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TEMI degli articoli



Discrezionalità della p.a. nella scelta dei mezzi per conseguire la disponibilità delle aree occorrenti all'esecuzione di opere pubbliche
La scelta del mezzo pubblicistico o privatistico, per conseguire la disponibilità delle aree occorrenti per l'esecuzione di opere pubbliche, è rimessa alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione. Il ricorso allo strumento dell'espropriazione per pubblica utilità costituisce l'ipotesi normale e spesso l'unica percorribile: essa non ha bisogno di particolare motivazione, mentre a dover essere motivata è semmai la scelta, normalmente più onerosa per la P. A., del mezzo privatistico.

Procedura espropriativa: la non annullabilità del provvedimento ex art.21 octies legge 241/1990
Uno dei tratti qualificanti della riforma del 2005 è stato infatti l'inserimento nella legge 241/1990 del Capo IV-bis, rubricato «Efficacia e invalidità del provvedimento amministrativo. Revoca e recesso», all'interno del quale il legislatore, per la prima, volta ha codificato la categoria della nullità del provvedimento amministrativo, disciplinando anche in chiave sostanziale le tradizionali 3 categorie di illegittimità dello stesso, ovvero: incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere

Considerazioni sull'art.21 octies legge 241/1990: il primo e secondo periodo
I poli attorno a cui ruota l'art. 21 octies sono tre: il provvedimento deve essere stato adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti; il provvedimento deve avere natura vincolata; deve essere palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. Se ne desume, dunque, che l’assenza di uno solo degli elementi tipizzanti impedisce l’operatività della norma, lasciando persistere il potere giudiziale di annullamento

Il rinnovo del procedimento espropriativo
La conclusione del procedimento espropriativo è disposta dal decreto di esproprio, che consente il passaggio del diritto di proprietà sotto la condizione sospensiva che esso sia successivamente eseguito. L’acquisto della proprietà dev'essere espressamente disposto solo a seguito della sua notifica ed esecuzione, indicandovi la data di immissione in possesso in calce allo stesso decreto. La mancata indicazione della condicio iuris comporta solo un'irregolarità poiché è determinata dalla normativa

Presupposti per la decretazione d'urgenza nell'espropriazione: il teatro Petruzzelli
La questione decisa dalla sentenza n.128 del 2008 della Corte Costit., riguarda l’espropriazione disposta con provvedimento legislativo, del teatro Petruzzelli di Bari. Il decreto-legge e la legge di conversione non hanno retto alla verifica di costituzionalità, per la carenza dei presupposti di necessità ed urgenza della decretazione di urgenza, con conseguente vizio della legge di conversione. Da alcuni è stato sottolineato che la Corte rimanga prigioniera del cliché della mancanza evidente

Espropriazione per pubblica utilità: procedura ordinaria e procedure accelerate
L’emanazione del decreto di esproprio, oltre alla conformità urbanistica, all’apposizione del vincolo e alla dichiarazione di pubblica utilità, è sottoposta alla preliminare determinazione dell’indennità. A tal fine il t.u. ha previsto una procedura, che chiameremo ordinaria e due procedure, che chiameremo accelerate. Solo nel primo caso l’emanazione del decreto di esproprio e l’immissione in possesso nei beni interessati dalla realizzazione sono preceduti da una rigorosa sequenza procedimentale

Procedure di espropriazione per p.u.: la sentenza TAR PE 445/2007
Un altro scenario è possibile nei rapporti tra procedura ordinaria e accelerata, come si desume dalla sentenza TAR PE 445/2007: l’innesto in corsa della procedura urgente nella procedura ordinaria. Nel caso in oggetto l’ente aveva intrapreso la procedura ordinaria, ma a seguito del comportamento non concordatario del proprietario si era determinata una situazione d'urgenza, che ha indotto ad abbandonare la procedura ordinaria per emettere senz’altro il decreto di esproprio di cui all'articolo 22

