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La somministrazione di manodopera


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titolo:INTERMEDIAZIONE NELLA PRESTAZIONE DI LAVORO
anno:2015
pagine: 97
formato: pdf  
prezzo:
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laureata in Giurisprudenza

Struttura e disciplina del rapporto di lavoro
In particolare a somministrazione di manodopera consta di due distinti contratti. Con il primo l'Agenzia di somministrazione assume, a tempo determinato ovvero indeterminato, i prestatori di lavoro. Con il secondo un'impresa o un privato (cioè l'utilizzatore), che si avvale dell'opera di questi ultimi, stipula con l'Agenzia un contratto di somministrazione di lavoro, anch'esso a termine o meno. Quindi rimane la caratteristica per cui datore di lavoro e fruitore della prestazione non coesistono in capo alla medesima figura.
Per quanto concerne la disciplina della somministrazione l'art. 22 del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276 distingue a seconda che la stipula sia o meno a termine.
Nel primo caso ad essa si applicano le disposizioni in tema di lavoro a tempo determinato. Nel secondo caso la disciplina è quella che il codice civile o le singole leggi prevedono, in generale, per i singoli rapporti di lavoro. Tuttavia, la dottrina ha messo in luce come, a dispetto della lettera della disposizione in esame, debba ritenersi ammessa anche l'assunzione a tempo indeterminato da parte dell'Agenzia di un lavoratore che, poi, venga somministrato a termine.


Somministrazione a tempo determ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tempo indeterminato
La rivoluzione del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276 sembra compiersi proprio in relazione al profilo temporale della somministrazione. Ciò vale in ordine a due aspetti.
In primo luogo viene introdotta la somministrazione a tempo indeterminato (o staff leasing), sebbene sia prevista in relazione a specifiche occupazioni. Più correttamente è a tempo indeterminato il rapporto che si costituisce tra l'Agenzia ed il prestatore. Se in origine il somministratore ha il compito di fornire manodopera nella fattispecie in esame egli diviene stabilmente il datore di lavoro del somministrato. A differenza della somministrazione a termine non è previsto qui alcun limite al ricorso a tale istituto.
In secondo luogo già nel suo impianto originario il d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276 prevede che la somministrazione a tempo determinato sia «ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all'ordinaria attività dell'utilizzatore». Come osservato in dottrina non si può non cogliere, nell'ultima parte del periodo, la volontà del legislatore di dare stabilità anche a questo tipo di somministrazione privandola del carattere e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di cui alla l. 24 giugno 1997, n. 196. L'unica restrizione prevista è quella che demanda alla contrattazione collettiva l'individuazione di limiti al ricorso alla somministrazione di lavoro a termine.
Sulla stessa linea si pongono le modifiche che, successivamente, segnano l'istituto in commento.
In un primo momento viene fatta salva la possibilità di prescindere dalle menzionate ragioni (tecniche, produttive ecc.) in presenza di specifiche circostanze.
Di recente questa tendenza è stata acuita generalizzando la possibilità di ricorrere alla somministrazione a termine. Dall'art. 20, co. 4 d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276, infatti, è stato tolto il requisito delle ragioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive.
Il quadro attuale, pertanto, è il seguente. La somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa in via generale. Alla somministrazione a tempo indeterminato, invece, si può ricorrere solo in relazione ad una delle occupazioni di cui all'art. 20 co. 3 d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276 a meno che non sussista una delle ipotesi che ne consentono l'utilizzo libero. Rispetto ad entrambe valgono i divieti di cui all'art. 20 co. 5 d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276.


 
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