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Condono di opere in fasce di rispetto


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titolo:IL CODICE DELLE DISTANZE
anno:2017
pagine: 2838 in formato A4, equivalenti a 4825 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> FASCE DI RISPETTO CIMITERIALI

In sede di condono di opere insistenti su fascia di rispetto cimiteriale la P.A. è tenuta a valutare se ed in quale misura l'opera in questione venga effettivamente a concretizzare una lesione per il vincolo cimiteriale di inedificabilità e, più in particolare, se le opere da sanare possano aggravare il peso insediativo dell'area con la realizzazione di volumi edilizi tali da considerarsi nuove costruzioni.

È illegittimo il diniego di condono di opere che sia motivato sulla base del fatto che l'intervento era stato realizzato in fascia di rispetto cimiteriale, occorrendo piuttosto una valutazione in concreto in ordine alla compatibilità dell'intervento con le esigenze tutelate dall'art. 338 R.D. 1265/1934.

L'ampliamento di un edificio, ancorché costituente ripristino del fronte dello stesso così come esisteva prima degli anni '70, è precluso dalla valenza di vincolo di inedificabilità assoluta del cimitero, senza che occorra il parere dell'autorità sanitaria o l'accertamento dell'interesse pubblico leso in concreto dalla violazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...istanza minima.

L'evidenziata localizzazione dell'opera all'interno della fascia di rispetto ed il richiamo all'art. 338 del r.d. n. 1265/1934 costituiscono sufficiente motivazione del diniego di condono.

Indipendentemente dalla necessità di un assenso edilizio per la realizzazione di intervento da parte del privato e, quindi, della rilevanza edilizia dell'intervento medesimo, nelle aree assoggettate al vincolo di rispetto cimiteriale devono essere tenute in considerazione altre esigenze, oltre quelle urbanistiche ed edilizie, come quelle connesse alla salvaguardia di esigenze igienico-sanitarie e della sacralità dei luoghi, la cui tutela richiede indubbiamente la necessità di un provvedimento autorizzatorio che ne tenga conto.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> FASCE DI RISPETTO STRADALI

In materia di condono di un fabbricato realizzato in fascia di rispetto autostradale deve ritenersi che l'Autorità preposta alla tutela del vincolo, per verificare se il manufatto sia ubicato in centro abitato e così sottratto all'ambito di applicazione degli art. 3 e 4 del D.M. 1404/1968, debba prendere in considerazione le condizio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato dei luoghi al momento della presentazione e dell'esame dell'istanza di sanatoria e non all'epoca di realizzazione delle opere.

In sede di esame della domanda di condono di un edificio parzialmente ricadente in fascia di rispetto, l'amministrazione comunale deve verificare (a maggior ragione se l'interessato sua sponte modifica il fabbricato al fine di rispettare la fascia di rispetto stradale) la praticabilità di soluzioni idonee a eliminare la protrazione del corpo edificato nella medesima fascia.

Il vincolo imposto sulle aree site in fasce di rispetto stradale o autostradale, ai sensi della L. n. 1150/1942, art. 41 septies (c.d. legge urbanistica), come modificato dalla L. n. 765/1967, art. 19, dal D.M. 1 aprile 1968, nonché dalla L. n. 729/1961, art. 9, si traduce in un divieto assoluto di edificazione che rende le aree legalmente inedificabili, con conseguente inapplicabilità delle ipotesi indicate dalla L. n. 47/1985, art. 32, che prevede la possibilità di sanatoria per le opere insistenti su aree vincolate dopo la esecuzione, anche attraverso l'istituto del silenzio-assenso ed applicazione, per converso, del successivo art. 33 della stessa L. n. 47/1985, che esclude la possibilità di sanatoria delle opere... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in contrasto con ogni vincolo d'inedificabilità che sia stato imposto in epoca anteriore all'esecuzione.

Le opere realizzate dopo l'imposizione del vincolo all'interno della fascia di rispetto autostradale rientrano nella previsione di cui all'art. 33 comma 1 lett. d), della L. 28 febbraio 1985 n. 47 e non sono pertanto suscettibili di sanatoria.

Il vincolo di rispetto stradale ha carattere assoluto, in quanto perseguente una serie concorrente di interessi pubblici fondamentali ed inderogabili, con la conseguenza che il diniego di condono di un edificio abusivamente realizzato in violazione di detto vincolo non richiede un previo accertamento sulla effettiva pericolosità dello stesso per il traffico stradale.

Le opere insistenti su fascia di rispetto stradale realizzate prima dell'entrata in vigore del D.M. 1404 del 1968 possono essere condonate in forza dell'art. 32, comma 2, lettera c), della L. 28 febbraio 1985 n. 47 e quindi anzitutto a condizione che non costituiscano minaccia alla sicurezza del traffico.

Per le opere realizzate susseguentemente all'entrata in vigore del D.M. 1404 del 1968, l'inedificabilità della fascia di rispetto stradale va intesa in senso assoluto, a' sensi dell'art. 33, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ella medesima L. 47 del 1985.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> FASCIA DI RISPETTO IDRICA

Le opere costruite in violazione del divieto previsto dall'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 (fascia di rispetto idraulica) ricadono nella previsione dell'art. 33 legge 47/1985 e non sono pertanto suscettibili di sanatoria.

Nessuna opera realizzata in violazione dell'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 può essere sanata, a prescindere dal fatto che essa non interferisca in concreto con il deflusso delle acque.

Non è suscettibile di condono l'opera che rispetto ad un'infrastruttura idraulica sia stata realizzata a distanza inferiore da quella minima prescritta dalla legge; in questo caso non c'è bisogno di un accertamento in concreto della compatibilità dell'opera con il vincolo, in quanto le previsioni legali di distanze minime, se insuscettibili di deroga, recano in sé una presunzione assoluta di conformità delle stesse all'interesse pubblico tutelato e di inammissibilità di soluzioni alternative, onde la loro inosservanza è in sé indice di incompatibilità dell'intervento con i valori da salvaguar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Indipendentemente dalla necessità di un assenso edilizio per la realizzazione di intervento da parte del privato e, quindi, della rilevanza edilizia dell'intervento medesimo, nelle aree assoggettate al vincolo di rispetto cimiteriale devono essere tenute in considerazione altre esigenze, oltre quelle urbanistiche ed edilizie, come quelle connesse alla salvaguardia di esigenze igienico-sanitarie e della sacralità dei luoghi, la cui tutela richiede indubbiamente la necessità di un provvedimento autorizzatorio che ne tenga conto.



 
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