Espropri per p.u.: l'iter ordinario
Entro 30 giorni dall'efficacia della dichiarazione di p.u. il promotore dell’espropriazione compila l’elenco dei beni e delle ditte ed indica le somme per ciascun esproprio. Qualora l’efficacia della pubblica utilità derivi dall’approvazione di piani urbanistici esecutivi, il termine decorre dalla data di inserimento degli immobili da espropriare nel programma di attuazione dei piani. In questa fase il promotore dell’espropriazione beneficia dell’attività istruttoria effettuata dal progettista

Il deposito dell'indennità di esproprio
Diverse sono le ipotesi in cui l’Autorità espropriante dovrà ordinare il deposito dell’indennità provvisoria presso la Cassa depositi e prestiti. Il fatto che sia intervenuta l’accettazione incide sulla somma oggetto di deposito, che non dovrà essere oggetto di decurtazione e dovrà essere incrementata delle maggiorazioni di cui all’art. 45.2. Il rifiuto della indennità costituisce invece il fallimento dei tentativi di accordo, cui sono stati funzionali i momenti di contraddittorio tra le parti

Le somme depositate come indennità da esproprio
Nello svincolo delle somme depositate, occorre distinguere due ipotesi: che il deposito sia stato effettuato per mancata accettazione dell’indennità, o che sia stato depositato perché vincolato a diritti di terzi, senza tuttavia che si verificassero le condizioni per il pagamento diretto. Nella prima ipotesi, l’articolo 26.5 stabilisce che il proprietario può in qualunque momento percepire la somma depositata con riserva di chiedere in sede giurisdizionale l’importo effettivamente spettante

Accesso ai fondi
Non di rado può accadere che in questa fase preparatoria e, in via più generale, per tutte «le operazioni planimetriche e le altre operazioni preparatorie necessarie per la redazione dello strumento urbanistico generale, di una sua variante o di un atto avente efficacia equivalente nonché per l’attuazione delle previsioni urbanistiche e per la progettazione di opere pubbliche e di pubblica utilità» si renda necessario l’accesso all’area interessata dei tecnici incaricati.

Approvazione del progetto definitivo
Ai sensi dell’art. 17, comma 1 del t.u. in materia di espropriazione per pubblica utilità «il provvedimento che approva il progetto definitivo, ai fini della dichiarazione di pubblica utilità, indica gli estremi degli atti da cui è sorto il vincolo preordinato all’esproprio».

La natura giuridica e gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità
la dichiarazione di pubblica utilità rappresenta una condizione legittimante ovvero un presupposto necessario per l’esercizio del potere espropriativo [13], presentandosi, di conseguenza, come «teologicamente collegata, e […] strumentale, sotto il profilo funzionale, al provvedimento espropriativo»

Gli atti che contengono la dichiarazione di pubblica utilità
Ai sensi dell’art. 12 del d.p.r. n. 327/2001 la dichiarazione di pubblica utilità «si intende disposta» a fronte dell’adozione di uno degli atti espressamente elencati dalla norma stessa, ai quali, si ricollegano, in aggiunta ai loro naturali effetti, l’ulteriore effetto - conseguente, appunto, alla dichiarazione di pubblica utilità - di autorizzare l’esercizio del potere espropriativo

Dichiarazione di pubblica utilità e progettazione dell'opera
L’atto di approvazione del progetto, la disciplina urbanistica e il procedimento espropriativo risultano, dunque, connessi tra di loro, ancorché mantenenti una funzione e una struttura autonoma. Si tratta, però, di un’autonomia che trova un elemento di congiunzione nella dichiarazione di pubblica utilità intesa come il diaframma tra urbanistica e progettazione

Durata e proroga della dichiarazione di pubblica utilità
L’efficacia della dichiarazione di pubblica utilità dipende dall’efficacia del vincolo preordinato all’esproprio e, al contempo, costituisce un atto capace di protrarre l’efficacia del vincolo in questione. L’individuazione del termine è rimessa all’autorità espropriante che ha la facoltà di indicare il suddetto termine nel provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. Qualora l’amministrazione non voglia avvalersi di detta facoltà la legge stabilisce l’obbligo ...

