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Occupazione di beni pubblici: stato di necessità
Lo stato di necessità non giustifica l’occupazione sine titolo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e non può essere nemmeno invocato per contrastare il provvedimento di sgombero adottato dalla P.A., che prescinde da ogni accertamento circa la sussistenza degli elementi oggettivi e soggettivi di un fatto illecito, in quanto funzionalmente teso al solo recupero degli immobili facenti parte del patrimonio pubblico al precipuo fine di consentire il loro corretto utili ...

Abusi dei privati sui beni pubblici: indennità di occupazione
Stante l'infungibilità tra concessione ed accertamento dell'occupazione senza titolo, a fronte di una concessione scaduta e comunque rilasciata ad un soggetto estraneo all'occupante l'amministrazione non può che emanare un provvedimento nel quale accerta e quantifica l'indennità da occupazione senza titolo, risultando viceversa illegittima la pretesa azionata sulla base della concessione suddetta.

Occupazione abusiva di demanio marittimo: articolo 1161, primo comma, del codice della navigazione
Sussiste il reato di innovazione non autorizzata sul demanio marittimo e non quello di arbitraria occupazione laddove l’innovazione venga eseguita in una area demaniale che il soggetto già occupa legalmente, essendo munito della relativa concessione, e la stessa non determini alcun abusivo ampliamento dell'area occupata.

Occupazione abusiva di demanio marittimo: articolo 1231 del codice della navigazione
L'art. 1231 cod. nav. è una tipica norma in bianco che ha la funzione di fornire una tutela rafforzata, mediante sanzione penale, a determinati beni giuridici la cui disciplina è oggetto di altri atti, cui essa fa espresso rinvio, in particolare una disposizione di legge o di regolamento ovvero un provvedimento legalmente dato dall'autorità competente in materia di sicurezza della navigazione.

Reato di incendio boschivo: art. 423-bis c.p.
Con riferimento all'art. 423bis c.p., l'incendio deve intendersi come un fuoco di grandi proporzioni, dotato di incontrollabile forza espansiva, di notevoli capacità distruttive, caratterizzato da una inarrestabile potenzialità offensiva.

Reato di mutazione di stato dei luoghi in area demaniale fluviale: art. 632 c.p.
L'ipotesi di immutazione di stato dei luoghi in area demaniale fluviale è punita dall'art. 632 c.p., non dall'art. 17 R.D. 1775/1933 che regola invece la mera deviazione di acque senza concessione.

Reato di invasione di terreni od edifici: art. 633 c.p.
La contravvenzione di cui all'art. 1161 cod. nav. può concorrere con il delitto di cui all'art. 633 c.p. per l'obiettiva diversità degli interessi tutelati e delle stesse condotte illecite ipotizzate dalle norme incriminatici, consistenti, nel delitto di cui all'art. 633 c.p., nell'introduzione arbitraria e per un congruo lasso di tempo in terreni o edifici altrui allo scopo di occuparli e trarne profitto e, nella contravvenzione di cui all'art. 1161 c.n., nell'effettiva occupazion ...

Danneggiamento di bene demaniale: art. 635 c.p.
Va assolto perché il fatto non costituisce reato l'autore della demolizione di un muretto ubicato al confine con il demanio stradale se, ferma la prova della sua volontà di demolirlo, non sia raggiunta la prova in merito alla sua consapevolezza dell'altruità del muretto in questione, delimitante il suo fondo.

Diivieto di eseguire opere nell'alveo dei fiumi art. 96 r.d. 523/1904
La contravvenzione prevista dall’art. 93 R.D. 523/1904 non punisce la fruizione di un’opera, ma la sua realizzazione nell'alveo dei fiumi, torrenti, rivi, scolatori pubblici e canali di proprietà demaniale senza il permesso dell'autorità amministrativa.

Furto di beni pubblici: furto di acque e furto venatorio
Non può dubitarsi della qualificazione giuridica del fatto in termini di condotta furtiva e non già di mero illecito amministrativo, nel caso non di derivazione del corso di acque pubbliche dalla loro sede naturale, ma di un impossessamento (anche tentato) di acque mediante un precario sistema di prelievo

Demanio e patrimonio pubblico, abusi dei privati, sequestro preventivo
In tema di tutela delle zone sottoposte a vincolo paesaggistico, nel caso di realizzazione di opere nella fascia di rispetto del demanio marittimo, è necessaria una specifica autorizzazione distinta da quella demaniale, che la deve precedere ed in assenza della quale la realizzazione di interventi idonei ad incidere negativamente sull'originario assetto dei luoghi sottoposti a protezione configura i reati di cui agli artt. 54 e 1161 c.n. e D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, e può, di ...

