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acquisizione sanante

 

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L'acquisizione sanante ex art. 43 DPR 327/2001, dichiarato costituzionalmente illegittimo nel 2010
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 293/2010, ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 43 del d.P.R. n. 327 del 2001 per violazione dell’art. 76 Cost. Essa ha rilevato che l’intervento della p.a. sulle procedure ablatorie, disciplinato dalla norma, eccedeva gli istituti della occupazione appropriativa ed usurpativa come delineati dalla giurisprudenza di legittimità, prevedendo un generalizzato potere di sanatoria, attribuito alla stessa amministrazione che aveva commesso l’illecito.

Termine per l’esercizio del potere di adozione dell’atto di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001
Il termine concesso giudizialmente per l'adozione del provvedimento di acquisizione sanante non è perentorio; la relativa scadenza legittima la parte alla proposizione del giudizio di ottemperanza, senza esaurire, nelle more, il potere di provvedere dell’amministrazione.

Necessità di un percorso motivazionale rafforzato per il ricorso all'acquisizione sanante ex art. 42-bis TUES
L'obbiettivo istituzionale che giustifica il ricorso all'art. 42-bis del dPR 327/2001 deve emergere da un percorso motivazionale - stringente e assistito da garanzie partecipative rigorose - basato sull'emersione di ragioni attuali ed eccezionali che dimostrino in modo chiaro che l'apprensione coattiva si pone come extrema ratio per la tutela di siffatte imperiose esigenze pubbliche.

Il provvedimento di acquisizione sanante deve contenere un’autonoma valutazione degli interessi pubblici e privati coinvolti
Per il caso in cui l’Amministrazione ritenga di dover procedere all’acquisizione del terreno illegittimamente occupato, dovrà attenersi a quanto previsto dall’art. 42-bis del D.P.R. n. 327 del 2001, dando puntuale motivazione in ordine alle attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico che la giustificano, valutate comparativamente con i contrapposti interessi privati ed evidenziando l'assenza di ragionevoli alternative alla sua adozione.

Rapporto tra il meccanismo acquisitivo di cui all’art. 42 bis rispetto al previgente art. 43 del DPR 327/2001
In base ai principi rinvenienti dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 71 del 2015, la nuova acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001 si caratterizza per significativi elementi di novità, volti ad eliminare le censure che erano state mosse al previgente art. 43 del D.P.R. 8.6.2001 n. 327, poiché l’acquisto della proprietà del bene da parte della P.A. avviene ex nunc soltanto al momento dell’emanazione dell’atto di acquisizione.

Possibilità di richiedere la restituzione in caso di occupazione illegittima di aree private per scopi pubblici
La realizzazione dell’opera pubblica non rappresenta un impedimento alla possibilità di restituire l’area illegittimamente appresa. Nondimeno, in ipotesi di tal genere, l’ordinamento vigente consente all’ente espropriante di procedere in via postuma all’acquisto della proprietà del bene, attraverso la procedura di cui all’art. 42-bis del T.U. 8 giugno 2001 n. 327.

Casi in cui l'acquisizione sanante ex art. 42-bis, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 ha o non ha effetto retroattivo
L’acquisizione ex art. 42-bis, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 costituisce una delle possibili cause legali di estinzione del fatto illecito dell'amministrazione incidente sul diritto di proprietà e trova legittima applicazione anche alle situazioni prodottesi prima della sua entrata in vigore.

Poteri del giudice amministrativo nel procedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR n. 327/2001
Il Giudice non può spingersi sino ad ordinare all’Amministrazione l'adozione di un atto formale di acquisizione, in quanto rimesso alla libera volontà delle parti per il caso di compravendita, ovvero all'esclusiva sfera autoritativa e discrezionale della stessa per il caso previsto dall'art. 42 bis del T.U. 327/2001.

Richiesta alla p.a. del risarcimento per equivalente nel caso di occupazione illegittima
La domanda risarcitoria difetta dei suoi presupposti originari nell'eventualità che l'Amministrazione adotti sua sponte l'autonomo potere ablatorio codificato dall'art. 42 bis DPR n. 327/2001, in quanto: a) la legalità dell'azione amministrativa viene, in certo modo, "recuperata" dalla creazione di un nuovo ed autonomo titulus adquirendi di natura provvedimentale, b) si garantisce al privato una tutela piena e satisfattiva al conseguimento dell'integrale valore del bene.

Per applicare la procedura di cui all'art. 42 bis DPR 327/2001 il bene espropriato deve essera attualmente in uso da parte della p.a.
Perché l’art. 42-bis del DPR 327/2001 possa trovare applicazione, deve sussistere l’utilizzo del bene immobile da parte della pubblica amministrazione, situazione che non si configura se l’area è occupata e utilizzata da un privato.

Indennizzo per il danno non patrimoniale in caso di adozione del provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001
In ipotesi di adozione del provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001, al valore di mercato dell'immobile occupato deve aggiungersi l’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, forfettariamente liquidato nella misura del dieci per cento del suddetto valore venale.

