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Opere edilizie: impianti energetici da fonti rinnovabili

Il manufatto costituito da un impianto fotovoltaico recintato da un muretto in calcestruzzo e dalla relativa palificazione è qualificabile come nuova edificazione necessitante dell’apposito titolo edilizio.

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titolo:OPERE ED INTERVENTI EDILIZI
anno:2016
pagine: 1508 in formato A4, equivalenti a 2564 pagine in formato libro
formato: pdf  
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€ 30,00

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L'attività consistente in lavori di manutenzione ordinaria tesi ad un ammodernamento impiantistico - tecnologico di apparecchiature tecniche, senza alcuna modifica dell'aspetto figurale e strutturale degli impianti è esonerata dall'autorizzazione unica di cui all'art. 12 D.M. n. 387/2003 in quanto assoggettata a D.I.A. dall'art. 11.5 del Decreto Ministeriale 10 settembre 2010, recante le Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, che, a tal proposito, così recita: "sono soggette a D.I.A. le opere di rifacimento realizzate sugli impianti fotovoltaici ed eolici esistenti che non comportano variazioni delle dimensioni fisiche degli apparecchi, della volumetria delle strutture e dell'area destinata ad ospitare gli impianti stessi, né delle opere connesse".

L'impianto fotovoltaico privo di autorizzazione paesaggistica non può essere qualificato come opera di pubblica utilità, indifferibile e urgente, atteso che l'art. 12 d.lgs. n. 387-2003 attribuisce tale qualificazione solo alle opere "autorizzate ai sensi del comma 3", vale a dire solo a quelle che già abbiano ottenuto l'autorizzazione unica, la quale sconta l'avvenuta verifica del rispetto delle norm... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico (e che costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico).

Il provvedimento di ammissione alle tariffe incentivanti per i grandi impianti fotovoltaici ha valenza ricognitiva e non costitutiva del diritto all'acquisto del diritto all'incentivo.

L'impianto fotovoltaico recintato da un muretto in calcestruzzo e dalla relativa palificazione, per un'altezza di due metri e mezzo, costituisce un'opera edilizia di nuova edificazione, per cui sconta la verifica della conformità alle norme urbanistico-edilizie vigenti nel Comune (e in particolare, nella specie, la strumentalità dell'opera alla coltivazione del fondo).

Il manufatto costituito da un impianto fotovoltaico recintato da un muretto in calcestruzzo e dalla relativa palificazione è qualificabile come nuova edificazione necessitante dell'apposito titolo edilizio.

La collocazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, sostanzialmente equiparabile ad un impianto industriale, in zona destinata agricoltura incide sull'andamento dell'attività agricola, influendo sui prezzi dei terreni ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o le normali sinergie che devono crearsi fra gli imprenditori attivi nella stessa zona omogenea.

Il termine di conclusione del procedimento di autorizzazione unica ex art. 12 d.lgs. n. 387 del 2003, non inizia a decorrere se la documentazione allegata all'istanza non corrisponde alle previsioni legali e se le pertinenti richieste di integrazione formulate dall'Amministrazione non trovano adeguato riscontro. La conferenza dei servizi prevista dall'art. 12 d.lgs. n. 387/2003 è infatti un modulo di semplificazione procedimentale che va tempestivamente attivato solo se l'istanza da esaminare possieda i requisiti minimi di ammissibilità.

La qualità di pubblico interesse e di pubblica utilità riconosciuta, in via generale, all'utilizzazione delle fonti di energia di cui al comma 3 dell'art. 1 della legge n. 10 del 1991 (quali il sole, il vento, l'energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici o di prodotti vegetali) è intrinsecamente collegata alle relative opere a tal fine necessarie, dichiarate pertanto indifferibili ed urgenti ai fini dell'applicazione delle leggi sulle opere pubbliche (comma 4 dell'art. 1 della legge n. 10 del 1991).

