Carrello
Carrello vuoto

animali

 

TEMI degli articoli



Il maltrattamento e la tutela degli animali
Le sensazioni e le varie facoltà ed emozioni, quali l’amore, la memoria, l’attenzione, la curiosità, l’imitazione, la ragione, ecc. di cui tanto si vanta l’uomo, sono rintracciabili in forma incipiente e talora perfino sviluppata anche negli animali

I diritti degli animali e i reati contro gli animali
La maggior parte delle filosofie orientali (Buddhismo e Induismo per fare degli esempi) considerano uomo, animale e natura come parti di un tutto armonico in cui ogni unità è fondamentale per lo sviluppo delle altre. In quest’ottica gli animali non sono mezzi a disposizione dell’uomo, ma soggetti da proteggere in quanto componente necessaria dell’armonia del creato .

Confisca degli animali maltrattati e sospensione dell'attività di trasporto, commercio e allevamento
Per i reati previsti dagli articoli 544-ter, 544-quater e 544-quinquies è sempre prevista la confisca degli animali, salvo che appartenga a persona estranea al reato ; non viene contemplato l’art. 544-bis, non essendo più possibile l’apprensione dell’animale vivo

Pellicce e tutela degli animali
L’85% della produzione mondiale di pellicce deriva da animali appositamente cresciuti e uccisi in allevamenti intensivi e dislocati prevalentemente in Europa (che detiene circa il 60% della produzione mondiale di pelli), ma anche in Cina (25% della produzione mondiale), Stati Uniti (poco più del 5%), Canada (4%), Russia (3%) e altri Paesi.

Strazio e sevizie di animali in manifestazioni e spettacoli
L’art. 544-quater punisce, salvo che il fatto costituisca più grave reato , chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali, ovvero attività insostenibili per le loro caratteristiche etologiche. Lo spettacolo o manifestazione può consistere in ogni forma di rappresentazione o dimostrazione (sportiva, acrobatica, di forza, di bellezza, di resistenza etc.) .

Tutela degli animali in manifestazioni, circhi, zoo
Queste “occasioni di intrattenimento” contrastano oltre che con il tentativo di attribuire agli animali un preciso status e alcuni specifici diritti, anche e soprattutto con quanto affermato nella dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale che all’art. 10 recita «nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo. Le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano animali sono incompatibili con la dignità animale» .

Combattimenti e competizioni clandestine tra animali. Cinomachie
La legge del 2004 colma anche un vuoto di tutela caratterizzato dall’assenza di una fattispecie delittuosa volta a reprimere efficacemente il dilagante fenomeno delle competizioni sportive clandestine tra animali. Fino ad allora l’unica fattispecie applicabile era la contravvenzione di cui all’art. 727 c.p., che era però assolutamente inadeguata a reprimere questo grave fenomeno criminale .

Scommesse clandestine, combattimenti tra animali e addestramenti con sevizie
Questo genere di “spettacolo”, che comprende le corse di cavalli o di asini, e i combattimenti tra galli ma soprattutto tra cani, si svolge in molti paesi, specialmente dell’Italia meridionale, in condizioni di estrema crudeltà. Secondo quanto denuncia la LAV, solo i cani coinvolti in combattimenti clandestini sarebbero più di 5.000.

Le sperimentazioni sugli animali, vivisezione, obiezione di coscienza
Le pratiche di sperimentazione sugli animali non sono frutto della scienza moderna, anzi esse presero avvio in concomitanza con le prime affermazioni della scienza medica e purtroppo assai spesso sono alla base di gravi errori , mentre si sono decisamente mostrate più utili le ricerche basate su studi diretti effettuati sul corpo umano .

Vivisezione e test sugli animali
La circolare ministeriale n. 8 del 1994 cerca di garantire il benessere animale promuovendo la riduzione del numero degli esperimenti, la diminuzione del numero degli animali da sottoporre ad esperimenti e la limitazione massima possibile della sofferenza procurata agli animali.