Abusi dei privati su demanio e beni pubblici: sanatoria
Pur essendo possibile ai sensi dell'art. 35, comma 5, l. n. 47 del 1985 la concessione in sanatoria relativa a manufatti realizzati su di un'area demaniale, essendo tale effetto condizionato soltanto alla disponibilità dell'ente proprietario del suolo, l'Amministrazione può negare discrezionalmente tale disponibilità, descrivendo le ragioni di tale scelta.

Abusi dei privati su aree demaniali e beni pubblici: sanzioni amministrative
Illegittima l’ordinanza di sgombero di un'area demaniale laddove adottata dall'amministrazione senza essersi previamente pronunciata sulla domanda di rinnovo della concessione demaniale all'esito delle osservazioni prospettate dal privato.

Abusi dei privati su aree demaniali e beni pubblici: sanzioni commerciali
Il combinato disposto delle norme previste dall’art. 20 del Codice della strada e dall’art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009 intende sanzionare tutti i casi di occupazione di suolo pubblico totalmente “abusiva” (in assenza di titolo) per fini di commercio e non solo le ipotesi di occupazione che comportano aumento di cubatura.

Abusi dei privati su aree demaniali e beni pubblici: sanzioni edilizie
La qualità di utilizzatore di un immobile realizzato abusivamente in assenza di titolo abilitativo sul demanio o sul patrimonio di enti pubblici, è sufficiente ad individuarlo come destinatario dell’ordine di ripristino senza che vi sia la necessità di accertare chi ha concretamente realizzato l’abuso.

Occupazioni sine titulo di alloggi di servizio
Non può invocarsi nelle occupazioni sine titulo di alloggi di servizio la disciplina generale in tema di locazioni (d.lgs n. 78/2010) in ragione della diversa tipologia delle norme di legge e regolamentari in materia che tendono non solo a far pagare gli occupanti, ma a recuperare all’erario valori economici nel tempo non percepiti a causa del protrarsi negli anni delle suddette occupazioni.

Reati ambientali
Il reato di cui all'art. 734 c.p., nell'ipotesi di alterazione delle bellezze naturali ha natura di reato istantaneo con effetti permanenti e si consuma e si esaurisce con la costruzione lesiva delle bellezze naturali protette, sicché agli effetti della prescrizione il decorso del termine ha inizio dal momento in cui il reato si è realizzato con il compimento dell'opera ovvero la attuazione dei mezzi che hanno determinato il deturpamento.

Abusi dei privati su aree demaniali e beni pubblici: sanzioni commerciali ex art. 3 comma 16, L. 94/2009
L’art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009, in caso di indebita occupazione del suolo pubblico, ha attribuito al Sindaco uno specifico potere sanzionatorio, di natura dissuasiva (rimozione, ripristino e chiusura dell’esercizio), in via ordinaria ed a prescindere da situazioni contingibili ed urgenti, per le quali invece soccorre la previsione di cui all’art. 54 del d. lgs. n. 267 del 2000.

Abusi demaniali dei privati: profili generali
Non sussiste difetto di motivazione nel caso in cui l'Amministrazione abbia comunque constatato che una recinzione è stata realizzata abusivamente su area demaniale, in danno della collettività, comportando la destinazione di un'area demaniale a giardino privato, con restrizione dell'area demaniale marittima prospiciente il mare.

Perfezionamento del titolo edilizio
La mera comunicazione con la quale il responsabile del procedimento partecipa la sussistenza del parere favorevole in ordine al richiesto permesso del titolo abilitativo, ancorché accompagnata dalla quantificazione degli oneri a corrispondersi, non coincide con il formale momento perfezionativo del titolo edilizio che postula la rituale conclusione del relativo procedimento.

Titolo edilizio nel piano di lottizzazione
Ai fini del rilascio di una concessione di lottizzazione, come pure al fine del rilascio di una concessione di variante, occorre il necessario assenso di tutti i proprietari delle aree comprese nel piano.

