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edilizia residenziale

 

TEMI degli articoli



Edilizia residenziale agevolata: assegnazione dell'alloggio, impugnazione degli atti, contributi regionali, divieto di alienazione e fissazione dei prezzi
In tema di edilizia popolare ed economica, l'acquisto della proprietà dell'alloggio sociale da parte del socio di cooperativa edilizia fruente del contributo erariale, non si verifica per effetto di un contratto, bensì in virtù ed al termine di un complesso procedimento, plurifasico, improntato al perseguimento di finalità pubblicistiche.

Assegnazione degli alloggi afferenti all'edilizia residenziale pubblica (E.R.P.)
La legge n. 60 del 1963 non prevede alcun termine entro il quale si debba procedere alle assegnazioni in proprietà e non giova a tal fine l’art. 2 della sopravvenuta legge 7 agosto 1990, n. 241.

Natura e ruolo delle cooperative sociali nell'edilizia residenziale pubblica
Il socio di una cooperativa edilizia è parte di due distinti e non sovrapponibili, ancorché collegati, rapporti, aventi diversa natura giuridica e disciplina non omogenea: a) l'uno, di carattere associativo (che discende direttamente dall'adesione al contratto sociale e dalla conseguente acquisizione della qualità di socio), dal quale deriva l'obbligo del conferimento e della contribuzione alle spese comuni di organizzazione e di amministrazione; b) l'altro, per lo più di ...

Norme regionali e provinciali in materia di edilizia residenziale agevolata
La previa sottoscrizione della convenzione urbanistica, ai fini del rilascio del permesso di costruire, è richiesta dalla normativa edilizia nazionale (cfr. art. 18 del d.P.R. n. 380/2001) in tutte le ipotesi di edilizia abitativa convenzionata, tra cui rientrano a pieno titolo anche gli interventi di edilizia sociale disciplinati dall’art. 7, comma 5, della legge regionale Campania n. 19/2009.

Gli immobili E.R.P. sono sottoposti ad I.C.I. e ad imposta di registro?
La concessione all'IACP di aree espropriate dai Comuni per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi dell'art.10 L.167/1962 attribuisce al medesimo IACP il diritto di superficie, ovvero le facoltà ad esso riconducibili, sulle aree su cui il concessionario costruisce gli alloggi di edilizia economica e popolare, e rende, quindi, quest'ultimo soggetto passivo I.C.I. non occorrendo, a tal fine, un ulteriore atto costitutivo del diritto di superficie

La delibera di esclusione del socio di una cooperativa edilizia
L'avvenuto trasferimento della proprietà dell'alloggio al socio della cooperativa edilizia non comporta la nullità per impossibilità o illiceità dell'oggetto della delibera di esclusione, ma la mera annullabilità della medesima.

Presupposti ed onere probatorio per la responsabilità civile connessa ad E.R.P.
Sussiste la responsabilità ex art. 2051 dell'I.A.C.P. per i danni cagionati dalla caduta di un pezzo di marmo staccatosi dall'intradosso del portone del condominio.

Norme regionali e provinciali sugli interventi di edilizia residenziale pubblica
Il vincolo di destinazione esclusiva stabilito dall’art. 3, comma 1, lett. a), d.l. 47/2014 va considerato come l’espressione di un principio fondamentale nella materia «coordinamento della finanza pubblica», sicché una norma regionale che consente agli enti di gestione di destinare parte dei proventi delle alienazioni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a un diverso fine invade la competenza concorrente dello Stato nella materia suddetta, violando l’art. 117, terzo comma, Cost.

Localizzazione, occupazione abusiva e subentro negli immobili di edilizia residenziale pubblica
Il procedimento accelerato di cui all’art. 51 della legge 865 del 1971 può esser utilizzato per la realizzazione di aree da utilizzare per l’edilizia residenziale pubblica in virtù dell’esaurimento delle aree destinate a tal fine dallo strumento urbanistico, non essendo necessario che l’Amministrazione motivi ulteriormente ovvero fornisca ulteriori prove a sostegno della propria scelta.

