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Legittimazione ad indennità e risarcimento del danno per le occupazioni legittime ed illegittime


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2018
pagine: 978 in formato A4, equivalenti a 1663 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 30,00

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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

Estratto: «2. Infondata è pure l'eccezione sollevata dal Comune convenuto in ordine alla legittimazione attiva del Pa., avendo questi dichiarato di essere il proprietario del fondo oggetto dell'occupazione di cui trattasi e tanto bastando a ritenerlo legittimato a far valer in giudizio il diritto ad ottenere il pagamento dell'indennità in questione, concernendo il merito della controversia l'ulteriore questione dell'effettiva titolarità da parte dell'attore di tale diritto, che, comunque, deve risolversi positivamente, avendo il medesimo attore documentalmente provato di aver ricevuto in donazione il predetto fondo da Si.Pa. mediante atto pubblico rogato dalla Dr.ssa Gi.Te., Notaio in Avellino, il 26 agosto 1981.»

Sintesi: Solo colui che al momento dell'occupazione è proprietario del fondo, è legittimato a chiedere le indennità ed il risarcimento del danno per le occupazioni legittime ed illegittime, anche se abbia poi alienato il bene, non potendo tali diritti considerarsi trasmigrati ai terzi acquirenti.

Estratto: «Peraltro, gli attori stessi, avendo acquistato il fondo oggetto di causa soltanto nel 1992, sono legittimati a reclamare indennità e risarcimenti a far data dal me... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isto. Solo infatti colui che al momento dell'occupazione era proprietario del medesimo fondo è legittimato a chiedere le indennità ed il risarcimento del danno perle occupazioni legittime ed illegittime, anche se abbia poi alienato il fondo, non potendo tali diritti considerarsi trasmigrati ai terzi acquirenti. Difettano pertanto di legittimazione attiva alla richiesta di risarcimento danni ed indennità da occupazione gli attori per il periodo antecedente al loro acquisto.»

Sintesi: Legittimato alla domanda di determinazione giudiziale della giusta indennità di espropriazione è il soggetto proprietario del bene espropriato.

Estratto: «2. Passando ad esaminare il merito della domanda, va osservato che non può dubitarsi della legittimazione attiva della Cooperativa attrice (molto genericamente contestata dall'amministrazione convenuta), atteso che essa è stata individuata dallo stesso Ministero come proprietaria del bene da espropriare (di cui risulta intestataria catastale) ed è stata parte del procedimento e destinataria del decreto d'esproprio, il che è sufficiente a legittimarla all'azione, posto che potrà documentare la proprietà del bene in sede di sv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uo;

Sintesi: Il comproprietario del fondo che tale risulti sulla base degli atti del procedimento espropriativo, è legittimato ad agire in opposizione alla stima, non essendo richiesta, in tale tipo di azione, una prova rigorosa della proprietà del fondo oggetto della procedura.

Estratto: «L'attore risulta, infatti, comproprietario del fondo oggetto della procedura dagli atti del procedimento espropriativi e ciò è sufficiente a ritenerlo legittimato ad agire in opposizione, non essendo nelle azioni del tipo di quella in esame richiesta una prova rigorosa della proprietà del fondo oggetto della procedura. Neppure può, poi, ritenersi sussistente un difetto di legittimazione attiva solo parziale per aver chiesto l'attore la condanna della convenuta al pagamento dell'intera indennità dovuta, pur non essendo l'unico proprietario del fondo e pur non avendo indicato la propria quota di proprietà dello stesso. Per insegnamento della giurisprudenza, infatti, in caso di espropriazione di bene indiviso, in sede di opposizione alla stima non è richiesta l'indicazione della quota di spettanza dell'opponente o, in caso di opposizione cumulativa, dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rispettiva spettanza di ciascuno degli opponenti, poiché l'opposizione del singolo comproprietario contro la stima dell'indennità è idonea ad estendere il giudizio alla determinazione dell'intero diritto e quindi all'intera indennità anche a beneficio degli altri comproprietari non opponenti, non avendo l'obbligazione dell'espropriante ed il relativo credito dell'opponente natura parziaria e non essendo perciò configurabile la loro deduzione "pro quota" in giudizio (Cass., sez. un., 26/6/03 n. 10165).»

