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erariale o contabile


TEMI degli articoli



Il danno all’immagine della pubblica amministrazione
Il danno all’immagine lede, attraverso il perseguimento criminoso da parte di un soggetto legato all’amministrazione da un rapporto di servizio di fini personali e utilitaristici, ben diversi da quelli del perseguimento dell’interesse generale, la fiducia che i consociati ripongono nel buon andamento e nell’imparzialità dell’amministrazione con ricadute negative sull’organizzazione amministrativa e sulla gestione dei servizi in favore della collettività

La determinazione del danno da parte del giudice contabile
Per quanto concerne la quantificazione del danno occorre ricordare che anche nel giudizio contabile vige la regola, sancita dall’art. 112 del c.p.c., della corrispondenza tra quanto richiesto dalla parte attrice e quanto pronunciato

Danno erariale e rilevanza dei vantaggi conseguiti dall'amministrazione
nel giudizio di responsabilità, fermo restando il potere di riduzione, deve tenersi conto dei vantaggi comunque conseguiti dall’amministrazione di appartenenza, o da altra amministrazione, o dalla comunità amministrata in relazione al comportamento degli amministratori o dei dipendenti pubblici soggetti al giudizio di responsabilità

Danno erariale: il potere di riduzione dell’addebito
L’art. 83 del R.D. n. 2440/1923 prevede il c.d. potere riduttivo dell’addebito. Si tratta del potere riconosciuto in capo al giudice contabile di, una volta valutate le singole responsabilità, «porre a carico dei responsabili tutto o parte del danno accertato o del valore perduto».

La condotta antigiuridica
Con il termine condotta antigiuridica, oggettivamente inteso, si intende, ai fini che qui interessano, il comportamento antigiuridico tenuto dai dipendenti o dagli amministratori pubblici in violazione degli obblighi loro riferibili in relazione alle funzioni da essi svolte nell’ambito della pubblica amministrazione (obblighi di servizio) .

La partecipazione di più soggetti alla causazione del danno
Nell’ambito della responsabilità extracontrattuale l’art. 2055 c.c. fissa il principio della responsabilità solidale di tutti i soggetti compartecipi nel caso in cui il fatto dannoso sia imputabile a più persone .

Il nesso di causalità
La condotta dell’agente, ai fini dell’affermazione della responsabilità erariale del medesimo, deve essere legata al danno sofferto dall’Amministrazione da un nesso di causalità.

L’elemento soggettivo nella responsabilità erariale
Ai fini del configurarsi della responsabilità erariale è necessaria la presenza, oltre agli altri elementi costitutivi della stessa, anche dell’elemento soggettivo, psichicamente inteso, rappresentato dal dolo o dalla colpa.

Responsabilità erariale o contabile
è possibile definire la responsabilità erariale come la responsabilità, prevista dall’ordinamento giuridico a carico degli amministratori e dei dipendenti pubblici, e di tutti coloro che sono legati all’amministrazione da un rapporto di servizio, nei confronti dell’erario inteso quale amministrazione patrimoniale-finanziaria dello Stato.

Le questioni attinenti alla natura della responsabilità erariale
Il dibattito esistente in materia vede contrapposti da un lato coloro che riconoscono in capo alla responsabilità amministrativa una natura di tipo civilistico con funzione risarcitoria, e dall’altro coloro che, invece, le riconoscono una natura di tipo sanzionatorio.

Responsabilità erariale e giurisdizione della Corte dei Conti
Mentre le funzioni di controllo attribuite alla Corte dei conti sono contemplate, a livello costituzionale, dall’art. 100 della Costituzione, le funzioni giurisdizionali sono previste dall’art. 103, il quale, al comma secondo, prevede che «la Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge».

Aspetti processuali del giudizio di responsabilità
Nel processo di responsabilità amministrativa si assiste ad una «scissione tra la titolarità del diritto alla riparazione del danno (ovvero, la situazione sostanziale che fa capo alla Pubblica amministrazione danneggiata) e la titolarità del potere di far valere tale diritto in giudizio (vale a dire, la legittimazione processuale attribuita al Pubblico Ministero)»

L’esecuzione delle sentenze di condanna della Corte dei conti
Qualora la sentenza emessa dal giudice contabile nei confronti del convenuto sia nel senso della condanna di quest’ultimo al risarcimento del danno erariale, si pone il problema relativo alle modalità con cui tale sentenza vada eseguita.

Rapporti tra giudizio sulla responsabilità erariale e altri giudizi
L’autonomia, nonché la diversità di piani su cui si muovono, caratterizzano i rapporti esistenti tra il giudizio contabile da un lato, e i giudizi civile, amministrativo e penale dall’altro, nell’ipotesi in cui tali tipologie di giudizi riguardino lo stesso oggetto e lo stesso fatto.

Insindacabilità delle scelte discrezionali dell'amministrazione
L’art. 1, comma 1, della l. n. 20/1994 nell’affermare la natura personale della responsabilità erariale e nel limitarla ai soli fatti commessi con dolo o colpa grave, prevede l’insindacabilità delle scelte discrezionali effettuate dall’amministrazione.

La prescrizione del diritto al risarcimento del danno erariale
Il comma 2 dell’art. 1 della l. n. 20/1994 disciplina la prescrizione del diritto al risarcimento del danno erariale. Il termine di prescrizione viene fissato, dalla disposizione in parola, in cinque anni «decorrenti dalla data in cui si è verificato il fatto dannoso» .

Il danno erariale
L’art. 82, comma primo, della legge di Contabilità generale dello Stato dispone, al riguardo, che «l’impiegato che per azione od omissione, anche solo colposa, nell’esercizio delle sue funzioni, cagioni un danno allo Stato, è tenuto a risarcirlo». L’art. 18, comma 1, dello Statuto degli impiegati civili dello Stato prevede l’obbligo per i dipendenti pubblici di risarcire, l’amministrazione dei «danni derivanti da violazione di obbligo di servizio».