La cost... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'esercizio di impianti per l'energia da fonti rinnovabili sono attività economiche non riservate agli Enti locali, non soggette a regime di privativa, che non rientrano nella nozione di servizio pubblico locale, di cui agli artt. 112 e ss. del d. lgs. 18 agosto 2000 n. 267.

Se la costruzione e l'esercizio di impianti fotovoltaici finalizzati alla produzione di energia elettrica non possono essere sussunti nella categoria del "servizio pubblico", si tratta comunque di attività qualificate espressamente dal legislatore come "di pubblico interesse e di pubblica utilità".

La produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici (e in generale da fonti rinnovabili) non può essere considerata alla stregua di qualsiasi bene commerciabile in una economia di libero mercato in relazione ai ripetuti interventi legislativi diretti alla regolamentazione del relativo mercato, attraverso la determinazione di tariffe incentivanti e di prezzi minimi garantiti.

La lievitazione dei costi di gestione degli impianti fotovoltaici (tra i quali debbono essere inclusi anche quelli relativi al trasporto della energia prodotta) non può che ripercuotersi, nel lungo periodo, sugli utenti fin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nergia elettrica prodotta, con conseguente elusione della finalità cui è preordinato il regime concessorio differenziato previsto dall'art. 63 comma 2, lett. f), del d.lgs. n. 446/1997 e s.m.i.

È costituzionalmente illegittima la disposizione della legge regionale che preveda un divieto arbitrario, generalizzato e indiscriminato di localizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, specie nell'ipotesi in cui tali aree siano state individuate senza una adeguata e preventiva istruttoria che tenesse conto dei diversi interessi coinvolti, come previsto dalle "Linee Guida" approvate con D.M. 10 settembre 2010, e sia stata interdetta l'installazione di ogni tipo di impianto alimentato da fonte di energia alternativa, indipendentemente dalla sua tipologia o potenza.

Il legislatore regionale non può procedere autonomamente all'individuazione dei siti nei quali non è consentita la costruzione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, potendo ciò avvenire solo sulla base delle linee guida nazionali di cui al D.M. 10 settembre 2010, la cui adozione è ispirata al principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni.

Il decreto 10 s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...10 del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro per i beni e le attività culturali, recante «Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili», contiene norme finalizzate a disciplinare, in via generale ed astratta, il procedimento di autorizzazione alla installazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, alle quali sono vincolati tutti i soggetti, pubblici e privati, coinvolti nell'attività in questione, con la conseguenza che ha natura regolamentare.

È illegittima la misura del sostanziale blocco generalizzato (tranne alcune eccezioni) di tutto il settore dell'energia eolica.

Il settore dell'energia eolica è caratterizzato dalla compresenza di molteplici interessi, pubblici e privati, aventi tutti dignità costituzionale: da un lato la tutela del paesaggio, dall'altro la tutela dell'ambiente, della salute, dello sviluppo sostenibile e dell'iniziativa economica privata che si intendono perseguire mediante lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili e non inquinanti quali anche l'energia eolica.

È ill... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... delibera regionale che dispone la procedibilità delle sole domande che hanno già ultimato positivamente la procedura di V.I.A, determinando un sostanziale e generalizzato quanto illegittimo blocco della installazione di impianti eolici nel territorio regionale.

La legge statale assoggetta l'installazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili di energia ad una disciplina generale caratterizzata da un procedimento che si conclude di norma con il rilascio di una autorizzazione unica.

L'aumento della soglia di potenza per la quale, innalzando la capacità rispetto ai limiti di cui alla tabella A allegata al d.lgs. n. 387 del 2003, la costruzione dell'impianto risulta subordinata a procedure semplificate, è stato ritenuto illegittimo, in quanto l'individuazione di maggiori soglie di capacità di generazione degli impianti energetici da fonti rinnovabili e di caratteristiche dei siti di installazione, per i quali si proceda con procedure semplificate, possono essere individuate solo con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza unificata, senza che la Regione possa provvedervi autonoma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...>
Sono incostituzionali le norme regionali che prevedono aree non idonee all'installazione degli impianti eolici e i criteri per individuare le suddette zone: l'indicazione da parte delle Regioni dei luoghi ove non è possibile costruire i suddetti impianti può avvenire solo a seguito della approvazione delle linee guida nazionali per il corretto inserimento degli impianti eolici nel paesaggio da parte della Conferenza unificata ex art. 12, co. 10, d. lgs. 387/2003.