Sintesi: Le censure in qualche modo involgenti gli aspetti economici della procedura espropriativa, riguardano essenzialmente il proprietario dell'area e non anche (se non in via indiretta) il conduttore.

Estratto: «2.4. È invece inammissibile (in adesione alla corrispondente eccezione della difesa erariale) il quinto mezzo, che attiene alla pretesa incompetenza di Metro C a effettuare la stima dell'indennità ex art. 22-bis d.P.R. n. 327/01, attribuzione a dire dell'istante intestata a Roma Metropolitane ai sensi dell'art. 20 d.P.R. cit. e dell'art. 18 della Convenzione tra il Comune di Roma e quest'ultima società (avente la qualità di "autorità espropr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ensi dell'art. 172 cod. contr. Pubbl.). È evidente, infatti, che il ricorrente non ha alcun interesse a formulare censure in qualche modo involgenti gli aspetti economici della procedura, che riguardano essenzialmente il proprietario dell'area e non anche (se non in via indiretta) il conduttore.»

Sintesi: La legittimazione ad opporsi contro la stima dell'indennità di occupazione e di espropriazione va riconosciuta al soggetto indicato negli atti del procedimento ablatorio come proprietario del bene che, in quanto tale, è titolare del credito indennitario dedotto in giudizio, senza alcuna necessità di prova in ordine alla titolarità del diritto di proprietà o di altro diritto reale, vertendosi in tema di azione a tutela di posizioni creditorie, non di azione di rivendicazione o, comunque, di azione reale.

Estratto: «Con il primo motivo di ricorso si denunzia la violazione e falsa applicazione dell'art. 115 c.p.c., e art. 2697 c.c., per avere la corte del merito ritenuto formulato in modo generico il motivo di appello circa la carenza di legittimazione attiva di alcune delle parti attrici. Si deduce che, non essendovi in giudizio prove certe circa la titolarità delle posizioni giuridi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dagli attori, questi ultimi avrebbero dovuto provare la loro qualità di titolari del diritto di proprietà sugli immobili per cui è causa. L'ente appellante non era tenuto a provare nulla, mentre il giudice d'appello aveva argomentato in modo generico senza tener conto almeno delle posizioni dei signori R.M. (che non era presente tra i nomi indicati nel decreto) e A.A. (non indicata tra coloro che hanno proposto opposizione). Nei termini proposti, il mezzo è infondato. La legittimazione ad opporsi contro la stima dell'indennità di occupazione e di espropriazione va riconosciuta al soggetto indicato negli atti del procedimento ablatorio come proprietario del bene che, in quanto tale, è titolare del credito indennitario dedotto in giudizio, senza alcuna necessità di prova in ordine alla titolarità del diritto di proprietà o di altro diritto reale, vertendosi in tema di azione a tutela di posizioni creditorie, non di azione di rivendicazione o, comunque, di azione reale (Cass. Sez. un. 26 giugno 2003 n. 10165 n. 10165).»

Sintesi: Va esclusa la legittimazione ad agire in opposizione alla stima all'impresa meramente assegnataria di suoli espropriati per attività industriali; ciò an... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ce del disposto di cui all'art. 19 comma 2 L. n. 865/71, che, nell'individuare i soggetti muniti del potere di opposizione alla stima, fa testuale riferimento, oltre che agli espropriati, all'"espropriante".

