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giudizio, processo

 

TEMI degli articoli



Interesse ad agire avverso la progettazione di OOPP
La localizzazione dell’opera pubblica aggrava notevolmente la posizione giuridica soggettiva del proprietario del terreno già gravato da vincolo preordinato all’esproprio, degradando, con la dichiarazione di pubblica utilità, il diritto di proprietà ad interesse legittimo. In altre parole, l’inclusione dell’immobile nell’elenco dei beni da espropriare che costituisce parte integrante del progetto definitivo o esecutivo, modifica lo stato del medes ...

Il divieto di "reformatio in pejus" nel giudizio di secondo grado sulla determinazione dell'indennità di esproprio
Per i principi generali in tema di effetto devolutivo dell'appello, formazione del giudicato interno e conseguente divieto di "reformatio in peius", la decisione del giudice di 2° grado non può essere più sfavorevole all'appellante e più favorevole all'appellato rispetto alla sentenza impugnata, e non può, quindi, dar luogo all'attribuzione all'appellato, che non abbia proposto impugnazione incidentale, un bene della vita in misura maggiore rispetto a quello determinato in primo grado.

Poteri del giudice adito per la determinazione dell'indennità di espropriazione dovuta per legge
Il giudice adito per la determinazione dell'indennità di espropriazione non è vincolato dalle deduzioni delle parti né dai criteri seguiti dall'espropriante ai fini della determinazione dell'indennità da offrire in via provvisoria, e neppure da quelli adottati dalla Commissione provinciale per la stima definitiva, la cui efficacia è anzi destinata a venir meno per effetto della mera proposizione della domanda.

Decorrenza del termine per opporsi alla determinazione giudiziale dell'indennità di esproprio per p.u.
In tema di espropriazione per pubblica utilità, il termine perentorio per proporre opposizione alla stima decorre solo dal momento in cui l'espropriato riceve piena e legale conoscenza della stima attraverso valida notifica dell'atto amministrativo che ha determinato l'indennità di esproprio.

Eventi interruttivi del processo e sua successiva prosecuzione
Le norme sull'interruzione del processo sono volte a tutelare la parte nei confronti della quale si è verificato l’evento interruttivo e che dallo stesso può essere pregiudicata per cui solo questa è legittimata a valersi della mancata interruzione del processo.

Utilizzo della consulenza tecnica d'ufficio nella determinazione giudiziale dell'indennità di esproprio per p.u.
I criteri adottati dal c.t.u. e gli apprezzamenti espressi nella sua relazione, pur non avendo efficacia vincolante ai fini della decisione, possono essere disattesi soltanto attraverso una valutazione critica saldamente ancorata alle risultanze processuali, nonché congruamente e logicamente motivata mediante l'indicazione degli elementi probatori e degli argomenti logico-giuridici in base ai quali il giudice ha ritenuto di pervenire ad esili contrastanti con il parere del consulente.

Utilizzo delle consulenze tecniche da parte del giudice del merito
La sentenza di merito che aderisca al parere del consulente è adeguatamente motivata: il richiamo a detto parere, anche per relationem, implica, infatti, una compiuta, positiva, valutazione del percorso argomentativo e dei principi e dei metodi scientifici seguiti dal consulente.

La determinazione giudiziale dell'indennità da espropriazioni per pubblica utilità
L'art. 46 della legge sulle espropriazioni per pubblica utilità assicura l'indennizzo a tutte le ipotesi di danno permanente alle private proprietà immobiliari, legato all'opera pubblica da un nesso di causalità obiettiva. Tale norma configura una forma di responsabilità per atto legittimo, che si differenzia nettamente dal risarcimento dei danni derivanti da attività illecita, ex art. 2043 c.c., il quale ultimo presuppone il fatto doloso o colposo della p.a.

Condizioni dell'azione di determinazione giudiziale dell'indennità di esproprio
L'azione di determinazione giudiziale dell'indennità di esproprio è prevista dall'art. 54 DPR 327/2001 in aggiunta a quella di opposizione alla stima, come attestato dal contestuale utilizzo della congiunzione e dell'avverbio "e comunque"; la relativa previsione è, poi, coerente con la sequenza procedimentale prevista dal T.U. con l'art. 20, commi 11 e 12; l'art. 22; l'art. 23 e l'art. 26, comma 11.

Azione di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva nell'espropriazione per p.u.
Il disposto ex art 29 DPR 150/11 disciplina esclusivamente l'opposizione regolata dall'art 54 DPR 327/01, non l'opposizione relativa alle altre indennità pur previste dal Testo Unico in materia di espropriazione, sicché nel silenzio della legge la forma dell'atto introduttivo non può che esser quella ordinariamente prescritta, ossia l'atto di citazione. Solamente in presenza di espressa disposizione può essere utilizzata la forma speciale del ricorso.

Azione giudiziale per determinare l'indennità di occupazione legittima nell'esproprio per p.u.
La mancata adozione del decreto di esproprio non preclude la decisione sull'azione determinativa dell'indennità di occupazione legittima, ben potendo detta azione prescindere dal provvedimento ablativo la cui assenza preclude invece l'azione di determinazione della giusta indennità di esproprio.

