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edilizia residenziale

 

TEMI degli articoli



Edilizia popolare ed economica: assegnazione dell'alloggio, subentro, impugnazione degli atti e contributi regionali
In tema di edilizia popolare ed economica, l'acquisto della proprietà dell'alloggio sociale da parte del socio di cooperativa edilizia fruente del contributo erariale, non si verifica per effetto di un contratto, bensì in virtù ed al termine di un complesso procedimento, plurifasico, improntato al perseguimento di finalità pubblicistiche.

Divieto di alienazione e di sublocazione degli alloggi pubblici e popolari
L'assegnazione in favore del socio dell'alloggio realizzato da una società cooperativa edilizia è, al pari di una compravendita, un contratto ad effetti reali che si perfeziona con il consenso delle parti e che determina il trasferimento all'acquirente della proprietà del bene immobile che ne è oggetto.

Domanda di finanziamento per alloggi di edilizia pubblica e agevolata
In presenza di un contrasto tra la documentazione contenuta nella domanda di finanziamento dell'edilizia agevolata e la successiva documentazione che attesta una diversa superficie realizzata, la Regione ha l'onere di verificare se la superficie complessiva indicata nella domanda corrisponda o meno a quella effettiva.

Normativa di Regioni e Province relativamente all'edilizia pubblica e agevolata
Nella Regione Campania, la ratifica del Comune di cui all'art. 8 dell'allegato A dell'Avviso per la definizione del Programma regionale di edilizia residenziale sociale ex art. 8 del D.P.C.M. 16 luglio 2009 è condizione essenziale e non è un atto vincolato, bensì oggetto delle scelte amministrative del Comune.

Assegnazione degli alloggi afferenti all'edilizia residenziale pubblica (E.R.P.)
La legge n. 60 del 1963 non prevede alcun termine entro il quale si debba procedere alle assegnazioni in proprietà e non giova a tal fine l’art. 2 della sopravvenuta legge 7 agosto 1990, n. 241.

Assegnazione dell'allogio E.R.P.: prezzo, requisiti necessari e rilevanza del nucleo familiare
L'assegnatario di un immobile di edilizia residenziale pubblica non può essere tenuto al pagamento di un prezzo superiore a quello contrattualmente pattuito, ovvero al prezzo indicato nel bando contenente l'offerta di cessione, da lui accettata nei termini richiesti.

Classificazione catastale per la collocazione nella categoria «economico-popolare»
Il procedimento di decadenza conseguente al compimento di speculazione sull’alloggio sociale certamente radica la competenza dell’ex Ministero dei LL.PP, specificamente competente, ai sensi dell’art. 105 del T.U. n.1165 sull’edilizia popolare ed economica, a decretare la decadenza dall’assegnazione previa contestazione dell’addebito.

Natura e ruolo delle cooperative sociali nell'edilizia residenziale pubblica
Il socio di una cooperativa edilizia è parte di due distinti e non sovrapponibili, ancorché collegati, rapporti, aventi diversa natura giuridica e disciplina non omogenea: a) l'uno, di carattere associativo (che discende direttamente dall'adesione al contratto sociale e dalla conseguente acquisizione della qualità di socio), dal quale deriva l'obbligo del conferimento e della contribuzione alle spese comuni di organizzazione e di amministrazione; b) l'altro, per lo più di ...

Edilizia residenziale pubblica: l'esclusione di un socio dalla società cooperativa edilizia
Al fine dell'esclusione di un socio di una società cooperativa edilizia per inadempimento di obbligazioni che discendano dalla legge o dal contratto sociale configurano requisiti necessari, sindacabili dal giudice in sede di impugnazione da parte dell'interessato della deliberazione da parte del competente organo collegiale, la colpevolezza del detto inadempimento e la gravita del medesimo, da riscontrarsi in relazione al pregiudizio arrecato al perseguimento dello scopo sociale.

Edilizia residenziale pubblica: responsabilità e inadempienze delle cooperative edilizie
Lo scioglimento della cooperativa edilizia non ne determina l'estinzione, la quale deriva soltanto dalla cancellazione dal registro delle imprese, ammessa a seguito dell'approvazione del bilancio finale di liquidazione.