Estratto: «E' stato ripetutamente e da tempo affermato da questa Corte il principio secondo cui l'individuazione del soggetto tenuto al pagamento dell'indennità di esproprio e quindi del soggetto legittimato passivamente nel giudizio di opposizione promosso dall'espropriato avverso la stima dell'indennità medesima, deve essere effettuata con esclusivo riferimento al decreto di esproprio ed alla persona a favore della quale risulta emesso. Un tale principio va applicato anche nel caso di concorso di più enti nell'attuazione dell'opera pubblica, dovendosi anche in questa ipotesi, nei rapporti esterni verso l'espropriato, aversi riguardo al soggetto che risulta beneficiario della espropriazione nel provvedimento ablatorio, a meno che dallo stesso decreto risulti che ad altro ente, in virtù di figure giuridiche sostitutive a rilevanza esterna consentite dalla legge, sia stato conferito il potere di agire in nome proprio e di curare in tale veste direttamente la procedura espropriativa con i relativi oneri quale orga... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o dell'ente espropriante. La ricorrente mostra di non ignorare tale giurisprudenza, che anzi espressamente richiama, ma ne contesta la correttezza sul rilievo che, pur essendo il Consorzio il soggetto attivo del rapporto di espropriazione a beneficio del quale il provvedimento è stato adottato, essa è in definitiva l'effettiva interessata, quale assegnataria dell'area in questione, alla corretta determinazione della stima. Trattasi però di una questione di fatto, interna al rapporto con il Consorzio, che non incide su quello esterno di esproprio e non sposta quindi i termini del problema sotto il profilo giuridico, come del resto si deduce anche dalla L. n. 865 del 1971, art. 19, comma 2, che, nell'individuare i soggetti muniti del potere di opposizione alla stima, fa testuale riferimento, oltre che agli espropriati, anche all'"espropriante".»

Sintesi: La legittimazione ad opporsi alla stima dell'indennità di occupazione e di espropriazione va riconosciuta al soggetto indicato negli atti del procedimento ablatorio - ed in particolar modo nei relativi decreti - come proprietario del bene e che, in quanto tale, è titolare del credito indennitario dedotto in giudizio, fino a quando non si deduca e dimostri un erro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rdo

Estratto: «Infondato è infine il dodicesimo motivo del ricorso con cui il consorzio, deducendo violazione degli artt. 99, 112, 115 cod. proc. civ., nonché art. 2697 cod. civ. censura la sentenza impugnata per aver ritenuto la legittimazione attiva della C. a richiedere la determinazione dell'indennità di occupazione, malgrado la richiesta fosse stata proposta al più presto nell'udienza dell'11 maggio 1999: e cioè in epoca successiva al trasferimento della proprietà dell'immobile avvenuto il 2 luglio 1990, e senza la prova che controparte avesse riservato a sé il diritto di richiedere ed ottenere la liquidazione dell'indennità suddetta: avendo questa Corte anche a sezioni unite ripetutamente affermato che la legittimazione ad opporsi contro la stima dell'indennità di occupazione e di espropriazione va riconosciuta al soggetto indicato negli atti del procedimento ablatorio - ed in particolar modo nei relativi decreti - come proprietario del bene e che, in quanto tale, è titolare del credito indennitario dedotto in giudizio, fino a quando non si deduca e dimostri un errore al riguardo (Cass. 13115/2004; sez. un. 10165/2003; 710/1995; 1116/1994). Pertanto siccome la Corte di appello ha... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...(pag. 10) che tutti gli atti della procedura ablativa sono stati emessi nei confronti della C. (che ha peraltro prodotto atto di acquisto del terreno in data 27 giugno 1984), non ne è più contestabile la titolarità attiva dell'obbligazione indennitaria controversa in capo a quest'ultima: a nulla rilevando la data in cui la stessa l'ha fatta valere in giudizio (una volta che il Consorzio non ha formulato alcuna eccezione di prescrizione), né i negozi giuridici intercorsi tra la proprietaria ed i terzi peraltro in periodi successivi a quelli per cui è richiesta l'indennità di occupazione, che restano perciò estranei all'oggetto del giudizio.»

Sintesi: La legittimazione ad opporsi contro la stima amministrativa delle indennità di espropriazione e di occupazione va presuntivamente riconosciuta a chi sia indicato negli atti del procedimento ablatorio come proprietario del fondo e, quindi, titolare del diritto indennitario, fino a quando non si deduca e si dimostri un errore in proposito.

