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Titolo edilizio per opere stagionali, case mobili, roulottes

La natura stagionale dell’uso non implica precarietà del manufatto, quando esso sia volto a garantire bisogni destinati a reiterarsi nel tempo, sia pure non continuativamente.

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titolo:TITOLO EDILIZIO
anno:2016
pagine: 3122 in formato A4, equivalenti a 5307 pagine in formato libro
formato: pdf  
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L'art. 41, comma 4, del d.l. n. 69 del 2013 è costituzionalmente illegittimo poiché individua specifiche tipologie di interventi edilizi, realizzati nell'ambito delle strutture turistico-ricettive all'aperto, che contraddicono i criteri generali (della trasformazione permanente del territorio e della precarietà strutturale e funzionale degli interventi) forniti, dallo stesso legislatore statale, ai fini dell'identificazione della necessità o meno del titolo abilitativo. Tale norma sottrae pertanto al legislatore regionale ogni spazio di intervento, determinando la compressione della sua competenza concorrente in materia di governo del territorio, nonché la lesione della competenza residuale del medesimo in materia di turismo.

La facile rimovibilità di un bungalow può estendersi fino a ricomprendere anche la rimozione di una platea di cemento di modesto spessore.

La stagionalità è concetto ben diverso da quello di precarietà: perché una struttura sia qualificata come precaria, infatti, è necessario che la stessa sia destinata a un uso specifico e temporalmente limitato del bene, mentre la stagionalità non esclude e, anzi, postula il soddisfacimento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si non occasionali e stabili nel tempo.

Un fabbricato mobile su ruote collocato in zona agricola e destinato a soddisfare esigenze prolungate di carattere abitativo implica una stabile, ancorché non irreversibile, trasformazione edilizia del territorio e un'alterazione rilevante dello stato dei luoghi tale per cui è necessario il rilascio di un previo titolo edilizio.

La 'precarietà' dell'opera, che esonera dall'obbligo del possesso del permesso di costruire, postula un uso specifico e temporalmente limitato del bene e non la sua stagionalità la quale non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo.

Le case mobili sono sottoposte al rilascio del permesso di costruire, ove utilizzate come abitazioni, a meno che non siano dirette a soddisfare esigenze meramente temporanee; quest'ultima eventualità deve escludersi ove le case su ruote possano essere spostate soltanto a seguito di complesse e dispendiose operazioni e il contratto stipulato preveda il loro stabile posizionamento in loco, un obbligo di manutenzione senza spostamento dalle piazzole da parte della società locatrice delle piazzole e l'impegno di ques... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riservare gli stessi spazi agli stessi clienti di anno in anno.

Il fatto che una casa mobile sia destinata ad abitazione soltanto durante il periodo estivo e, dunque, sia sottoposto ad un uso meramente stagionale non esclude la necessità del permesso di costruire.

L'art. 30 d.l. 69/2013 ha modificato il testo dell'art. 3, co. 1, lett. e.5) D.P.R. 380/2001, prevedendo che integra l'ipotesi della "nuova costruzione" l'installazione di case mobili utilizzate come abitazioni, che non siano dirette a soddisfare esigenze meramente temporanee ancorché installate all'interno di strutture ricettive all'aperto conformemente alla legislazione regionale di settore: ne consegue che, a far data dall'entrata in vigore della disciplina citata, devono ritenersi inoperanti, laddove affermano l'irrilevanza edilizia delle installazioni de quibus, le preesistenti norme regionali.

L'art. 3, co. 9, legge 99/2009, successivamente dichiarato incostituzionale con sentenza n. 278/2010, non aveva alcuna valenza interpretativa.

Non possono dirsi rientranti nella categoria di opere previste dall'art. 3, co. 9, legge 99/2009 le case mobili installate per soddisfare esigenze anche di natura non temporanea e stagionale, la cui installazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rtato la modifica del preesistente stato dei luoghi attraverso movimenti di terra, allocazione di impianti tecnologici e sistemazioni esterne impermeabilizzate.

Il requisito della conservazione dei meccanismi di rotazione in funzione di cui all'art. 3, co. 9, legge 99/2009 rinvia alla necessità, oggettivamente dimostrabile, che le case mobili siano dotate di meccanismi, imperniati su ruote, suscettibili di assicurarne la mobilità, essendo invece irrilevante che tale mobilità sia anche «autonoma», potendo ben immaginarsi l'intervento integrativo di altri mezzi.