Gli immobili E.R.P. sono sottoposti ad I.C.I. e ad imposta di registro?
La concessione all'IACP di aree espropriate dai Comuni per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi dell'art.10 L.167/1962 attribuisce al medesimo IACP il diritto di superficie, ovvero le facoltà ad esso riconducibili, sulle aree su cui il concessionario costruisce gli alloggi di edilizia economica e popolare, e rende, quindi, quest'ultimo soggetto passivo I.C.I. non occorrendo, a tal fine, un ulteriore atto costitutivo del diritto di superficie

Localizzazione dei programmi di E.R.P. e loro percentuale rispetto al fabbisogno abitativo
La localizzazione di programmi costruttivi in zona agricola, ammessa in Sicilia dall'art. 2, c. 3, l.r. 6 maggio 1981, n. 86, costituisce oggetto di una potestà discrezionale, di carattere eccezionale e sottoposta a stringenti vincoli legali, spettante ai singoli Comuni.

Presupposti ed onere probatorio per la responsabilità civile connessa ad E.R.P.
Sussiste la responsabilità ex art. 2051 dell'I.A.C.P. per i danni cagionati dalla caduta di un pezzo di marmo staccatosi dall'intradosso del portone del condominio.

L'edilizia residenziale pubblica in Italia
La popolazione italiana, in particolare negli ultimi anni, manifesta un crescente disagio abitativo: tra condizioni di vita sempre più precarie, tagli ai servizi essenziali, aumento dei costi, diritti della persona sacrificati in nome delle logiche di mercato e del profitto, la questione abitativa diventa un’emergenza sempre più acuta.

Diritto all’abitazione: analisi del quadro normativo internazionale
La mancanza di abitazioni adeguate è uno tra i problemi più urgenti che l’umanità deve affrontare. Moltissime persone vivono in case inadatte ad uno stile di vita sano e la popolazione mondiale dei senzatetto sta raggiungendo livelli preoccupanti.

Il diritto all'abitazione nella Costituzione italiana
La prima traccia di tutela del diritto alla casa emerge nell'art. 14 della Costituzione nel quale viene sancita l'inviolabilità del domicilio, attraverso la previsione del divieto di immissione da parte degli organi dello Stato e di terzi e viene sottolineato l'impegno delle istituzioni al fine di garantire le condizioni indispensabili per tutelarne la riservatezza

Estrinsecazione del diritto all'abitazione
Nell'espressione “diritto alla casa” rientrano pertanto tutti quei valori, quelle esigenze e quelle garanzie di carattere giuridico, etico e sociale che permettono ad ogni singolo individuo di avanzare pretese nei confronti dei pubblici poteri, rivendicando uno spazio dove poter manifestare la propria personalità.

Origini e sviluppi dell'edilizia residenziale pubblica
Il concetto della Casa come elemento sostanziale dello sviluppo economico e dell'assistenza alla famiglia fu introdotto per la prima volta da Luigi Luzzatti: era l'anno 1903 e il Parlamento Italiano approvò la cosiddetta “Legge Luzzatti” [27], affidando alla comunità nel suo complesso il compito di dar corso, mediante iniziative concrete, a questa fondamentale affermazione di principio.

Dal testo unico sull'edilizia al piano Gescal
La normativa sull'edilizia economica e popolare fu riorganizzata nel testo unico 28 aprile 1938, n.1165, il quale conteneva norme volte a disciplinare e incentivare l'edilizia residenziale di tipo popolare, tramite esenzioni fiscali, finanziamenti per la realizzazione di opere di urbanizzazione e la concessione dei cosiddetti mutui agevolati; tale testo unico è ancora oggi in parte vigente

I piani di zona per l'Edilizia Economica Popolare
La legge del 1962 alla quale si faceva riferimento nel paragrafo precedente, introdusse in Italia i cosiddetti “Piani di Edilizia Economica Popolare” (PEEP) [34], aventi quale obiettivo principale quello di dotare l'ente pubblico di basi concrete per poter progettare gli interventi nel settore della casa e per influire in modo decisivo sull'assetto del territorio urbano ostacolando la speculazione fondiaria e orientando l'espansione abitativa verso l'edilizia economica e popolare

Dalla legge di riforma sulla casa alla liberalizzazione del mercato degli affitti
In particolare, con la legge di riforma n. 865 del 1971 [37] , esse vennero coinvolte nella predisposizione della programmazione nazionale con specifici poteri di coordinamento regionale e di controllo nella realizzazione degli interventi.

