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cave, miniere, acque minerali

 

TEMI degli articoli



Competenze regionali in materia di concessioni per cave, miniere e acque termali
È incostituzionale la legge regionale che preveda a priori che la Regione non rilascerà l’intesa, prevista dall’art. 1, co. 7, lett. n), legge 239/2004, al conferimento di nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi: tale previsione, appare in contrasto con la ratio stessa del principio di leale collaborazione, che impone il rispetto, caso per caso, di una procedura articolata, tale da assicurare lo svolgimento di reiterate trattative.

La potestà legislativa sulle attività estrattive
La potestà residuale delle Regioni in materia di cave trova un limite nella competenza esclusiva dello Stato in materia di «tutela dell'ambiente»: pertanto, la Regione, in tale assetto di attribuzioni, può soltanto incrementare eventualmente i livelli della tutela ambientale, purché ciò non comprometta un punto di equilibrio tra esigenze contrapposte espressamente individuato dalla norma dello Stato.

Attività estrattiva: definizione e categorie di beni
Non può ritenersi «abusiva» l'attività estrattiva qualora il provvedimento di autotutela avente ad oggetto l'autorizzazione alla prosecuzione di tale attività sia stato sospeso in via cautelare dal G.A..

I siti minerari dismessi devono essere obbligatoriamente messi in sicurezza
L’obbligo di messa in sicurezza dei siti minerari dismessi costituisce un indefettibile vincolo giuridico sulla base della normativa nazionale ed europea (in particolare rileva il RD 29 luglio 1927 n. 1443) ed è rispondente a un evidente interesse pubblico, di cui il comune nel cui territorio risiede il sito minerario si fa portatore.