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indennità

 

TEMI degli articoli



Indennizzo ed espropriazione parziale
Pregiudizio e vantaggio sono entrambi ricollegabili all'espropriazione (ed alla conseguente o. p.) con un rapporto non solo diretto ed immediato, ma anche specifico ed esclusivo per il proprietario, cosi da costituire nel patrimonio di quest'ultimo due aspetti contrapposti del medesimo evento. Con la conseguenza di escluderne la ricorrenza nella quasi totalità delle espropriazioni parziali, e da non consentire di rinvenirne esempi applicativi nella casistica giudiziaria pur successiva al T. U

Pagamento dell'indennità di espropriazione
La L. n. 1/1978 art. 23, comma 2, come sostituito dalla L. n. 385/1980, art. 7, ha introdotto a beneficio degli espropriandi, che addivengono ad una determinazione non contenziosa delle indennità loro spettanti, un pagamento in tempi brevi dell'80% del loro credito; la decisione di beneficiare di queste agevolazioni nel conseguimento del pagamento in acconto, configurabile come diritto soggettivo, da parte degli espropriandi, è incompatibile con la riserva di far valere ulteriori ...

Indennità di esproprio in caso di opere private
L'applicazione della disposizione di cui all'art. 36 DPR 327/2001, in luogo di quelle dettate dagli artt. 37 e 40 (per effetto del carattere privato dell'iniziativa), non comporta un mutamento del criterio fondamentale di determinazione dell'indennità, il quale, per effetto della dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'art. 37, comma 1 (cfr. Corte cost., sent. n. 348 del 2007), e della sua sostituzione ad opera della L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 89, lett. a ...

Indennità di espropriazione: parametro legale vigente
Il prezzo della cessione volontaria mediante il quale si producono i medesimi effetti traslativi (a titolo originario) del provvedimento ablativo, è sottratto alla disciplina di diritto privato: esso è inderogabilmente fissato in riferimento alla misura dell'indennità di esproprio, secondo la normativa vigente al momento della procedura, onde evitare che le cessioni di beni la cui acquisizione sia stata dichiarata di p.u. restino affidate alla discrezionale (se non arbitraria) ...

Indennità di esproprio e piano particellare
L'oggetto del giudizio di determinazione dell'indennità di espropriazione è normalmente circoscritto in relazione a quanto ha formato oggetto del decreto di espropriazione, in conformità con il piano particellare approvato, sicché, se oggetto di espropriazione siano dei terreni, e non si faccia menzione dei fabbricati soprastanti, si deve presumere che essa abbia ad oggetto delle nude aree; costituisce onere dell'espropriato allegare l'esistenza di fabbricati sui terreni ...

Prescrizione dell'indennità di esproprio
L'azione dell'espropriato per la determinazione dell'indennità di esproprio è soggetta all'ordinario termine decennale di prescrizione, decorrente dalla data di adozione del decreto di esproprio, momento nel quale al diritto di proprietà sul bene si sostituisce il diritto dell'espropriato ad una somma di denaro che ne rappresenta il controvalore.

Indennità di espropriazione nelle province autonome di Trento e di Bolzano
Il sistema disciplinante il compenso per l'acquisizione del bene di proprietà privata all'ente pubblico regolato, nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano, dalla L.P. n. 10/1991, modificata dalla L.P. n. 1/1997, appare mutato da recenti interventi legislativi, riconoscibili nella L.P. Bolzano n. 4/2008 e nella L.P. n. 9/2009 . Tali interventi appaiono, in primo luogo, dettati dalla necessità di adeguare la legislazione provinciale alla nuova normativa statale in mate ...

Indennità di espropriazione nella Regione Sicilia
La L.R. n. 25 del 1993, art. 124, comma 4, nel richiamare il D.L. n. 333 del 1992, art. 5-bis, convertito con modificazioni dalla L. 8 agosto 1992, n. 359, non ne estendeva la portata oltre l'ambito applicativo proprio della norma statale, circoscritto all'espropriazione delle aree edificabili, con la conseguenza che l'indennità dovuta per l'esproprio di fabbricati doveva essere liquidata in base al criterio del valore venale previsto in via generale dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39.

