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espropriativi conformativi

 

TEMI degli articoli



Carattere conformativo dei vincoli urbanistici in Zone Territoriali Omogenee
Il carattere generale ed astratto della previsione del piano regolatore generale relativa all'inclusione dei fondi in una zona omogenea destinata ad usi che ne consentono l'edificazione, esclude la possibilità di riconoscere a tale classificazione la natura di vincolo preordinato all'esproprio.

Natura conformativa o espropriativa dei vincoli urbanistici derivanti da localizzazione e zonizzazione
I vincoli conformativi alla proprietà privata incidono su di una generalità di beni, nei confronti di una pluralità indifferenziata di soggetti, in funzione della destinazione assolta dalla intera zona in cui questi ricadono e delle sue caratteristiche intrinseche, mentre i vincoli espropriativi incidono su beni determinati al fine non di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica specifica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata.

Carattere conformativo dei vincoli di zonizzazione del territorio comunale
Il carattere conformativo di un vincolo è configurabile ove tale vincolo miri ad una (nuova) zonizzazione dell'intero territorio comunale o di parte di esso, sì da incidere su di una generalità di beni, nei confronti di una pluralità indifferenziata di soggetti, in funzione della destinazione dell'intera zona in cui i beni ricadono ed in ragione delle sue caratteristiche intrinseche o del rapporto (per lo più spaziale) con un'opera pubblica.

Verde privato e verde pubblico: natura dei vincoli urbanistici
Il potere ablatorio previsto dall’art. 25 l.u. appare applicabile solo quando lo strumento urbanistico generale imponga (in pratica), con riferimento ad una singola area edificabile, un indice di fabbricabilità diverso ed inferiore rispetto a quello fissato in via generale per la medesima zona omogenea, e non quando, in relazione ad una intera zona omogenea, venga apposto un divieto assoluto di edificabilità nell’ambito del quale si puntualizza la funzione a “verde privato" di sincoli lotti.

Il vincolo di destinazione «a viabilità»
Con riferimento al vincolo di destinazione "a viabilità" si ha un vincolo preordinato ad esproprio qualora tale destinazione sia assimilabile all'indicazione delle reti stradali all'interno e a servizio delle singole zone, di regola rimesse allo strumento di attuazione, e come tale, riconducibile a vincoli imposti a titolo particolare, di carattere espropriativo, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione lenticolare di un'opera pubblica

Lo strumento urbanistico attuativo e la qualità soggettiva dei proprietari
Nell’ampia dizione di “strumento urbanistico attuativo”, sono comprese forme di pianificazione urbanistica di secondo livello ad iniziativa privata o promiscua in regime di economia di mercato le quali, in quanto attuabili dal privato e senza la necessità di previa ablazione del bene, sottraggono la previsione di cui si discute dallo schema ablatorio-espropriativo presupposto dalla norma di garanzia di cui alla L. n. 1187 del 1968.

Vincoli di natura «sostanzialmente» espropriativa
Una norma di piano, ad apparente contenuto classificatorio, la quale destini un’area edificabile ad ospitare solamente comunità religiose e servizi privati gestiti da religiosi, finisce per svuotare, ed in maniera sensibile, il contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene, che viene reso scarsamente utilizzabile rispetto alla sua (pur riconosciuta) vocazione edificatoria, così diminuendone in modo significativo il valore di scambio.

Vincoli urbanistici relativi a: verde agricolo, verde boschivo, verde privato
Non sono soggetti a decadenza le previsioni di un piano regolatore che destinano un'area a verde, trattandosi di vincoli conformativi della proprietà, in quanto inquadrabili nella zonizzazione dell'intero territorio comunale o di parte di esso, che incidono su una generalità di beni, in funzione della destinazione dell'intera zona in cui questi ricadono.

Natura del vincolo sulla destinazione a verde pubblico
La destinazione a verde pubblico non determina l’apposizione di alcun vincolo preordinato all’esproprio, qualora tale previsione sia accompagnata dalla dichiarazione dell'Amministrazione, di non voler pregiudicare il mantenimento dell’attività produttiva in essere.

Vincoli urbanistici relativi a: verde pubblico attrezzato, verde sportivo, verde urbano
Non è vincolo soggetto a decadenza la previsione di un piano regolatore che destini un’area a “verde pubblico attrezzato", trattandosi di vincoli conformativi della proprietà, in quanto inquadrabili nella zonizzazione dell’intero territorio comunale o di parte di esso, che incidono su una generalità di beni, in funzione della destinazione dell’intera zona in cui questi ricadono.

