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TEMI degli articoli



Legittimità e procedure del ricorso alla Corte di Cassazione
Con il giudizio di cassazione non si possono correggere errori materiali contenuti nella sentenza del giudice del merito, al quale va, pertanto, rivolta l'istanza di correzione, a norma dell'art. 287 c.p.c. anche dopo la presentazione del ricorso per cassazione.

Il "travisamento del fatto" all'origine del ricorso per Cassazione
La Corte di cassazione è autorizzata a svolgere il riesame dell'accertamento, compiuto dai giudici di merito, della comune intenzione negoziale delle parti, a condizione che risultino violate regole di ermeneutica ovvero che sussistano nel percorso argomentativo del giudice carenze motivazionali.

L'impugnabilità delle argomentazioni "ad abundantiam" nel ricorso alla Corte di Cassazione
Le argomentazioni ad abundantiam non sono suscettibili di impugnazione in sede di legittimità indipendentemente dalla loro esattezza o meno, se il dispositivo sia fondato su corretta argomentazione avente carattere principale ed assorbente.

Il principio di autosufficienza e il vizio di motivazione della sentenza impugnata in Cassazione
In relazione al vizio di motivazione per omesso esame di un documento decisivo, il ricorrente ha l'onere, a pena di inammissibilità del motivo di censura, di riprodurre nel ricorso per Cassazione, in osservanza del principio di autosufficienza del medesimo, il documento nella sua integrità in modo da consentire alla Corte, che non ha accesso diretto agli atti del giudizio di merito, di verificare la decisività della censura.

Il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione
n ipotesi di lacuna espositiva del ricorso per cassazione è inidoneo ad integrare i requisiti tanto della sufficiente esposizione del fatto quanto, soprattutto, della specificità dei motivi, il semplice richiamo per relationem alle circostanze esposte ed alle questioni trattate nei precedenti gradi del giudizio.

Ricorso per Cassazione: cattivo uso del "prudente apprezzamento"
La doglianza che il giudice abbia fatto un cattivo uso del suo "prudente apprezzamento" nella valutazione della prova si risolve in una doglianza sulla motivazione della sentenza, che può trovare ingresso in sede di legittimità solo nei limiti in cui è ammissibile il sindacato da parte della cassazione sulla motivazione stessa.

I vizi delle sentenze amminstrative che conducono all'impugnazione per Cassazione
In sede di legittimità la denuncia di un vizio consistente in acritica adesione alla consulenza di primo grado pur in presenza di elementi richiedenti specifico esame non può limitarsi alla generica espressione della doglianza di motivazione inadeguata, essendo, invece, onere della parte indicare quali siano le circostanze e gli elementi rispetto ai quali si invoca il controllo di logicità sotto il profilo dell'apprezzamento della causalità dell'errore, ossia della decisività di tali circostanze

Impugnazione dell'interpretazione del contratto e ricorso in Cassazione
In tema di interpretazione dei contratti, l'accertamento della volontà degli stipulanti in relazione al contenuto del negozio si traduce in un'indagine di fatto affidata in via esclusiva al giudice di merito, che è incensurabile in sede di legittimità se non quando la motivazione sia così inadeguata da non consentire la ricostruzione dell'iter logico seguito per attribuire all'atto negoziale un determinato contenuto o per violazione delle regole ermeneutiche stabilite dagli artt. 1362 e ss. c.c.

I vizi motivazionali in tema di valutazione delle risultanze istruttorie
Ai fini d'una corretta decisione, il giudice non è tenuto a valutare analiticamente tutte le risultanze processuali, né a confutare singolarmente le argomentazioni prospettate dalle parti, essendo invece sufficiente che egli, dopo averle vagliate nel loro complesso, indichi gli elementi sui quali intende fondare il suo convincimento e l'iter seguito nella valutazione degli stessi e per le proprie conclusioni, implicitamente disattendendo quelli logicamente incompatibili con la decisione adottata

Il controricorso deve contenere l'esposizione sommaria dei fatti della causa?
Il precetto dell'art. 370, co. 2, c.p.c. è sostanzialmente rispettato anche quando il controricorso non contenga l'autonoma esposizione sommaria dei fatti della causa, ma faccia semplicemente riferimento ai fatti esposti nella sentenza impugnata, ovvero alla narrazione di essi contenuta nel ricorso anche se il richiamo sia soltanto implicito.

