Carrello
Carrello vuoto

ripar. per equivalente

 

TEMI degli articoli



"Riduzione in pristino stato" quale risarcimento danni per occupazione illegittima
Rientra nella facoltà dell'amministrazione laddove ciò risulti meglio rispondere all’interesse pubblico, restituire ai proprietari i terreni occupati, nello stato in cui versavano al momento dell’occupazione, pur a fronte di domanda risarcitoria per equivalente da parte del proprietario.

Una soluzione negoziale-transattiva come alternativa alla restituzione dell'area
In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, qualora il proprietario non abbia chiesto la restituzione del terreno occupato, sussiste l’obbligo per l’Amministrazione di risarcire il proprietario dei danni subiti, oltre che di procedere secondo le forme di legge all’acquisizione in proprietà della strada.

La restituzione in pristino ovvero il risarcimento in forma specifica
Sebbene la restituzione in pristino costituisca modalità di risarcimento in forma specifica e sia sottratta al limite della lesione di un diritto reale, tuttavia il ripristino della situazione possessoria, attraverso il rimedio della tutela ex art. 2058 cod. civ., non può surrogare, al di fuori dei limiti in cui il possesso è tutelato dal nostro ordinamento, un'azione di spoglio oramai impraticabile.

L'usucapione ventennale quale termine per agire contro l'occupazione illegittima
In mancanza di un apposito atto (legittimo) di acquisizione dell'area illegittimamente occupata, la condotta dell'ente pubblico occupante continua a mantenere i connotati d'illiceità in quanto ingiustificatamente lesiva del diritto di proprietà che permane in capo al privato proprietario il quale, entro il termine generale dell'usucapione ventennale, può agire per la restituzione del bene.

Riparare all'illegittima occupazione di un'area
Espunto dall’ordinamento l’istituto dell’occupazione appropriativa, non potendosi far risalire la perdita della proprietà all’attività materiale dell’amministrazione, pur originante opera pubblica o tale originariamente ritenuta, il proprietario illegittimamente privato della proprietà può esperire tutte le azioni a tutela della proprietà, ivi compresa quella restitutoria.

Risarcimento per equivalente o restituzione del bene? La scelta spetta al danneggiato
In ipotesi di occupazione illegittima conseguente alla mancata conclusione del procedimento, resta salva la possibilità per il soggetto privato del possesso, di optare per le differenti forme "risarcitorie" che l'ordinamento appresta (restituzione del bene ovvero risarcimento del danno per equivalente).

Necessaria la declaratoria di illegittimità dell'occupazione per ottenere il risarcimento danni
Il privato illegittimamente espropriato può legittimamente domandare sia il risarcimento e sia la restituzione del fondo con la riduzione in pristino. Oggi infatti è stata del tutto superata - alla stregua della Convenzione Europea e, in particolare, del Protocollo addizionale n. 1 - l'interpretazione che, dall'irreversibile trasformazione dei beni espropriati, faceva derivare effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica.

Perché, in caso di occupazione appropriativa, il danno non può essere risarcito al proprietario?
Poiché il comportamento di una Pubblica Amministrazione - la quale abbia occupato e trasformato un bene immobile per scopi di interesse pubblico senza adottare il provvedimento definitivo di esproprio - non può giammai determinare un effetto traslativo della proprietà, ma deve essere qualificato come un'occupazione senza titolo, ossia come un illecito di carattere permanente, il privato rimane in ogni caso proprietario del bene, sicché non può essere risarcito il danno da perdita della stessa

Il risarcimento del danno opera in relazione all'illegittima occupazione del bene
In ipotesi in cui la P.A. abbia occupato e trasformato un bene immobile per scopi di interesse pubblico in presenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità, ma senza tuttavia adottare il provvedimento definitivo di esproprio, il danno da perdita della proprietà - pari al valore di scambio del bene illecitamente occupato - non può essere risarcito, perché il diritto dominicale permane in capo al privato non legittimamente espropriato, altrimenti si darebbe luogo ad indebita locupletazione

Necessario raggiungere un accordo per ottenere il risarcimento danni da occupazione illegittima
In ipotesi di occupazione illegittima ed irreversibile trasformazione del bene, l'accoglimento della richiesta risarcitoria per equivalente comporta la necessità del raggiungimento di un accordo, ai sensi dell’art.11 L. n.241/90 avente ad oggetto la determinazione della somma da corrispondere a titolo di risarcimento del danno per la protratta illegittima occupazione nonché per la altrettanto illegittima destinazione pubblicistica impressa sull’area.

Occupazione illegittima e trasferimento di proprietà: conseguenze per il risarcimento del privato
Preso atto dell’assenza di un valido titolo idoneo al trasferimento della proprietà (decreto di esproprio, contratto, provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis cit.,usucapione), non può essere risarcito il danno da perdita della proprietà, stante la permanenza del diritto dominicale in capo ai privati.

Non basta l'irreversibile trasformazione del bene per aver diritto al risarcimento danni da occupazione illegittima
In nessun caso, neppure a fronte della sopravvenuta irreversibile trasformazione del suolo per effetto della realizzazione dell’opera pubblica e nonostante l’espressa domanda in tal senso di parte ricorrente, è possibile giungere ad una condanna puramente risarcitoria a carico dell’amministrazione, donde la necessità di un passaggio intermedio, finalizzato all’acquisto della proprietà del bene da parte dell’ente espropriante.

Necessario il collegamento tra diritto al risarcimento del danno e perdita del diritto di proprietà
Il risarcimento del danno per equivalente presuppone la conclusione del negozio traslativo, in considerazione della necessità di risolvere, stante l’intervenuta abrogazione dell’art. 43 del DPR n. 327/01, il problema della formazione di un titolo idoneo alla trascrizione del trasferimento del diritto reale in capo all'Amministrazione.

Il contratto per il passaggio di proprietà a seguito di risarcimento per occupazione sine titulo
A seguito del versamento della somma offerta a titolo risarcimento del danno a fronte di occupazione illegittima e contestuale invito alla firma della transazione contrattuale per il passaggio di proprietà, in esecuzione di sentenza che abbia ritenuto tale importo esaustivo, nell'eventualità che la controparte privata non intenda addivenire a transazione, va disposto che la sentenza medesima tenga luogo del contratto non stipulato.

La stipula dell'atto d'acquisto della proprietà illegittimamente occupata dalla P.A.
In mancanza di un valido atto di acquisto della proprietà da parte dell’amministrazione, la sua protrazione nel possesso dei beni del privato deve ritenersi integrare gli estremi di un illecito permanente, che abilita senz’altro il ricorrente alla richiesta restitutoria e/o risarcitoria.

La domanda di restituzione di un bene e quella risarcitoria hanno una diversa causa petendi
Il risarcimento del danno per equivalente costituisce una reintegrazione del patrimonio del creditore che si realizza mediante l'attribuzione, al creditore, di una somma di danaro pari al valore della cosa o del servizio oggetto della prestazione non adempiuta, e quindi si atteggia come la forma, per così dire, tipica di ristoro del pregiudizio subito dal creditore per effetto dell'inadempimento dell'obbligazione da parte del debitore.