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Il sistema catastale italiano
Il sistema degli estimi italiano è parte integrante del più ampio sistema catastale; la reale comprensione delle questioni che investono il sistema degli estimi catastali non può che transitare per la preventiva acquisizione della nozione di sistema catastale. È quindi opportuno affrontare l’argomento, partendo da un brevissimo «excursus» storico.

Il concetto moderno di catasto e il sistema catastale italiano
Un moderno sistema catastale è, innanzitutto, la base informativa fondamentale per poter gestire in modo oculato tutti gli altri tematismi d’interesse.

Il ruolo delle commissioni censuarie nelle attività di formazione, revisione e conservazione del Catasto fabbricati
Per le attività di formazione, revisione e conservazione del Catasto fabbricati l'Amministrazione catastale è coadiuvata dalle commissioni censuarie locali e dalla Commissione censuaria centrale. Ciascuna delle commissioni locali esamina e approva i prospetti delle tariffe per le unità immobiliari urbane dei comuni della propria circoscrizione.

Il concetto moderno di catasto: «Cadastre 2014»
«Cadastre 2014» è una «vision» che definisce le caratteristiche dei sistemi catastali del 2014 attraverso sei principi dichiarativi, ognuno dei quali contiene uno o più requisiti. Il concetto è stato sviluppato dalla Commissione n. 7 della F.I.G. e, in quanto agevolmente condivisibile, fatto proprio da molte realtà nazionali.

Il ruolo delle commissioni tributarie nella determinazione delle rendite catastali
Il D.Lgs 31/12/1992, n. 546, recante disposizioni sul processo tributario, ha demandato le controversie relative alla determinazione delle rendite catastali alla giustizia tributaria, ritenendo probabilmente prevalente l’aspetto tributario rispetto all’aspetto tecnico-estimativo specifico delle rendite.

Sviluppi storico-critici del Catasto fabbricati
Non è la normalità avere due catasti tra loro distinti, uno rurale ed uno urbano: i due catasti debbono coesistere e potersi scambiare tra loro le informazioni, come, ad esempio, il cosiddetto tipo mappale, l’atto di aggiornamento catastale con il quale trasferire dalla mappa del Catasto terreni a quella dell’urbano porzioni di nuovo edificato.

La critica galbraithiana al sistema economico di mercato
Nel pensiero di Galbraith teoria e azione sono intimamente interconnesse e danno vita ad un «radicalismo concreto e non dogmatico, estremamente vigoroso e altamente pragmatico, legato a una difesa forte delle libertà personali». La sua analisi va suddivisa in due grandi linee di studio e ricerca, la prima, incentrata sull’uomo, conduce ad individuare serie criticità di natura etica, la seconda invece porta ad individuare altrettanto serie problematiche di natura prettamente scientifica.

Gli sviluppi moderni del rapporto tra etica ed economia
L’abbandono dell’individualismo a favore di un modello comportamentale di tipo sociale, dopo aver ampiamente sperimentato i limiti dell’homo economicus, è divenuto una priorità irrinunciabile nell’economia. Tuttavia il superamento di tale modello non è compito dallo svolgimento particolarmente facile, in quanto esistono ambiguità profonde e molti dei problemi sono intrinsecamente complessi. (Amarthia Sen)

Decadenza della concessione demaniale marittima per inadempimento del concessionario
Dinanzi ai fatti integranti un inadempimento rispetto ai doveri di buona tenuta del bene demaniale è legittima l'attivazione, da parte dell'amministrazione, dei poteri affidatile dalla legge, quale in particolare il potere di disporre la decadenza dalla concessione demaniale.

Realizzazione di opere ed interventi sul demanio marittimo in concessione a privati
L’eventuale indicazione, contenuta negli atti concessori, delle opere che il concessionario è legittimato a realizzare assume mera valenza descrittiva dell’oggetto del provvedimento e mai valenza autorizzatoria.

Principi generali da osservare nelle procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime
L’applicazione dei principi generali del diritto comunitario nella materia delle concessioni demaniali marittime richiede che vi sia la reale possibilità di un confronto concorrenziale fra i possibili aspiranti ad un beneficio economicamente rilevante concedibile dall'amministrazione ma non necessariamente attraverso le tipiche procedure dell’evidenza pubblica.

