruzioni, l’assetto costituzionale delle competenze in materia di governo del territorio interferisce con la competenza esclusiva dello Stato (ordinamento civile) a fissare le distanze minime, sicché le Regioni devono esercitare le loro funzioni nel rispetto dei principi della legislazione statale, potendo, nei limiti della ragionevolezza, fissare limiti maggiori.