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Titolo edilizio: mutamento di destinazione d'uso
Il mutamento di destinazione d’uso segue il regime abilitante proprio dell’intervento edilizio al quale si accompagna o cui è associata, non assurgendo ad intervento autonomo e distinto da quello principale.

Mutamento di destinazione di uso di un immobile con e senza realizzazione di opere edilizie
A fronte di un mutamento rilevante della destinazione d’uso, sia perché implicante una migrazione dell’attività da esercitare da una all’altra delle categorie funzionali ex art. 23-ter, co. 1, del TU edilizia, sia perché altresì accompagnato da opere edilizie, si deve concludere che – dal punto di vista del titolo edilizio occorrente – non possa essere sufficiente procedere nelle forme della SCIA bensì occorra preventivamente munirsi di un permesso di costruire.

Titoli necessari in caso di ristrutturazione con mutamento di destinazione d'uso
Le opere necessitano del permesso di costruire ogni qual volta si verifichi mutamento di destinazione d’uso tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico e, qualora gli interventi debbano essere realizzati nei centri storici. Da ciò deriva che, fuori dai centri storici, il permesso di costruire non sarà invece necessario, e sarà sufficiente la SCIA se il mutamento interviene tra categorie omogenee quanto a parametri urbanistici

Il mutamento di destinazione d’uso
La modificazione del parametro urbanistico della destinazione d’uso in alcuni interventi è totalmente inibita (manutenzione straordinaria), in altri è permessa entro certi limiti (restauro e risanamento conservativo), mentre per altri ancora può essere il connotato peculiare (ristrutturazione e nuova costruzione).