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TEMI degli articoli



Compensazione, conguità e discrezionalità nella perequazione urbanistica
La compensazione urbanistica risponde all'esigenza di indennizzare i proprietari di suoli della perdita di volumetrie in precedenza edificabili, di modo che è a queste ultime che il beneficio va parametrato e non a diverse destinazioni che l’Amministrazione possa successivamente individuare.

La perequazione urbanistica ed i suoi rapporti con il vincolo paesaggistico e la localizzazione dell'opera pubblica
E' perfettamente ragionevole che un bene sottoposto a vincolo conformativo derivante dal piano paesistico con conseguenti ridotte possibilità edificatorie, sia escluso dalla compensazione edificatoria.

Disparità di trattamento nella perequazione urbanistica
Deve escludersi ogni disparità di trattamento tra i proprietari dei suoli ricadenti in zone agricole soggette a diverso regime se i proprietari di suoli ubicati in via esclusiva nell'una potranno alternativamente o acquistare suoli nell'altra oppure alienare i diritti edificatori.

Finalità, legittimità e modalità della perequazione urbanistica
La perequazione urbanistica è linea generale compatibile con i principi informatori dell’ordinamento giuridico e soprattutto utile ai fini dell’acquisizione di aree a destinazione pubblica. Esso inoltre risponde ai principi di uguaglianza sanciti dalla carta costituzionale con il limite della coerente con l'estensione delle singole proprietà non potendo avere una funzione redistributiva.

Il ricorso alla monetizzazione nella perequazione urbanistica
Il ricorso alla monetizzazione è ammesso ogni qual volta non sia possibile, proprio in considerazione del livello di urbanizzazione presente nelle aree interessate, dare luogo alla realizzazione diretta degli interventi necessari da parte del soggetto lottizzante e la cessione a favore dell’amministrazione delle aree utilizzate.

La perequazione urbanistica: nozione generale e sua motivazione
L'utilizzo della tecnica di perequazione urbanistica deve essere adeguatamente motivato – pur entro i limiti della motivazione delle scelte assunte dall’amministrazione in questa materia – attraverso l’esame dei criteri generali, di ordine tecnico-discrezionale, seguiti per l’impostazione del piano, così come esplicitati nella relazione illustrativa.

Presupposti e base normativa della perequazione urbanistica
La perequazione non può applicarsi al di fuori delle aree soggette a trasformazione urbanistica, in linea di principio risultandone esclusi tutti i suoli rispetto ai quali, in assenza di potenzialità edificatorie (nel caso di specie per essere inserite in fascia di rispetto), non appare ipotizzabile quello scambio di utilità fra proprietà ed amministrazione che concretizza una delle funzioni tipiche della perequazione, riducendo il ricorso all’esproprio.

Rapporto tra perequazione urbanistica, espropriazione per p.u. e zonizzazione
Lo strumento perequativo è più complesso ma decisamente meno oneroso per le finanze pubbliche rispetto alla procedura espropriativa, perché l’obiettivo di interesse pubblico è conseguito attraverso l’attività del privato, che restituisce alla collettività una parte dei vantaggi derivanti dalla pianificazione urbanistica.

Normativa regionale sulla perequazione urbanistica
La maggior parte delle nuove normative regionali hanno previsto direttamente o rimettendola agli strumenti urbanistici generali, l'adozione di sistemi perequativi, quali veri e propri criteri di giustizia distributiva attuabili con diverse tecniche, con i quali sono riconosciute più eque possibilità di valorizzazione economica delle proprietà fondiarie, ovvero misure alternative, come i c.d. ambiti di compensazione o le cessioni compensative invece del pagamento dell'indennizzo.

Vincoli urbanistici e perequazione
La perequazione urbanistica nella forma del riconoscimento di facoltà edificatorie in cambio della cessione gratuita di aree da destinare alla fruizione collettiva può essere esercitata anche in collegamento con edificazioni singole al di fuori di un piano attuativo. Questo perché anche le edificazioni singole devono concorrere, al pari di quelle di maggiore complessità, al raggiungimento del livello minimo di dotazioni infrastrutturali previsto dal piano dei servizi.

La perequazione urbanistica e la cessione di cubatura
La cessione perequativa è alternativa alla espropriazione perché non prevede l’apposizione di un vincolo espropriativo, ma l’equa ed uniforme distribuzione di diritti edificatori. Dalla perequazione va distinta la compensazione urbanistica: prevede che il Comune, in alternativa all’indennizzo, attribuisca quote di edificabilità da spendere. Anche la premialità edilizia è differente, poiché consiste nell’attribuzione da parte del Comune di diritti edificatori in aggiunta a quelli dati dal Piano

Compatibilità tra strumenti urbanistici perequativi e principio di legalità
Da oltre un decennio, cioè fin da quando la perequazione ha iniziato a costituire la più avanzata frontiera dell'urbanistica italiana, l'amministrazione comunale di Roma si è posta in prima linea nella sua difesa. Emblematica, a questo proposito, fu l'adozione, nel 1997, della variante urbanistica nota come Piano delle certezze, con la quale l'intero territorio comunale veniva suddiviso in tre grandi ambiti di riferimento. La tappa successiva fu l'adozione del Nuovo Piano Regolatore Generale

Compatibilità tra strumenti urbanistici perequativi e principio di legalità: la sentenza n.1523 del T.A.R. Roma
Il ricorrente propone cinque motivi di annullamento di varie disposizioni - non soltanto perequative - delle Norme Tecniche. Sul punto non è fuori luogo sottolineare che il motivo più strettamente inerente alla perequazione urbanistica - il quarto - è espressamente subordinato ai primi tre, che hanno tutt'altro oggetto. Alla base di questa strategia risiede probabilmente la complessità della censura in parola: essa sottende infatti una questione che lo stesso Collegio ritiene "assai delicata"

La concentrazione di cubatura: l'indennità in caso di espropriazione
La dottrina definisce la perequazione la possibilità data al proprietario di un lotto di potere trasferire liberamente la superficie lorda d’uso, generata dall’indice fondiario indicato dal piano urbanistico, a patto di cedere al comune l'area da destinare ad attrezzature o a finalità pubbliche. La previsione perequativa ha funzione di incentivare l'adesione spontanea dei proprietari agli obiettivi collettivi. Le aree interessate sono quelle oggetto di previsioni edificatorie o quelle vincolate