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acquisizione sanante

 

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Normativa della Regione Sicilia relativa all'acquisizione sanante
L'art. 42 bis DPR 327//2001 è applicabile nella Regione Siciliana in virtù del rinvio dinamico, dapprima sancito dall'art. 36 L.R. n. 7 del 2002 e, poi, dall'art. 1, primo comma, L.R. n. 12 del 2011, che hanno entrambe stabilito la diretta applicabilità del D.P.R. n. 327 del 2001 e delle sue successive integrazioni e modificazioni nel territorio della Regione.

Acquisizione sanante e restituzione del bene (art. 42 bis D.P.R. 327/2001)
Nei casi di cui all'art. 42-bis, primo e secondo comma, DPR 327/2001, il primo dovere che incombe sull’Amministrazione non è quello “civilistico” relativo alla restituzione dell’immobile e al risarcimento del danno per l’occupazione illegittima, ma quello “amministrativo” relativo alla valutazione degli interessi in conflitto.

Acquisizione sanante e restituzione dell'immobile espropriato
Nel caso di occupazione non seguita da un tempestivo provvedimento di esproprio l’Amministrazione è tenuta a restituire l’immobile, previa riduzione in pristino stato, al proprietario nonché a risarcire il danno per il periodo di occupazione illegittima, ovvero ad acquisirlo mediante un diverso titolo di acquisto, che in primo luogo può essere quello di cui all’art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001.

Retroattività dell'acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001
Non può invocarsi l’applicazione dell’art. 42-bis del d. P.R. n. 327/2001, qualora i criteri di liquidazione del danno costituiscono oggetto di sentenza già passata in giudicato.

Riparazione per equivalente o in forma specifica in caso di acquisizione sanante
Il sopravvenire di un provvedimento di acquisizione ex art. 42 bis DPR 327/2001, rende impossibile pronunciarsi sulla domanda di restituzione dei suoli illegittimamente occupati, atteso che è ormai cessata quell’occupazione sine titulo che costituiva il fondamento di tale pretesa. Ne consegue altresì il tendenziale “trasmigrare” di tutti i danni patiti dall’originario titolare delle aree acquisite all’interno dell’indennizzo corrisposto all’emissione del decreto ex art. 42 bis T.U.E.

Il risarcimento in forma specifica e per equivalente nel processo amministrativo
L'articolo 42-bis nel TUE, pur facendo salvo il potere di acquisizione sanante in capo alla pubblica amministrazione, non ripropone lo schema processuale previsto dal secondo comma dell'originario articolo 43, che attribuiva all'amministrazione la facoltà e l'onere di chiedere la limitazione alla sola condanna risarcitoria, ed al giudice il potere di escludere senza limiti di tempo la restituzione del bene, con il corollario dell'obbligatoria e successiva emanazione dell'atto di accquisizione

Acquisizione sanante e condanna della P.A. all'obbligo di provvedere
I principi derivanti dall'interpretazione sistematica degli artt. 43 e 42 bis DPR 327/2001 e le possibilità insite nel principio di atipicità delle pronunce di condanna, di cui all'art. 34, comma 1 lett. c), c.p.a., impongono una limitazione della condanna all'obbligo generico di provvedere, ex art. 42-bis d.lgs. n. 327/2001.

Acquisizione sanante: quando la restitutio in integrum del bene è inattuabile
In ipotesi di occupazione senza titolo, in applicazione all'art. 34, comma 4 del c.p.a. e della ratio dell'art. 42-bis DPR 327/2001, l'Amministrazione va condannata all'emanazione di un provvedimento di acquisizione sanante con indicazione del risarcimento dovuto a parte ricorrente.

Adozione del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001
L'art. 42 bis DPR 327/2001, 3 comma, trova applicazione, da un lato, con riferimento ai procedimenti espropriativi non ancora definiti al momento della sua entrata in vigore, dall’altro lato anche nel caso non sia ancora intervenuto il provvedimento di acquisizione sanante.

La discrezionalità del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis T.U. Espropri
E' inammissibile la domanda di condanna dell'Amministrazione ad adottare l’atto di acquisizione ex art. 42 bis del Testo Unico Espropriazioni, trattandosi di atto di natura prettamente autoritativa e discrezionale, che come tale pertiene esclusivamente alla sfera di competenza della P.A.; ciò anche alla luce del principio consacrato nell’art. 34 comma 2 c.p.a., secondo il quale “In nessun caso il giudice può pronunciare con riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati

Condizioni per la reiezione della domanda risarcitoria per la perdita del diritto dominicale
Va disposta la reiezione della domanda risarcitoria per i danni conseguenti alla perdita del diritto dominicale, salva l’adozione di un provvedimento di acquisizione, al patrimonio comunale, della proprietà dell’area medesima ai sensi dell’art. 42 bis del d.p.r. n. 327/2001, previo pagamento del valore venale del bene secondo quanto precisato dal medesimo art. 42 bis.

