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Accesso agli atti istruttori della procedura espropriativa

Spetta al Procuratore competente la possibilità di proporre appello nei confronti di una parte assolta in prime cure. Inammissibile infatti l'atto proposto da un soggetto rimasto soccombente avverso la pronunciata assoluzione di un altro ritenuto parimenti corresponsabile dello stesso danno.

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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2014
pagine: 2218 in formato A4, equivalenti a 3771 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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RESPONSABILITÀ --> AZIONE

Sintesi: L'azione del P.M. contabile è distinta e autonoma nei presupposti e nelle modalità di svolgimento da quella della P.A. danneggiata: l'unico limite di ammissibilità consiste nell'intervenuto integrale ristoro del danno.


Estratto: «Altrettanto da respingere l'eccezione d'inammissibilità della citazione per mancanza di danno concreto ed attuale, stante la possibilità di recupero delle somme, nei limiti della prescrizione quinquennale, direttamente dall'occupante abusivo.Come è noto, l'azione obbligatoria del P.M. contabile, pur non essendo esclusiva, è distinta ed autonoma nei presupposti e nelle modalità di svolgimento da quella dell'Amministrazione danneggiata con l'unico limite di ammissibilità consistente nell'intervenuto integrale ristoro del danno che, al momento, è da considerarsi attuale e concreto proprio per l'inerzia protrattasi per tanti anni dei suoi funzionari.»

Sintesi: Spetta solo al Procuratore competente il potere di proporre appello nei confronti di una parte assolta in prime cure, mentre non può considerarsi ammissibile l'atto proposto da un soggetto rimasto soccombente avverso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iata assoluzione di un altro che sia ritenuto parimenti corresponsabile dello stesso danno.

Estratto: «Sono infine da ritenere inammissibili gli atti di costituzione dell'A., della S. e della B., essendo stati tali atti prodotti da soggetti assolti in primo grado e non potendo in capo a costoro configurarsi, in mancanza di un appello incidentale proposto dalla parte pubblica, alcun interesse ad opporsi alle impugnative loro notificate da talune parti private e sol per questo già di per sé inammissibili nei loro confronti. Come invero è stato più volte affermato da questa Corte in casi analoghi, spetta solo al Procuratore competente il potere di proporre appello nei confronti di una parte assolta in prime cure, mentre non può considerarsi ammissibile l'atto proposto da un soggetto rimasto soccombente avverso la pronunciata assoluzione di un altro che sia ritenuto parimenti corresponsabile dello stesso danno.»

RESPONSABILITÀ --> AZIONE --> ARCHIVIAZIONE

Sintesi: Se dall'atto di citazione si desume la imputazione di colpevolezza di un soggetto, deve intendersi inefficace l'atto di archiviazione disposto nei suoi confronti.

Estratto: «Rileva il... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he, pur sussistendo una parziale irritualità e contraddittorietà, probabilmente ascrivibile ad un errore materiale, avendo la Procura contabile dapprima nel corpo dell' atto di citazione anticipato l' archiviazione (in seguito effettivamente disposta), ma sostanzialmente ritenuto responsabili i sigg. ri R. e F. (cfr. pp. 44 e 50 dell' atto introduttivo del giudizio), nella sostanza debba ritenersi prevalente la chiamata in giudizio dei sigg.ri R. e F..La anticipata conclusione si fonda non tanto sulla natura dell' atto di archiviazione che, secondo la Procura è atto di natura interna e provvisoria, e secondo la giurisprudenza della Corte dei conti priva di qualunque rilevanza autoritativa o giustiziale, avente carattere contingente e che addirittura prevede un' unica ipotesi di conclusione formale, nel solo caso in cui al giudice al quale sia richiesto una proroga del termine per l' emissione dell' atto di citazione non la conceda (art. 5, comma 1, D.L. 15 novembre 1993 n. 453, conv. nella l. 19 gennaio 1994 n. 19, siccome modificato dall'art. 1 D.L. 23 ottobre 1996 n. 543, conv. nella l. 20 dicembre 1996 n. 639).Il motivo per cui si ritiene prevalente (sull' archiviazione) la chiamata in giudizio si fonda su un motivo di ordine generale, riveniente dai crit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rpretazione sottesi ad ogni atto giuridico, e nella specie nell' interpretazione di un atto del Pubblico Ministero, parte del processo.Al di là del tenore letterale, infatti, appare evidente l' intenzione della parte attorea di ritenere responsabili dell' asserito danno erariale i convenuti sigg. F. e R..In specie la Procura contabile li ritiene responsabili, seppure in misura minore (p. 47) rispetto al sindaco ed all' assessore competente per materia, e li cita in giudizio insieme ad altri soggetti (p. 50). Orbene, con riguardo allo scopo obiettivo dell' atto, ossia alla funzione alla quale quell' atto deve assolvere nell'ambito della serie coordinata degli atti del processo, l' atto di parte ha individuato alcuni soggetti come presunti responsabili, e tra essi i sigg.ri F. e R..»

