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Le delibere di esclusione dal Piano casa
Se le attribuzioni conferite all’organo straordinario con il decreto di scioglimento rivestono carattere generalizzato, esse comprendono anche il potere limitativo della portata del cd. piano casa, conferito agli enti comunali dal legislatore regionale.

L'attuazione regionale e locale del Piano Casa
La previsione di una disciplina differenziata da Regione a Regione in materia di «Piano casa» non viola il principio di uguaglianza, dal momento che è fisiologicamente connaturata allo stesso principio regionalistico la possibilità di regimi differenziati della stessa fattispecie tra Regione e Regione.

Natura eccezionale e temporanea delle norme sul Piano Casa
Il carattere derogatorio del Piano Casa implica una stretta interpretazione delle sue norme, senza che siano possibili interpretazioni estensive che possono condurre a stravolgere l’ordinata pianificazione del territorio.

OPERE ED INTERVENTI --> PIANO CASA --> ONERI E CONTRIBUTI
Se, in funzione delle precipue finalità sostenute dal piano casa, è concepibile una deroga al principio di onerosità del permesso di costruire (nella specie per il superamento delle barriere architettoniche, ai sensi della l.r. Marche 22/2009), essa non può ritenersi estesa a fattispecie diversa e riconducibile ad altra fonte normativa di carattere pianificatorio comunale.

La realizzazione di un'opera pubblica: motivazioni sottese all'intervento
Le valutazioni sottese alla dichiarazione di somma urgenza dei lavori (artt. 146 e 147 D.P.R. 554/1999) appartengono alla sfera discrezionale della P.A. non necessitano di apposita motivazione e sono censurabili esclusivamente sotto i profili della palese irragionevolezza o del travisamento dei presupposti fattuali.

Discrezionalità della P.A. nella localizzazione dell'opera pubblica
Il connotato della discrezionalità amministrativa (nel caso di specie in merito alla localizzazione di opera pubblica), sussiste proprio nella possibilità rimessa al soggetto pubblico di optare, in un ambito circoscritto da norme, tra più soluzioni diverse. La decisione tra le varie possibilità avviene secondo il criterio, oramai consolidatosi anche in giurisprudenza dopo la felice intuizione dottrinaria che l’ha proposto, della valutazione comparativa tra gli interessi rilevanti.

Realizzazione di un'opera pubblica: dimensione degli espropri e delle occupazioni per p.u.
Le espropriazioni devono direttamente corrispondere a un interesse pubblico tanto più che essa avviene a titolo oneroso. La spesa perciò deve essere giustificata, per l’appunto, da un’utilità pubblica, altrimenti essa non ha ragione di essere.

Discrezionalità della p.a. nella scelta dei beni da espropriare per opere pubbliche
L'individuazione delle modalità di realizzazione di un'opera pubblica o delle relative aree costituisce una scelta tecnico-discrezionale di stretto merito dell'Amministrazione, rispetto alle quali le posizioni dei privati sono necessariamente recessive. Per loro natura quindi tali determinazioni possono essere sindacate nel merito solo per palesi errori di fatto, abnormità e irrazionalità delle stesse.

Discrezionalità tecnica della p.a. nella scelta di come e perchè realizzare un'opera pubblica
Nei procedimenti preordinati all'approvazione del progetto di un’opera pubblica, le valutazioni di idoneità tecnica e gli apprezzamenti circa l'opportunità di una determinata soluzione in luogo di un'altra non devono necessariamente risultare dalla motivazione dei provvedimenti finali, essendo essi insiti negli atti progettuali e nelle determinazioni assunte nel corso della sequela procedimentale.

Discrezionalità della p.a. nella scelta dei mezzi per conseguire la disponibilità delle aree occorrenti all'esecuzione di opere pubbliche
La scelta del mezzo pubblicistico o privatistico, per conseguire la disponibilità delle aree occorrenti per l'esecuzione di opere pubbliche, è rimessa alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione. Il ricorso allo strumento dell'espropriazione per pubblica utilità costituisce l'ipotesi normale e spesso l'unica percorribile: essa non ha bisogno di particolare motivazione, mentre a dover essere motivata è semmai la scelta, normalmente più onerosa per la P. A., del mezzo privatistico.

