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Pagamento della T.O.S.A.P. (Tassa Occupazione Spazi e Aree Pubbliche): parcheggi e mercati pubblici

L'occupazione di un'area pubblica, destinata a parcheggio dall'ente proprietario mediante concessione, è assoggettata a TOSAP, secondo il regime tariffario dettato dal D.Lgs.507/1993. La tassa di occupazione di spazi ed aree pubbliche non è invece dovuta nel caso in cui un mercato si tenga all'interno di un edificio stabilmente utilizzato dal comune a questo scopo.

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titolo:COSAP TOSAP
anno:2015
pagine: 102 in formato A4, equivalenti a 173 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TRIBUTI --> TOSAP --> MERCATI

Sintesi: La T.O.S.A.P. non è dovuta qualora il mercato si tenga in un edificio stabilmente utilizzato dal comune per ospitarlo.

Estratto: «Nel merito, la domanda è infondata.L'indirizzo giurisprudenziale secondo cui la tassa per l'occupazione di suoli ed aree pubbliche non è dovuta qualora il mercato si tenga in un edificio stabilmente utilizzato dal comune per ospitarlo è anteriore non solo rispetto alla proroga attuale della concessione, ma alla rinegoziazione avvenuta nel 2003 e alle successive proroghe, ed è stato in più occasioni ribadito dalla Corte di cassazione (ex ceteris, Cass., sez. trib., 23 aprile 2008, n. 10488, che ricostruisce i termini della vicenda; Cass., sez. trib., 16 dicembre 2003, n. 19254; Cass., sez. trib., 22 marzo 2002, n. 4124; Cass., sez. trib., 14 novembre 1998, n. 253).Nel ricorso introduttivo, la DARTI rivendica grande esperienza nel campo esattoriale, affermando di operare da anni nel settore della gestione, accertamento e riscossione dei tributi per conto degli enti locali.La sua qualità di impresa operante nel settore di riferimento, con la connessa capacità discretiva che ne dovrebbe conseguire, non le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i imputare ad altro che alla propria negligenza il non avere tenuto in debito conto l'esistenza del risalente e consolidato orientamento giurisprudenziale di cui si è detto.Invero, nell'invocare la responsabilità precontrattuale dell'amministrazione comunale per averle, in tesi, taciuto che l'area del mercato ortofrutticolo era sottratta all'uso della collettività, la DARTI deduce a carico dell'odierna intimata la violazione del dovere di informazione che costituisce uno dei corollari del precetto di cui all'art. 1337 c.c.: ma un(a violazione del) dovere di informazione in tanto può configurarsi, in quanto tra le parti del costituendo rapporto possano sussistere asimmetrie informative che possano avvantaggiare ingiustificatamente uno dei contraenti; valutazione questa in cui acquistano rilievo anche le qualità personali e professionali dei contraenti, ogni volta si possa assumere che, in ragione della qualità posseduta, la controparte negoziale, agendo con la dovuta diligenza professionale ed in forza del generale principio di autoresponsabilità, disponga o possa agevolmente disporre delle informazioni necessarie per valutare l'affare.E' questo un principio di bilanciamento di aspettative reciproche e reciproci oneri professionali... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...otto anche il legislatore comunitario a sottrarre all'area di specifiche e più stringenti discipline di trasparenza negoziale i rapporti instaurati tra soggetti che agiscono nel quadro della loro attività imprenditoriale o professionale. Da esso non si può derogare nell'interpretazione ed applicazione della regola dell'art. 1337 c.c., poiché l'obbligo di buona fede è vicendevole e ciascun contraente è legittimato a riporre affidamento nella diligenza e responsabilità dell'altro.Dovendo conoscere, per la sua qualità di imprenditore nel settore della gestione, dell'accertamento e della riscossione dei tributi, il consolidato orientamento giurisprudenziale sulla (non) applicabilità della T.O.S.A.P. ai mercati comunali, la DARTI avrebbe potuto e dovuto sincerarsi di quale fosse la reale situazione dell'area per cui è causa – facilmente accertabile, atteso che essa stessa riferisce che l'area è strutturalmente sottratta all'uso pubblico, poiché interamente recintata mediante un apposito cancello in ferro - piuttosto che passivamente assumere la sua assoggettabilità a tassazione in base ad un mero dato formale, irrilevante, secondo quell'orientamento, ai fini della instaurazione del rappor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...io.Va inoltre aggiunto che non vi è evidenza dell'assunto di parte ricorrente, secondo cui al momento della proroga del contratto di concessione al 31 dicembre 2010 la percentuale dell'aggio sarebbe stata rideterminata proprio in relazione alla riscossione della TOSAP nella precisa zona del mercato ortofrutticolo, in quanto la circostanza non è attestata dalla convenzione di proroga rep. 7379 del 10 luglio 2006 versata in atti, dalla quale, anzi, risulta che la percentuale di aggio unitario, determinato sull'ammontare lordo complessivo riscosso, è stata in quella sede confermata nella stessa misura del 34,11% (art. 4) già riconosciuta a far data dal 2002 con delibera di giunta municipale n. 155 del 20 dicembre 2002 (punto 3 della premessa).»