Acquisizione sanante a seguito di irreversibile trasformazione del bene
L’art. 42 bis del d.PR n. 327/2001, è diretto a far cessare ogni forma di illegittima occupazione - sia essa, o meno, seguita dall’avvenuta trasformazione del compendio immobiliare - come si evince dal comma 6 dell’articolo medesimo. La circostanza che non sia ancora avvenuta la trasformazione del bene e che vi sia stata soltanto immissione in possesso in nulla rileva e certamente non può precludere al giudice di enunciare detta possibilità spettante all'Amministrazione

Il ristrettissimo ambito applicativo dell'art. 32 L.P. Bolzano 10/1991
Ostandovi l’articolo 1 del protocollo addizionale alla CEDU e l’art. 42 della Costituzione, la disposizione di cui all'art. 32 L.P. n. 10/91 non può essere interpretata come occupazione appropriativa o usurpativa, seppure a scadenza differita di 20 anni ed ostandovi i principi giuridici in materia di usucapione, la disposizione non può essere interpretata neppure come procedimento semplificato di usucapione.

Risarcimento dei danni non patrimoniali a seguito di occupazione illegittima del fondo
Non spetta alcuna somma a titolo di pregiudizio non patrimoniale (l'art. 42 bis DPR n. 327/2001 prevede a tale titolo per le opere di edilizia residenziale pubblica il 20% del valore attuale del bene), qualora il proprietario abbia concorso, per mero calcolo utilitaristico economico, al non perfezionamento dell'acquisizione consensuale del bene.

Prescrizione del risarcimento danni per occupazione illegittima del fondo da parte della P.A.
Alla luce del disposto di cui all'art. 42 bis DPR 327/2001, ogni ipotesi di risarcimento del danno (recte: indennizzo), non può prescindere dall’applicazione, mediante apposito provvedimento, dei parametri fissati dal medesimo art. 42-bis, il quale si preoccupa financo di regolare sempre con efficacia retroattiva anche il risarcimento dovuto per il periodo di occupazione illegittima. Ogni ipotesi di prescrizioni deve pertanto escludersi.

Titolare dell'obbligazione al risarcimento per l'occupazione illegittima del fondo (art. 42 bis D.P.R. 327/2001)
L’onere finanziario del pagamento dell’indennizzo di cui all'art. 42 bis TU deve ricadere sul soggetto che sarebbe risultato beneficiario nel caso di emanazione del decreto di esproprio.

Limite temporale di adozione dell'acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001
A seguito di domanda restitutoria del bene illegittimamente occupato, resta impregiudicato il potere della P.A., per tutta la durata del giudizio e fino al passaggio in giudicato della conclusiva sentenza, di avviare il procedimento di cui all’art. 42 bis del d.p.r. n. 327/2001, finalizzato all’adozione di un provvedimento motivato di acquisizione dei terreni in oggetto alla mano pubblica.

Limiti dell'acquisizione sanante: l'avvenuta accessione invertita
L’art. 42 bis d.P.R. 327/2001 può essere applicato anche ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore, ma con tale espressione il comma 8 dell’art. 42 bis intende, evidentemente, riferirsi alle situazioni di fatto di utilizzo di un bene immobile sine titulo, avvenute o iniziate anche prima dell’entrata in vigore della norma; ma non può essere interpretato nel senso di travolgere un giudicato già formato che abbia disposto l'accessione invertita.

Motivazione del ricorso al provvedimento di acquisizione sanante: la valutazione degli interessi in gioco
L’obbligo motivazionale ai sensi del nuovo comma 4 art. 42 bis DPR 327/2001, impone di dare conto dell’assenza di ragionevoli alternative all'adozione del nuovo provvedimento acquisitivo.

Contenuto del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001
Un provvedimento ex art 42 bis d.P.R. n. 327 del 2001, deve avere un oggetto definito, dal momento che comporta l’effetto traslativo della proprietà in favore dell'Amministrazione. L’incertezza delle esatte aree oggetto di trasferimento, comporta quindi l’illegittimità del provvedimento, con conseguente annullamento integrale dell’atto, anche nella parte in cui è stato determinato l’indennizzo.

Adempimenti successivi all'emanazione del provvedimento di acquisizione sanante
Il provvedimento di cui all'art.42 bis DPR 327/2001 deve essere comunicato alla Corte dei Conti entro trenta giorni (comma 7).