RESPONSABILITÀ --> AZIONE --> ATTI ISTRUTTORI

Sintesi: L'art. 23 della L.n. 289/2002 dispone che i provvedimenti di riconoscimento di debito posti in essere dalle pubbliche amministrazioni siano trasmessi agli organi di controllo ed alla competente Procura della Corte dei Conti; nella a misura in cui è lo stesso legislatore ad imporre la trasmissione alla Procura contabile di un atto ritenuto sintomatico di comportamenti patologici, d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si che suddetta ipotesi rientri tra quelle "fatte salve" di cui all'art.17, comma 30 ter del D.L. n.78/2009 convertito nella L. n.102/2009 nel testo risultante dalle modificazioni introdotte dall'art. 1 del D.L. n. 103/2009, convertito in L. n.141/2009.

Estratto: «L'eccezione di nullità degli atti istruttori e processuali sollevata con riferimento all'art.17, comma 30 ter del D.L. n.78/2009 convertito nella L. n.102/2009 non appare meritevole di accoglimento. Dispone l'art. 17, comma 30 ter del D.L. n. 78/2009, convertito in legge n. 102/2009, nel testo risultante dalle modificazioni introdotte dall'art. 1 del D.L. n. 103/2009, convertito in legge n. 141/2009, per la parte che qui interessa: "Le Procure della Corte dei Conti possono iniziare l'attività istruttoria ai fini dell'esercizio dell'azione di danno erariale a fronte di specifica e concreta notizia di danno, fatte salve le fattispecie direttamente sanzionate dalla legge...... Qualunque atto istruttorio o processuale posto in essere in violazione delle disposizioni di cui al presente comma, salvo che sia stata già pronunciata sentenza anche non definitiva alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è nullo.....".La soluzione della pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uestione, non può prescindere dalla propedeutica ricerca della ratio legis, che va individuata nell'esigenza di impedire che l'iniziativa del P.M. contabile sia arbitraria, sconfinando in atipiche ed inammissibili forme di controllo, invece di essere esercitata "in presenza di fatti o di notizie che facciano presumere comportamenti di pubblici funzionari ipoteticamente configuranti illeciti produttivi di danno erariale" (in tal senso si era già espressa la Corte Costituzionale con sentenza n. 100/1995). Appare quindi evidente che con la succitata norma il legislatore ha codificato un principio già sancito dalla Corte Costituzionale (oltre alla sentenza innanzi richiamata vedasi anche la n. 104/1989), aggiungendo - ed è questo l'unico vero elemento di novità introdotto dalla norma - la sanzione della nullità degli atti per l'irregolare inizio dell'attività della Procura contabile.Ciò premesso, per un adeguato esame dell'eccezione di nullità sollevata nell'odierna causa, va sottolineato che nella fattispecie all'esame l'attività istruttoria della Procura ha trovato origine nell'esame della delibera n. 35 del 3.5.2006, con cui il Consiglio comunale di P. disponeva il riconoscimento di debito fuori bilancio di cui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ggi causa.Assume rilievo a questo punto l'art. 23 della l.n. 289/2002 che dispone che i provvedimenti di riconoscimento di debito posti in essere dalle pubbliche amministrazioni siano trasmessi agli organi di controllo ed alla competente Procura della Corte dei Conti.Il succitato art. 23 ha anche superato il vaglio di costituzionalità con la sentenza n. 64/2005, e, nell'occasione, il Giudice delle leggi ha avuto modo di precisare in ordine ai provvedimenti di riconoscimento di debito, che essi sono "una tipologia di provvedimento indice di possibili patologie nell'ordinaria attività di gestione".Orbene, nella misura in cui è lo stesso legislatore ad imporre la trasmissione alla Procura contabile (organo di giustizia preposto alla tutela dell'integrità della finanza pubblica) di un atto ritenuto sintomatico di comportamenti patologici, non vi è chi non veda che l'avvio di un' istruttoria sulle vicende che hanno originato il debito fuori bilancio, non può certo apparire come un'impropria ed inammissibile forma di controllo generalizzata (per riprendere quanto innanzi detto circa laratio legis), ma si pone come doveroso approfondimento istruttorio su una notizia che lo stesso legislatore ha qualificato come necessaria... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pprofondimento; diversamente opinando non si comprenderebbe a quale fine lo stesso legislatore avrebbe imposto la trasmissione di siffatti atti all'esame alla Procura contabile.Pertanto, ricordando che l'art. 17 comma 30 ter della norma all'esame, nel prevedere la necessità di una specifica e concreta notizia di danno per l'utile inizio dell'attività istruttoria, specifica che sono "fatte salve le fattispecie direttamente sanzionate dalla legge",ed interpretando la portata del termine "sanzionate" come "sancite" dalla legge, e tenendo altresì conto dell'espressa previsione legislativa dell'obbligo della trasmissione alla Procura della Corte dei Conti dei provvedimenti di riconoscimento di debito, il Collegio afferma che la ipotesi prospettata al proprio esame rientri appunto tra quelle "fatte salve".»

