Carrello
Carrello vuoto

illegittimità

 

TEMI degli articoli



Quantificazione dell'indennizzo per il danno da occupazione illegittima per p.u.
L'indennizzo assicurato all'espropriato dall'art. 42, terzo comma, Cost., se deve rappresentare un serio ristoro, non necessariamente costituisce una integrale riparazione per la perdita subita, in quanto occorre coordinare il diritto del privato con l'interesse generale che l'espropriazione mira a realizzare.

Termine di prescrizione dell'azione risarcitoria per il danno da occupazione illegittima
L'occupazione illegittima di terreno altrui, per motivi occupazionali e costruttivi, configura un illecito a carattere permanente, con la conseguenza che il termine di prescrizione dell'azione risarcitoria, di cui all'art. 2947 cod. civ., decorre solo dalla data di cessazione dell'illecito.

L'occupazione illegittima delle aree per mancato completamento della procedura espropriativa configura responsabilità ex art. 2043 c.c. in capo alla p.a.
La p.a. che occupa illegittimamente un bene privato incorre nella responsabilità aquiliana per danno ingiusto: sussiste il compimento di un atto illecito, derivante dalla perdurante occupazione “sine titulo” dei terreni in proprietà privata, l’elemento psicologico della colpa, per la negligenza dimostrata nella mancata conclusione della procedura ed il nesso causale tra l’azione appropriativa e il danno patito per effetto della sottrazione del bene e la trasformazione dei luoghi.

Obbligo giuridico della p.a. di far venir meno l’occupazione sine titulo
L’amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l’occupazione sine titulo, con l’adeguamento della situazione di fatto a quella di diritto, disponendo la riduzione in pristino attraverso la restituzione del terreno ai legittimi titolari e la demolizione di quanto realizzato, ovvero attivandosi perché vi sia un titolo di acquisto dell'area da parte del soggetto attuale possessore.

Conseguenze e rimedi all'occupazione illegittima non esitata in un regolare e definitivo procedimento di esproprio
A fronte dell’occupazione illegittima di terreni, irreversibilmente trasformati, non esitata in un regolare e definitivo procedimento di esproprio, il legittimo proprietario non può che ottenere, alternativamente, la restituzione del bene, previo ripristino dei luoghi e risarcimento del danno da occupazione temporanea illegittima ovvero l’emanazione del decreto di acquisizione sanante previsto dall’art. 42 bis TU Espropri, con il conseguente pagamento degli indennizzi ivi prescritti.

Superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva a seguito dell'elaborazione giurisprudenziale della CEDU
Secondo la costante giurisprudenza amministrativa e civile, successiva agli arresti della Corte Europea dei diritti dell’uomo, la P.A. non può divenire proprietaria del suolo sulla base di un atto illecito (quale è la realizzazione dell'opera pubblica in assenza di un valido titolo ablativo) e nessun acquisto della proprietà di un'area può esservi in assenza di un legittimo atto ablatorio.

Obblighi dell'Amministrazione in caso di procedimento espropriativo illegittimo
Spetta all’Amministrazione (non potendo il giudice amministrativo sovrapporre una propria statuizione) valutare se, in relazione alle risorse economiche disponibili ed agli interessi da soddisfare, il terreno illegittimamente occupato per scopi di pubblico interesse vada restituito, previa demolizione di quanto costruito, ovvero vada acquisito ai sensi dell'art. 42 bis dPR 327/2001.

Poteri del commissario ad acta, della p.a. e del privato nel procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis t.u. espropri
L’emanazione del provvedimento di esproprio in sanatoria non può ritenersi preclusa al commissario ad acta, quando non sia formato alcun giudicato restitutorio ostativo.

Adempimenti, contenuti e forma relativi al provvedimento di acquisizione sanante
Non vi è l'obbligo per l'Amministrazione di tentare accordi negoziali preliminarmente all'adozione del provvedimento ex art. 42-bis T.U. espropri, quando ogni trattativa negoziale si risolverebbe in un mero incombente formale, destinato all’insuccesso in quanto le posizioni delle parti sul valore da attribuire al bene sono assai distanti.

Impossibilità ad emanare il provvedimento di acquisizione sanante in presenza di un giudicato restitutorio
Il giudicato restitutorio – rivolto ad una Amministrazione - è sicuramente ostativo all’adozione di suoi provvedimenti di acquisizione postuma ex art. 42 bis del T.U. espropri. Tratto caratteristico dell'art. 42-bis del d.P.R. nr. 327/2001 è infatti il carattere non retroattivo dell'acquisizione che impedisce l'utilizzo dell'istituto in presenza di un giudicato che abbia già disposto la restituzione del bene al privato.

