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Dismissione di beni pubblici e diritto di prelazione degli Enti territoriali e del MIBAC

Per equilibrare le esigenze dello Stato venditore e gli interessi delle amministrazioni locali, in sede di dismissione di beni pubblici, è riconosciuto in via prioritaria ai Comuni, e quindi alle Province e alle Regioni, il diritto di preferenza sugli immobili, favorendone l'acquisto al valore base piuttosto che al prezzo risultante dall'asta.

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titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2017
pagine: 2105 in formato A4, equivalenti a 3578 pagine in formato libro
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CATEGORIA TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> PRELAZIONE E RETRATTO --> DEGLI ENTI TERRITORIALI

Le alienazioni di beni pubblici di cui all'art. 3 della L. n. 662 del 1996 non sono dotate di particolarità tali da richiedere una deroga alla disciplina legislativa dettata in punto di trasferimento di beni culturali tra enti pubblici.

In sede di dismissione di beni pubblici, al fine di contemperare le esigenze dello Stato venditore con gli interessi delle amministrazioni locali, da un lato è prevista la stipula di accordi di programma con i Comuni, onde consentire a tali Enti di perseguire le politiche locali di gestione del territorio urbano, dall'altro è riconosciuto in via prioritaria ai Comuni, e quindi alle Province e alle Regioni, il diritto di preferenza sugli immobili di cui trattasi, favorendone l'acquisto al valore base stimato e approvato ai sensi dell'art. 3, comma 112, lett. c), anziché al prezzo risultante all'esito dell'asta, come è nella disciplina generale.

La disciplina della procedura di dismissione ex art. 3, commi 112 e 113, della legge nr. 662 del 1996 è speciale rispetto a quella prevista nelle leggi a tutela del patrimonio storico-artist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... conseguenza che, in occasione della procedura di dismissione ivi contemplata, gli enti territoriali non possono esercitare la prelazione disciplinata dall'art. 62, comma 2, del d.lgs. nr. 42 del 2004.

La disciplina della procedura di dismissione di beni pubblici di cui alla legge nr. 662 del 1996 prevale su quella dettata per la tutela della Città di Venezia dall'art. 5 della legge nr. 360 del 1991, con la conseguenza che anche il Comune di Venezia potrà esercitare il proprio diritto di prelazione solo prima dell'asta pubblica.

L'esistenza della prelazione riservata agli enti territoriali dall'art. 1, comma 437, legge 311/04, nel testo antecedente alla legge 191/09, dipende dal valore dei beni: la dispozione infatti esclude il diritto in questione per l'alienazione di beni di valore fino a € 100.000, lo prevede sempre per l'alienazione di beni di valore pari o superiore a € 250.000 e lo esclude, per l'alienazione di beni di valore compreso tra 100.000 e 250.000 Euro, se il bene viene ceduto a trattativa privata dopo che l'asta pubblica è andata deserta.

L'obbligo di esercitare la prelazione di cui all'art. 3, comma 436, legge 311/04, nel testo antecedente alla legge 191/09, sin dal momento in cui viene manife... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lontà di alienare i beni, corrispondendo, nel caso di acquisto da parte dell'ente locale, il valore base, non può che valere per i soli beni di valore superiore ai 250.000 Euro.

Per i beni di valore compreso tra 100.000 e 250.000 Euro, il diritto alla prelazione di cui all'art. 3, comma 436, legge 311/04, nel testo antecedente alla legge 191/09, non potrà essere fatto valere che solo a seguito dell'esito della gara pubblica: nel caso in cui questa sia andata deserta, il diritto di prelazione non potrà essere esercitato, nel caso in cui, invece, siano state presentate delle offerte, il procedimento di aggiudicazione definitiva della vendita non potrà che essere sospeso, comunicando al Comune il provvedimento di aggiudicazione provvisoria, al fine di consentire allo stesso di esercitare il proprio diritto di prelazione, acquistando il bene al valore dello stesso determinato dall'Agenzia del demanio.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> PRELAZIONE E RETRATTO --> DEL MINISTERO B. E A. CULTURALI

L'errore particolarmente esiguo nell'indicazione numerica del prezzo da pagare per esercitare il diritto potestativo di prelazione, in presenza di costante riferimento al prezzo di ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e e non a quello a base d'asta, è da qualificarsi come errore imputabile a svista e per ciò, usando terminologia civilistica, come errore ostativo facilmente riconoscibile e del tutto irrilevante (cioè non essenziale), come tale soggetto solo a correzione.

