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Presupposti al giudizio di determinazione dell'indennità di espropriazione e di occupazione


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2015
pagine: 581 in formato A4, equivalenti a 988 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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Sintesi: L'opposizione introdotta dall'art. 19 L. n. 865/1971 è rivolta esclusivamente contro la determinazione definitiva dell'indennità da parte della Commissione provinciale, che presuppone una situazione opposta a quella provocata dalla cessione volontaria: e cioè che l'espropriato non abbia accettato l'indennità, perciò obbligando l'espropriante a chiederne la stima alla Commissione suddetta ed a conseguire il decreto di espropriazione. Anche la speciale azione di determinazione dell'indennità richiede il conseguimento del decreto di espropriazione ed è situazione alternativa ed incompatibile rispetto all'avvenuta conclusione dei contratto di cessione volontaria.

Estratto: «Assorbiti pertanto gli altri motivi del ricorso,con i quali gli espropriati ripropongono la destinazione edificatoria dei loro terreni in base a criteri ricognitivi diversi da quello introdotto dall'art. 5 bis, e fondati esclusivamente sulla classificazione attribuita all'area dagli strumenti urbanistici di carattere generale, Collegio deve concludere che una volta accertata la natura non edificatoria dei suoli, il ricorso doveva essere dichiarato inammissibile, avendo per oggetto un contratto di cessione volontaria della L. n. 865 del 1971, ex art.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...1. Ed invero l'opposizione introdotta dal successivo art. 19 della stessa legge è rivolta esclusivamente contro la determinazione definitiva dell'indennità da parte della Commissione provinciale, che presuppone una situazione opposta a quella provocata dalla cessione volontaria: e cioè che l'espropriato non abbia accettato l'indennità, perciò obbligando l'espropriante a chiederne la stima alla Commissione suddetta ed a conseguire il decreto di espropriazione.Neppure è invocabile la speciale azione di determinazione dell'indennità sostanzialmente introdotta dalla nota sentenza 67/1990 della Corte Costituzionale, richiedendo anch'essa il conseguimento del decreto di espropriazione, che è situazione alternativa ed incompatibile rispetto a quella ipotizzata dal ricordato art. 12 di avvenuta conclusione dei contratto di cessione volontaria (Cass. 7400/2003; 5513/2000; 11370/1999).»

Sintesi: Consolidatosi l'accordo amichevole in forza del contratto di cessione o dell'adozione del decreto di espropriazione, una volta che l'indennità provvisoria sia stata accettata o concordata attraverso il negozio suddetto, la misura dell'indennità diviene definitiva e non più contestabile e resta così precluso il ricorso al ri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sua determinazione giudiziale attraverso la proposizione dell'opposizione alla stima.

Estratto: «4.Sennonché la fattispecie di cui al primo comma dell'art.12 della menzionata L. n. 865 del 1971 non è la sola a precludere la determinazione giudiziale dell'indennità di espropriazione e/o di occupazione temporanea di cui ai successivi artt. 19 e 20 della Legge, poiché alla medesima disciplina (comma 3 e segg.) è equiparata dall'art. 12, comma 2 l'ipotesi di mera accettazione dell'indennità da parte dell'espropriando. Ed in ordine ad essa la giurisprudenza della Suprema Corte è assolutamente consolidata sui seguenti principi: 1) L'accordo sull'indennità di espropriazione, per effetto di accettazione da parte dell'espropriando dell'ammontare offerto dall'espropriante, non ha alcun effetto traslativo della proprietà del bene, ma si inserisce nel procedimento ablativo - avendo pertanto natura negoziale pubblica - nel senso che le pattuizioni in esso contenute si connotano come atti integrativi del procedimento stesso, ma sono tuttavia condizionate alla sua conclusione, cioè alla stipulazione di una cessione volontaria o all'emanazione del decreto di esproprio, i quali realizzano il trasferimento della proprietà dal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to all'espropriante. 2) Ne consegue che, qualora tali condizioni manchino la procedura espropriativa non si perfeziona e si ha la caducazione degli accordi e degli atti compiuti nella sua pendenza. E l'intervenuto accordo sulla determinazione dell'indennizzo non toglie all'accettante la possibilità di far valere eventuali illegittimità della procedura espropriativa e/o di richiedere la determinazione giudiziale dell'indennità di occupazione (Cass. 6867/2009; 6009/2003; 11864/2001); 3) Per converso,consolidatosi l'accordo amichevole in forza del contratto di cessione o dell'adozione del decreto di espropriazione, una volta che l'indennità provvisoria sia stata accettata o concordata attraverso il negozio suddetto, la misura dell'indennità diviene definitiva e non più contestabile (Cass. 13415/2008; 19671/2006; 10789/2003; 6303/2003); e resta così precluso il ricorso al rimedio della sua determinazione giudiziale attraverso la proposizione dell'opposizione alla stima di cui agli artt. 19 e 20 della Legge (salva la possibilità di intentare un ordinario giudizio di cognizione dinanzi al giudice di primo grado diretto a contestare la validità dell'accordo circa la misura dell'indennità per farne accertare l'eventuale nullità, ann... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...224; o rescindibibilità).»