Correzione in Cassazione della motivazione della sentenza e degli errori materiali
È inammissibile per difetto di interesse il motivo di ricorso incidentale proposto dalla parte totalmente vittoriosa in appello e diretto soltanto a far modificare la motivazione della sentenza impugnata, laddove tale correzione può essere ottenuta mediante la semplice riproposizione delle difese nel controricorso o attraverso l'esercizio del potere correttivo attribuito alla Corte di Cassazione dall'art. 384 c.p.c..

Il controllo sulla valutazione del valore venale del suolo a fini espropriativi è precluso in sede di legittimità
Al fine di individuare il valore venale del suolo, rientra tra i compiti del giudice di merito stabilire se sussistono gli elementi occorrenti per la ricerca del presumibile valore comparativo dell'area, con apprezzamento il cui controllo è precluso in sede di legittimità.

L'erroneità della regula iuris applicata dal G.A. e l'eccesso di potere giurisdizionale
La dedotta erroneità della regula iuris applicata dal giudice amministrativo, attenendo all'intrinseca correttezza giuridica della decisione, ma non anche all'esorbitanza del decisum dai limiti cognitivi esterni del G.A., non integra l'eccesso di potere giurisdizionale.

Sorte della violazione delle norme sul litisconsorzio necessario in Cassazione
Quando risulta integrata la violazione delle norme sul litisconsorzio necessario, non rilevata né dal giudice di primo grado, che non ha disposto l'integrazione del contraddittorio, né da quello di appello, che non ha provveduto a rimettere la causa al primo giudice ai sensi dell'art.354 co.1 c.p.c. resta viziato l'intero processo e s'impone, in sede di giudizio per cassazione, l'annullamento - anche d'ufficio- delle pronunce emesse ed il conseguente rinvio della causa al giudice di prime cure

L'interpretazione del contenuto o dell'ampiezza della domanda giudiziale in sede di giudizio di legittimità
In sede di giudizio di legittimità, nel caso in cui venga considerata l'interpretazione del contenuto o dell'ampiezza della domanda giudiziale, la Corte di Cassazione non ha un potere-dovere di procedere all'esame diretto degli atti giudiziari (come nel caso del vizio di omessa pronuncia), poiché le predette attività integrano un accertamento in fatto, tipicamente rimesso al giudice di merito, insindacabile in cassazione salvo che sotto il profilo della motivazione della decisione impugnata

Impugnazione della sentenza in Cassazione: l'ammissione di prove ovvero l'omessa valutazione del giudice di merito
L'ammissione di mezzi di prova di cui all'art. 261 c.p.c., è rimessa all'iniziativa ed alla discrezionale valutazione del giudice di merito, onde non è censurabile in sede di legittimità la sentenza che non abbia ammesso le dette prove.

Le memorie depositate dalle parti e i motivi nuovi nel giudizio di legittimità
Le memorie depositate dalle parti nel giudizio di legittimità hanno la funzione di illustrare e chiarire le ragioni giustificatrici dei motivi già debitamente enunciati nel ricorso e non già di integrare quelli originariamente generici e, quindi, inammissibili o di riprodurre atti non trascritti nel ricorso.

Può approdare in Cassazione la sentenza fondata su più ragioni, distinte ed autonome?
Quando la statuizione impugnata sia fondata su più ragioni, distinte ed autonome, ciascuna delle quali sia giuridicamente e logicamente idonea a sorreggere la pronuncia, l'omessa censura di una di tali ragioni rende inammissibile, per difetto d'interesse, il motivo di ricorso per cassazione relativo alle altre, in quanto la sua eventuale fondatezza non potrebbe mai condurre all'annullamento della sentenza, essendo divenuta definitiva la motivazione autonoma non impugnata.