La pianificazione territoriale di un asse viario e di un sistema di viabilità ferroviaria
Ha natura conformativa la destinazione ad asse viario, dichiaratamente di massima e pertanto non rigidamente vincolante per il tracciato definitivo da stabilirsi con successivo provvedimento applicativo.

Vincoli urbanistici conformativi ed espropriativi: le attrezzature pubbliche e le attrezzature sanitarie
Essendo rimesso all’interprete il delicato compito di distinguere, volta per volta, tra i vincoli conformativi e i vincoli espropriativi, tale attività va svolta assumendo a costante parametro di riferimento il contenuto minimo essenziale del diritto dominicale.

Verifica della natura espropriativa o conformativa dei vincoli urbanistici
La natura espropriativa o conformativa del vincolo va verificata non in astratto, ma sulla base della concreta disciplina urbanistica impressa ai singoli suoli, al fine di accertare se la destinazione impressa agli stessi si risolva in una sostanziale ablazione ovvero, non svuoti di contenuto i diritti dominicali dei proprietari.

Quando la destinazione a parcheggi ha natura espropriativa?
Alla luce della sentenza della Corte Cost. n. 179/1999, l’esclusione dallo schema ablatorio della destinazione a parcheggio deve intendersi riferito al parcheggio privato a pagamento, che determina un interesse commerciale al suo sfruttamento e non anche ai parcheggi pubblici in cui l’erogazione del servizio pubblico è riservata all’Ente territoriale, il quale la esercita mediante la concessione dei propri poteri, sia pure assicurando l’introito della tariffa.

La destinazione dell'area a viabilità: natura dei vincoli e contenuto della proprietà
E’ certamente a carattere conformativo il vincolo afferente la previsione - nello strumento urbanistico - di interventi di realizzazione della "grande viabilità" nel mentre le previsioni stradali di zona o comprensoriali hanno certamente una prospettiva di segno lenticolare e sono da ritenersi impositive di vincoli espropriativi.

Natura «variabile» dei vincoli imposti alla proprietà privata
Non ogni vincolo posto alla proprietà privata dallo strumento urbanistico generale ha carattere espropriativo ed è dunque soggetto alla disciplina relativa, dovendosi distinguere tra vincoli espropriativi e vincoli conformativi secondo una linea di discrimine che ha un preciso fondamento costituzionale, in quanto l’art.42 Cost. prevede separatamente l'espropriazione (terzo comma) e i limiti che la legge può imporre alla proprietà al fine di assicurarne la funzione sociale

Condizioni di legittimità dell'apposizione di un vincolo espropriativo
Nel sistema del D.P.R. n. 327/2001 il vincolo discende dallo strumento urbanistico generale o da una sua variante che localizzi su un suolo una determinata opera pubblica. Il piano di recupero non rientra tra gli atti attraverso i quali è possibile imprimere il vincolo di preordinazione all’esproprio.

Perfezionamento della procedura di apposizione di un vincolo preordinato all'esproprio
Dall’articolo 9 del d.p.r. n.327 del 2001, si evince che un bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio quando diventa efficace l'atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero una sua variante, che prevede la realizzazione di un opera pubblica o di pubblica utilità.

La destinazione dell'area «ad attrezzature»: natura e portata del vincolo urbanistico
La destinazione a sevizi d’interesse generale (nel caso di specie teatro all’aperto e fruizione turistica), comporta il regime giuridico di tali destinazioni con conseguente suscettibilità di espropriazione dei beni.

Condizioni e significato della destinazione «lenticolare» di un'area
Il vincolo, se incide su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Casistica relativa all'imposizione di vincoli espropriativi: l'edilizia popolare, carceraria e residenziale
L'inclusione di aree all’interno delle aree zonizzate e destinate a p.d.z. ex l. n. 167/62, configura un vincolo conformativo, in ragione della sua incidenza su una generalità di beni. Conseguentemente, esso non è soggetto a decadenza, posto che esso non inibisce in radice il godimento del bene da parte del proprietario, potendo circoscriverne soltanto le modalità esplicative.

Vincolo urbanistico alla previsione «ad attrezzature scolastiche e di interesse comune»
La previsione ad “attrezzature scolastiche e di interesse comune”, la cui attuazione è riservata alla P.A., configura un vincolo urbanistico “puntuale” preordinato ad esproprio, soggetto a decadenza per l’inutile decorso del termine quinquennale ex art. 9 T.U. 8 Giugno 2001 n° 327.

