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PEEP PIP

 

TEMI degli articoli



Conformità del PIP allo strumento urbanistico generale
Il PIP è uno strumento urbanistico di attuazione che presuppone l'adozione di uno strumento urbanistico generale e che a quest'ultimo si deve uniformare: pertanto in caso di modifiche del PIP che siano in rotta di collisione con la pianificazione urbanistica generale, è necessario seguire la procedura della variante con il confronto con la Regione.

La natura di atto generale di pianificazione del piano di insediamento produttivo
La natura di atto generale di pianificazione del P.I.P., sottende un’evidente attenuazione dell’onere motivazionale, anche in ragione della ampia discrezionalità di cui dispone il Comune.

Durata, decadenza e reiterazione (anche parziale) di un P.I.P.
Non sussiste alcun obbligo per l'Amministrazione di procedere alla ripianificazione delle aree ricadenti nella porzione di P.I.P. non attuata. La sussistenza di un obbligo del Comune volto alla formazione di un nuovo PIP, non si desume né dall'art. 17, comma 2, né dall’art. 27 della legge n. 865/1971.

Efficacia e finalità dei piani per gli insediamenti produttivi
Il dies a quo per il computo del decennio d'efficacia del P.I.P. coincide con la data di pubblicazione; ciò in quanto è con la pubblicazione sul bollettino regionale che il piano urbanistico entra in vigore ed acquista efficacia conformativa, anche in relazione ai terreni soggetti a previsioni espropriative, secondo un principio generale valevole per tutti gli strumenti urbanistici e le relative varianti, anche ai fini del decorso del termine decadenziale di impugnazione

Individuazione del soggetto attuatore del P.I.P.
In ipotesi in cui sia andata deserta la gara diretta a selezionare il soggetto attuatore del P.I.P. legittimamente l’Amministrazione può ribadire la volontà di attuare il piano, approvando una nuova procedura di gara.

L'integrale copertura dei costi sostenuti per l’acquisizione delle aree da assegnare in zona P.I.P.
Che la spesa per l’acquisizione delle aree espropriate in ambito PIP sia stata assai più alta di quanto preventivato in sede di convenzione, rientra nell’alea normale del giudizio, intentato dai proprietari dei suoli espropriati, ed il Comune non può certo ritenersi responsabile, nei confronti degli acquirenti dei lotti dell’area p. i. p., a cagione della presunta inadeguatezza della difesa tecnica, in detto giudizio espletata dal professionista incaricato.

Piano P.I.P.: rapporto tra espropriazione ed assegnazione delle aree
Alla scadenza del termine di dieci anni legislativamente previsto, la inefficacia del PIP è un effetto automatico di legge che, segnando il venir meno dei presupposti per il perfezionamento dell’espropriazione, rende dovuta la revoca dell’assegnazione previamente disposta; la revoca non presenta, pertanto, profili di discrezionalità.

L’individuazione delle aree da inserire nel piano per gli insediamenti produttivi
La non inclusione di aree all’interno del perimetro del Programma di Insediamenti Produttivi rientra nell'ambito delle scelte urbanistiche dell'Amministrazione, connotate da ampia discrezionalità.

Le procedure espropriative nei piani attuativi P.E.E.P.
La pendenza di un P.E.E.P. comporta la possibilità di un esproprio dei suoli interessati, ma si tratta di evenienza tutt’altro che certa, dipendendo dalle successive scelte dell’Amministrazione e anche da variabili di natura finanziaria.

Espropriazione del fondo ed assegnazione delle aree P.E.E.P.: autonomia dei procedimenti
Il procedimento di espropriazione delle aree incluse in un piano di zona per l'edilizia economica e popolare e quello di assegnazione delle relative aree conservano la loro autonomia, nel senso che, pur divenendo l'assegnazione efficace solo a seguito dell'espropriazione, nessuna invalidità è riscontrabile nel provvedimento di assegnazione prima che sia intervenuta l'espropriazione dell'area.