Funzioni e competenze in materia di rilascio di concessioni di beni del demanio marittimo
A seguito dell’entrata in vigore del D.lgs. n. 112/1998 spettano alle Regioni e agli enti locali le funzioni e le competenze in materia di rilascio di concessioni di beni del demanio marittimo e di zone del mare territoriale, conseguentemente rientra nella competenza dell’amministrazione comunale e non del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’adozione dei relativi atti.

Procedure amministrative in caso di domande concorrenti di concessione del bene demaniale marittimo
In caso di domande concorrenti di utilizzo riservato del bene demaniale in forza di concessione l'amministrazione è tenuta a dare prevalenza alla proposta di gestione privata del bene che "offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione" e "risponda ad un più rilevante interesse pubblico" (art. 37, comma 1, del Codice della navigazione).

Variazioni dell’estensione della superficie oggetto della concessione demaniale marittima
L’amministrazione ha la facoltà di variare l’estensione della superficie oggetto della concessione demaniale marittima nei casi di nuova delimitazione del confine demaniale che interferisca con le aree oggetto di concessione.

Necessità di evidenza pubblica nelle procedure di affidamento delle concessioni di aree demaniali marittime
L’obbligo di affidare le concessione di aree del demanio marittimo all’esito di procedure ad evidenza pubblica non dipende dal carattere strictu sensu commerciale dell’iniziativa, bensì dal suo carattere economico e dall’astratta contendibilità delle utilità ritraibili attraverso il suo esercizio.

Criteri e presupposti nella scelta del concessionario di aree demaniali marittime da parte della p.a.
L'uso riservato in concessione deve rispondere meglio all'interesse pubblico alla conservazione e gestione del demanio rispetto all'uso generalizzato (cfr. l'art. 36 del Codice della navigazione): pertanto l'amministrazione competente deve effettuare la necessaria comparazione avendo come unico riferimento queste due contrapposte modalità di godimento del bene.

Requisiti richiedibili dalla p.a. all'aspirante concessionario di beni demaniali marittimi
La concessione demaniale dà vita a un rapporto di diritto pubblico tra la P.A. ed il concessionario, che soggiace all'attività di vigilanza del concedente, comprensiva della potestà di effettuare controlli e della facoltà di irrogare sanzioni a tutela della primaria esigenza di garantire che il servizio dato in concessione a terzi sia svolto con regolarità e in conformità con il principio di buona amministrazione di cui all’art. 97 Cost..

Situazioni in cui è legittimo denegare l'istanza o il rinnovo di concessione demaniale marittima
E' legittimo denegare la pretesa volta all’ottenimento in concessione di un’area ubicata in una zona già caratterizzata dalla presenza di numerosi stabilimenti balneari, con conseguente necessità di preservarne alcuni tratti alla libera fruizione.

Legislazione regionale relativa al rilascio delle concessioni su beni demaniali marittimi
La disciplina relativa al rilascio delle concessioni su beni demaniali marittimi investe diversi ambiti materiali, attribuiti alla competenza sia statale che regionale, atteso che particolare rilevanza, quanto ai criteri e alle modalità di affidamento di tali concessioni, assumono i principi della libera concorrenza e della libertà di stabilimento, previsti dalla normativa comunitaria e nazionale.

Normativa della Regione Puglia in materia di concessioni demaniali marittime
La legge regionale n. 17 del 2006 individua un sistema all’interno del quale il piano regionale delle coste assume un ruolo centrale e indefettibile anche e soprattutto al fine del rilascio delle nuove concessioni: la subordinazione del rilascio di titoli concessori alla adozione/approvazione del piano regionale delle coste risulta in particolare giustificata dall’esigenza di ancorare l’attività di concreta gestione delle aree demaniali ad un contesto preventivamente definito e programmato.

Normativa della Regione Sicilia in materia di concessioni demaniali marittime
L’articolo 2 della legge regionale n. 15 del 29 novembre 2005 permette il mantenimento delle strutture per l’intero anno solare travolgendo qualsiasi temporizzazione precedentemente imposta in via amministrativa, fatto salvo il potere della Amministrazione, nel caso concreto e con motivazione esplicita e puntuale, individuare altre ragioni di interesse pubblico che, a prescindere dalla temporizzazione, rendano indifferibile la rimozione.