Ripetizione dell'indennità di esproprio
Una volta sopravvenuta la revoca della dichiarazione di pubblica utilità dopo che sia stata percepita l'indennità di espropriazione dal proprietario espropriando a seguito di "accordo amichevole" deve essere restituito dall'espropriando quanto percepito; in particolare, per la restituzione della somma ricevuta dal privato a titolo di indennità di espropriazione valgono le regole della ripetizione dell'indebito, essendo l'art. 2033 c.c., applicabile anche nel caso ...

Espropriazione per pubblica utilità: la superficie indennizzabile
L'indennità di esproprio deve essere determinata con riferimento esclusivo alla superficie indicata nel decreto di esproprio e non a quella effettivamente occupata o utilizzata dall'amministrazione per l'esecuzione dell'opera; tuttavia ciò non significa che il giudice non possa rilevare eventuali errori materiali contenuti nel provvedimento in merito alla suddetta determinazione.

L'indennità di espropriazione in presenza di trattati internazionali
La regolamentazione di un rapporto contenuta in un Trattato internazionale ratificato da legge interna, trova fondamento nella Costituzione (art. 10, comma 2, e art. 117) e costituisce disciplina eccezionale della indennità di espropriazione non applicabile se non nei casi da essa previsti (art. 14 preleggi), in deroga alle previsioni normative sulla successione delle leggi nel tempo (artt. 11 e 15 preleggi).

Indennità di espropriazione: unicità e onnicomprensività
L'indennità per l'esproprio, essendo destinata a tener luogo del bene espropriato, è unica e non può superare in nessun caso il valore che esso presenta, in considerazione della sua concreta destinazione (il valore cioè che il proprietario ne ritrarrebbe se decidesse di porlo sul mercato).

Compensazione dell'indennità di esproprio con il vantaggio derivato dall'opera
È corretta la compensatio lucri cum damno, valutata in considerazione del maggior valore beneficiato dal fondo residuo per effetto dell'urbanizzazione in prossimità di un'arteria stradale, conseguente all'opera pubblica, miglioramento avente caratteri di specificità e di immediatezza.

indennità di espropriazione: criterio estimativo analitico ricostruttivo e sintetico comparativo
Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione l'applicazione del metodo di stima sintetico-comparativo trovava la sua giustificazione in un contesto in cui la valutazione indennitaria dei fondi espropriati era governata dal principio dell'edificabilità di fatto, siccome idoneo ad esprimere il valore di un determinato terreno nell'ambito della microzona a prescindere dalle indicazioni dello strumento urbanistico; al contrario, il metodo c.d. analitico-ricostruttivo muove dalle ...

Indennità di espropriazione, legittimità dei criteri estimativi
Sia la giurisprudenza della Corte Costituzionale che quella della Corte EDU hanno individuato in materia di indennità di espropriazione un nucleo minimo di tutela del diritto di proprietà, garantito dall’art. 42, terzo comma, Cost., e dall’art. 1 del primo protocollo addizionale della CEDU, in virtù del quale l’indennità di espropriazione non può ignorare «ogni dato valutativo inerente ai requisiti specifici del bene», né può elu ...

Indennità di espropriazione: criteri estimativi per peep e pip
Nel determinare col metodo analitico-ricostruttivo il valore venale del terreno edificabile espropriato, urbanisticamente incluso in Zona PEEP, correttamente sono detratte le spese delle opere di urbanizzazione primaria poste in essere dal Comune onde assicurare l'utilizzazione edificatoria dell'area espropriata, non ancora dotata di servizi ed infrastrutture.

Esigibilità dell'indennità di esproprio
Ove sia accertata e conclamata l'insussistenza di una valida procedura espropriativa, la carenza dei presupposti per l'attribuzione dell'indennità di espropriazione è del tutto palese.