L'art. 3, co. 9, legge 99/2009 si prefiggeva di agire in senso tendenzialmente ampliativo sulla categoria giuridica della «precarietà», dilatandone la valenza definitoria sotto il profilo funzionale (ovvero attraendo ad essa anche i manufatti destinati ad assolvere funzioni di carattere permanente), ma restringendola sotto il profilo strutturale, con riferimento all'assenza di collegamenti fissi con il suolo, la quale viene ulteriormente qualificata dal carattere della «mobilità», che implica l'attitudine a muoversi (anche se non autonomamente) e differisce dalla «amovibilità», la quale rimanda all... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; del manufatto ad essere, più o meno agevolmente, rimosso dal sito in cui è collocato.

La nozione di «mobilità» di cui all'art. 3, co. 9, legge 99/2009 presuppone l'idoneità del mezzo di pernottamento ad essere allontanato dalla struttura ricettiva mediante l'impiego dei «meccanismi di rotazione» di cui deve essere dotato: tale requisito non è posseduto da case mobili dotate di ruote idonee a garantirne una limitata mobilità solo al'interno della struttura ricettiva.

Non implica precarietà dell'opera, ai fini dell'esenzione dal permesso di costruire, il carattere stagionale di essa, quando la stessa è destinata a soddisfare bisogni non provvisori attraverso la permanenza nel tempo della sua funzione.

La mancata rimozione dell'opera stagionale allo spirare del termine stagionale configura, inoltre, il reato di cui all'art. 44 D.P.R. 380/2001: in tale ipotesi, infatti, la responsabilità discende dal combinato disposto del medesimo art. 44 e dell'art. 40, co. 2., c.p. per la mancata ottemperanza all'obbligo di rimozione insito nel provvedimento autorizzatorio temporaneo.

Le tende solari sono da qualificarsi come interventi d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one straordinaria, ai sensi dell'art. 3, comma primo, D.P.R. n. 380/2001, ciò in quanto pur essendo destinate ad alterare la facciata dell'edificio cui accedono (per cui non possono definirsi interventi di manutenzione ordinaria), hanno tuttavia semplice funzione (accessoria e pertinenziale) di arredo dello spazio esterno, limitata nel tempo e nello spazio (in quanto si tratta di strutture generalmente utilizzate nella sola stagione estiva e che non determinano alcuna variazione plano-volumetrica dell'immobile principale, per cui non integrano né una nuova costruzione né una ristrutturazione edilizia).

La natura stagionale dell'uso non implica precarietà del manufatto, quando esso sia volto a garantire bisogni destinati a reiterarsi nel tempo, sia pure non continuativamente.

Il permesso di costruire è senz'altro richiesto per l'esecuzione di opere stagionali, differenziandole da quelle precarie che, per la loro stessa natura e destinazione, non comportano effetti permanenti e definitivi sull'originario assetto del territorio tali da richiedere il preventivo rilascio di un titolo abilitativo.

L'opera stagionale, diversamente da quella precaria, non è destinata a soddisfare esigenze conti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...icorrenti, sia pure soltanto in determinati periodi dell'anno e, per tale motivo, è soggetta a permesso di costruire.

La mancata rimozione di un'opera stagionale allo spirare del termine stagionale configura il reato di cui all'art. 44 D.P.R. 380/2001, poiché, in tale ipotesi, la responsabilità discende dal combinato disposto dell'art. 44 D.P.R. cit. e dell'art. 40, co. 2, c.p. per la mancata ottemperanza all'obbligo di rimozione insito nel provvedimento autorizzatorio temporaneo.

Non è soggetta a permesso di costruire ma alla comunicazione di cui all'art. 6, co. 2, del D.P.R. 380/2001 l'installazione di una tenda collocata nello spazio antistante un locale di somministrazione alimenti e bevande, realizzata mediante l'ancoraggio di una struttura metallica alle pareti perimetrali e poggiante sul pavimento, con pali, traverse e tendaggio mobile impermeabile di particolare robustezza allo scopo di utilizzare al meglio la superficie coperta, soprattutto nel periodo invernale, garantendo un'adeguata protezione ai clienti dell'esercizio.

