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I Piani di utilizzo delle aree demaniali marittime nella Regione Sicilia

Nella Regione Sicilia, la deliberazione comunale di adozione del piano di utilizzo del demanio marittimo consiste in una mera proposta, priva di alcun carattere vincolante fino all'adozione definitiva. Questo comporta, quale conseguenza, la necessità di far sottoscrivere al concessionario una clausola in base alla quale egli si impegna ad adeguare la propria struttura alle previsioni dell'adottando Piano.

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titolo:IL CODICE DEL DEMANIO MARITTIMO, FLUVIALE E LACUALE
anno:2018
pagine: 4005 in formato A4, equivalenti a 6808 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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Avvocato

Sintesi: Nella Regione Sicilia, la deliberazione comunale di adozione del piano di utilizzo del demanio marittimo consiste in una mera proposta, rispetto alla quale la competente Amm.ne regionale potrebbe addivenire o meno ad approvazione.

Estratto: «La L.R. 15/2005, all'art.4 , prevede che le attività di utilizzo del demanio marittimo possono essere esercitate e autorizzate solo in conformità alle previsioni di appositi piani di utilizzo delle aree marittime, approvati dall'Assessorato Regionale del Territorio e dell'Ambiente su proposta dei Comuni costieri.Il piano di utilizzo delle aree demaniali marittime individua le modalità di utilizzo del litorale marino e ne disciplina gli usi sia per finalità pubbliche, sia per l'esercizio di attività rimesse alla libera iniziativa e regolamentate mediante rilascio di concessioni demaniali marittime in conformità alle vigenti disposizioni in materia di pubblico demanio marittimo.Al fine di fornire alle amministrazioni comunali interessate tutte le indicazioni necessarie per la redazione dei piani di utilizzo delle aree demaniali marittime, la Regione Siciliana ha adottato apposite linee-guida per la redazione dei P.U.D.M. con il Decreto Assessorile 25 maggio 2006, mod... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ntegrato dal Decreto Assessorile Decreto Assessorile 4 luglio 2011.I P.U.D.M. redatti secondo i criteri contenuti nelle linee guida vengono presentati dai comuni al dipartimento regionale dell'ambiente , il quale, dopo una preliminare valutazione, individua gli enti da interessare ai fini dell'approvazione ed acquisisce i necessari pareri (Capitaneria di porto territorialmente competente, Soprintendenza BB.CC.AA., Agenzia delle dogane, Genio civile regionale, Dipartimento regionale urbanistica, Dipartimento regionale del turismo, Soprintendenza del mare nonché, eventualmente, Dipartimento dell'ambiente – Servizio V.A.S.V.I.A, Dipartimento dell'ambiente – Servizio Difesa del suolo, Enti gestori aree marine protette, Enti parco, Enti gestori riserve naturali, altri enti territorialmente competenti che possano avere a vario titolo competenza nell'espressione di pareri ed autorizzazioni).All'esito dell'istruttoria sulla proposta comunale, il P.U.D.M. è approvato con decreto dell'Assessore Ambiente e Territorio ovvero restituito al comune, con le relative osservazioni, per la sua rielaborazione; in detta ultima ipotesi il comune, entro trenta giorni dalla sua restituzione, rielabora il P.U.D.M. secondo le prescrizioni e/o le osservazioni dettate dall'ARTA e,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... inosservanza, l'Assessore può nominare un commissario ad acta.Secondo l'inequivoco disposto normativo, dunque, la deliberazione comunale consiste in una mera proposta, rispetto alla quale la competente Amm.ne regionale potrebbe addivenire o meno ad approvazione, e d'altra parte in assenza di qualsiasi disposizione che possa anticipare alla fase propositiva un qualsiasi effetto vincolante, non può in alcun modo ritenersi che la deliberazione consiliare impugnata abbia efficacia lesiva.Né si attaglia alla fattispecie il richiamo operato dal ricorrente della Giurisprudenza in materia di strumenti urbanistici, ove, come è noto, le misure di salvaguardia operanti fin dall'adozione dei piani ne giustificano l'immediata impugnabilità.D'altra parte, le citate linee guida confermano che, ai sensi dell'art. 4 della L.R. 15/2005, nelle more dell'approvazione dei piani di utilizzo, nuove concessioni demaniali marittime potranno essere rilasciate previa sottoscrizione di apposita clausola, con la quale il concessionario si impegni ad adeguare la propria struttura alle previsioni del piano nei modi e nei termini in cui sarà approvato dall'ARTA: dunque, viene consentito il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime, nelle more della redazione e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one dei piani, imponendo la prevalenza delle previsioni contenute nei piani di utilizzo regolarmente approvati, non certo delle indicazioni contenute nelle proposte comunali.Di conseguenza nessuna efficacia immediatamente lesiva, né tanto meno implicita revoca della c.d.m., consegue alla deliberazione consiliare impugnata, sulla cui legittimità non potrebbe, peraltro, pronunciarsi questo Giudice, onde non anticipare e sovrapporre le proprie valutazioni a quelle di competenza dell'Ass.to Reg.le.Ne consegue, come già detto, l'inammissibilità del ricorso introduttivo.»