Indennità di esproprio: maggiorazioni e indennità aggiuntive
Ai fini della maggiorazione del 10% prevista dall'art. 37 comma 2 DPR 327/2001, deve essere assunto a base della valutazione del divario di 8/10 l'indennità provvisoria ancorché in pendenza di procedimento sia entrata in vigore la disciplina di cui alla L. n. 244 del 2007, imposta dalla necessità di colmare la lacuna aperta dalla sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale.

Indennità di espropriazione: conguaglio
La disciplina del conguaglio ex L. 29 luglio 1980, n. 385 era collegata al presupposto indefettibile della natura edificatoria delle aree oggetto di cessione volontaria, il cui corrispettivo per l'appunto veniva ritenuto "conguagliabile" per l'applicazione di un diverso, seriamente ristoratore, criterio indennitario; ove la cessione sia stata convenuta per aree agricole, nessun conguaglio è azionabile ad integrazione del corrispettivo erogato e ciò anche prescindendo da ...

Indennità di espropriazione: danno da cantiere
Non può essere riconosciuto alcun indennizzo per il deposito di materiali di risulta sulla proprietà residua a seguito della costruzione dell’opera pubblica. Delle due infatti l'una: o tali depositi, compromettendo completamente l'utilizzo agricolo del terreno, implicano di fatto un'espropriazione aggiuntiva di cui deve essere richiesto il relativo indennizzo, oppure il deposito di tali rifiuti sul suolo residuo effettuato per conto dell'Amministrazione nella costruzione dell ...

Deposito e svincolo dell'indennità di espropriazione
Alla luce del disposto di cui all'art. 48 e segg. della L. n. 2359/18652 ed oggi DPR 327/2001, ove il proprietario espropriato non abbia accettato l’indennità offerta o non sia addivenuto ad un accordo amichevole, il pagamento di essa va sempre effettuato alla Cassa depositi e prestiti, con deposito che ha valore liberatorio per l’ente espropriante e che costituisce un mezzo di tutela per gli eventuali terzi lesi dalla espropriazione.

Indennità di asservimento
La previsione di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 46, non può essere intesa come riferita ai soli pregiudizi di carattere permanente, sull'implicito presupposto che laddove si parla di servitù il termine debba essere inteso esclusivamente nel significato di diritto reale costituito sul fondo servente con esclusione delle servitù temporanee. Una tale interpretazione, che consentirebbe alla P.A. di istituire di fatto delle servitù senza indennizzo, purché le servitù ...

Indennità di asservimento per elettrodotto
L'indennizzo per il fondo residuo disciplinato dal T.U. n. 1775 del 1933, art. 123, comma 1, non opera in modo indistinto ed automatico, ma può essere attribuito solo quando sia dimostrata l'attualità del deprezzamento e comunque il suo documentato verificarsi in conseguenza della costituzione della servitù, incidenza causale che non può essere individuata nella mera vicinanza con l'opera pubblica.

Limitazione dell'indennizzo da esproprio di immobile abusivo in fascia di rispetto
Nessuno può trarre vantaggio dall'attività illecita posta in essere; ne consegue il diniego di indennizzo del pregiudizio derivante dall'opera pubblica a manufatto abusivo, in quanto ubicato in fascia di rispetto.

Determinazione del valore immobile espropriato in fascia di rispetto stradale
I vincoli imposti sulle aree in fasce di rispetto della sede stradale o autostradale non arrecano alcun deprezzamento del quale debba tenersi conto in sede di determinazione del valore dell'immobile a fini espropriativi, facendo difetto il nesso di causalità diretto sia con l'ablazione, sia con l'esercizio del pubblico servizio cui l'opera è destinata.