Alternative provvedimentali per l’Amministrazione all'acquisizione sanante ex art. 42 bis T.U. 327/2001
Ai sensi dell’art. 42 bis TUEs, e in assenza di un accordo transattivo, le uniche alternative possibili per l’Amministrazione, al fine di adeguare lo stato di fatto a quello di diritto, sono rappresentate dalla restituzione del bene al legittimo proprietario, previa demolizione di quanto costruito, ovvero dalla emanazione del provvedimento di acquisizione, restando impregiudicata l’area della discrezionalità amministrativa.

Ammissibilità dell’istituto pretorio della cd. occupazione acquisitiva
Ammesso che possa tuttora giudicarsi sussistente nel nostro ordinamento, alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, l’istituto pretorio della cd. occupazione acquisitiva, non è comunque invocabile tale istituto qualora consista l’opera in una condotta interrata, non determinando questa la radicale trasformazione del suolo occupato.

Rinuncia abdicativa alla proprietà del terreno e risarcimento danni in caso di occupazione illegittima per scopi di pubblica utilità
In caso di occupazione illegittima per scopi di pubblica utilità il privato ha diritto al risarcimento dei danni per il periodo, non coperto dall'eventuale occupazione legittima, durante il quale ha subito la perdita delle utilità ricavabili dal terreno e ciò sino al momento della restituzione ovvero sino al momento in cui ha chiesto il risarcimento del danno per equivalente, abdicando alla proprietà del terreno.

Assenza o sopravvenuta inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità
Dall’intervenuta perdita di efficacia della dichiarazione di PU, consegue l’illecito spossessamento del fondo privato.

Differenze e conseguenze derivanti dalla violazione/elusione del giudicato da parte della P.A.
La violazione del giudicato si ha quando la P.A., nel riesercitare il potere oggetto della sentenza di annullamento, viola prescrizioni puntuali contenute nella sentenza. L’elusione si ha invece quando l’amministrazione esercita un potere diverso da quello oggetto della sentenza di annullamento, il risultato ottenuto con l’esercizio del diverso potere è identico a quello proprio del provvedimento annullato, il diverso potere non poggia su presupposti di legge.

Discrezionalità amministrativa della P.A.: l'eccesso e lo sviamento di potere
Il vizio di eccesso di potere, in quanto vizio dell'attività amministrativa discrezionale, non è configurabile allorché l'atto che si assume illegittimo costituisca espressione di un'attività vincolata, come è quella di repressione degli abusi edilizi.

Attività amministrativa viziata: l'eccesso di potere per disparità di trattamento
Il vizio di eccesso di potere per disparità di trattamento presuppone non l'analogia, ma l'identità oggettiva delle situazioni di fatto e di diritto, con la conseguenza che la relativa censura è ammissibile solo nel caso di assoluta e indiscutibile identità di situazioni, sì da comportare la totale, manifesta illogicità ed irrazionalità dell'operato della P.A..

L'agire amministrativo viziato da eccesso di potere per contraddittorietà estrinseca
La contraddittorietà tra gli atti del procedimento si può rinvenire solo allorquando sussista, tra più atti successivi di un medesimo procedimento, un contrasto inconciliabile tale da far dubitare su quale sia l'effettiva volontà dell'Amministrazione; non sussiste invece tra atti di distinti ed autonomi procedimenti.

Conseguenze derivanti da un'erronea determinazione dell'indennità d'esproprio
La contraddizione tra due provvedimenti, quello di occupazione e quello di determinazione dell'indennità, in ordine alla qualificazione del fondo, considerato vigneto nel primo, incolto nel secondo provvedimento, determina che quest'ultimo è illegittimo per eccesso di potere, laddove non contiene alcuna indicazione che possa consentire di comprendere le ragioni della diversa qualificazione, deteriore, del fondo del privato.

L'espropriazione per p.u. e l'obbligo di motivazione del provvedimento amministrativo
La sufficienza e la congruità della motivazione va individuata in relazione al potere in concreto esercitato.

Irregolarità amministrative vizianti e non vizianti la procedura espropriativa
Debbono considerarsi mere irregolarità non vizianti sia il nomen iuris, formalmente impresso al provvedimento (quando risultino corretti I contenuti ed i presupposti normativi dell’atto, nonché la competenza dell’Autorità emanante), sia la notifica del provvedimento stesso in mera copia non autenticata e priva di firma, ove il testo trasmesso sia conforme, con validi effetti comunicativi, a un provvedimento legittimamente emanato e regolarmente sottoscritto, che l& ...