Sintesi: Il giudizio di determinazione dell'indennità di espropriazione e di occupazione postula la sussistenza del presupposto, costituito dalla mancanza di un'accettazione della stima provvisoria.

Estratto: «Tanto premesso, si deve dare continuità all'insegnamento di questa corte - richiamato dalla parte ricorrente ed esposto in altro giudizio svoltosi tra le medesime parti (Cass. 23 gennaio 2004 n. 1145) - che, in materia di espropriazione per pubblica utilità, il giudizio di determinazione dell'indennità di espropriazione e di occupazione postula, in base alla lettera ed alla ratio della norma richiamata, che ne sussista il presupposto, costituito appunto dalla mancanza di una accettazione della stima provvisoria, la cui presenza è da considerarsi invece implicita nella relativa richiesta di pagamento, determinando la preclusione del diritto alla maggiore indennità. A diversa conclusione non possono indurre le considerazioni svolte nelle difese della resistente, la quale; sostiene che la sua richiesta di decreto ingiuntivo, per il pagamento dell'80% che le spettava per legge, non aveva il significato di accettazione di un'indennità provvisoria, che fino a quel momento non le e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ppure offerta. Occorre al riguardo muovere dalla formulazione della norma da applicare (L. 3 gennaio 1978, n. 1, art. 23, comma 2, come sostituito dalla L. 29 luglio 1980, n. 385, art. 7), per la quale "un acconto pari all'80 per cento delle indennità di espropriazione e di occupazione d'urgenza, previste dalla normativa in vigore, anche se determinate a titolo provvisorio, deve essere corrisposto, entro 60 giorni dalla immissione nel possesso del suolo oggetto del procedimento espropriativo, in attesa del provvedimento autorizzativo al pagamento diretto o della stipulazione dell'atto di cessione volontaria, dagli enti, aziende e amministrazioni, in favore degli aventi diritto che dichiarino, nei modi o nelle forme di cui alla L. 4 gennaio 1968, n. 15, art. 4, che l'immobile, oggetto del procedimento espropriativo, è nella loro piena e libera proprietà". Il dettato normativo non lascia dubbi sul fatto che il diritto soggettivo al conseguimento diretto dell'80% delle indennità di espropriazione e di occupazione di urgenza, le quali secondo la procedura ordinaria dovrebbero essere depositate presso la Cassa depositi e prestiti, avviene sulla base della definizione consensuale del procedimento di determinazione dell'indennità. Ciò ha luogo, i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ot;in attesa del provvedimento autorizzativo al pagamento diretto o della stipulazione dell'atto di cessione volontaria"; dove la stipulazione della cessione volontaria costituisce un modo alternativo, rispetto alla determinazione giudiziaria, dell'indennità di espropriazione, basata sul consenso dell'espropriando; mentre il provvedimento concernente il pagamento diretto è quello contemplato dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 12, avente ad oggetto le indennità determinate in via provvisoria che siano state accettate; pagamento che di regola richiede il nulla osta prefettizio (L. n. 865 del 1971, art. 12, u.c.), mentre in questo caso può essere eseguito, limitatamente all'80%, sulla base della sola dichiarazione fatta dagli espropriandi sotto la loro responsabilità. La norma, riferendosi alle indennità di espropriazione e di occupazione d'urgenza "previste dalla normativa in vigore", non postula che di esse vi sia stata già una determinazione amministrativa in via provvisoria, ma esplicitamente prevede che possa farsi luogo al pagamento diretto, nella percentuale prevista, delle indennità, "anche se" determinate a titolo provvisorio. Donde l'ininfluenza della circostanza che nella fattispecie le indennità n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...state ancora offerte. In sintesi va detto che la norma in esame prevede, a beneficio degli espropriandi che addivengono ad una determinazione non contenziosa delle indennità loro spettanti, un pagamento in tempi brevi dell'80% del loro credito, in forza di una procedura semplificata e che non richiede il nulla osta prefettizio; e che la decisione di beneficiare di queste agevolazioni nel conseguimento del pagamento in acconto, configurabile come diritto soggettivo, da parte degli espropriandi, è incompatibile con la riserva di far valere ulteriori pretese in ordine all'indennità, implicando di diritto l'accettazione dell'indennità che l'espropriante è disposto a pagare. Di qui l'irrilevanza di ogni indagine soggettiva sulla volontà di coloro che si sono avvalsi della facoltà di beneficiare del pagamento previsto dalla norma in esame; e la conseguente preclusione di una successiva azione volta ad ottenere un diversa determinazione delle indennità in via giudiziaria.»



 
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