Sintesi: Un agglomerato edilizio medio tempore eventualmente sorto in aree non rientranti al momento della entrata in vigore della l.r. Sicilia n. 78/1976 nel regime delle eccezioni previste ex art. 15, è da ritenere a tutti gli effetti abusivo, insanabile, e non legittima interventi classificatori volti a far rientrare dette aree nel regime delle eccezioni summenzionato.

Estratto: «Anche la terza censura risulta destituita di fondamento.Ritiene il Collegio sul punto di dover richiamare l'arresto giurisprudenziale di questo Tribunale Amministrativo, di cui alla condivisibile sentenza n.2922/2004 del 22/12/2004, confermata in seconde c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....A., Sez. Giurisdizionale, giusta sentenza n.695/2006.Costituisce innanzitutto punto non controverso della presente questione il fatto che le opere abusive per cui è causa siano state realizzate nel periodo compreso tra Agosto e Settembre del 1980 (quanto al primo corpo di fabbrica) e tra Marzo e Aprile 1983 (relativamente alla restante parte: in periodo quindi abbondantemente successivo a quello di entrata in vigore dell'art.15 l.r. 78/1976 impositivo di un vincolo di inedificabilità assoluta nell'ambito della fascia dei 150 metri dalla linea della battigia.Ebbene, non conducente risulta il richiamo all'art.13 L.47/1985 (oggi trasfuso nell'art.36 D.P.R. 380/2001) in combinato disposto con la nuova previsione del P.R.G. approvato con Decreto n.485 del 05/05/2003 con l'art.45 delle relative norme di attuazione.Il legislatore regionale, ex art. 2 della l.r. n. 15/1991 (disposizione quest'ultima di natura interpretativa e rivestente portata retroattiva, secondo un orientamento giurisprudenziale che costituisce ormai jus receptum) ha statuito, al co.III, che "Le disposizioni di cui all' articolo 15, primo comma, lettere a, d, ed e della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78 devono intendersi direttamente ed immediatamente efficaci anche nei confronti dei privati. Esse ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi". Con la sentenza n.2922/2004 questo Tribunale Amministrativo si è interrogato sul significato che può correttamente attribuirsi all'inciso della predetta norma. Dopo aver ripercorso la ratio della norma, questo Tribunale è quindi giunto ad affermare che la disposizione contenuta al co.III del citato art. 2 della l.r. n. 15/1991 assume un significato compiuto e non tautologico solo se la stessa viene connessa con il regime delle eccezioni contenute nel co. I dell'art. 15 della legge regionale n. 78/1976. Per tale via, in altri termini, il legislatore regionale ha voluto imporre "un penetrante limite alla potestà pianificatoria delle autorità amministrative, con riguardo alle aree insistenti nella zona costiera, impedendo che le eccezioni al divieto di inedificabilità (non a caso fisicamente determinato già a livello di normazione primaria all'interno dei 150 metri dalla fascia della battigia) possano risentire della «frontiera mobile» rappresentata dalla eventuale sopravvenuta classificazione delle aree…".Tale interpretazione della norma appare ancora condivisibile perché evita l'utilizzo elusivo della potestà pianifi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... comuni dispetto al divieto tassativo di edificabilità nelle zone ex lege dichiarate inedificabili: una differente interpretazione porterebbe, come nel caso in specie, a frustrare la voluta legis la "nuova" classificazione di un'area di che trattasi. Come precisato nella sentenza n.2922/04 cit. occorre invero considerare che "secondo le prescrizioni di cui alla surrichiamata disposizione di legge (e di quella interpretativa di cui alla l.r. n. 15/1991) ed