Gazebo, pergolati, pompeiane, berceau: quale titolo edilizio
Solo qualora un pergolato sia costituito da una struttura leggera facilmente amovibile perché priva di fondamenta e destinato al riparo e/o ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni non è richiesto il permesso di costruire, necessario invece laddove l’opera sia di rilevanti dimensioni e costituita da pilastri ancorati al suolo e da travi in legno di importanti dimensioni in modo da renderla solida e robusta e non facilmente amovibile.

Titolo edilizio per i parcheggi
È legittima la scelta dell’amministrazione di subordinare l’assenso all'esercizio dell’attività di rimessaggio e parcheggio di autoveicoli alla compatibilità con la zonizzazione urbanistica.

Titolo edilizio per opere su suolo pubblico
L’edificazione, anche sul suolo demaniale, deve sempre avvenire in conformità agli strumenti urbanistici predisposti dalla competente autorità locale e resta subordinata al previo rilascio della concessione edilizia nonché all’osservanza delle eventuali condizioni imposte con l’atto concessorio.

Titolo edilizio per piste e strade
Le opere di scavo e ripristino di un marciapiede e di una strada di accesso sono escluse dal computo della superficie utile, dovendosi intendere con tale espressione i piani di fabbricati e/o parti di volumi, suscettibili di una specifica destinazione urbanistica.

Piscina: quale titolo edilizio
La costruzione di una piscina, in relazione alla sua consistenza modificativa e trasformativa dell’assetto del territorio, non si configura come riconducibile fra gli interventi di manutenzione straordinaria e fra gli interventi minori qualificandosi invece come nuova costruzione necessitante del previo rilascio del titolo edilizio.

Titolo edilizio per i prefabbricati
La concessione edilizia è di regola necessaria per la posa di baracche e/o prefabbricati di natura non precaria, mentre la precarietà di un manufatto dipende non tanto dal sistema di ancoraggio al terreno, ma dalla sua inidoneità a determinare una stabile trasformazione del territorio, con la conseguente necessità del titolo edilizio allorquando la struttura, ancorché prefabbricata, sia destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo.

Recinzione: quale titolo edilizio
È necessario il titolo abilitativo per la recinzione che costituisca opera di carattere permanente, incidendo in modo durevole e non precario sull'assetto edilizio del territorio, come ad esempio se è costituita da un muretto di sostegno in calcestruzzo con sovrastante rete metallica o da opera muraria.

Titolo edilizio per sopraelevazioni
La realizzazione di una sopraelevazione al di sopra del solaio del manufatto preesistente, oltre a un ulteriore manufatto, con creazione di vani abitabili muniti di servizi, infissi, e porta di ingresso in ferro, creando nuova volumetria, deve essere assoggetto a permesso di costruire e non può essere assimilato a mera copertura di un edificio preesistente diretto ad una migliore funzionalità dello stesso.

Titolo edilizio per i soppalchi
Il soppalco che comporta inequivocabilmente l’aumento della superficie utile, tenuto conto sia della superficie complessiva che dell’altezza massima, dal colmo al piano di calpestio del soppalco stesso, e, conseguentemente del carico urbanistico, rientra tra quelli che l'art.10, comma 1, lett. c, d.p.r. n. 380/2001, indica quali interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, subordinati a permesso di costruire.

Titolo edilizio per ristrutturazione
L'intervento di ristrutturazione edilizia comportante una diversa distribuzione degli spazi interni non necessita del permesso di costruire, non determinando un aumento volumetrico ogni diversa distribuzione in vani, numero e ampiezza dell'identica superficie totale calpestabile: tale tipologia di opere è pertanto realizzabile sulla base di una d.i.a., giusta combinato disposto degli articoli 10, comma 1, e 22, comma 1, del d.P.R. n. 380/2001.

Titolo edilizio per tetto e sottotetto
La demolizione della preesistente copertura del fabbricato e la successiva installazione di una nuova copertura in pannelli coibentati rientra nel novero degli interventi di manutenzione straordinaria assoggettati a s.c.i.a. e non di manutenzione ordinaria, in quanto la copertura non rientra nel concetto di «finiture» dell’edificio.