Estratto: «la legittimazione ad opporsi contro la stima amministrativa delle indennità di espropriazione e di occupazione va presuntivamente riconosciuta a chi sia indicato negli atti del p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ablatorio come proprietario del fondo e, quindi, titolare del diritto indennitario, fino a quando non si deduca e si dimostri un errore in proposito, onde, limitatamente a quest'ultimo soggetto, non sono necessarie ulteriori allegazioni o prove in ordine alla spettanza del diritto di proprietà, essendo, da un lato, la sua legittimazione insita nella coincidenza con il soggetto indicato in quella fase come titolare dei diritti indennitari e, dall'altro lato, vertendosi in tema di tutela di posizioni creditorie e non di rivendicazione o, comunque, di azioni di natura reale (Cass. 3 febbraio 1994, n. 1116; Cass. 21 gennaio 1995, n. 710; Cass. 26 giugno 2003, n. 10165; Cass. 15 luglio 2004, n. 13115);»

Sintesi: Il fatto che la legittimazione ad opporsi contro la stima amministrativa dell'indennità vada presuntivamente riconosciuta al proprietario catastale del fondo, non impedisce al soggetto il quale abbia realizzato sul fondo costruzioni, di agire autonomamente per chiedere la determinazione dell'indennità relativa a porzioni dell'immobile asseritamente acquisite e successivamente espropriate, purché provi la qualità di proprietario effettivo, compatibilmente con i principi dlel'accessione del codice civile.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tto: «a) che la legittimazione ad opporsi contro la stima amministrativa delle indennità di espropriazione e di occupazione va presuntivamente riconosciuta a chi sia indicato negli atti del procedimento ablatorio come proprietario del fondo e, quindi, titolare del diritto indennitario, fino a quando non si deduca e si dimostri un errore in proposito, onde, limitatamente a quest'ultimo soggetto, non sono necessarie ulteriori allegazioni o prove in ordine alla spettanza del diritto di proprietà, essendo, da un lato, la sua legittimazione insita nella coincidenza con il soggetto indicato in quella fase come titolare dei diritti indennitari e, dall'altro lato, vertendosi in tema di tutela di posizioni creditorie e non di rivendicazione o, comunque, di azioni di natura reale (Cass. 3 febbraio 1994, n. 1116; Cass. 21 gennaio 1995, n. 710; Cass. 26 giugno 2003, n. 10165; Cass. 15 luglio 2004, n. 13115);b) che ciò, tuttavia, non comporta che al soggetto, diverso dall'intestatario catastale dei terreni espropriati, il quale abbia su questi ultimi realizzato determinate costruzioni, venga impedito di agire autonomamente per chiedere la determinazione dell'indennità relativa a porzioni dell'immobile asseritamente acquisite e successivamente espropriate, po... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...relativa legittimazione, in tal caso, resta soltanto subordinata alla prova della qualità di proprietario effettivo, in contrasto con quella risultante dalla procedura ablatoria, delle aree anzidette contenenti le medesime costruzioni (Cass. 13115/2004, cit.);c) che, peraltro, il regime dei manufatti realizzati su suolo altrui non è disciplinato né dalle risultanze catastali né dalle dichiarazioni (e/o ammissioni) delle parti al riguardo, ma direttamente ed inderogabilmente dalle disposizioni del codice civile, le quali vietano la possibilità di mantenere divise la proprietà del suolo e quella delle costruzioni su di esso realizzate (se non nei limiti di cui all'art. 952 c.c., che qui non rileva), stabilendo, di conseguenza, che la loro proprietà si acquista immediatamente al proprietario di questo, per effetto e nel momento della relativa incorporazione ( art. 934 c.c.), senza attribuire alcun rilievo reale alla circostanza obiettiva che le stesse siano state realizzate (e/o accatastate) da un terzo cui spettano (nei confronti del proprietario del suolo) unicamente lo ius tollendi e/o il diritto di credito nei limiti ed alle condizioni previsti dagli artt. 936 c.c. e segg., onde solo il proprietario del terreno espropriato pu&ogr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re che l'indennità venga rapportata anche al valore delle (ormai proprie) costruzioni che stabilmente vi insistono e sono state in questo incorporate, se la loro valutabilità non è esclusa dalla legge (Cass. 13115/2004, cit.);d) che, se pure lo stesso art. 934 c.c., esclude il principio dell'accessione tutte le volte in cui risulti diversamente dal titolo o dalla legge, resta, però, comunque necessaria, al fine di superare la regola dell'accessione della proprietà del manufatto alla proprietà del suolo, ai sensi del già citato art. 934, la dimostrazione dell'esistenza del titolo capace di confortare il trasferimento dell'immobile (o delle porzioni di esso su cui insistono le costruzioni) in favore della parte interessata e di costituire il fondamento richiesto dal precedente art. 922 c.c., per l'acquisto della proprietà unitamente alla legittimazione a richiedere l'indennità per la relativa porzione di immobile espropriata, ferma restando l'insufficienza, a tal fine, vuoi delle risultanze e delle iscrizioni catastali, in quanto forme di pubblicità prive di effetti costitutivi sulla titolarità del diritto dominicale, vuoi di equipollenti del genere delle richieste di accatastamento dei manufatti o di san... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izia, le quali possono essere avanzate anche da soggetti non proprietari dell'immobile (Cass. 13115/2004, cit.).»