Procedura di assegnazione dell'area in zona P.E.E.P. e pubblicità delle sedute di gara
Sia nel caso di concessione del diritto di superficie, ex art. 35, commi 7 ed 8, della legge 22 ottobre 1971, n. 865, che in quello di cessione del diritto di proprietà, alla delibera dell’ente comunale (o del consorzio di comuni) fa poi seguito una convenzione, da stipularsi per atto pubblico, i cui contenuti essenziali (corrispettivo della cessione del diritto di superficie o prezzo de trasferimento del diritto di proprietà), sono anch’essi oggetto di previa deliberazione dell'ente

Costituzionalità dell'edilizia economica e popolare (piani P.E.E.P.)
Non appare palesemente arbitrario o sproporzionato il bilanciamento effettuato dal legislatore con la L. n. 167/62, tra le finalità d'interesse generale perseguite, ed essenzialmente individuabili nel soddisfacimento, per le categorie meno abbienti, della primaria necessità dell'abitazione, ed il sacrificio imposto agli interessi dei privati proprietari sottoposti a procedura coattiva.

Determinazione del fabbisogno e dimensionamento del piano di zona per l’edilizia economica e popolare
Ai sensi dell’art.3 L.167/1962 il dimensionamento del piano di zona per l’edilizia economica e popolare deve essere basato su una previsione di quelle che si presume saranno le esigenze abitative per il tempo futuro per il quale il piano conserva efficacia. La stima del fabbisogno abitativo, deve essere operata dal Comune non sulla base di mere enunciazioni bensì con adeguata motivazione, sul piano tecnico, supportata da dati statistici che dimostrino la correttezza delle conclusioni accolte

Durata, decadenza, reiterazione e proroga dei piani P.E.E.P.
L'art. 1-bis del d.l. 22 dicembre 1984, nr. 901, convertito, con modificazioni, nella legge 1 marzo 1985, nr. 42, è norma speciale destinata ad applicarsi ai soli Piani di Zona scadenti entro il 31 dicembre 1987, ovvero già scaduti alla data di entrata in vigore della norma medesima, mentre il piano approvato in epoca anteriore a tali scadenze è soggetto alla ordinaria efficacia decennale ex art. 9 della legge nr. 167 del 1962.

Efficacia e finalità del piano di edilizia economica e popolare (piano P.E.E.P.)
La scadenza del piano di edilizia economica e popolare ne elide l'efficacia a fini ablatori, senza incidere, però, sulle sue prescrizioni (che rilevano a tempo indeterminato, anche dopo la sua scadenza) e tantomeno su quelle dello strumento urbanistico generale, in particolare laddove assoggettano l'edificazione ad uno strumento urbanistico attuativo.

Il Piano P.E.E.P. e l'iniziativa dei privati
Il soggetto che non sia proprietario non ha interesse a richiedere l’inclusione nel PEEP di area esterne al perimetro dello stesso; ciò in particolare qualora con tale circostanza venga in considerazione solo una possibile estensione del P.e.e.p. e l’inclusione di tali aree non sia pertanto in funzione di una possibile ridelocalizzazione del Piano.

La localizzazione delle aree comprese in un P.E.E.P.
Il comma 2 dell’art. 3 della legge nr. 167 del 1962 non stabilisce un obbligo assoluto di impiego delle aree già destinate a edilizia economica e popolare per il ricorso ai Piani di Zona, limitandosi a prevedere che “di norma” così debba essere; ciò comporta solo un rinforzato onere motivazionale a sostegno della scelta di ricorrere ad aree aventi una diversa destinazione urbanistica pregressa.

Adozione del piano P.E.E.P. a vincolo espropriativo decaduto
Illegittima è l'adozione del PEEP intervenuta qualora risulti già decaduto il termine quinquennale di durata del vincolo preordinato all’esproprio imposto con il PRG, rendendosi necessaria, in suddetta ipotesi, una sua reiterazione mediante approvazione di variante urbanistica.