Risarcimento del danno da occupazione illegittima: valore integrale del fondo e tassazione degli importi
Il contribuente può scegliere tra una ritenuta secca del 20% operata sull'intera somma erogata, e la tassazione ordinaria che determina l’ammontare dell’imposta tenendo conto della sola plusvalenza e delle altre componenti reddituali. La facoltà di scelta è lasciata al contribuente. Se questi non chiede di optare per la tassazione ordinaria, la tassazione secca realizzerà un prelievo fiscale inferiore a quello che risulterebbe rispettando il principio della tassazione sulla capacità contributiva

L'art.32 T.U. D.P.R.327/2001: lo ius tollendi
L’articolo 32 secondo comma del TU DPR 327/2001stabilisce che il valore del bene è determinato senza tenere conto delle costruzioni, delle piantagioni e delle migliorie, qualora risulti, avuto riguardo al tempo in cui furono fatte e ad altre circostanze, che esse siano state realizzate per conseguire una maggiore indennità. Si considerano tali le costruzioni, le piantagioni e le migliorie che siano state intraprese sui fondi soggetti ad esproprio dopo la comunicazione dell’avvio del procedimento

I diritti del proprietario espropriato dopo le sentenze n.348 e 349 della Corte Costituzionale
L’articolo 5 bis D.L.333/1992 in tema di indennità e risarcimento d'espropriazione è stata denunciata negli anni '90 alla CEDU come contrastante con la tutela del diritto di proprietà e con la tutela del diritto all’equo processo. La Corte di Strasburgo, con due sentenze, aveva condiviso le tesi dei ricorrenti e condannato l’Italia al risarcimento del danno ulteriore rispetto a quello che era stato liquidato, a carico degli esproprianti, dai giudici italiani. La questione approda in Cassazione

Indennità espropriativa e valore venale: un rapporto nuovo tra pubblica amministrazione ed espropriati
La scelta del valore venale integrale quale criterio di stima dell'indennità espropriativa appare un'ottima scelta. Innanzitutto il valore venale è la strada maestra per dare piena attuazione alla convenzione europea dei diritti dell’uomo nella interpretazione del giudice di Strasburgo, evitando l’inaccettabile rinfocolarsi di un conflitto di sistema tra il nostro ordinamento e la giurisprudenza della CEDU. In secondo luogo, sul piano pratico, non ci sarà alcun sfracello delle finanze pubbliche

Il valore venale come parametro indennitario
I pilastri del diritto naturale che stanno a fondamento dell’espropriazione per pubblica utilità sono la iusta causa e il iustum pretium. In effetti il giusto prezzo o equo indennizzo è proclamato negli ordinamenti civili di ogni tempo e di ogni latitudine. In Italia è contemplato all’art. 834 cc. Ma come si quantifica? Il criterio plurisecolare e universale di quantificazione del giusto prezzo è stato ed è rappresentato dal valore venale, non di rado soggetto a meccanismi correttivi al rialzo.

Fondamento giuridico del valore venale come parametro indennitario nel regime interinale
Le amministrazioni hanno il dovere di proseguire le procedure e di non sospenderle a seguito della sentenza 348: ogni carenza del legislatore deve necessariamente essere colmata per via interpretativa. Quando fu dichiarato incostituzionale per le aree edificabili l’articolo 16 della legge 865/1971, si ritenne unanimemente che l’articolo 39 della legge fondamentale, mai formalmente abrogato, avesse allargato la sua sfera d’azione a regolare le fattispecie già disciplinate dalla norma illegittima

Reintroduzione del valore venale: indennità e risarcimenti
Si propone la situazione di equiparazione tra indennità e risarcimento, seppure sul piano più elevato del valore venale, perché da un lato l’incostituzionalità dei primi due commi dell’articolo 5 bis rende operante il criterio del valore venale, dall’altro l’articolo 43 TUE sesto comma fissa l’entità del risarcimento del danno nel valore del bene utilizzato per scopi di pubblica utilità, computando gli interessi moratori a decorrere dal giorno in cui il terreno sia stato occupato senza titolo