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La violazione della normativa antinfortunistica


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titolo:LA TUTELA DELL'INFORTUNIO SUL LAVORO
anno:2015
pagine: 116
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

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Avvocato giuslavorista specialista in Diritto del Lavoro

La responsabilità del datore per l'evento che ha provocato l'infortunio, deve essere distinta in tre diverse fattispecie di responsabilità: civile, penale ed amministrativa.

In riferimento ai criteri cardine attraverso i quali poter inquadrare tale responsabilità, la Corte Costituzionale ha più volte individuato nell'applicazione tecnologica generalmente praticata e negli accorgimenti organizzativi e procedurali generalmente acquisiti, la misura sulla quale determinare la responsabilità del datore. «Sicché penalmente censurata sia soltanto la deviazione dei comportamenti dell'imprenditore dagli standard di sicurezza propri, in concreto e al momento, delle diverse attività produttive».

Si discute di una responsabilità per rischio e non viceversa per colpa, cosicché è sempre comunque necessaria una previa indagine sull'applicazione ed il rispetto delle leggi in materia di tutela degli infortuni sul lavoro.
Il datore di lavoro conseguentemente risponderà dell'inadempienza allorquando non possa dimostrare di aver rispettato tutte le norme previste dal sistema antinfortunistico, ovvero che l'evento sia stato imprevedibile o derivante da causa a lui non imputabi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ore grava pertanto l'onere di dimostrare che il danno non sia ricollegabile alla violazione degli obblighi di sicurezza.

Egli non risponde per responsabilità civile, per tutti gli infortuni e le malattie professionali ammesse alla tutela previdenziale sempre che non si trovi in presenza di un reato perseguibile d'ufficio.

Quest'ultimo caso è espressamente previsto dall'art. 590 c.p., che non prevede la necessaria querela della persona offesa per tutti i casi di lesioni personali colpose dovute a fatti commessi con «violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale» .
Il datore risponde altresì penalmente dei reati inerenti alla violazione della normativa sulla salute e sicurezza sul posto di lavoro, che comportano la pena dell'ammenda o addirittura dell'arresto, così come previsti [Omissis - versione integrale presente nel testo].

Infine, bisogna segnalare la responsabilità amministrativa che può verificarsi nel caso di omessa istruzione, omessa annotazione e mancata tenuta sul posto di lavoro del registro degli infortuni, ovvero nei più generici casi in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... condotta possa provocare un ampliamento delle circostanze infortunistiche, quali la violazione della normativa in materia di orario settimanale medio, lavoro straordinario o riposi settimanali e giornalieri.

A questi si aggiungono gli illeciti amministrativi legati alla mancata comunicazione all'INAIL dell'infortunio o quelli legati alla violazione del T.U. Salute e Sicurezza sui posti di lavoro.

Egli incombe altresì nelle medesime forme di responsabilità civile allorquando la violazione o l'infortunio sono la conseguenza di un'azione od omissione dei soggetti preposti o sorveglianti.

In tal caso permane una responsabilità civile nelle forme previste dal Codice quando è comprovata da una sentenza penale di condanna «per fatto imputabile a coloro che egli ha incaricato della direzione o sorveglianza del lavoro» .
Questo principio di responsabilità oggettiva è altresì definito dall'art. 2049 c.c. che definisce la responsabilità dei padroni e dei committenti, nell'esercizio delle attività a cui sono adibiti.


 
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