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TEMI degli articoli



Interventi abusivi su un immobile vincolato
Non sono suscettibili di sanatoria gli interventi abusivi realizzati su un immobile oggetto di vincolo storico – artistico ancorché il vincolo sia stato posto successivamente alla realizzazione del manufatto abusivo.

Abuso edilizio e falsità progettuali
Le false attestazioni contenute nella relazione di accompagnamento alla dichiarazione di inizio di attività edilizia integrano il reato di falsità ideologica in certificati (art. 481 c.p.), in quanto detta relazione ha natura di certificato in ordine alla descrizione dello stato attuale dei luoghi, alla ricognizione degli eventuali vincoli esistenti sull'area o sull'immobile interessati dall'intervento, alla rappresentazione delle opere che si intende realizzare e all'attestazione ...

Il mutamento abusivo di destinazione d'uso
Il mutamento della destinazione d’uso, con o senza opere a tanto preordinate, laddove non autorizzato integra una situazione di irregolarità che deve essere rilevata dall'amministrazione nell'esercizio del suo potere di vigilanza.

Casistica relativa agli abusi edilizi: la lottizzazione abusiva
La lottizzazione abusiva può essere realizzata da qualsiasi tipo di opere in grado di stravolgere l’assetto territoriale e tale conseguenza deve essere valutata tenendo conto delle opere complessivamente considerate e non del singolo e specifico intervento edilizio.

Interventi edili abusivi: le opere pubbliche, l'opera del terzo con materiali propri, le opere interne
Il fatto che l'opera pubblica possa essere realizzata anche senza titolo edilizio non significa che il Comune non possa sanzionarla ai sensi del D.P.R. n. 380/2001 qualora sia stata realizzata in difformità dal progetto e dalla normativa urbanistica.

Gli abusi edilizi e la c.d. «parziale difformità»
Ai fini dell'art. 34 D.P.R. 380/2001, l’asserito pregiudizio che la rimozione dell’abuso recherebbe alla parte legittimamente costruita rileva solo in sede esecutiva, così che mancata valutazione di tale presupposto nel testo dell’ordinanza di demolizione non può costituire vizio dell'ordine di riduzione in pristino.

Titolo edilizio annullato ed affidamento del privato negli abusi edilizi
La posizione di colui che abbia realizzato un intervento edilizio sulla base di un titolo annullato non si differenzia da quella dei soggetti che abbiano realizzato l’opera senza titolo.

Titolo edilizio annullato: presupposti e sanzioni previste
L’art. 38 D.P.R. 380/2001 può trovare applicazione nel solo caso di annullamento di titoli edilizi per ragioni meramente formali e non sostanziali, giacché l’annullamento del titolo, al pari del resto della sua mancanza originaria non può che determinare, quale ordinaria conseguenza, la sanzione reale del ripristino dello stato dei luoghi, quale strumento per garantire il rispetto della legalità in materia edilizia e urbanistica.

Abusi edilizi: gradi di difformità dal legittimo permesso di costruire
Costituisce intervento eseguito in totale difformità dal permesso di costruire la realizzazione di un manufatto avente come pareti laterali dei blocchi di calcestruzzo, legati con malta cementizia e sovrastante intonaco, laddove il titolo edilizio consentiva la realizzazione di un capannone in struttura mobile interamente smontabile, cioè dotato anche di pareti laterali composte da pannelli smontabili.

La demolizione di opere realizzate sine titulo in area vincolata (art. 27 comma 2, D.P.R. 380/2001)
Sintesi: In sede di emanazione di ordinanza di demolizione ex art. 33 D.P.R. 380/2001 di opere di ristrutturazione edilizia abusive su area vincolata non è necessario acquisire il parere della Sovrintendenza, dal momento che l'ordine di ripristino discende direttamente dall'applicazione della disciplina edilizia vigente e non costituisce affatto irrogazione di sanzioni discendenti dalla violazione di disposizioni a tutela del paesaggio.

Casistica relativa agli abusi nella costruzione e ristrutturazione di opere edili
Costituisce risposta sanzionatoria inadeguata il comportamento del Comune che, a fronte di un una situazione di palese contrasto delle trasformazioni effettuate sia con la destinazione urbanistica di zona sia con le prescrizioni a tutela della pubblica incolumità (derivanti nella specie dalla insistenza dell’area oggetto di intervento in zona contigua a stabilimento a rischio di incidente rilevante), si limiti ad una formalistica contestazione del frazionamento dell’immobile.

Casistica relativa agli abusi edilizi: l'impianto base per la telefonia cellulare
Anche dopo l'introduzione delle nuove procedure autorizzatorie previste dagli artt. 86, 87 e 88 del Codice delle comunicazioni, in base alla previsione dell'art. 3, comma 1, lett. e.2) ed e.4), del d.P.R. 380/2001, tralicci ed antenne restano comunque strutture edilizie pienamente soggette a tale d.P.R. per tutti i profili – tra cui quelli di carattere sanzionatorio - non disciplinati dagli artt. 86-87 del Codice delle Comunicazioni.