Carrello
Carrello vuoto

demolizione

 

TEMI degli articoli



Notifica delle sanzioni edilizie e dell'ordinanza di demolizione
L'ordinanza di demolizione di immobile abusivo non è illegittima per il solo fatto di non essere stata notificata a tutti i comproprietari atteso che, in mancanza di tale notifica, unico effetto preclusivo all’esercizio dei poteri repressivi comunali è quello legato all’impossibilità di acquisire il bene abusivo in caso di mancata spontanea ottemperanza all’ordine di demolizione da parte degli interessati.

Demolizione «parziale» dell'opera edilizia abusiva
L’accertamento relativo la possibile incidenza della demolizione sulle parti non abusive può essere svolto soltanto nel caso in cui le opere siano state realizzate in parziale difformità rispetto al titolo abilitativo.

L'arco temporale per il formarsi nell'autore dell'abuso edilizio di una posizione di affidamento
La circostanza che l’amministrazione sia intervenuta a distanza di quattro anni dalla ultimazione dei lavori non incide sulla legittimità della sanzione edilizia.

Notificazione del provvedimento di demolizione dell'abuso edilizio
Ai sensi dell'art. 7 comma 3, l. 28 febbraio 1985 n. 47, è legittima l' ordinanza di demolizione e di acquisizione di opere edilizie abusive effettuata nei soli confronti del responsabile dell'abuso e non anche del proprietario dell'immobile, in quanto anche sul piano letterale la norma si riferisce esclusivamente all'uno, e non all'altro, per l'evidente ragione di ancorare l'attività riparatoria in primo luogo all'effettivo autore dell'illecito.

Sospensione o revoca dell'ordinanza di demolizione dell'opera abusiva
L'ordine di demolizione può essere sospeso solo quando sia ragionevolmente prevedibile, sulla base di elementi concreti, che, nell'arco di brevissimo tempo, sia adottato dall'autorità amministrativa o giurisdizionale un provvedimento che si ponga in insanabile contrasto con l'ordine di demolizione: non è sufficiente una mera ed ipotetica possibilità che si potrebbe verificare in un tempo lontano ed incerto, e, in particolare la semplice pendenza della procedura amministrativa o giurisdizionale

Determinazione del termine per provvedere alla demolizione dell'abuso edilizio
Il termine per provvedere alla demolizione, ai sensi dell'art. 33, d.P.R. n. 380 del 2001, deve essere rapportato all'entità ed alle caratteristiche tipologiche dell'abuso, che incidono sulla sua maggiore o minore facilità di rimozione.

Natura giuridica e modalità di esecuzione dell'ordine di demolizione di manufatti abusivi
L'ordine di demolizione conseguente all'accertamento della natura abusiva delle opere realizzate è un atto dovuto, va emanato senza indugio e non deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.

Competenza sul provvedimento di demolizione dell'abuso edilizio
Nei casi di interventi edilizi eseguiti in assenza di permesso di costruire o in totale difformità da questo, ai sensi dell’art. 31 del D.p.r. n. 380/2001 l’errata o incompleta indicazione dell’area di sedime non influisce sulla legittimità dell’ordinanza di demolizione.

Emanazione dell'ordinanza di demolizione delle opere edilizie abusive su area vincolata
Con l’entrata in vigore della Legge 28 gennaio 1977 n. 10, che ha previsto la vincolante obbligatorietà dell’ordine di demolizione di edifici abusivi, non è più necessaria l’acquisizione del parere della commissione edilizia comunale che era giustificato dalla natura discrezionale del provvedimento demolitorio.

Limiti e applicabilità della sanzione demolitoria in presenza di un abuso edilizio
In assenza di una specifica domanda, non sussiste alcun dovere per la P.A. di valutare la sanabilità delle opere prima di ordinarne la demolizione.

L'individuazione dei dati catastali ovvero dell'area di pertinenza della res abusiva
L’individuazione dell’area di pertinenza delle opere abusive non deve compiersi al momento dell’emanazione dell’ordine di demolizione, che pertanto non deve contenere alcuna indicazione sul punto, bensì in quello successivo in cui viene accertata l’inottemperanza e si procede all’acquisizione del bene al patrimonio del Comune.

In quali occasioni l'ordine di demolizione deve essere congruamente motivato?
L’ordine di demolizione è un atto dovuto in presenza di opere prive di titolo abilitativo e non necessita, quindi, di una particolare motivazione sull'interesse pubblico alla rimozione dell’abuso, il quale è in re ipsa e consiste nel ripristino dell’assetto urbanistico violato.

Ordine di demolizione e carattere permanente dell'abuso edilizio
L'onere della prova circa la data di realizzazione di un immobile abusivo può ritenersi a sufficienza soddisfatto solo quando le prove addotte risultano obiettivamente inconfutabili sulla base di atti e documenti che, da soli o unitamente ad altri elementi probatori, offrono la ragionevole certezza dell'epoca di realizzazione del manufatto, mentre la semplice produzione di una dichiarazione sostitutiva non può in alcun modo assurgere al rango di prova.

Repressione degli abusi edilizi: l’affidamento al privato
Si deve escludere che si formi un legittimo affidamento quando è realizzato un immobile abusivo e l’Amministrazione non esercita il suo potere-dovere di emanare l’ordine di demolizione, in quanto il decorso del tempo dalla data dell’abuso – per il principio di legalità - può avere rilievo giuridico solo quando la normativa ammetta in via eccezionale il condono di quanto illecitamente realizzato.

La natura urgente e strettamente vincolata dei provvedimenti di demolizione di abusi edilizi
L’ordinanza di ingiunzione alla demolizione è atto doveroso e vincolato sicché l’omissione delle garanzie partecipative non può giustificarne l’annullamento allorché risulti che l’atto non avrebbe potuto avere un diverso contenuto.

L'opera sottoposta a sequestro penale può essere oggetto di ordine di demolizione?
L'esistenza di un sequestro penale sul manufatto abusivo oggetto di ingiunzione comunale di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi non rientra tra gli impedimenti assoluti, tali da non consentire di dare esecuzione all'ingiunzione.

Casi di sostituzione della demolizione con la sanzione pecuniaria
La sanzione pecuniaria, di cui al secondo comma dell’art. 33 del DPR n. 380/2001, è prevista non in ragione delle condizioni dei responsabili dell'abuso e/o proprietari, ovvero della gravosità e/o onerosità degli interventi di rimessione in pristino, bensì unicamente per l'ipotesi di pregiudizio alla statica della parte legittima dell’edificio che, per effetto della demolizione di quella abusiva, potrebbe determinarsi.