Ambiti di applicazione del provvedimento di acquisizione ai sensi dell’art. 42 bis del T.U. 327/2001
Il provvedimento di acquisizione ex art. 42 bis DPR 327/2001 può essere adottato sia per il caso in cui difettino la dichiarazione di pubblica utilità o il decreto di espropriazione, sia a “a valle” di dette procedure, potendo essere adottato laddove sia stato annullato il provvedimento che impone il vincolo preordinato all’esproprio, la dichiarazione di pubblica utilità o il decreto di esproprio, ovvero in pendenza del giudizio di impugnazione di tali atti.

Casi particolari di beni assoggettabili ad acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001
È legittimo il provvedimento acquisitivo ex art. 42-bis anche se viene disposta l'acquisizione al "patrimonio" di un bene che ai sensi dell'articolo 822 c.c. dovrebbe confluire nel "demanio" .

Applicabilità dell'art. 42 bis del TU espropri in caso di procedimento impositivo di una servitù
Le disposizioni di cui all'art. 42 bis DPR 327/2001 si applicano anche nel caso procedimento impositivo di una servitù, qualora l’amministrazione abbia assunto la posizione di occupante o utilizzatore senza titolo, posto che il presupposto, di ampia portata, per l'applicazione della citata norma, è dalla legge indicato nell’utilizzo di un bene immobile per scopi di interesse pubblico in assenza di un valido ed efficace provvedimento.

Condizioni di adottabilità del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001
I dubbi sulla titolarità dell'area soggetta ad acquisizione coattiva sanante ex art. 42-bis non ne inficiano la validità, in quanto, laddove si accertasse che la parte destinataria dell'indennizzo per l'occupazione sine titulo non fosse in realtà proprietaria dell’area, essa resterebbe esposta alle possibili azioni della parte che l’indennizzo ha erogato per rientrare in possesso di detta somma.

L’istituto dell'acquisizione sanante disciplinato dall'art. 42-bis tues ha portata eccezionale e residuale
All’istituto disciplinato dall'art. 42-bis tues va attribuita portata eccezionale e residuale, non potendosi ritenere che l’introduzione della disposizione in commento e la sua successiva “conferma” ad opera della sentenza della Corte Costituzionale n. 71 del 20 aprile 2015 equivalgano a legittimare una generalizzata deroga ai canoni ordinari ai quali debbono attenersi le procedure espropriative.

Nell'acquisizione sanante l’effetto traslativo è subordinato all’effettivo pagamento delle somme
Il provvedimento di acquisizione ex art. 42 bis DPR 327/2001 comporta il passaggio del diritto di proprietà, sotto condizione sospensiva del pagamento delle somme dovute ovvero del loro deposito effettuato ai sensi dell’art. 20, comma 14, D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327.

La ratio del provvedimento di acquisizione sanante disciplinato dall'art. 42 bis del d.p.r. 327/2001
L'acquisizione sanante è la ‘legale via d’uscita’ per l'amministrazione nei casi di realizzazione di un’opera pubblica su terreno di proprietà privata in assenza di valido ed efficace decreto di esproprio: essa costituisce l'unico possibile presupposto ostativo alla tutela reale accordata dall'ordinamento al proprietario illegittimamente privato dei propri beni.

Indennizzo e risarcimento danni ex art. 42-bis dPR 327/2001 al proprietario di un bene illegittimamente occupato per scopi pubblici
Al proprietario di un bene illegittimamente occupato per scopi pubblici, qualora l’amministrazione eserciti il potere di acquisizione e non proceda alla restituzione, spetta per legge non il controvalore del bene, bensì un importo superiore, pari al 110% del valore venale del bene, oltre al risarcimento del danno per il periodo di occupazione sine titulo.

Diverso valore di indennizzo per vari tipi di aree illegittimamente occupate dalla p.a.
L'art. 42 bis DPR 327/2001, recependo i principi in materia di integrale e piena tutela della proprietà privata espressi dalla Corte di Strasburgo, dispone che a seguito di provvedimento di acquisizione del bene, al proprietario sia corrisposto un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale determinato, salvo diversa previsione di legge, sulla base delle disposizioni dell’art. 40 del testo unico sugli espropri, quando si tratta, di un terreno non edificabile.

Il danno patrimoniale da occupazione illegittima va determinato alla data di emissione del provvedimento di acquisizione sanante
La stima del valore del bene da assumere come base di calcolo dell'indennizzo ex art. 42-bis tues, è da determinarsi con riferimento al momento dell’inizio dell’occupazione illegittima.