Le politiche per l'edilizia residenziale del nuovo millennio
Nel nuovo millennio si assiste ad una storica trasformazione delle politiche abitative nel nostro paese. L'ultimo provvedimento nel quale è prevista una forma di finanziamento statale è quello introdotto con la legge n. 21 del 2011, con la quale lo Stato dispone un programma di emergenza per la costruzione di 20.000 alloggi in affitto

Interventi per la riduzione del disagio abitativo
La successiva legge n. 222 del 2007 [49] ha permesso il finanziamento di questo programma – approvato con decreto ministeriale – con lo stanziamento di una somma pari a 550 milioni di euro. Tuttavia, la sua attuazione non è stata tempestiva.

Il nuovo "Piano casa" con la legge finanziaria del 2009
È stato predisposto un «piano nazionale di edilizia abitativa», diretto all'ampliamento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo mediante l'offerta di abitazioni di edilizia residenziale – destinate prioritariamente a prima casa – da attuare con riguardo ai criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti.

le censure della Corte costituzionale alla disciplina del piano nazionale dell'edilizia abitativa
Molte regioni vedendo minacciata la loro autonomia decisoria nell'ambito dell'edilizia residenziale, hanno promosso alcune questioni di legittimità costituzionale dinnanzi alla Consulta, richiamando la propria competenza legislativa nella definizione dei programmi di edilizia abitativa e sottolineando come lo Stato non avrebbe dovuto stabilire nel dettaglio i requisiti dei beneficiari e le modalità di realizzazione

L'edilizia residenziale pubblica agevolata: caratteri generali
Per edilizia residenziale pubblica si intende il patrimonio immobiliare realizzato direttamente o indirettamente dallo Stato, al fine di agevolare i cittadini appartenenti a fasce a basso reddito o che versano in condizioni economiche svantaggiate, mettendo loro a disposizione abitazioni a basso costo

principali norme di edilizia agevolata
a distinzione dell'edilizia residenziale pubblica non è così netta, poiché è possibile che alcune norme riferite alle singole tipologie si sovrappongano e possano disciplinare più fattispecie.

Requisiti per l'accesso all'edilizia residenziale agevolata
Nell'elencazione delle caratteristiche richieste per l'accesso all'edilizia residenziale agevolata si fa riferimento ad alloggi adeguati alle esigenze del nucleo familiare, intendendosi quelle abitazioni composte da un numero di vani esclusa cucina, servizi, ingresso, disimpegni, pari a quello dei componenti la famiglia.

divieti temporanei di vendita nell'edilizia agevolata
Le norme in tema di edilizia agevolata prevedono generalmente divieti temporanei di vendita, la cui violazione fa decadere solamente i vantaggi di natura finanziaria derivanti dagli interventi creditizi della Pubblica Amministrazione e non comporta la nullità dell'atto di vendita.

Le cooperative d'abitazione
gli interventi di edilizia residenziale agevolata possono essere messi in atto da diversi soggetti: cooperative edilizie, imprese di costruzione, enti pubblici, privati proprietari di aree espropriate e cedute in diritto di proprietà o concesse in diritto di superficie agli assegnatari.

L'edilizia residenziale sovvenzionata
Le abitazioni costruite mediante l'edilizia sovvenzionata sono quelle che abitualmente vengono denominate “case popolari”, intendendosi con tale espressione gli alloggi destinati ai cittadini che vivono in situazioni economiche precarie e svantaggiate.

L'edilizia residenziale convenzionata
La forma di edilizia residenziale pubblica sviluppatasi più di recente è l'edilizia residenziale convenzionata, caratterizzata dalla stipulazione di un accordo – una convenzione appunto – tra gli operatori privati del settore edile e i Comuni.