Ricorso in Cassazione: la violazione delle norme relative all'onere probatorio
La violazione delle norme che disciplinano il riparto dell'onere probatorio è censurabile esclusivamente in relazione al parametro di legittimità di cui all'art. 360, n. 3, c.p.c. e non dal punto di vista della inesatta ricostruzione dei fatti per omessa od insufficiente valutazione del contenuto della prova documentale.

Natura della procura apposta in calce o a margine del ricorso per Cassazione
La procura apposta in calce o a margine del ricorso per cassazione, formando materialmente corpo con l'atto, è per sua natura un mandato speciale anche in assenza di una specifico riferimento al giudizio di legittimità ed alla sentenza contro la quale l'impugnazione è rivolta.

I quesiti di diritto ovvero la sintesi logico-giuridica della questione addotta in Cassazione
I quesiti di diritto ex art. 366 bis cod. proc. civ., rispondenti come è noto, all'esigenza di soddisfare l'interesse del ricorrente ad una decisione della lite diversa da quella cui è pervenuta la sentenza impugnata, devono rappresentare il punto di congiunzione tra la risoluzione del caso specifico e l'enunciazione del principio giuridico generale, di modo che la Corte di legittimità deve poter comprendere dalla lettura del solo quesito l'errore di diritto asseritamene compiuto dal giudice

Cassazione "con" o "senza" rinvio delle sentenze impugnate (art. 26 D.Lgs. 40/2006)
L'art. 26 d. lgs. 40/2006 ha introdotto la regola della appellabilità delle sentenze pronunziate sull'opposizione ad ordinanza ingiunzione: le sentenze pronunciate anteriormente alla data di entrata in vigore di tale norma - che erano unicamente impugnabili con ricorso per cassazione - ma cassate successivamente vanno rimesse, quale giudice di rinvio, non già al Tribunale, ma alla Corte d'Appello.

Soggetti legittimati a proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza della C.T.R.
Una volta che l'appello avverso la sentenza della commissione provinciale era stato proposto soltanto dall'ufficio periferico dell'agenzia delle entrate, e il contribuente aveva accettato il contraddittorio nei confronti del solo nuovo soggetto nel processo, l'unico soggetto legittimato a proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza della commissione tributaria regionale è solamente l'agenzia delle entrate

Ricorso per cassazione delle sentenze emesse dalla Giunta speciale per le espropriazioni presso la Corte d'appello di Napoli
Per effetto delle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 40 del 2006, art. 2 all’art. 360 c.p.c. u.c, anche le sentenze emesse dalla Giunta speciale per le espropriazioni presso la Corte d'appello di Napoli, avverso le quali il ricorso alle sezioni unite della cassazione per violazione di legge è espressamente contemplato dal D.Lgt. n. 219 del 1919, art. 19, possono ora essere impugnate per l'intera tipologia dei vizi ipotizzati dal medesimo art. 360 c.p.c., co.1, dunque anche per vizi di motivazione

Ricorso per cassazione delle sentenze del Tribunale superiore delle acque pubbliche (T.S.A.P.)
In caso di pronuncia extra petita da parte del T.S.A.P. non è esperibile il ricorso per cassazione, ma lo specifico rimedio del ricorso allo stesso tribunale, contemplato dall'art. 517 n. 6 c.p.c. 1865 per il caso in cui abbia omesso di pronunciare sopra alcuno dei capi della domanda, posto che a tale norma rinvia l'art. 204 R.D. 1775/1933.

Precisazioni sulla natura delle sentenze impugnabili in Corte di Cassazione
L'art. 58, co. 1, legge 69/2009 quando allude ai giudizi instaurati dopo l'entrata in vigore della legge 69/2009, si riferisce all'instaurazione originaria del giudizio o del procedimento, dovendosi escludere che esso intenda avere riguardo all'instaurazione di una fase di un grado di giudizio o di un grado di giudizio.