La previsione di nullità degli atti compiuti in violazione del diritto di prelazione ex artt. 30 e 31 della L. n. 1089 del 1939 non è applicabile all'usucapione, che attiene agli effetti di un possesso protrattosi per un ventennio e non ad un atto giuridico.

L'esercizio della prelazione di cui agli artt. 58 e 59 d. lgs. 490/1999 è legittimo ancorché abbia ad oggetto soltanto alcune delle quote di proprietà indivisa.

Oggetto costante della denuncia e della prelazione è la disposizione del diritto in tutto o in parte con riguardo cioè alla titolarità piena e con riguardo alla contitolarità del titolo sulla cosa riconosciuta di particolare interesse a fini culturali: per ciò che attiene ai beni immobili, oggetto di denuncia e di relativa prelazione sono indifferentemente l'appartenenza esclusiva del bene e la co-appartenenza rappresentata dal coincidere di situazioni soggettive di contenuto ident... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gurata dalla quota del partecipante alla comunione, come definita dall'art. 1101 c.c..

Non è estranea all'ordinamento la sottoposizione del medesimo bene a due diversi regimi giuridici, di cui uno demaniale e l'altro privatistico, che si realizza con la comunione tra Stato e privato: l'elasticità cui è improntato il diritto di proprietà che lo stesso ordinamento sceglie al fine di non lasciare mai che una serie definita di facoltà e di poteri esercitabili sulla cosa sia lasciata vacante non esclude l'esercizio sullo stesso bene di potestà di natura diversa ferma restando la loro compatibilità con la destinazione e la vocazione naturale dello stesso.

Non è privo di motivazione l'acquisto di beni culturali, ancorché di sole quote parti, perché trova ampia giustificazione in un più generale intento di restituire alla pubblica fruizione un bene considerato di considerevole rilievo artistico-culturale.

Oggetto della denuncia e della prelazione di beni culturali è la disposizione del diritto in tutto o in parte, con riguardo cioè alla titolarità piena e con riguardo alla contitolarità del titolo sulla cosa riconosciuta di particolare int... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ni culturali: per ciò che attiene ai beni immobili, oggetto di denuncia e di relativa prelazione sono indifferentemente l'appartenenza esclusiva del bene e la co-appartenenza rappresentata dal coincidere di situazioni soggettive di contenuto identico e configurata dalla quota del partecipante alla comunione, come definita dall'art. 1101 c.c..

La facoltà di prelazione della P.A. su beni di rilievo storico o artistico è un diritto potestativo, ma ciò non incide sul carattere dell'azione amministrativa, che si configura secondo il noto schema norma-potere-effetto, retto dal principio di legalità, essendo detto asserito diritto il postulato di una posizione di supremazia speciale, e non già di una relazione di stampo privatistico.

Ai fini dell'esercizio del diritto di prelazione sui beni storico-artistici è sufficiente che l'atto sia consegnato entro il termine perentorio prescritto dall'art. 61 D. Lgs. 42/2004 ed è, invece, irrilevante il momento in cui l'atto perviene al destinatario: non può infatti discendere un effetto di decadenza dal ritardo nel compimento di un'attività riferibile non al notificante, ma a soggetti diversi e perciò del tutto estranea alla sfera di dispon... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; del primo.

Il provvedimento di esercizio del diritto di prelazione sui beni storico-artistici può essere portato a conoscenza degli interessati in qualsiasi forma idonea allo scopo di concretare in capo agli interessati la conoscenza dell'atto, e pertanto anche tramite la fotocopia via fax trasmessa dal Ministero alla Soprintendenza dei beni archeologici.

Nel procedimento disciplinato dagli artt. 59 e ss. D. Lgs 42/2004, la notificazione del decreto ministeriale di esercizio del diritto di prelazione riveste la sola funzione di portare le parti private a conoscenza della volontà dell'Amministrazione di avvalersi della facoltà di acquisire il bene al Demanio statale, senz'altro effetto traslativo della proprietà del medesimo, già intervenuta con l'emanazione del decreto ministeriale stesso. Da ciò consegue che l'efficacia della comunicazione deve ritenersi perfezionata con l'entrata del provvedimento nella sfera di conoscibilità del destinatario, indipendentemente dal mezzo adoperato che degrada a sola fonte di prova dell'intervenuta conoscenza nei termini di legge.

La denuncia alla Soprintendenza del trasferimento di un bene culturale ai sensi e per gli effetti dell'esercizio del di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...elazione costituisce rinuncia agli effetti dell'usucapione.


 
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