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TEMI degli articoli



Legittimazione attiva all'impugnazione degli atti per tutelare l'ambiente e la cultura
Inconfigurabile la legittimazione al ricorso allorquando l’instaurazione o la prosecuzione di un giudizio, sia finalizzata a tutelare interessi a contenuto illegittimi o pretese emulative; in tali casi nessuna posizione di interesse legittimo è astrattamente enucleabile dall’esame della causa petendi del gravame perché essa si risolve nella richiesta di tutela di un interesse materiale contra ius, se messo in relazione alle norme ed ai principi costituzionali, comunitari ed internazionali

Legittima la contestazione del Comune avverso l'intervento edilizio deciso dall'Amministrazione della Difesa
Il Comune è senza dubbio legittimato a contestare la realizzazione di un rilevantissimo intervento edilizio sul proprio territorio, deciso unilateralmente dall’Amministrazione della Difesa senza seguire l’iter previsto in via ordinaria dal D.P.R. 383/1994 per le opere pubbliche statali.

Il progettista dell'opera è legittimato ad impugnare l'atto che ha denegato la relativa abilitazione?
È inammissibile il ricorso proposto dal progettista dell'opera non assentita avverso l’atto che ha denegato la relativa abilitazione, difettando questi di legittimazione attiva.

È sufficiente la legittimazione ad impugnare il titolo edilizio per dimostrare l'interesse a ricorrere
Nel caso in cui un soggetto, pur potendo trarre una qualche concreta utilità dall’annullamento del provvedimento, non sia però titolare di alcuna situazione giuridica differenziata, il mero interesse al ricorso, senza legittimazione, non basta per superare il vaglio di ammissibilità del ricorso.

La Regione (e non il Comune) può agire avverso il riparto di competenze sul demanio marittimo
Il Comune non è legittimato a fare valere la violazione di norme che, nell'assetto costituzionale antecedente alla l. cost. 3/2001, definivano il riparto delle competenze amministrative tra Stato e Regioni: prima della modifica dell'art. 118 Cost., infatti, esso non era titolare di autonome funzioni amministrative ma poteva soltanto essere destinatario di quei compiti specificamente delegati dalle Regioni.

L’interesse al ricorso riconosciuto ai soggetti titolari di un’attività commerciale
Il titolare di un interesse di natura esclusivamente commerciale non ha alcun interesse a denunciare la carenza di aree a parcheggio quale vizio di illegittimità degli atti che autorizzano l'apertura di un centro commerciale.

La legittimazione attiva ad agire avverso un atto amministrativo è legata alla lesione di un diritto
La questione di "legitimatio ad causam" si pone soltanto nel caso in cui si faccia valere in via giurisdizionale un diritto rappresentato come altrui od oggetto della propria sfera di azione e di tutela, al di fuori del relativo modello legale tipico; laddove attiene viceversa al merito della causa la controversia concernente la reale titolarità del diritto sostanziale del diritto fatto valere in giudizio.

Il risarcimento danni derivanti da ritardo e da illegittimo annullamento in autotutela del titolo edilizio
L'utilizzatrice in leasing di un edificio ha legittimazione ad agire in giudizio per il risarcimento dei danni derivanti dall'illegittimo annullamento in autotutela del titolo edilizio rilasciato alla proprietaria concedente.

L'impugnazione delle clausole escludenti del bando ad evidenza pubblica
Non assume rilievo ostativo all'impugnazione dell'atto di revoca e riassegnazione delle concessioni pubbliche la mancata partecipazione di parte ricorrente alla procedura di evidenza, posto che nella specie la posizione legittimante è data dalla titolarità di un pregresso rapporto concessorio negativamente inciso da una determinazione amministrativa che ha disposto la cessazione del titolo in atto nell’ipotesi esito non favorevole della procedura competitiva.

Dalla pregressa partecipazione procedimentale non discende automaticamente la legittimazione ad agire
La legittimazione ad agire non può discendere automaticamente dalla pregressa partecipazione procedimentale, atteso che quest’ultima, a differenza della prima, può trovare piena giustificazione in una finalità collaborativa, che non presuppone la titolarità di una posizione giuridica qualificata e differenziata, requisito necessario, invece, per riconoscere in capo a chi agisce la legittimazione processuale.

Impugnazione della realizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti e degli impianti energetici
In tema di impugnazione di provvedimenti di approvazione di progetti di realizzazione di impianti di trattamento di rifiuti possono essere considerati legittimati ad impugnare i provvedimenti amministrativi eventualmente lesivi dell'ambiente le sole associazioni protezionistiche espressamente individuate con D.M., ai sensi del combinato disposto degli artt. 13 e 18 legge 349/1986, al fine di evitare il configurarsi di un'azione popolare.

Il controinteressato sostanziale ovvero il titolare di una posizione soggettiva giuridicamente rilevante
Nel processo amministrativo è ammissibile l'appello di colui che, pur non avendo partecipato al giudizio di primo grado, può essere qualificato come controinteressato sostanziale in quanto titolare di una posizione soggettiva giuridicamente rilevante, caratterizzata da un concreto interesse di segno opposto rispetto a quello fatto valere col ricorso di primo grado.

I soggetti legittimati all'impugnazione degli atti di pianificazione urbanistica
La retrocessione dei beni espropriati attua, a mezzo di sentenza con effetti costitutivi, un nuovo trasferimento di proprietà del bene, a titolo derivativo, con effetto ex nunc; ne consegue che il precedente proprietario non ha la legittimazione ad impugnare gli atti di pianificazione urbanistica delle aree oggetto di un’eventuale retrocessione finché non riacquisti il titolo dominicale sulle stesse.

La prova della legittimazione attiva incombe sulla parte ricorrente
La proposta domanda di tutela giurisdizionale, qualora attinente al risarcimento del danno subito e non alla tutela di diritti dominicali, non onera l’attore della probatio diabolica circa l’attuale titolarità del diritto reale che si assume esser stato leso, essendo all’uopo sufficiente che questi abbia saputo fornire una adeguata prova formale di tale titolarità.