Caccia, pesca e tutela degli animali
La “caccia” esiste da quando esiste l’uomo, e per moltissimi secoli è stata una tra le poche forme di sostentamento. Si trattava di una vera e propria ricerca di cibo, e l’uccidere un animale era necessario per il sostentamento della specie umana; l’uomo si inseriva in un contesto naturale, cacciava per necessità esattamente come potevano fare il leone e gli altri predatori.

Maltrattamenti degli animali negli allevamenti a scopo alimentare
Quasi tutti gli allevamenti ricercano la produzione e la più alta redditività, e gli animali sono come macchine, snaturati in ogni loro funzione, ai quali vengono somministrati farmaci per essere più appetibili. Generalmente queste informazioni non emergono finché non si arriva allo scandalo, verso cui tutti puntano il dito, politici in primis: i vari “mucca pazza”, “polli alla diossina” e “vitelli gonfiati con gli anabolizzanti” ne sono un triste esempio.

Condizioni di allevamento di galline ovaiole, vitelli, suini, conigli ed altre specie
Nonostante la direttiva preveda che gli animali in questione debbano essere salvaguardati da sofferenze inutili ed eccessive, ai sensi di tale normativa le galline vengono allevate in batterie di gabbie in cui esse sono stipate in modo da impedire ogni tipo di movimento; le gabbie hanno un fondo arrotondato per ostacolare il riposo e consentire quindi una produzione quasi continua di uova

Tutela degli animali nella fase della macellazione
Fermo restando il principio fondamentale secondo cui gli animali non devono essere trasportati in condizioni tali da essere esposti a lesioni o a sofferenze inutili, la normativa contempera gli svariati interessi in gioco

La tutela degli animali domestici. Abbandono. Canili. Anagrafe. Microchips
Quando una persona ha in casa un animale domestico, viene considerata come qualcuno che “ama gli animali”. Spesso però non è così, a volte semplicemente perché non sono conosciute le caratteristiche etologiche dell’animale e quindi come poterlo trattare adeguatamente, altre per vera e propria crudeltà.

Maltrattamenti negli allevamenti e traffico illecito di cuccioli
Solo nel 2011 sono stati fatti sei sequestri e chiusi numerosi canili: nei casi di sequestri la situazione che si presenta è sempre la stessa, cani scheletrici, malati, nessuna sterilizzazione, spesso promiscuità, a volte morti .

Animali domestici: mutilazioni, collare elettrico, maltrattamenti
il cane ha una comunicazione prevalentemente corporea, e coda e orecchie sono utilizzate moltissimo nel rapporto con gli altri animali: la loro mutilazione priva il cane di un sistema comunicativo necessario, e in tal modo non viene soddisfatto un bisogno sociale dello stesso.

La tutela degli animali
Negli ultimi anni il pensiero che riguarda gli animali è radicalmente cambiato: non sono più visti come cose, ma come esseri senzienti in grado di provare dolore e lo Stato italiano, come anche altri Stati europei ed extra-europei, si è adeguato a tale pensiero con la legge 189 del 2004, nella quale viene riconosciuto un diritto agli animali di non provare sofferenze.

Pet Therapy
In Italia, la Pet therapy[15] è stata riconosciuta nel 2003 col D.p.c.m. 28 febbraio 2003[16] “recepimento dell’accordo[17] recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet therapy”.

Abbandono o incuria di animali
Di recente si è iniziato a parlare del cosiddetto “diritto all’affetto” per gli animali, con il quale si intende il diritto a ricevere le cure del padrone e a non essere abbandonato, e l’ambito non va ristretto al solo caso in cui l’animale venga lasciato per strada, ma anche a quell’abbandono più subdolo che priva il medesimo delle dovute attenzioni e dell’affetto del proprio compagno umano.

Tutela degli animali durante il loro trasporto
Successiva all’allevamento è la fase di trasporto degli animali regolata dal decreto legislativo n. 532 del 30 dicembre 1992, in attuazione della direttiva europea n. 628 del 1991, modificato dal decreto legislativo n. 388 del 20 ottobre 1998, in attuazione della direttiva europea n. 29 del 1995.