Sintesi: La legittimazione a richiedere la stima dell'indennità di occupazione e di espropriazione va riconosciuta al soggetto indicato negli atti del procedimento ablatorio come proprietario del bene, dovendo la titolarità del diritto di proprietà essere pienamente accertata solo in sede di autorizzazione allo svincolo della indennità depositata preso la competente Cassa Depositi e Prestiti.

Estratto: «3. Per quanto concerne, poi, la legittimazione attiva, contestata sempre genericamente dai convenuti, va osservato che la legittimazione a richiedere la stima dell'indennità di occupazione e di espropriazione va riconosciuta al soggetto indicato negli atti del procedimento ablatorio come proprietario del bene e che, in quanto tale, è titolare del credito indennitario dedotto in giudizio senza alcuna necessità di prova in ordine alla titolarità del diritto di proprietà o di altro diritto reale, vertendosi in tema di azione a tutela di posizioni creditorie e non di azione di rivendicazione o, comunque di azione reale, tanto più che la titolarità ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di proprietà dovrà essere pienamente accertata solo in sede di autorizzazione allo svincolo della indennità depositata preso la competente Cassa Depositi e Prestiti (Cass. 2.3.2004 n. 4241; 22.4.1998 n. 4082). Nella fattispecie in esame, la titolarità dei fondi occupati in capo agli istanti si desume sia dal titolo di proprietà esibito da parte attrice, sia dalla perfetta corrispondenza di tutti gli atti della procedura ablativa che risultano emessi nei confronti di detta parte (cfr. in particolare i verbali di consistenza, gli accordi intervenuti nel corso del procedimento ed il decreto finale di esproprio).»

Sintesi: soli soggetti legittimati a proporre opposizione giudiziale alla stima sono i proprietari catastali.

Estratto: «la Corte di appello può (e deve) esclusivamente quantificare in concreto la misura dell'indennità dovuta ai soggetti indicati dal ricordato art. 19 della legge; e che le è precluso l'esame di qualsiasi altra domanda - sia essa di natura reale/successoria o attinente a diritti di obbligazione - che pur vi possono essere connesse, le quali vanno devolute secondo gli ordinari criteri di competenza per materia e valore. Per cui questa Corte già af... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ss. 3661/1984/1480/1987) che restano estranee all'oggetto del giudizio le domande con le quali il proprietario del fondo espropriato invoca l'accertamento del suo diritto di proprietà sul medesimo (o del suo diritto esclusivo), escludendo altresì che ne sia possibile il cumulo oggettivo, nello stesso processo davanti alla Corte d'Appello, con la domandi di opposizione alla stima, in quanto ciò si risolverebbe per le prime nell'eliminazione del doppio grado di giurisdizione e nell'estensione di una competenza eccezionale al di fuori dello ambito di previsione. Siffatta conclusioni risultano, del resto conformi al principio posto dall'art. 10 della stessa legge che la procedura espropriativa, per quanto riguarda l'individuazione del soggetto passivo, deve svolgersi nei confronti dei proprietari iscritti negli atti catastali, e proseguire fino alla pronuncia del decreto di espropriazione (art. 13) nei confronti di detti soggetti, perciò solo legittimati a proporre opposizione alla stima (Cass. 11178/1992); e trovano ulteriore corrispondenza nelle statuizioni consentite dagli art. 48 e segg. della legge 2359 del 1865 alla corte di appello, che non può condannare l'espropriante al pagamento delle indennità liquidate ed ancora dovute all'espro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...deve ordinarne il deposito presso la Cassa depositi e prestiti proprio per garantire la duplice esigenza di tutelare i diritti dei terzi e di non esporre l'espropriante ai rischi ed oneri di eventuali azioni di recupero per pagamenti indebiti. Mentre il pagamento all'effettivo avente diritto può avvenire soltanto con lo speciale procedimento previsto dall'art. 30 della stessa legge e semprecchè non sia stata proposta opposizione da terzi, ovvero questa sia stata giudizialmente definita con esito ad essi sfavorevole.»

