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cave, miniere, acque minerali

 

TEMI degli articoli



Giurisdizione sulle controversie relative alle concessioni di attività minerarie
Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo in ordine ai rapporti derivanti da concessioni di attività minerarie (compreso l'emungimento di acque minerali), laddove un ente pubblico territoriale abbia provveduto a disciplinare l'esercizio dell’attività medesima.

Rapporti tra gli strumenti urbanistici e la pianificazione di settore delle attività estrattive
L’attività di apertura e coltivazione di cava, pur comportando la trasformazione del territorio, non è subordinata al controllo edilizio comunale, giacché la compatibilità della coltivazione della cava con gli interessi urbanistici è oggetto di accertamento da parte della Regione al momento del rilascio dell’autorizzazione per lo sfruttamento dei giacimenti.

Pianificazione regionale e comunale delle attività estrattive
Se la disposizione contenuta nel Piano regionale per le attività di cava non ancora approvato non può essere utilizzata quale parametro di valutazione diretta della legittimità degli atti, la stessa, però, deve essere utilizzata quale misura della relativa ragionevolezza, che risulta viziata da eccesso di potere nella misura in cui si presenta come irragionevole e contraddittoria.

Piani Regionali delle Attività Estrattive
Il PRAE quale atto di programmazione settoriale, è espressione del potere amministrativo di pianificazione ed ha come funzione principale quella della localizzazione territoriale delle attività e di fissazione dei relativi criteri di sfruttamento attraverso il contemperamento di tutti gli interessi, pubblici e privati, coinvolti a vario titolo nell’attività di coltivazione della cava. Pertanto contro di esso non possa essere promosso alcun sindacato di legittimità costituzionale.

Competenze regionali in materia di concessioni per cave, miniere e acque termali
È incostituzionale la legge regionale che preveda a priori che la Regione non rilascerà l’intesa, prevista dall’art. 1, co. 7, lett. n), legge 239/2004, al conferimento di nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi: tale previsione, appare in contrasto con la ratio stessa del principio di leale collaborazione, che impone il rispetto, caso per caso, di una procedura articolata, tale da assicurare lo svolgimento di reiterate trattative.

I siti minerari dismessi devono essere obbligatoriamente messi in sicurezza
L’obbligo di messa in sicurezza dei siti minerari dismessi costituisce un indefettibile vincolo giuridico sulla base della normativa nazionale ed europea (in particolare rileva il RD 29 luglio 1927 n. 1443) ed è rispondente a un evidente interesse pubblico, di cui il comune nel cui territorio risiede il sito minerario si fa portatore.