Soggetti legittimati a proporre opposizione alla stima amministrativa delle indennità di espropriazione per p.u.
Il giudizio d'opposizione alla stima amministrativa di terreni espropriati si svolge tra l'espropriante e l'espropriato, e quest'ultimo va identificato in riferimento a colui che sia indicato negli atti del procedimento ablatorio come proprietario del fondo e, quindi, come titolare del credito indennitario, mentre non sono necessarie allegazioni o prove in ordine alla titolarità del diritto di proprietà, vertendosi in tema di tutela di posizioni creditorie, e non di rivendicazione.

Natura ed oggetto del giudizio di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione
Deve escludersi che il giudizio di opposizione alla stima dell'indennità si configuri come un giudizio d'impugnazione dell'atto amministrativo; esso introduce un ordinario giudizio sul rapporto, che non si esaurisce nel mero controllo delle determinazioni adottate in sede amministrativa, ma è diretto a stabilire il quantum dell'indennità, effettivamente dovuto, nel quale il giudice compie la valutazione in piena autonomia (nei limiti, beninteso, del principio della domanda).

L’acquiescenza ai provvedimenti amministrativi quale rinuncia a esercitare il proprio diritto d’azione
In linea generale l’acquiescenza – risolvendosi in una rinuncia a esercitare il proprio diritto d’azione – deve essere circoscritta alle ipotesi di esplicita ed inequivoca manifestazione di piena adesione del provvedimento amministrativo, ricavabile, in difetto di dichiarazione espressa, attraverso il compimento di atti o comportamenti univocamente rivelatori della volontà di accettarne gli effetti.

Sollevamento di eccezioni nel rito amministrativo
L'eccezione di prescrizione può, nel rito amministrativo, essere legittimamente sollevata anche con la memoria conclusiva del giudizio e persino nel corso dell'udienza di discussione del ricorso.

Vizio processuale di ultrapetizione: mancata corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato
Il giudice di appello incorre nel vizio di extrapetizione allorché pronunci oltre i limiti delle richieste e delle eccezioni fatte valere dalle parti, ovvero su questioni non dedotte e che non siano rilevabili d'ufficio, attribuendo alle parti un bene della vita non richiesto o diverso da quello domandato.

La tutela giurisdizionale del terzo: impostazione del problema; la maggiore effettività della tutela del controinteressato come possibile argomento a favore della ricostruzione pubblicistica.
Prima dei recenti interventi del legislatore e dell'Adunanza Plenaria, la problematica delle modalità di tutela dei soggetti che intendono opporsi allo svolgimento dell'attività oggetto di d.i.a. aveva trovato soluzioni divergenti in dottrina e in giurisprudenza a seconda dell'opinione che si intendeva accogliere a proposito della natura giuridica di tali strumenti di semplificazione.

Edilizia: la tutela giurisdizionale del terzo di fronte al giudice ordinario
La tutela civilistica e in sede di giurisdizione amministrativa del terzo sono rimedi che concorrono, senza che la prima escluda la seconda, e i mezzi di tutela dipendono dal tipo di situazione giuridica soggettiva che il terzo intende far valere.

Edilizia. La tutela del terzo di fronte al G.A.: l'utilizzo del rito avverso il silenzio. Critica
Una volta ravvisata la correttezza dell'opinione che sosteneva che al terzo dovesse essere riconosciuta una tutela anche nelle forme proprie del giudizio amministrativo, rimaneva la difficoltà di conciliare il carattere impugnatorio di tale processo con l'assenza di un provvedimento, mancanza che nelle ipotesi di d.i.a. non è una situazione patologica come quella del silenzio sull'istanza di un privato, ma fisiologica, in quanto si ha in tutti i casi in cui vi siano le condizioni e i requisiti.

Controinteressato in edilizia: l'azione di accertamento
Individuata nell'azione di accertamento lo strumento a tutela del terzo, il Consiglio di Stato passava ad elencare i dubbi avanzati dalla dottrina e dalla giurisprudenza in ordine all'ammissibilità innanzi al G.A. di tale azione.

Dalla decisione n. 717/2009 alla rimessione all'Adunanza Plenaria
L'effetto conformativo della sentenza non si risolve mai nell'attribuzione di un «nuovo» potere alla P.A., come invece sembrava sostenere la decisione n. 2139/2010, ma piuttosto nella fissazione di un determinato assetto di interessi che funge da limite al futuro riesercizio di un potere di cui la P.A. è già titolare e che aveva già esercitato emanando l'atto successivamente annullato.

La soluzione dell'Adunanza Plenaria 15/2011; profili di criticità
L'attesa pronuncia, dopo aver aderito alla tesi privatistica, passa ad affrontare il problema della tutela del terzo, scartando innanzitutto la più risalente soluzione secondo cui il controinteressato avrebbe dovuto sollecitare la P.A. ad esercitare i propri poteri inibitori o di autotutela o repressivi (a seconda delle ricostruzioni) e poi impugnare il provvedimento negativo o, in caso di inerzia, agire con il rito contro il silenzio inadempimento.