Discrezionalità tecnica ed amministrativa della P.A. nelle valutazioni di compatibilità ambientale
Le valutazioni di compatibilità ambientale costituiscono espressione paradigmatica della discrezionalità tecnica della P.A. non suscettibile di sindacato in sede di legittimità in assenza di incongruenze istruttorie e motivazionali.

Il sindacato giurisdizionale della pianificazione urbanistica della P.A.
In linea di principio uno specifico onere motivazionale non sussiste per gli strumenti urbanistici generali; l’esonero dall’obbligo di motivare si estende, naturalmente, alla scelta sul se dotarsi o meno di una nuova pianificazione primaria.

Insindacabilità delle scelte amministrative relative alla viabilità di zona
Una volta prevista la zona residenziale, è obbligo del pianificatore inserire nello strumento urbanistico generale anche la strada di accesso.

Discrezionalità dei comuni nell'applicazione del «Piano Casa»
Non è irragionevole la scelta del Comune di escludere l'applicazione della normativa del c.d. Piano Casa agli alberghi ubicati all'interno di un parco naturale.

L'iter di approvazione di una variante al P.R.G. e la discrezionalità della P.A.
Le varianti normative , implicando apprezzamenti di merito, sono sottratte come tali al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o da illogicità e irragionevolezza. Ne discende, dunque, che laddove il privato si dolga dell’illogicità delle scelte operate dalla P.A. il G.A. non può fermarsi di fronte alla predetta discrezionalità, ma deve ricercare nel complesso degli atti relativi all'attività pianificatoria la giustificazione dell'operato dell'amministrazione

P.R.G. e destinazione urbanistica dell'area a verde agricolo, privato o attrezzato
La destinazione urbanistica di un’area a verde privato, operata dalle previsioni dello strumento urbanistico primario, assolve alla funzione di stabilire un equilibrato rapporto tra aree edificate e spazi liberi, evitando eccessivi addensamenti edilizi in una zona completamente edificata, conservando adeguati spazi liberi da edificazione, funzione di riequilibrio, propria dell'urbanistica e il correlativo esercizio del potere di pianificazione.

Zone urbanizzate e non urbanizzate nelle scelte urbanistiche della P.A.
È ragionevole imprimere uniformemente la destinazione di “zone a bosco” anche alle singole radure ed ai puntuali insediamenti che siano contornati dalla superficie arborea dell’ampia area boschiva ad essi circostante.

Vincoli urbanistici e paesaggistici alla discrezionalità tecnica della P.A.
Il P.R.G., nell'indicare i limiti da osservare per l'edificazione nelle zone a carattere storico, ambientale e paesistico, può disporre che determinate aree siano sottoposte a vincoli conservativi, indipendentemente da quelli disposti dalle commissioni competenti nel perseguimento della salvaguardia delle cose di interesse storico, artistico o ambientale.

La discrezionalità amministrativa in vari casi di pianificazione locale
L'inserimento di un bene nel piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari (art. 58 d.l. 112/2008) e le determinazioni assunte dall’amministrazione comunale circa la diversa destinazione da assegnare al bene rientrano nell’ambito delle valutazioni discrezionali e quindi non sono suscettibili di alcuna censura di merito, né di alcun sindacato giurisdizionale, se non entro i limiti dell’illogicità ed irrazionalità della scelta operata

Affidamento o aspettative da parte del privato in merito alle scelte urbanistiche della p.a.
L’attribuzione di una determinata qualificazione di un’area (cd. zonizzazione) avvenuta in sede di adozione del piano regolatore non fa sorgere alcuna aspettativa qualificata in capo al proprietario dell’area medesima.

Poteri del comune nell'individuare le categorie urbanistiche di destinazione d’uso
Il Comune, nell’esercizio della propria potestà di pianificazione del territorio, può individuare categorie di destinazione d’uso ulteriori e diverse rispetto a quelle predefinite dalla legislazione nazionale e regionale e può suddividere le categorie di destinazione d’uso in più sottocategorie o sottofunzioni, laddove ciò sia giustificato da significative diversità del carico urbanistico implicato dall’una o dall’altra di esse.

Poteri del comune nel limitare la la costruzione di c.d. "seconde case" destinate all'uso saltuario nel proprio territorio
I comuni, facendo uso del potere di governo del territorio, possono legittimamente escludere nel proprio territorio la costruzione di case destinate all'uso solo saltuario imponendo a tal fine una dimensione minima degli alloggi o, all'inverso, precludendo in un’area determinata la costruzione di case di abitazione residenziale.