Integra il reato di costruzione abusiva sul demanio marittimo la realizzazione di opere consistenti nella copertura di una superficie, nella posizione di tende a scorrimento su g... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edane in legno, nella realizzazione di un bancone per bar, nell'allestimento di uno spazio verde con vasca, nell'edificazione di gazebo con struttura in legno e nella chiusura di tettoia con creazione di un magazzino: tali opere sono opere non precarie, ma stagionali in quanto destinate ad essere installate per il periodo estivo, ad essere parzialmente rimosse per il periodo invernale e ad essere nuovamente installate per il nuovo periodo estivo e dunque rientrano nella categoria degli interventi di «nuova costruzione».

Non implica precarietà dell'opera il carattere stagionale di essa, posto che le opere stagionali sono destinate a soddisfare bisogni non provvisori attraverso la permanenza nel tempo della loro funzione: correttamente, dunque, si esclude la precarietà di manufatti destinati ad essere rimossi al termine della stagione balneare.

L'installazione di container, roulotte e camper non effettivamente destinati alla circolazione, prefabbricati in qualsiasi materiale ecc. costituisce modificazione rilevante dell'assetto territoriale, a meno che detti manufatti non abbiano dimensioni effettivamente insignificanti.

È incostituzionale la legge regionale che consente, nelle aree protett... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... perimetro delle strutture ricettive all'aria aperta, l'installazione e il rimessaggio dei mezzi mobili di pernottamento, dei relativi preingressi e cucinotti, anche se collocati permanentemente, senza alcun titolo edilizio.

È configurabile il reato di costruzione edilizia abusiva nell'ipotesi di installazione su un terreno, senza permesso di costruire, di strutture mobili quali camper, roulotte e case mobili, sia pure montate su ruote e non incorporate al suolo, aventi una destinazione duratura al soddisfacimento di esigenze abitative.

L'utilizzo stagionale dell'opera non esclude la necessità del permesso di costruire, poiché non implica la precarietà.

Ai fini della necessità del preventivo rilascio del permesso di costruire non rileva il carattere stagionale del manufatto, atteso che esso non implica precarietà dell'opera che può essere destinata a soddisfare bisogni non provvisori attraverso la perpetuità della sua funzione.

La struttura metallica stabilmente ancorata al suolo coperta da una tenda e tamponata lateralmente con teloni in plastica costituisce un'opera che, per tipologia e dimensioni, ha un indubbio impatto sul territorio e che, compor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...odificazione non precaria dell'area preesistente sotto i profili urbanistico – edilizio, ambientale ed estetico, necessita del permesso di costruire.

Ai fini della necessità del titolo abilitativo la destinazione del manufatto ad una utilizzazione perdurante nel tempo priva di rilevanza la precarietà strutturale dello stesso ed il conseguente carattere di amovibilità.

La mancata rimozione di un'opera edilizia (nella fattispecie: un gazebo) allo spirare del termine stagionale, per il quale è stato rilasciato il provvedimento abilitativo, configura il reato di cui all'art. 44 D.P.R. 380/2001: in tale ipotesi la responsabilità discende dal combinato disposto del cit. art. 44 e dell'art. 40, co. 2, c.p., per la mancata ottemperanza all'obbligo di rimozione insito nel provvedimento che ha autorizzato la installazione del manufatto per un determinato periodo di tempo.

In tema di tutela del demanio, l'occupazione del suolo previo conseguimento di concessione demaniale, eseguita con opere finalizzate alla gestione della stagione balneare, quali chioschi, cabine, passerelle e altro, protratta oltre il termine della stagione balneare stessa, integra i reati di costruzione abusiva (art. 44, co. 1, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...P.R. 380/2001) e di abusiva occupazione del suolo demaniale (art. 1161 cod. nav.).

Il carattere stagionale di una struttura non significa assoluta precarietà dell'opera, in quanto la precarietà non va confusa con la stagionalità, vale a dire con l'utilizzo annualmente ricorrente della struttura.

La precarietà di un manufatto non dipende dai materiali utilizzati o dal suo sistema di ancoraggio al suolo, bensì dall'uso al quale il manufatto stesso è destinato; pertanto, essa va esclusa quando trattasi di struttura destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo, indipendentemente dalla facilità della sua rimozione, a nulla rilevando la temporaneità della destinazione data all'opera del proprietario, in quanto occorre valutare la stessa alla luce della sua obiettiva e intrinseca destinazione naturale.

Conformandosi puntualmente alla disciplina generale statale, la normativa regionale lombarda ricollega la connotazione "precaria" degli "allestimenti mobili di pernottamento" alla intrinseca destinazione materiale di essi ad un uso realmente limitato nel tempo, con conseguente successiva e sollecita rimozione.



 
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