RESPONSABILITÀ --> AZIONE --> ATTI ISTRUTTORI --> ACCESSO

Sintesi: Rispetto agli atti istruttori di interesse processuale sono inapplicabili le norme regolanti il diritto di accesso ai documenti amministrativi.

Estratto: «Preliminarmente il Collegio deve soffermarsi sull'eccezione d'inammissibilità della citazione, contenuta nelle comparse dei convenuti, per l'asserito diviet... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oro ad accedere ad atti istruttori d'interesse processuale. La questione riveste un pregnante interesse generale e, dunque, il Collegio ritiene opportuno ribadire le argomentazioni già recentemente svolte in tema (sentenza n. 150/EL/2005): A - che gli atti dell'istruttoria finalizzata all'emissione dell'atto di citazione non sono qualificabili come "documenti amministrativi", in quanto finalizzati ad un'attività di natura processuale, governata dai princìpi costituzionali del diritto di difesa (articolo 24) e del giusto processo (articolo 111); B - che la natura processuale degli atti istruttori è inequivocamente attestata da chiari elementi sintomatici, costituiti dalla sanzione d'improcedibilità comminata dal Giudice per ipotesi di mancato o irregolare svolgimento della fase dell'invito a dedurre, atto dalla duplice natura (istruttoria e difensiva), che rappresenta il momento finale della fase di conoscenza per il Requirente, il quale può poi stabilire con piena cognizione l'ulteriore svolgersi della propria azione, disponendo per la citazione ovvero per l'archiviazione. Alla fase connotata dall'emissione di tale atto - secondo pacifica giurisprudenza della Corte dei conti - si applicano le norme proprie degli atti processuali, ivi com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e concernenti (ai fini del computo dei termini per l'emissione dell'eventuale citazione) la sospensione feriale del termine poste dalla legge 7 ottobre 1969, n. 742; C - che, dunque, rispetto a tali atti sono inapplicabili le norme regolanti il diritto di accesso ai documenti amministrativi (legge 8 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni, nonché norme secondarie applicative). Tanto premesso, la giurisprudenza che il Collegio intende qui ribadire ha precisato che l'inammissibilità della citazione possa conseguire ad ipotesi nelle quali in concreto il diniego di accesso agli atti abbia determinato una compressione del diritto di difesa, nel senso che già dall'invito a dedurre il Requirente abbia omesso di dare conto dei fatti materiali relativi all'illecito contestato, in guisa tale da porre il presunto responsabile in una posizione di impossibilità relativa di rappresentare le proprie ragioni e di farle eventualmente poi valere dinanzi al Giudice.»



 
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