TRIBUTI --> TOSAP --> PARCHEGGI

Sintesi: L'occupazione di un'area pubblica, destinata a parcheggio dall'ente proprietario (o titolare di un diritto reale su di essa) mediante concessione, va assoggettata a TOSAP in capo al concessionario, con riferimento all'area posseduta in forza della concessione stessa - e secondo il regime tariffario dettato dal D.Lgs. n. 507 del 1993, artt. 45 e 46, rispettivamente per le occupazioni temporanee e permanenti - atteso, peraltro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edeterminazione delle tariffe di parcheggio e gli oneri gravanti sul concessionario non valgono ad escludere lo specifico vantaggio di quest'ultimo; infatti egli, con la gestione del parcheggio, esercita una tipica attività d'impresa, alla quale è naturalmente connesso il fine lucrativo.

Estratto: «2. Con i tre motivi addotti a sostegno del ricorso, e che possono esaminarsi congiuntamente, stante la loro stretta connessione, la ricorrente deduce violazione di norme di legge, nonché vizi di motivazione, in quanto la CTR non considerava che la concessionaria svolgeva attività d'impresa, per la quale pagava solo un saggio sul riscosso all'ente proprietario degli spazi pubblici, ancorché questo giustamente avesse previsto dei vincoli, e controlli nel relativo capitolato d'appalto, ovviamente nell'interesse dei cittadini, cui in sostanza la libera fruizione delle aree non era assicurata, essendo esse sottoposte al diretto controllo e alla gestione dell'affidataria.I motivi sono fondati. Invero, com'è noto, in tema di tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), ai sensi del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, artt. 38 e 39, il tributo è dovuto non soltanto in relazione alla limitazione o sottra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...so normale e collettivo di parte del suolo pubblico, ma anche in relazione all'utilizzazione particolare ed eccezionale di cui esso rappresenta il. corrispettivo, indipendentemente da quella limitazione, e cioè per una pura e semplice correlazione con l'utilità particolare diversa dall'uso della generalità. Ne consegue che l'occupazione di un'area pubblica, destinata a parcheggio dall'ente proprietario (o titolare di un diritto reale su di essa) mediante concessione, va assoggettata a tassazione in capo al concessionario, con riferimento all'area posseduta in forza della concessione stessa - e secondo il regime tariffario dettato dal citato D.Lgs. n. 507 del 1993, artt. 45 e 46, rispettivamente per le occupazioni temporanee e permanenti - atteso, peraltro, che la predeterminazione delle tariffe di parcheggio e gli oneri gravanti sul concessionario non valgono ad escludere lo specifico vantaggio di quest'ultimo. Infatti egli, con la gestione del parcheggio, esercita una tipica attività d'impresa, alla quale è naturalmente connesso il fine lucrativo (Cfr. anche Cass. Sentenze n. 17591 del 29/07/2009, n. 18550 del 04/12/2003).Ciò posto, il giudice di appello non specificava le ragioni, se non in modo alquanto vago, in virtù delle qua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...configurarsi un'ipotesi di concessione del servizio di parcheggio, e non piuttosto di autonoma gestione di un'area o più con appalto, e quindi in regime di autonomia d'impresa, anche se con determinati oneri e vincoli.Dunque sul punto la sentenza impugnata non risulta motivata in modo giuridicamente corretto ed adeguato.»


 
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