Sintesi: La legittimazione ad opporsi alla stima amministrativa di terreni espropriati va presuntivamente riconosciuta non a tutti i soggetti che chiedano e/o ottengano l'accatastamento dei suoli espropriati e/o dei manufatti che su di essi insistono, bensì a chi sia indicato negli atti del procedimento ablativo fino a quando non si deduca e dimostri un errore al riguardo.

Estratto: «E comporta altresì, secondo la giurisprudenza tanto di questa Corte, quanto dei giudici amministrativi, che la legittimazione ad opporsi alla stima amministrativa di terreni espropriati vada presuntivamente riconosciuta (non a tutti i soggetti che chiedano e/o ottengano l'accatastamento dei suoli espropriati e/... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atti che su di essi insistono, bensì) a chi sia indicato negli atti del procedimento ablativo come proprietario del fondo, e quindi titolare del credito indennitario, fino a quando non si deduca e dimostri un errore al riguardo; sicché limitatamente a quest'ultimo soggetto non sono necessario ulteriori allegazioni o prove in ordine alla spettanza dal diritto di proprietà, essendo per un verso la sua legittimazione insita nella coincidenza con il soggetto indicato in quella fase come titolare dei diritti indennitari, e, per altro verso, vertendosi in tema di tutela di posizioni creditorie, e non di rivendicazione o, comunque, di azioni di natura reale (Cass. 710/1995; 1116/1994; 11178/1992).»

Sintesi: L'art. 19 della legge 869 del 1971 faculta a proporre opposizione alla stima dell'indennità "i proprietari e gli altri interessati": i primi vanno identificati nei soggetti iscritti nei registri o negli atti catastali, con possibilità di estensione agli eredi o aventi causa, mentre i secondi sono individuabili nei titolari di diritti o pretese reali sul bene, in concorso ovvero in conflitto con la posizione dei proprietari.

Estratto: «Ma nel caso, Corte territoriale ha accertato che la soci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...non ha prodotto alcun atto traslativo dell'immobile (o delle porzioni di esso su cui insistono le costruzioni) in suo favore, costituente il titolo necessariamente richiesto dal precedente art. 922 per acquistarne la proprietà unitamente alla legittimazione a richiedere l'indennità per la relativa porzione di immobile espropriata; ragion per cui del tutto correttamente ha escluso che l'atto traslativo richiesto da dette norme potesse essere sostituito da equipollenti, fra i quali la richiesta di accatastamento dei manufatti e quella di sanatoria: anche perché le stesse possono essere avanzate pure da soggetti non proprietari dell'immobile (cfr. art. 13 della legge 47 del 1985 che legittima ad ottenere la concessione in sanatoria "il responsabile dell'abuso").4. Nè siffatta legittimazione poteva derivare alla società dal disposto dell'art. 19 della legge 869 del 1971 che faculta a proporre opposizione alla stima dell'indennità "i proprietari e gli altri interessati", avendo questa Corte già specificato che i primi vanno identificati nei soggetti iscritti nei registri o negli atti catastali con i limiti ed alle condizioni di cui si è detto avanti, con possibilità di estensione agli eredi o aventi ca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... i secondi sono immediatamente individuabili nei titolari di diritti o pretese reali sul bene, in concorso ovvero in conflitto con la posizione dei proprietari: come esemplificativamente avviene per l'usufruttuario cui l'art. 27 della legge 2359 del 1865 già attribuiva il diritto di pretendere dal proprietario indennizzato la corresponsione della parte di indennità che gli spetta, nonché quello di agire o di intervenire nel giudizio di opposizione per chiedere che nell'indennità da attribuirsi al proprietario venga ricompresa anche la somma che quest'ultimo dovrà corrispondergli.»