L'edilizia residenziale pubblica in Italia
La popolazione italiana, in particolare negli ultimi anni, manifesta un crescente disagio abitativo: tra condizioni di vita sempre più precarie, tagli ai servizi essenziali, aumento dei costi, diritti della persona sacrificati in nome delle logiche di mercato e del profitto, la questione abitativa diventa un’emergenza sempre più acuta.

Diritto all’abitazione: analisi del quadro normativo internazionale
La mancanza di abitazioni adeguate è uno tra i problemi più urgenti che l’umanità deve affrontare. Moltissime persone vivono in case inadatte ad uno stile di vita sano e la popolazione mondiale dei senzatetto sta raggiungendo livelli preoccupanti.

Il diritto all'abitazione nella Costituzione italiana
La prima traccia di tutela del diritto alla casa emerge nell'art. 14 della Costituzione nel quale viene sancita l'inviolabilità del domicilio, attraverso la previsione del divieto di immissione da parte degli organi dello Stato e di terzi e viene sottolineato l'impegno delle istituzioni al fine di garantire le condizioni indispensabili per tutelarne la riservatezza

Estrinsecazione del diritto all'abitazione
Nell'espressione “diritto alla casa” rientrano pertanto tutti quei valori, quelle esigenze e quelle garanzie di carattere giuridico, etico e sociale che permettono ad ogni singolo individuo di avanzare pretese nei confronti dei pubblici poteri, rivendicando uno spazio dove poter manifestare la propria personalità.

Origini e sviluppi dell'edilizia residenziale pubblica
Il concetto della Casa come elemento sostanziale dello sviluppo economico e dell'assistenza alla famiglia fu introdotto per la prima volta da Luigi Luzzatti: era l'anno 1903 e il Parlamento Italiano approvò la cosiddetta “Legge Luzzatti” [27], affidando alla comunità nel suo complesso il compito di dar corso, mediante iniziative concrete, a questa fondamentale affermazione di principio.

Dal testo unico sull'edilizia al piano Gescal
La normativa sull'edilizia economica e popolare fu riorganizzata nel testo unico 28 aprile 1938, n.1165, il quale conteneva norme volte a disciplinare e incentivare l'edilizia residenziale di tipo popolare, tramite esenzioni fiscali, finanziamenti per la realizzazione di opere di urbanizzazione e la concessione dei cosiddetti mutui agevolati; tale testo unico è ancora oggi in parte vigente

I piani di zona per l'Edilizia Economica Popolare
La legge del 1962 alla quale si faceva riferimento nel paragrafo precedente, introdusse in Italia i cosiddetti “Piani di Edilizia Economica Popolare” (PEEP) [34], aventi quale obiettivo principale quello di dotare l'ente pubblico di basi concrete per poter progettare gli interventi nel settore della casa e per influire in modo decisivo sull'assetto del territorio urbano ostacolando la speculazione fondiaria e orientando l'espansione abitativa verso l'edilizia economica e popolare

Dalla legge di riforma sulla casa alla liberalizzazione del mercato degli affitti
In particolare, con la legge di riforma n. 865 del 1971 [37] , esse vennero coinvolte nella predisposizione della programmazione nazionale con specifici poteri di coordinamento regionale e di controllo nella realizzazione degli interventi.

Le politiche per l'edilizia residenziale del nuovo millennio
Nel nuovo millennio si assiste ad una storica trasformazione delle politiche abitative nel nostro paese. L'ultimo provvedimento nel quale è prevista una forma di finanziamento statale è quello introdotto con la legge n. 21 del 2011, con la quale lo Stato dispone un programma di emergenza per la costruzione di 20.000 alloggi in affitto

Interventi per la riduzione del disagio abitativo
La successiva legge n. 222 del 2007 [49] ha permesso il finanziamento di questo programma – approvato con decreto ministeriale – con lo stanziamento di una somma pari a 550 milioni di euro. Tuttavia, la sua attuazione non è stata tempestiva.