È incostituzionale la norma regionale che subordini la costruzione di impianti di produzione di energia alternativa alla necessaria previa adozione da parte dei Comuni di uno specifico strumento di pianificazione.

Diversamente dagli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili sono da considerare ontologicamente compatibili con le zone classificate come agricole.

La localizzazione di un impianto eolico non richiede la destinazione industriale dell'area e non incontra preclusioni nelle destinazioni urbanistiche, salvo che non si tratti di impianti ad alto impatto ambientale o paesaggistico.

L'art. 12, co. 10, d.lgs. 387/2003 non con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Regioni di provvedere autonomamente alla individuazione di criteri per il corretto inserimento nel paesaggio degli impianti alimentati da fonti di energia alternativa.

La mancanza di linee guida nazionali, assunte secondo modalità informate al principio di leale collaborazione, preclude alle Regioni di procedere ad una autonoma individuazione dei criteri generali o delle aree e siti non idonei alla localizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il legislatore regionale non può prevedere soglie massime di produzione di energia da fonti rinnovabili sul suo territorio, in tal modo, pone una disciplina che opera in modo diametralmente opposto rispetto alle norme internazionali (Protocollo di Kyoto, ratificato e reso esecutivo con legge 120/2002) e comunitarie (art. 3 direttiva n. 2001/77/CE) le quali, nell'incentivare lo sviluppo delle suddette fonti di energia, individuano soglie minime di produzione che ogni Stato si impegna a raggiungere entro un determinato periodo di tempo.

È costituzionalmente illegittima la disposizione regionale che vieta la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica in determinate parti del territorio region... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...osi riconoscere prevalente risalto al profilo afferente alla gestione delle fonti energetiche in vista di un efficiente approvvigionamento presso i diversi ambiti territoriali rispetto a profili di tutela ambientale o paesaggistica.

In base ai principi posti dall'art. 12 commi 3 e 4 D.L. vo n. 387/2003, la costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, richiedono un'autorizzazione unica, a seguito di un procedimento al quale partecipano tutte le Amministrazioni interessate, mediante conferenza dei servizi; in tal modo, le determinazioni delle amministrazioni interessate, devono essere espresse solo in quella sede, così da assicurare l'unicità del procedimento, mediante il coordinamento dei vari interessi pubblici, rilevanti per l'autorizzazione unica finale.

Pur ad ammettere la natura perentoria del termine di 180 giorni previsto dall'art. 12, comma 4, ultimo periodo, D.L. vo 29 dicembre 2003, n. 387, per la conclusione del procedimento finalizzato al rilascio dell'autorizzazione unica alla costruzione di impianti di energia eolica e decorrente dalla data della presentazione della relativa domanda, decisivo è il rilievo che il termine in questione &egrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssato dal Legislatore nell'esclusivo interesse del richiedente l'autorizzazione, sicché è solo questi che può pretenderne il rispetto e lamentarsi del suo mancato rispetto, mentre analogo interesse non ha il soggetto espropriando.

Il riferimento alle "Amministrazioni interessate", contenuto nell'inciso del primo periodo del comma 4 dell'art. 12 del D.L. vo n. 387 del 2003, riguarda testualmente la partecipazione al procedimento autorizzatorio nel suo complesso e non alla conferenza dei servizi decisoria convocata per l'assunzione della determinazione finale, in relazione alla quale, l'individuazione delle Autorità chiamate ad esprimere la loro decisione rimane regolata dalla disposizione di cui all'art. 14 della L. n. 241/1990 che circoscrive la legittimazione alla conferenza decisoria alle sole amministrazioni cui spetti per legge esprimere, sull'oggetto del procedimento, "intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati".



 
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