Sintesi: La società conduttrice di un'attività industriale sul fondo non ha la legittimazione ad opporsi alla stima, in quanto il rapporto disciplinato dal diritto pubblico tra espropriante ed espropriato deve restare indifferente alle obbligazioni di diritto privato da quest'ultimo assunte in ordine al fondo, nei confronti dei terzi.

Estratto: «Il comodatario, poi, non è incluso neppure fra i destinatari del ricordato art. 27 della legge del 1865 che soltanto "al conduttore" del fondo attribuiva le facoltà evidenziate a proposito della posizione dell'usufruttuario; ai quali peraltr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...attribuita dagli art. 52 e segg. soltanto la parte di indennità corrispondente ai frutti del fondo non percepiti ed al mancato raccolto oltre agli eventuali miglioramenti allo stesso apportati, e non anche un ulteriore autonomo indennizzo rivolto a compensare il pregiudizio per le attività di fatto espletate sull'immobile ed interrotte dall'espropriazione (Cass. sez. un. 5609/98 cit. nonché 12253/1993; 4960/1993) 11609/1992).Pertanto, con riguardo all'attività industriale svolta dalla società attraverso il godimento del terreno poi espropriato ed i manufatti su di esso installati, non è possibile l'applicazione di alcuna di siffatte norme, né di quelle contenute negli art. 39 e 40 della stessa legge invocate dalla società che si riferiscono esclusivamente alla "indennità dovuta all'espropriato" per la perdita del suo diritto dominicale a seguito dell'espropriazione totale (art. 39) o parziale (art. 40) del suo immobile: in conformità del resto alla ratio ed al contenuto dell'intera legge la quale non prevede che al conduttore di esso non proprietario, costretto dall'espropriazione ad abbandonarla, spetti un'indennità per il fatto di vedere dissolta l'organizzazione aziendale di cui costituiva ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... diritto di godimento sull'immobile espropriato: considerando l'estinzione dei minori diritti personali una conseguenza dell'espropriazione del diritto di proprietà (Cass. sez. un. 1008/1972), di cui essi costituiscono una frazione da un punto di vista giuridico, e quindi, un effetto naturale del ricorso allo strumento ablativo, quale che sia il motivo di pubblico generale interesse per cui l'espropriante decide di richiederne l'impiego, di cui, dunque le conseguenze economiche restano regolate soltanto dalle pattuizioni intercorse tra proprietario e titolari dei diritti sudetti.D'altra parte questa Corte ha ripetutamente affermato, anche a sezioni unite (cfr. Cass. 5609/1998; nonché 6388/2000; 5505/1981):1) che l'indennità di espropriazione è unica, per cui è su di essa che, come risulta dagli art. 52 e segg. della legge 2359/1865 deve trovare soddisfazione la pretesa di coloro che, già titolari di un diritto di godimento sul bene espropriato, vengono a risentire un pregiudizio per effetto dell'estinzione di quel diritto, pure provocata dall'espropriazione, 2) che essendo l'indennità destinata a tener luogo del bene espropriato, non può superare in nessun caso il valore che esso presenta, in considerazione della sua concre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione (il valore cioè che il proprietario ne ritrarrebbe se decidesse di porlo sul mercato ex art. 39 della legge n. 2359 dal 1865), e nelle singole fattispecie, neppure quello derivante dal criterio di valutazione posto dalla legge applicabile per determinarlo, 3) il termine di riferimento dell'unica indennità è quindi rappresentato dal valore di mercato del bene espropriato quale gli deriva dalle sue caratteristiche naturali, economiche e giuridiche, e soprattutto dal criterio previsto dalla legge per apprezzarle; e non anche dal reale pregiudizio che il proprietario od altro titolare di minore diritto di godimento risentono come effetto dal non potere ulteriormente svolgere mediante l'uso dello stesso immobile la precedente attività, e la stessa va rapportata, perfino con riferimento ai titolari dei diritti considerati dall'art. 27 della legge 2359/1865, a come il bene si presenta, prescindendo dalle aspettative dei soggetti aventi diritto a soddisfarsi su di essa per il pregiudizio che l'espropriazione arreca loro.Ed allora, anche quando sull'immobile espropriato siano stati costruiti edifici ed installate attrezzature, al fine di imprimergli una destinazione industriale, il fatto che, estinto il diritto di proprietà, e quindi il minore diri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mento, risulti impedito sul luogo l'ulteriore svolgimento dell'impresa che utilizzava gli immobili per fornire i propri servizi, non comporta che l'espropriazione si estenda al diritto dell'imprenditore, nel che sia acquisita all'espropriante l'azienda da costui organizzata, sia che il valore del bene espropriato debba comprendere quello dell'azienda.Per cui anche sotto tale profilo è precluso alla società il recupero di quella legittimazione, che la legge sulle espropriazioni le disconosce proprio per aver recepito il principio opposto a quello da essa apoditticamente enunciato, che il rapporto disciplinato (dall'art. 42, 3^ comma costit.) dal diritto pubblico tra espropriante ed espropriato debba restare indifferente alle obbligazioni di diritto privato da quest'ultimo assunte in ordine al fondo, nei confronti dei terzi.D'altra parte, se non è a costoro permesso di contestare la vicenda traslativa del bene, così come di avanzare (con l'eccezione avanti ricordata) pretese sull'indennità di espropriazione, e di contestarne i criteri di stima, non è a fortiori consentito al proprietario di superare detta preclusione e di tutelarne le ragioni attraverso la propria legittimazione (attribuitagli dall'art. 19 della legge 865/1971 solo in tale... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave;) ad opporsi alla determinazione dell'indennizzo anche perché comunque ancorato a parametri che non prendono in alcuna considerazione esistenza, consistenza ed estinzione (con le conseguenze pregiudizievoli) dei sudetti rapporti obbligatori.»