Il nuovo "Piano casa" con la legge finanziaria del 2009
È stato predisposto un «piano nazionale di edilizia abitativa», diretto all'ampliamento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo mediante l'offerta di abitazioni di edilizia residenziale – destinate prioritariamente a prima casa – da attuare con riguardo ai criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti.

le censure della Corte costituzionale alla disciplina del piano nazionale dell'edilizia abitativa
Molte regioni vedendo minacciata la loro autonomia decisoria nell'ambito dell'edilizia residenziale, hanno promosso alcune questioni di legittimità costituzionale dinnanzi alla Consulta, richiamando la propria competenza legislativa nella definizione dei programmi di edilizia abitativa e sottolineando come lo Stato non avrebbe dovuto stabilire nel dettaglio i requisiti dei beneficiari e le modalità di realizzazione

L'edilizia residenziale pubblica agevolata: caratteri generali
Per edilizia residenziale pubblica si intende il patrimonio immobiliare realizzato direttamente o indirettamente dallo Stato, al fine di agevolare i cittadini appartenenti a fasce a basso reddito o che versano in condizioni economiche svantaggiate, mettendo loro a disposizione abitazioni a basso costo

principali norme di edilizia agevolata
a distinzione dell'edilizia residenziale pubblica non è così netta, poiché è possibile che alcune norme riferite alle singole tipologie si sovrappongano e possano disciplinare più fattispecie.

Requisiti per l'accesso all'edilizia residenziale agevolata
Nell'elencazione delle caratteristiche richieste per l'accesso all'edilizia residenziale agevolata si fa riferimento ad alloggi adeguati alle esigenze del nucleo familiare, intendendosi quelle abitazioni composte da un numero di vani esclusa cucina, servizi, ingresso, disimpegni, pari a quello dei componenti la famiglia.

divieti temporanei di vendita nell'edilizia agevolata
Le norme in tema di edilizia agevolata prevedono generalmente divieti temporanei di vendita, la cui violazione fa decadere solamente i vantaggi di natura finanziaria derivanti dagli interventi creditizi della Pubblica Amministrazione e non comporta la nullità dell'atto di vendita.

Le cooperative d'abitazione
gli interventi di edilizia residenziale agevolata possono essere messi in atto da diversi soggetti: cooperative edilizie, imprese di costruzione, enti pubblici, privati proprietari di aree espropriate e cedute in diritto di proprietà o concesse in diritto di superficie agli assegnatari.

L'edilizia residenziale sovvenzionata
Le abitazioni costruite mediante l'edilizia sovvenzionata sono quelle che abitualmente vengono denominate “case popolari”, intendendosi con tale espressione gli alloggi destinati ai cittadini che vivono in situazioni economiche precarie e svantaggiate.

L'edilizia residenziale convenzionata
La forma di edilizia residenziale pubblica sviluppatasi più di recente è l'edilizia residenziale convenzionata, caratterizzata dalla stipulazione di un accordo – una convenzione appunto – tra gli operatori privati del settore edile e i Comuni.

L'assegnazione dell'alloggio e il requisito dell'impossidenza
uno dei requisiti fondamentali per poter accedere ad un alloggio in edilizia residenziale pubblica è quello di non essere titolari, nello stesso centro urbano, di altra abitazione che risulti adeguata alle esigenze del nucleo familiare

La questione della comproprietà nell'edilizia residenziale pubblica
la comproprietà, escludente il beneficio dell'assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, deve essere tale da assicurare immediatamente l'uso di altra abitazione, essendo sufficiente che questo uso sia potenzialmente realizzabile, in via diretta o mediante l'utilizzazione ai fini economici della proprietà o comproprietà, consentendo l'acquisizione di una disponibilità finanziaria idonea o la vendita per un successivo acquisto

Edilizia residenziale e società cooperative
in tema di edilizia popolare ed economica, l'acquisto della proprietà dell'alloggio sociale da parte del socio di cooperativa edilizia fruente del contributo erariale non si verifica per l'effetto di un contratto, bensì in virtù ed al termine di un complesso procedimento, plurifasico, improntato al perseguimento di finalità pubblicistiche

Divieto di alienazione nell'edilizia residenziale pubblica
sono comunque esclusi dai divieti di alienazione stabiliti dalle norme in materia di edilizia residenziale pubblica i contratti preliminari nei quali sia prevista la stipula del rogito definitivo dopo la scadenza del divieto, in quanto contratti aventi esclusivamente effetti obbligatori e non reali e ciò anche se il preliminare preveda l'anticipata attribuzione del possesso