Evoluzione dell'istituto dell'acquisizione sanante: il rapporto tra gli artt. 42 bis e 43 del D.P.R. 327/2001
Stante la sentenza della Corte Costituzionale n. 293 dell’8.10.2010, che ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 43 DPR 327/2001, deve essere annullato il provvedimento di acquisizione sanante disposto in forza di tale norma, fatta salva la valutazione, da parte dell’Amministrazione, dei presupposti di applicazione dell’art. 42 bis del d.p.r. n. 327/2001.

Indennizzo e risarcimento per il periodo di occupazione illegittima del fondo
Nel caso in cui l'Amministrazione ritenga di acquisire l’immobile ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 42-bis TU espropriazioni, la somma a titolo di risarcimento per il periodo di occupazione senza titolo deve essere computata nell’ambito del provvedimento di acquisizione coattiva.

Rapporto tra l'acquisizione sanante e gli artt. 2058 e 2093 Cod. Civ.
Nel sistema introdotto dall'art. 42 bis TUE, che privilegia la restituzione in pristino stato dei fondi abusivamente occupati dalla PA, fatto salvo il ricorso eccezionale di quest’ultima a provvedimenti acquisitivi sulla base di rigorose valutazioni di prevalente interesse pubblico, al giudice amministrativo resta precluso operare autonome valutazioni circa l’eventuale eccessiva onerosità del risarcimento in forma specifica ex art. 2058 comma 2 c.c.

L'acquisizione sanante quale rimedio all'occupazione illecita del fondo da parte della P.A.
Divenuta illecita la detenzione del bene con lo spirare dei termini e modificato esso dalla realizzazione dei lavori, la P.A. ha a disposizione un solo rimedio per far cessare la situazione di illiceità, con il ricorso al c.d. procedimento acquisitivo, già previsto dall’art. 43 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 ed ora, successivamente alla sentenza della Corte costituzionale dell’8 ottobre 2010 n. 293, che ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, nuov ...

Beni acquisibili attraverso l'acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001
In ipotesi di occupazione illegittima di aree incluse nel PEEP per il quale è già intervenuta l'assegnazione degli alloggi, l’Amministrazione potrà valutare l’opportunità di acquisirne definitivamente la proprietà, consolidando così la posizione degli assegnatari degli alloggi medio tempore realizzati, con la procedura ex art. 42 bis, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 o con un contratto di compravendita.

Compatibilità tra acquisizione sanante ed usucapione
La possibilità per la P.A. di un acquisto postumo del diritto di proprietà con un provvedimento amministrativo avente efficacia sanante (ex art. 42-bis DPR 327/2001), è logicamente incompatibile con il già intervenuto acquisto del bene immobile a titolo di usucapione.

Compatibilità del provvedimento di acquisizione sanante con altre forme di acquisto della proprietà
L'Ente occupante è tenuto a valutare se procedere all’acquisizione del bene, nella parte in cui esso è stato trasformato per la realizzazione dell’opera pubblica, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 42-bis DPR 327/2001 e e quindi eventualmente emanare il relativo provvedimento formale, fatta salva ogni altra ipotesi di acquisto legittimo dei beni medesimi (cessione volontaria, donazione, usucapione, etc).

L'acquisizione sanante del fondo è di competenza del Consiglio comunale
Analogamente a quanto rilevato dalla giurisprudenza in merito all'art. 43 DPR 327/2001, è il Consiglio comunale competente a deliberare l'atto di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001, in quanto tale atto è emesso ab externo al procedimento espropriativo, quindi non è disciplinato dalle relative norme ed inoltre, i provvedimenti di acquisizione rientrano a pieno titolo nelle competenze consiliari di cui alla lett. l) dell'art. 42, comma 2, del d.lgs. n. 267 del 2000.

L'acquisizione sanante ex art. 42 T.U.E. e il rispetto della giurisprudenza C.E.D.U.
Con l’art. 42 bis DPR 327/2001 è stata introdotta, nel sistema, una norma di chiusura non solo per attribuire all'Amministrazione il potere di dare a regime una soluzione al caso concreto quando gli atti del procedimento divengano inefficaci per decorso del tempo o siano annullati dal giudice amministrativo, ma anche per rimuovere il precedente contrasto sussistente tra la prassi interna (amministrativa e giudiziaria) e la Convenzione europea.

Il giudizio di costituzionalità sull'acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001
I principi comunitari impongono che i modi di acquisto della proprietà siano previsti dalla legge e che il proprietario espropriato sia congruamente risarcito; va pertanto disattesa la eccezione di incostituzionalità dell’art. 42 bis del DPR n. 327/2001.

L'efficacia retroattiva dell'acquisizione sanante (art. 42 bis D.P.R. 327/2001)
Il provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001 deve essere notificato al proprietario e comporta il passaggio del diritto di proprietà sotto condizione sospensiva del pagamento delle somme dovute, ovvero del loro deposito effettuato ai sensi dell’art.20, comma 14, del D.P.R. n.327 del 2001.