Gli elenchi degli atti che dichiarano la pubblica utilità
Per avere un quadro sempre aggiornato dei dati relativi ai procedimenti espropriativi, anche in vista di un effettivo coordinamento e contenimento della spesa pubblica, l’articolo 14 del d.p.r. n. 327/2001 disciplina l’istituzione di un elenco degli atti che dichiarano la pubblica utilità con l’evidente obiettivo di rendere maggiormente responsabili le amministrazioni pubbliche coinvolte nel settore

Il procedimento espropriativo
Si è detto che il testo unico in materia di espropri predispone un ampio potere espropriativo i cui confini si estendono sul profilo soggettivo «anche a favore dei privati» e sul profilo oggettivo ricomprendendo sia i beni immobili sia i diritti relativi ad immobili .

Dichiarazione di pubblica utilità: definizione e la classificazione dell'istituto
L’ordinamento giuridico impone all’autorità amministrativa, quale condizione legittimante - ovvero quale necessario presupposto - per l’esercizio del potere espropriativo la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera che si intende realizzare

Le procedure accelerate: collocazione nell’ambito del procedimento espropriativo
Le peculiarità delle procedure accelerate di cui agli artt. 22 e 22 bis, vanno prioritariamente colte con riferimento alla collocazione delle stesse nell’ambito del procedimento espropriativo considerato nel suo complesso. L’esame pertanto sarà condotto separatamente per ciascuna procedura rispetto al procedimento ordinario.

La scelta “strategica” tra il decreto di esproprio e il decreto di occupazione
Mentre il ricorso alla procedura dell’articolo 20 non è sottoposto a particolari condizioni, tanto che essa può essere definita come la procedura espropriativa “ordinaria” da intraprendere, senza necessità di alcuna motivazione, dopo la dichiarazione di pubblica utilità e il “giusto procedimento” introdotto dall’art. 17.2, il ricorso alle procedure indicate dagli articoli 22 e 22 bis è soggetto a precise condizioni.

Le condizioni per il ricorso alle procedure accelerate. L’urgenza è sempre necessaria ?
L’analisi dei presupposti dei procedimenti accelerati assume particolare interesse non solo ai fini della individuazione delle ipotesi in cui l’Autorità procedente potrà derogare al procedimento ordinario, bensì anche al fine di individuare le peculiarità atte a distinguere i due tipi di procedura, analisi indispensabile per una scelta ponderata da parte della Autorità espropriante.

L’urgenza (apparentemente) “semplice” dell’articolo 22 e “particolare” dell’articolo 22 bis
Ai sensi dell’art. 22.1 la procedura accelerata, ivi prevista, è azionabile nel caso in cui l’avvio dei lavori rivesta carattere di «urgenza», tale da non consentire l’applicazione delle «disposizioni di cui all’art. 20».

Il concetto di urgenza
La versione originaria del DPR 327/2001 si limitava ad affermare che l’art. 22 doveva intendersi applicabile “in caso di particolare urgenza”; il riferimento dell’urgenza all’avvio dei lavori è stato introdotto successivamente dal decreto legislativo 302/2002 (che ha anche introdotto il decreto di occupazione ex art. 22 bis).

Gli articoli 22 e 22 bis del DPR 08.06.2001 n. 327
Gli articoli 22 e 22 bis del DPR 08.06.2001 n. 327 (Testo unico delle espropriazioni per pubblica utilità), introducono procedimenti accelerati derogatori dell’ordinario schema procedimentale, che segue l’approvazione del progetto definitivo o comunque dell’atto comportante la dichiarazione di pubblica utilità e che si sviluppa attraverso la rigorosa procedura di determinazione dell’indennità, disciplinata dal testo unico (20).

Legislazione regionale in materia di procedure accelerate
In Emilia Romagna pertanto il ricorso all’istituto dell’occupazione d’urgenza potrà effettuarsi nei modi e termini di cui al DPR 327/2001, così come anche sarà possibile il ricorso alla procedura di cui all’art. 22 in base alla normativa ivi contenuta.