il chiaro dettato dell'art. 23 della l.r. n. 37/1985 le costruzioni medio-tempore effettuate in detta area debbano considerarsi (non soltanto abusive ma anche) escluse dal regime di sanabilità, il che porta alla considerazione che non risulta decisivo il dato formale della attuale classificazione dell'area ……." . Oggi come allora non può che concludersi che "l'eventuale edificazione di un'area che al momento della entrata in vigore della legge n. 78/1976 non rientrava nelle tassative eccezioni al divieto di inedificabilità non può avere l'effetto di legittimare, ex post, la diversa classificazione dell'area, e, quindi, indirettamente, di consentire l'ulteriore attività edificatoria" mercé una nuova previsione urbanistica del territorio effettuata per aggirare la dis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...colistica prevista ex lege n. 78/1976 facendo riferimento unicamente alla situazione "abusiva" esistente in via di mero fatto.Ed è quello che invero è accaduto nel caso di specie, con l'approvazione del nuovo strumento urbanistico generale del Comune di Trappeto, di cui al Decreto 485 del 05/05/2005, con il quale, anche è stata introdotta per l'area in questione la qualificazione di zona Ft-1 "zona degli insediamenti turistico ricettivi esistenti", così mal celandosi un intendo di "sanatoria" non coerente con il dato vincolistico: Un agglomerato edilizio medio tempore eventualmente sorto in aree non rientranti al momento della entrata in vigore della legge n. 78/1976 nel regime delle eccezioni previste ex art. 15, è quindi da ritenere a tutti gli effetti abusivo, insanabile, e non legittima interventi classificatori volti a far rientrare dette aree nel regime delle eccezioni summenzionato (sempre T.A.R. Palermo, Sez.I, sent.2922/2004 cit.).Alla stregua delle considerazioni che precedono, correttamente quindi il Comune di Trappeto, indipendentemente dalle nuove previsioni di P.R.G., ha ritenuto non ammissibile a sanatoria il fabbricato di che trattasi ostandovi il ben più pregante e non derogabile dato normativo costituito dall'ert. 15 co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l.r. 76/1978, risultando non contestabile che gli abusi sono stati realizzati dopo l'entrata in vigore della norma, nel lambito dei 150 metri dalla linea della battigia e in un momento in cui la destinazione urbanistica dei luoghi non rientrava nelle "deroghe" previste dallo stesso art.15 cit.»

Sintesi: Nella Regione Sicilia le linee guida per la redazione dei piani di utilizzo delle aree demaniali marittime non hanno carattere vincolante fino all'adozione dei detti piani, con conseguente necessità di provvedere nelle more al rilascio delle concessioni alla stregua dei criteri attuali, sia pure previa sottoscrizione di apposita clausola con la quale il concessionario si impegna ad adeguare la propria struttura alle previsioni del futuro ed adottando piano.

Estratto: «Il ricorso è fondato sotto il profilo della violazione dell'art. 4 della legge regionale 15/05 e del punto 6 del Decreto Assessoriale contenente le linee guida per la redazione dei piani di utilizzo delle aree demaniali marittime.Da entrambe queste disposizioni, peraltro di diversa natura normativa, si evince la non vincolatività delle predette linee guida fino all'adozione dei detti piani, con conseguente necessità di provvedere nelle more... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o delle concessioni alla stregua dei criteri attuali, sia pure previa sottoscrizione di apposita clausola con la quale il concessionario si impegna ad adeguare la propria struttura alle previsioni del futuro ed adottando piano.»



 
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