Nel provvedimento ex art. 42 bis d.p.r. 327/2001 è necessario prevedere un indennizzo corrispondente al valore venale dell’immobile più 10% per danni
Non incide sulla legittimità del provvedimento acquisitivo la circostanza che lo stesso non abbia indicato la misura della indennità di occupazione, dato che la definizione delle questioni connesse alla determinazione ed alla liquidazione delle varie indennità costituisce un posterius rispetto all'adozione dell'atto acquisitivo, come tale non incidente sulla sua legittimità.

Il risarcimento per il periodo di occupazione illegittima va commisurato al periodo di privazione effettiva nel godimento del bene
Nell’ipotesi di acquisizione del bene illegittimamente occupato ai sensi dell'art. 42-bis DPR 327/2001, l’Amministrazione deve corrispondere il risarcimento per l’occupazione illegittima, che consisterà nell’interesse del 5% sul valore venale del terreno occupato al momento dell’adozione del provvedimento di acquisizione (art. 42-bis, terzo comma) in ragione del periodo di privazione effettiva nel godimento del bene.

Soggetti competenti all'esercizio del potere di acquisizione sanante ex art. 42-bis del d.p.r. n. 327/2001
E' l'ente utilizzatore dell’opera pubblica, tenuto alla restituzione del bene o all’eventuale esercizio del potere di acquisizione sanante ex art. 42-bis del d.p.r. n. 327/2001.

Istanze dei privati volte ad attivare il procedimento di acquisizione sanante di cui all'art. 42-bis del d.P.R. 327/2001
Anche se l'art. 42 bis, d.P.R. n. 327 del 2001 non prevede un avvio del procedimento ad istanza di parte, il privato può sollecitare l'Amministrazione espropriante sine titulo ad avviare il relativo procedimento con conseguente obbligo per la stessa di provvedere al riguardo, essendo l'eventuale sua inerzia configurabile quale silenzio — inadempimento, impugnabile di fronte al giudice amministrativo.

Discrezionalità amministrativa sull'acquisizione o restituzione dell'area abusivamente occupata dalla p.a. ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001
Il potere di disporre l'acquisizione ex art. 42 bis D.P.R. n. 327/2001, dell'area abusivamente occupata dall'Amministrazione è espressione del più generale potere di amministrazione attiva; la conseguente decisione in ordine all'acquisizione o alla restituzione del bene costituisce, quindi, scelta riservata alla discrezionalità dell'Amministrazione.

Compatibilità dell'acquisizione sanante con altri modi di acquisto della proprietà dell'immobile illegittimamente occupato
La possibilità di emettere un provvedimento di esproprio con riguardo ad un bene immobile già sottratto illegittimamente al proprietario ed interessato da interventi modificativi posti in essere dall’amministrazione occupante in vista di finalità di pubblico interesse trova, nell’attuale contesto ordinamentale, un ostacolo insuperabile nel disposto di cui all’art. 42 bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.

Questioni di legittimità costituzionale e di compatibilità CEDU sull'art. 42-bis del dPR 327/2001
L’attuale formulazione dell'art. 42-bis del dPR 327/2001 si differenzia dalla precedente (incostituzionale) sotto molteplici aspetti che la rendono compatibile con la Costituzione ed i principi della tutela della proprietà, trattandosi di espropriazione diretta non indiretta, frutto di un procedimento e provvedimento legittimo regolato da una norma giusta, certa, chiara e precisa.

Criteri di calcolo dell'indennizzo/risarcimento per il bene illegittimamente occupato ex art. 42 bis DPR 327/2001
Con riguardo alla determinazione del valore venale del fondo illegittimamente occupato, l’amministrazione che utilizza il bene deve tener conto del valore commerciale di aree aventi analoghe caratteristiche sotto il profilo urbanistico e geomorfologico.

Normativa della Regione Sicilia relativa all'acquisizione sanante
L'art. 42 bis DPR 327//2001 è applicabile nella Regione Siciliana in virtù del rinvio dinamico, dapprima sancito dall'art. 36 L.R. n. 7 del 2002 e, poi, dall'art. 1, primo comma, L.R. n. 12 del 2011, che hanno entrambe stabilito la diretta applicabilità del D.P.R. n. 327 del 2001 e delle sue successive integrazioni e modificazioni nel territorio della Regione.

Acquisizione sanante e restituzione del bene (art. 42 bis D.P.R. 327/2001)
Nei casi di cui all'art. 42-bis, primo e secondo comma, DPR 327/2001, il primo dovere che incombe sull’Amministrazione non è quello “civilistico” relativo alla restituzione dell’immobile e al risarcimento del danno per l’occupazione illegittima, ma quello “amministrativo” relativo alla valutazione degli interessi in conflitto.

Acquisizione sanante e restituzione dell'immobile espropriato
Nel caso di occupazione non seguita da un tempestivo provvedimento di esproprio l’Amministrazione è tenuta a restituire l’immobile, previa riduzione in pristino stato, al proprietario nonché a risarcire il danno per il periodo di occupazione illegittima, ovvero ad acquisirlo mediante un diverso titolo di acquisto, che in primo luogo può essere quello di cui all’art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001.