Sintesi: Il proprietario catastale non deve dimostrare di essere l'effettivo proprietario per instaurare il giudizio di opposizione alla stima.

Estratto: «Detta normativa consente, infatti, all'amministrazione espropriante sia di individuare le aree da espropriare in base alle mappe catastali (art. 10, 1°comma), sia di eseguire gli avvisi di deposito, nonché le notifiche degli atti dal procedimento ablativo (esclusivamente) a coloro che risultano proprietari del terreno sulla base delle risultanze catastali, senza esser gravata dall'onere di accertare l'identità di coloro che sono effettivamente titolari della proprietà, e senza che ne risulti perciò compromessa la legittimità della procedura (Cons. St. 1200/2002; 3850/2000; 2940/2000): ritenendo il legislatore irrilevante al riguardo la corrispondenza o meno delle risultanze catastali all'effettiva situazione proprietaria e le successive variazioni che dovessero intervenire nelle more della p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...desima. E consente altresì, secondo la giurisprudenza tanto di questa Corte, quanto dei giudici amministrativi, di riconoscere presuntivamente la legittimazione ad opporsi alla stima amministrativa di terreni espropriati (non a tutti i soggetti che chiedano e/o ottengano l'accatastamento dei suoli espropriati e/o dei manufatti che su di essi insistono, bensì a chi sia indicato negli atti del procedimento ablativo come proprietario del fondo, e quindi titolare del credito indennitario, fino a quando non si deduca e dimostri un errore al riguardo; sicché limitatamente a quest'ultimo soggetto non sono necessarie ulteriori allegazioni o prove in ordine alla spettanza del diritto di proprietà, essendo per un verso la sua legittimazione insita nella coincidenza dell'opponente con il soggetto indicato in quella fase come titolare dei diritti indennitari, e, per altro verso, vertendosi in tema di tutela di posizioni creditorie, e non di rivendicazione o, comunque, di azioni di natura reale (Cass. 710/1995; 1116/1994; 11178/1992).»



 
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