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appalti e contratti pubblici

 

TEMI degli articoli



Origini ed evoluzione dell'arbitrato in materia di opere pubbliche
La regolamentazione dell’istituto dell’arbitrato sulle opere pubbliche non è stata destinataria di una regolamentazione organica e, ancora oggi, è controversa l’ammissibilità di tale istituto in materia di appalti pubblici. Già il Legislatore del 1865, dinanzi all’esigenza di uniformare da un punto di vista amministrativo il nuovo Stato dovette affrontare anche il problema attinente la disciplina del contenzioso amministrativo. Fu scelta l’abolizione del sistema del contenzioso.

La Legge Merloni e i lavori pubblici (Legge quadro n. 109/1994)
Un primo tentativo volto ad armonizzare la normativa dell’istituto dell’arbitrato nell’ambito degli appalti pubblici è stato effettuato dalla Legge Merloni «Legge quadro in materia di lavori pubblici». Se da un lato tale normativa ha ricevuto il merito di tentare di armonizzare la disciplina sino ad allora frammentata e non armonica, dall’altro ha capovolto il quadro normativo sino ad allora vigente caratterizzato dal forte favor del legislatore verso l’applicazione dell’istituto dell’arbitrato

L'istituto dell'arbitrato nel Codice degli appalti pubblici
La materia degli appalti pubblici è fortemente caratterizzata da un lato dallo squilibrio delle le parti contraenti dall’altro dalla commistione della normativa applicabile (diritto amministrativo e diritto civile). Il primo è applicabile ogni qualvolta la P.A. manifesta il pubblico interesse che intende perseguire (ad esempio tramite l’aggiudicazione o l’approvazione di un contratto) il secondo è applicabile nelle fasi di stipulazione ed esecuzione del contratto.

La disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici
La legge comunitaria 2008 aveva disposto il principio e il criterio direttivo che il Governo avrebbe dovuto osservare in sede di adozione del decreto legislativo e precisamente il Governo avrebbe dovuto dettare disposizioni razionalizzatrici dell’arbitrato per: incentivare l’accordo bonario, prevedere l’arbitrato come ordinario rimedio alternativo al giudizio civile, contenere i costi del giudizio arbitrale, prevedere misure acceleratorie del giudizio di impugnazione del lodo arbitrale

Arbitrato: il codice del processo amministrativo e il codice degli appalti pubblici
L’art. 241 bis del Codice, al fine di evitare che l’appaltatore debba sopportare la scelta unilaterale della stazione appaltante in materia di arbitrato, ha previsto la facoltà dell’appaltatore di poter ricusare (entro 20 giorni dall’aggiudicazione) la clausola compromissoria annunciata nel bando, nell’invito o nell’avviso. La convenzione sull’arbitrato giova di un regime speciale e, ciò, in forza delle peculiarità di inserimento della stessa all’interno dei contratti.

Impugnazione del lodo arbitrale
Il codice di procedura civile statuisce che i lodi arbitrali possono essere impugnati per nullità e avverso gli stessi posso essere esperiti i rimedi della revocazione e della opposizione di terzo. Nel codice di rito, l’impugnazione per nullità nel sistema del codice ha una funzione mista perché è concessa sia per alcuni errores in procedendo(art. 829, comma 1, nn. da 1 a 12, c.p.c., attuale formulazione) sia per errores in iudicando.

Lodo arbitrale: deposito, comunicazione ed esecutività
Il Codice presenta un elemento di specialità rispetto alla disciplina processuale ed è attinente alle modalità di deposito del lodo arbitrale. Il deposito presso la Camera Arbitrale deve essere fatto sia quando il giudizio si svolge secondo il rito libero sia quando esso si svolge secondo il rito camerale. La norma non fissa un termine entro il quale il lodo deve essere depositato, ma secondo alcuni Autori, sarebbe sufficiente fare ricorso ai principi generali in materia di obbligazioni

L'istituto arbitrale nella c.d. legge anticorruzione (Legge 190/2012)
La legge anticorruzione, nel novellare le disposizioni in tema di arbitrato ne ha ristretto le possibilità di accesso, modificando la disciplina dell’istituto delineata dagli artt. 241-243 del DLgs 163/2006. Le nuove disposizioni si sono conformate all'invito a limitare al massimo la previsione della clausola compromissoria in considerazione della specifica natura e delle caratteristiche dell’appalto e dell’opportunità, rispetto alla singola fattispecie, del ricorso alla giustizia arbitrale

Modifiche apportate all'arbitrato nei contratti pubblici dalla «Legge Anticorruzione»
L'Autorità ha rilevato dubbi interpretativi e problemi di coordinamento con la normativa vigente, con riferimento: all’applicazione dei divieti dettati dalla L.190/2012, e all'autorizzazione preventiva e motivata da parte dell’organo di governo della PA, al rapporto tra la nuova disciplina dettata dal Codice e l’art. 810 c.p.c., all'individuazione dei soggetti ai quali può essere affidato l’incarico di arbitro della P.A. alla luce del generico rinvio al Codice (art.1, comma 21 L.190/2012)