Il principio del perfetto pareggio economico nella realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica
In base al principio stabilito dal citato art. 35 della legge n. 865 del 1971, i corrispettivi della concessione in superficie ed i prezzi delle cessione in proprietà delle aree destinate alla costruzione di case economiche e popolari devono, nel loro insieme, assicurare la copertura delle spese sostenute dal comune o dal consorzio per l'acquisizione delle aree comprese in ciascun piano approvato a norma della legge 18 aprile 1962 n. 167.

Profili d'illiceità del comportamento dell’Amministrazione comunale nell'attuazione del piano P.E.E.P.
Il diritto del Comune al conguaglio dei maggiori costi di espropriazione delle aree assegnate nell'ambito di interventi PEEP è escluso per le somme corrisposte a seguito di comportamenti illeciti (ad es., mancata emanazione del decreto d’esproprio, con conseguenziale necessità di corrispondere onerose somme a titolo di occupazione acquisitiva).

Spese di esproprio recuperabili dagli assegnatari delle aree P.E.E.P.: gli interessi sul capitale e le spese legali
Tra le voci di costo per l’acquisizione recuperabili dagli assegnatari delle aree PEEP non possono essere inserite le spese legali sopportate dal Comune per il contenzioso, che riguardano esclusivamente l’amministrazione in quanto parte (soccombente) dei giudizi e coinvolgono scelte processuali maturate esclusivamente in seno alla P.A. resistente.

Il diritto al recupero delle somme pagate per l'acquisizione delle aree incluse nel P.E.E.P.
In relazione a una convenzione per la costruzione di case di tipo economico e popolare, nonostante la pregressa quantificazione sia del costo delle aree sia delle spese di urbanizzazione, il comune ha diritto a ripetere dai singoli acquirenti degli alloggi edificati l'importo pro-quota di quanto effettivamente speso, sia per l'acquisizione delle aree che per le spese di urbanizzazione. Quand'anche nessuna previsione fosse contenuta in convenzione, dovrebbe ritenersi operante ex art.1339 cod.civ.

Motivazione e prescrizione del recupero delle somme sostenute dal Comune per la realizzazione del piano P.E.E.P.
L’attività di recupero delle somme versate per l’acquisizione delle aree peep e per la loro urbanizzazione, appare direttamente derivante dalle previsioni normative e dai rapporti convenzionali tra le parti; trattandosi quindi di attività di carattere paritetico, e quindi carente di profili discrezionali, non trova spazio la censura di carenza di motivazione, non essendovi spazio giuridico, in tale ambito, per la disamina degli elementi sintomatici dell’eccesso di potere

Ripartizione tra gli assegnatari degli oneri sostenuti dal Comune per il piano P.E.E.P.
In sede di recupero dagli assegnatari degli oneri sostenuti a fronte di acquisizione di aree PEEP, non sussistono profili di illogicità nella previsione che i titolari del diritto di proprietà debbano corrispondere importi superiori rispetto a quelli dovuti dai titolari del diritto di superficie, stante la diversa ampiezza dei due diritti.

Destinazione di un’area ad edilizia economica e popolare
La disciplina degli apprestamenti di aree mediante espropriazione e della connessa realizzazione su di esse d'edifici destinati ad alloggi di tipo economico e popolare non rientra nella materia dell'edilizia e dell'urbanistica ma, per la rilevanza sociale che la connota, in quella dei servizi pubblici.

I Piani urbanistici speciali
Rientrano nella classificazione di Piani speciali: il P.E.E.P., ovvero il Piano di zona di Edilizia Economica e Popolare, previsto dalla Legge n. 167/1962; il P.I.P., ovvero il Piano per Insediamenti Produttivi, di durata decennale, introdotto dal Legislatore con la Legge n. 865/1971; Il P.D.R., ovvero il Piano Di Recupero del patrimonio edilizio esistente, che disciplina gli interventi di mantenimento, restauro e ristrutturazione delle situazioni di degrado edilizio ed urbanistico della città