La concessione del bene demaniale marittimo per finalità turistico-ricreative
La concessione del bene demaniale per finalità turistico-ricreative costituisce un presupposto idoneo a far sorgere in capo al concessionario l’obbligo di rispettare le disposizioni della competente Capitaneria di Porto in materia di sicurezza della balneazione.

Concessioni demaniali marittime per porti ed approdi turistici
E' ragionevole e legittimo qualificare un intervento in termini di "porto turistico" e non di semplice "punto d'ormeggio" in ragione del numero dei pontili da allocare, della vastità dello specchio acqueo impegnato dalle opere infrastrutturali programmate e della destinazione degli stessi pontili all'attracco d’imbarcazioni di medie e grandi dimensioni.

La nozione di concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative non comprende i punti di ormeggio
La nozione di «concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative» è un ben preciso concetto normativo, individuato dal legislatore (art. 13 della l. 8 luglio 2003, n. 172) che non comprende i punti di ormeggio.

L’assegnazione in concessione di un’area del demanio marittimo per l’espletamento di operazioni portuali
L’autorizzazione alle operazioni portuali è atto presupposto per il rilascio della concessione di aree e banchine, stante l’intima connessione delle operazioni portuali e dei servizi portuali con le aree e banchine comprese nell’ambito portuale e la conseguente necessità che il concessionario espleti sulle aree le suddette attività in regime di offerta permanente al pubblico stante la loro natura «essenziale».

Le variazioni al contenuto della concessione demaniale marittima con realizzazione di interventi sul suolo demaniale devono essere espressamente autorizzate
Gli articoli 20, 36 e 37 del codice della navigazione, nonché l'articolo 24 del relativo regolamento di esecuzione, non consentono di configurare la figura del mero “spostamento” di una precedente concessione, inteso come una sorta di novazione oggettiva del precedente titolo abilitativo, il quale permarrebbe per il resto invariato nei suoi elementi costitutivi.

Il bene giuridico demaniale tutelato dall'art. 1161 cod. nav.
Il bene giuridico tutelato dall'art. 1161 cod. nav. è costituito dall'interesse della collettività di usare in maniera completa ed in tutte le sue implicazioni il bene demaniale

Illeciti amministrativi commessi dai privati sul demanio marittimo
L'ipotesi di illecito amministrativo di cui all'art. 1161, co. 2, cod. nav. ben può riferirsi anche all'occupazione del demanio marittimo con un natante attuata con modalità o sistemi non provvisti di stabilità che ne consentano, quindi, al pari dei veicoli su gomma, una facile rimozione.

Utilizzo delle risorse idriche: le acque minerali e termali
Il bene della vita “acque minerali e termali” va considerato da due distinti punti di vista, quello dell’uso o fruizione e quello della sua tutela: il primo è di competenza regionale residuale, mentre la tutela delle stesse acque è di competenza esclusiva statale.

Demanio idrico: gli alvei di fiumi e torrenti
L'alveo del fiume, che appartiene al pubblico demanio, si identifica nella porzione cava del terreno che il fiume stesso si è scavata naturalmente, e su cui le acque stesse scorrono fino al limite delle piene normali.

Gli argini dei fiumi appartengono al demanio idrico ai sensi dell'art. 822 c.c..
Mentre per «sponda» si intende il confine naturale dell’ordinaria portata dell’acqua nelle sue variazioni stagionali, per «argini» si intendono le barriere esterne, per lo più artificiali, erette a ulteriore difesa del territorio per il caso di piene eccezionali.

Categorie del demanio marittimo: mare, lagune e valli da pesca
Ai fini dell'accertamento dell'appartenenza di un bene al demanio marittimo non è pertinente il richiamo ai principi affermati con riferimento alle darsene a secco, trattandosi di principi concernenti in genere il demanio idrico e non quello marittimo, ed essendo, al contrario, le lagune espressamente menzionate tra le componenti del demanio necessario marittimo.