Le omissioni amministrative che annullano il provvedimento espropriativo
La mancata indicazione nell’atto del responsabile del procedimento, così come dei termini e dell’autorità alla quale ricorrere non costituiscono vizi dell’atto stesso, ma semplici irregolarità formali a cui non si riconnette per consolidata giurisprudenza amministrativa alcuna rilevanza giuridica sotto il profilo della legittimità del provvedimento.

Vizi amministrativi della procedura di esproprio per p.u.
Il criterio di economicità porta ad escludere l’impegno degli uffici dell’ Amministrazione, con i connessi costi ed impiego di personale, per attività prive di immediato utile e per le quali non vi è neanche certezza che de futuro sussistano i mezzi finanziari per il loro perseguimento.

L'asservimento abusivo del fondo privato
La giurisprudenza di legittimità è consolidata nell'escludere in radice l'istituto dell'occupazione acquisitiva in tutte le ipotesi di costituzione di una servitù di fatto in quanto la stessa, quale che ne sia la funzione, postula la coesistenza su di un medesimo oggetto, di un diritto di proprietà limitata in capo ad un soggetto e di un diritto reale che limita il primo in capo ad un soggetto diverso.

Espropriazione per pubblica utilità e cause di nullità del procedimento
Il difetto assoluto di attribuzioni è configurabile nei casi in cui un atto non può essere radicalmente emanato da una autorità amministrativa, che non ha alcun potere nel settore, neppure condividendone la titolarità con un’altra amministrazione (risultando altrimenti un vizio di incompetenza relativa).

La dichiarazione di pubblica utilità: termini e competenza
L'illegittimità della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera non equivale a carenza del potere ablativo in capo alla pubblica amministrazione procedente, fin quando l'atto illegittimo non sia annullato dalla stessa amministrazione in sede d'autotutela, o dagli organi del contenzioso amministrativo, ai quali il privato si sia tempestivamente rivolto.

Cause determinanti l'illegittimità dell'occupazione da parte della P.A.
La condotta serbata dall’Amministrazione, la quale ha omesso di adottare nei termini il decreto di esproprio, è illecita nel senso che ha determinato un pregiudizio in capo ai proprietari dell’area di cui trattasi, in ragione della perdita subita del bene utilizzato per scopi di interesse pubblico, in assenza di un valido ed efficace provvedimento di trasferimento della proprietà dei beni, nonché in ragione del periodo di occupazione illegittimamente subita.

Diritto di proprietà ed atti abdicativi nelle occupazioni illegittime
Nell’ipotesi in cui alla dichiarazione di pubblica utilità non abbia fatto seguito l’emanazione di un tempestivo decreto di esproprio, il trasferimento del bene occupato può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell’Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.

La perdita della proprietà del bene illegittimamente occupato
Alla rinunzia alla restituzione del bene illegittimamente occupato a seguito della domanda di ristoro del danno per equivalente, non può in alcun modo attribuirsi un effetto traslativo della proprietà, essendo, all’uopo, necessario un atto negoziale o un provvedimento ablatorio, che presenta, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, profili di doverosità per l’Amministrazione.

Occupazione illegittima e tutela risarcitoria: l'istituto dell'accessione (art. 934 Cod. Civ.)
Per escludere l'applicazione dell'art. 936 cod. civ., non è sufficiente che l'opera sia stata realizzata da un soggetto legato al proprietario del suolo occupato da un qualsiasi rapporto giuridico di natura reale o personale che gli conferisca un diritto di costruire, occorrendo invece che tale rapporto si riferisca proprio all'area sulla quale la costruzione è stata realizzata, e conferisca all'occupante il diritto di costruire proprio su quell'area.

Occupazione illegittima con trasformazione radicale del bene (artt. 1 e 13 D.P.R.327/2001 )
In ipotesi di occupazione illegittima con trasformazione del bene, non può ritenersi sussistente un potere espropriativo evincibile dagli artt. 1, comma 2, e 13, comma 8, d.p.r. 327/2001 che attribuiscono ai soggetti esproprianti il potere di apprendere e destinare ad uso pubblico anche immobili che non debbano, a tal scopo, essere trasformati fisicamente, trattandosi, nella fattispecie, di bene sottoposto a radicale trasformazione.

Effetti derivanti dall'assenza del decreto di occupazione/esproprio
Qualora, entro i termini di inizio e compimento dei lavori e delle espropriazioni non sia stato adottato alcun formale decreto di occupazione né di espropriazione, la condotta dell'Amministrazione non può che essere considerata illegittima e l’occupazione dei beni, ab origine illecita, in quanto non presidiata da alcun titolo legittimante con gli obblighi risarcitori che ne conseguono.