L'accertamento delle possibilità di edificazione per la determinazione dell'indennità di esproprio
Il calcolo del valore dell'area illegittimamente occupata deve prescindere dal vincolo (illegittimamente) apposto. Assumere il valore equivalente a quello della zona destinata all'opera pubblica (nel caso di specie parcheggio pubblico), per computare il danno, implicherebbe una notevole riduzione del risarcimento e significherebbe, in ultima analisi, che l’Amministrazione trarrebbe vantaggio dal suo stesso illecito.

Vincoli urbanistici espropriativi: nozione e natura
Nell’interpretazione fornita dalla giurisprudenza costituzionale, i vincoli a contenuto espropriativo sono quelli che imprimono al bene limitazioni tali da svuotare di contenuto il relativo diritto di proprietà, in quanto capaci di incidere sul godimento in modo così profondo, da renderlo inutilizzabile o da causare un azzeramento del relativo valore di scambio.

Vincoli espropriativi ed opere di urbanizzazione
Costante giurisprudenza proprio in tema di opere di urbanizzazione da realizzare a scomputo dei relativi oneri, ha avuto modo di affermare che le relative previsioni urbanistiche, indipendentemente dal fatto che la realizzabilità dell’opera sia per mano pubblica o privata, hanno natura sostanzialmente espropriativa, in quanto determinano ex lege la cessione gratuita della proprietà dell’opera e della relativa area all’ente pubblico, sottraendo la stessa al regime dell’economia di mercato.

Vincoli espropriativi finalizzati alla realizzazione di parchi pubblici, parchi giochi e percorsi naturalistici
Ove nell’ambito delle molteplici destinazioni possibili in una zona F, il Comune ha impresso la specifica destinazione a parco pubblico, è evidente che nessun intervento del privato è concretamente ed utilmente configurabile. Tale destinazione configura pertanto un vincolo espropriativo.

Quando la realizzazione di un parcheggio impone all'area un vincolo preordinato all'esproprio?
La previsione pianificatoria che destina un'area privata a parcheggio, la cui gestione sia prevista non già in capo al privato proprietario, bensì genericamente a dei privati non individuati, costituisce un vero e proprio vincolo a contenuto espropriativo e non conformativo, posto che la scelta del gestore privato sarà conseguenza di apposita procedura di assegnazione.

Vincoli urbanisitci preordinati alla realizzazione di servizi ed opere pubbliche
La prescrizione che esclude l'intervento edificatorio nelle aree libere con destinazioni urbanistiche relative ad aspetti strategici, ovvero al sistema della mobilità, delle infrastrutture e dei servizi pubblici generali nonché agli standard di cui al d.m. 2 aprile 1968, n. 1444, ha indubbia natura di vincolo preordinato all’esproprio con i conseguenti limiti temporali.

Natura conformativa o espropriativa del vincolo a verde pubblico
L'ipotesi che una destinazione di piano regolatore generale - e segnatamente, la destinazione a "verde pubblico" esprima un vincolo conformativo costituisce l'evenienza ordinaria, mentre assume carattere di eccezione l'ipotesi inversa, che la destinazione si traduca, cioè, in un vincolo preordinato all'esproprio.

Motivazione dei vincoli preordinati all'esproprio
La variante al PRG con cui è disposto il rinnovo del vincolo espropriativo ai sensi dell'art. 9 DPR 327/2001 (strumento urbanistico generale), deve essere assistita da adeguata motivazione.

Vincoli urbanistici espropriativi e conformativi
Pur preludendo all'acquisizione del terreno da parte di un ente pubblico, la destinazione ad opere, attrezzature ed impianti pubblici di interesse generale secondo gli standards previsti dal D.M. n. 1444 del 1968 impressa dallo strumento attuativo, conserva il suo carattere programmatico per il suo contenuto conformativo che deriva dalla definizione in via astratta e generale, vale a dire formulata in base a criteri preordinati, della zona di cui i terreni fanno parte.

I vincoli urbanistici conformativi: il vincolo agricolo
Priva di ogni fondamento è la contestazione secondo cui, attribuendo all’area una destinazione agricola, l’amministrazione avrebbe imposto un vincolo espropriativo, e ciò in considerazione della natura chiaramente conformativa della destinazione agricola.