Obblighi motivazionali da parte della p.a. nel dimensionamento degli standard
In caso di sovradimensionamento degli standard, l’Amministrazione è tenuta ad offrire una motivazione rafforzata che illustri le ragioni per le quali si è deciso di prevedere una dotazione di standard superiore a quella minima fissata dalla legge; a tal fine, tuttavia, non è necessaria una motivazione puntuale che riguardi le singole aree, essendo invece sufficiente che si chiarisca perché, per l’intero ambito comunale, si è deciso di prevedere una dotazione superiore a quella minima.

La discrezionalità amministrativa nel governo dell'edilizia
È vero che la prescrizione che vieta nelle zone residenziali attività rumorose e moleste non vale in assoluto, poiché oltre alla tutela della funzione residenziale, devono ritenersi consentite attività confacenti o necessarie all’ordinato assetto di quartieri residenziali (come per esempio, uffici, negozi, autorimesse, parcheggi pubblici, studi professionali): tuttavia, non può ammettersi la presenza di un impianto produttivo del tutto avulso dal tessuto edilizio di zona di completamento

Discrezionalità amministrativa nella pianificazione e nella concessione demaniale
È legittimo il diniego di concessione di specchio acqueo per l'ormeggio di una imbarcazione da pesca qualora il provvedimento sia motivato sulla base della necessità di garantire che le operazioni di alaggio e varo effettuate su area adiacente avvengano in sicurezza.

La discrezionalità amministrativa nella pianificazione estrattiva
In sede di approvazione del piano delle cave, le scelte riguardanti le singole aree non abbisognano di una specifica motivazione, per la sua natura di atto generale, coinvolgente un elevato numero di destinatari e per l’interdipendenza reciproca delle previsioni interessanti le singole aree.

La P.A. e la discrezionalità delle scelte urbanistiche
La pianificazione urbanistica, per sua natura è caratterizzata da amplissima discrezionalità proprio in ragione dello scopo primario che il Comune persegue, ovvero la stabilizzazione dell’assetto urbanistico del proprio territorio, tenendosi conto principalmente delle superiori esigenze della collettività nel suo complesso e solo in seconda battuta degli interessi particolari.

Scelte urbanistiche: giurisprudenza sulla discrezionalità tecnica della P.A.
Il principio di precauzione impone alla P.A. di conformare l’assetto territoriale circostante gli scali aeroportuali alla massima sicurezza, e quindi di comparare gli interessi pubblici e privati economici, costruttivo-imprenditoriali e di valorizzazione e rendita fondiaria, al superiore interesse generale allo svolgimento ed al futuro sviluppo del trasporto aereo in condizioni di massima sicurezza.

Discrezionalità tecnica della P.A. nelle scelte urbanistiche: l'eccesso di potere per disparità di trattamento
Non è irragionevole la scelta della P.A. di introdurre la facoltà di costruire in aderenza o sul confine, al fine di consentire un più congruo utilizzo del potenziale edificatorio dei lotti ed evitare che residuino aree che, pur essendo potenzialmente edificabili, siano di fatto inutilizzabili.

Motivazione delle scelte urbanistiche e discrezionalità della P.A.
Le Amministrazioni locali hanno ampia discrezionalità in sede di pianificazione urbanistica, con la conseguenza che le decisioni pianificatorie sono censurabili solo in caso di manifesta illogicità o irrazionalità; la motivazione delle stesse può risultare anche complessivamente dagli atti del Piano, senza necessità di analitica argomentazione di ogni singola scelta.

Effetti derivanti dalle scelte discrezionali della P.A. sulla destinazione urbanistica delle aree
La motivazione dello strumento urbanistico può ben essere di tipo generico, desumibile dalla relazione accompagnatoria, laddove è richiesta una puntuale motivazione unicamente per prescrizioni che interessino una singola area ovvero che si discostino da quanto stabilito per zone contermini di analoghe caratteristiche.

Cambi di orientamento amministrativo nella pianificazione urbanistica: il peggioramento dello jus aedificandi
La variante urbanistica che imprime una nuova destinazione più sfavorevole ad aree che sono state già diversamente classificate necessita di puntuale motivazione, quando l’amministrazione abbia creato in capo ai titolari specifiche aspettative che risultano fondate su atti di contenuto concreto, quali la stipula della convenzione di lottizzazione.