La tutela giurisdizionale del denunciante
Prima di analizzare la problematica della tutela dei controinteressati, intendendo questo termine non nel senso tradizionale proprio del processo amministrativo ma riferito a coloro che hanno interesse ad opporsi allo svolgimento dell'attività oggetto di d.i.a., è opportuno soffermarsi brevemente sulle modalità di tutela del denunciante di fronte agli atti della P.A. che hanno l'effetto di interferire con l'attività che intende intraprendere.

Il reato di «abusivismo edilizio»
Un intervento edilizio iniziato senza le prescritte autorizzazioni amministrative è un abuso edilizio ed è sanzionabile anche penalmente. In alcuni casi, il problema non è solo quello di individuare quale tipo di autorizzazione richiedere, ma anche comprendere se è necessaria un’autorizzazione. Il quadro si complica ulteriormente se si considera che il significato della locuzione in esame non è rinvenibile normativamente: viene piuttosto utilizzata per indicare una pluralità di illeciti diversi

Norme penali e abusivismo edilizio: l'art. 44 D.P.R. 380/2001
Il bene tutelato dalle norme penali incriminatrici in materia di abusivismo edilizio è rappresentato dalla necessità di sottoporre l’attività edilizia al preventivo controllo della pubblica amministrazione, e dall’interesse sostanziale alla tutela del territorio. Oggetto giuridico dell'art.44 D.P.R.380/2001 è infatti l’esigenza di controllo dell’uso edificatorio dei suoli, volto ad ottenere un corretto svolgimento dell’attività edilizia.

L'appalto di opere pubbliche: osservazioni del C.T.U. alle deduzioni dei C.T.P.
Qualora di fronte ad una controversia relativa all'appalto di lavori pubblici venga richiesta una seconda consulenza tecnica d'Ufficio da parte del tribunale, verranno prodotte dai CTP ulteriori osservazioni. L’esempio si presta per illustrare le modifiche procedimentali introdotte dalla L. n. 69/2009, sulla base delle quali il CTU è tenuto a predisporre una bozza di relazione peritale che sottopone ai CTP. Con la perizia finale il CTU riporta, analizza e deduce sulle conclusioni dei CTP

Le innovazioni introdotte dalla Legge 69/2009 alla perizia del C.T.U.
La L.69/2009 ha introdotto alcune significative innovazioni al c.p.c. in tema di svolgimento della C.T.U. ed in particolare per l’approntamento della perizia. All’udienza fissata per il conferimento dell’incarico, dopo che il C.T.U. ha prestato il giuramento di rito, il giudice oltre a rammentargli la rilevanza dei suoi compiti, emana un ordinanza nella quale indica i termini che scandiscono, in modo puntuale, la stessa attività di consulenza.

La figura del consulente tecnico d'Ufficio
Il consulente tecnico d’ufficio (C.T.U.), è il soggetto che può essere chiamato dal Giudice a collaborare in un rapporto fiduciario, qualora si renda necessaria una particolare conoscenza tecnica, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo. È evidente la necessità nel nostro ordinamento giurisdizionale di prevedere la figura di un collaboratore tecnico, in quanto il Giudice può essere chiamato ad esprimersi su questioni che possono richiedere varie conoscenze specialistiche

Natura della consulenza tecnica d'Ufficio
Il consulente scelto tra gli iscritti in un albo ha l'obbligo di prestare il suo ufficio, tranne che il giudice riconosca che ricorre un giusto motivo di astensione o ricusazione dalle parti (art. 192 c.p.c.). Il consulente che non ritiene di accettare l'incarico o quello che, obbligato a prestare il suo ufficio e quindi intende astenersi, deve farne denuncia o istanza al giudice che l'ha nominato almeno tre giorni prima dell'udienza di comparizione.

La C.T.U. (Consulenza Tecnica d'Ufficio) preventiva
Merita particolare trattazione la cosiddetta C.T.U. preventiva, un procedimento che consente di ottenere in tempi speditivi un accertamento tecnico ufficiale, redatto da un esperto nominato direttamente dal presidente del tribunale, su un problema specifico che può permettere, nei casi più fortunati, addirittura di raggiungere un accordo per risolvere la vertenza. Si può usare in svariati casi come ad esempio: valutazione di migliorie o danni ad un immobile, danni alla persona, danni da sinistro

L'albo dei consulenti tecnici d'Ufficio
Nella scelta dei consulenti tecnici d'ufficio il Giudice generalmente si avvale dell'Albo dei periti che è un registro nel quale sono iscritti i nomi delle persone, fornite di particolari competenze professionali e tecniche alle quali il giudice può affidare l'incarico di effettuare perizie utili ai fini del giudizio. L'Albo diviso per categorie, cioè per discipline o gruppo di discipline, deve essere istituito presso ogni Tribunale.

L'impugnazione all'indennità aggiuntiva: l'affittuario e i comproprietari
Le impugnazioni alla indennità "aggiuntiva" contemplata dalla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2, sono certamente soggette, in difetto di diversa previsione, al termine di decadenza di trenta giorni stabilito dalla citata L. n. 865 del 1971, art. 19 per l'esperimento della relativa opposizione alla stima.