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La L.R. Lombardia 13/2009: piani attuativi e qualificazione degli interventi

La deroga introdotta dalla L.R. Lombardia 13/2009 è riferita al piano urbanistico attuativo, ma non può essere invocata per consentire le ulteriori deroghe a quanto previsto dallo strumento urbanistico.

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OPERE ED INTERVENTI --> PIANO CASA --> REGIONE LOMBARDIA --> PIANI ATTUATIVI

La deroga introdotta dalla L.R. Lombardia 13/2009 è riferita al piano urbanistico attuativo, ma non può essere invocata per consentire le ulteriori deroghe che, come quelle al limite di altezza, lo strumento urbanistico dovesse prevedere subordinatamente ad una pianificazione attuativa.

OPERE ED INTERVENTI --> PIANO CASA --> REGIONE LOMBARDIA --> QUALIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI

Gli artt. 2 e 3 della L.R. Lombardia 13/2009, rispettivamente dedicati agli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente e a quelli di ampliamento, si distinguono perché in forza dell'art 2 può essere realizzato un quid pluris mentre in forza dell'art. 3 un quid novi.

La creazione di un nuovo vano, prima inesistente, in corrispondenza di una pensilina posta sul lastrico solare, non costituisce intervento di recupero, bensì di ampliamento, con conseguente applicazione, nell'ambito del Piano casa lombardo, dell'art. 3 della L.R. 13/2009, in luogo dell'art. 2.

OPERE ED INTERVENTI --> PIANO CASA --> REGIONE LOMBARDIA --> REPERIMENTO STANDARD

Il fatto che l'intervento sia st... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato in applicazione del regime derogatorio di cui alla L.R. Lombardia 13/2009 non comporta che l'interessato sia esonerato dall'obbligo di reperire gli standard o di monetizzarli, dal momento che il c.d. «Piano casa» deroga unicamente «alle previsioni quantitative degli strumenti urbanistici comunali vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi».

OPERE ED INTERVENTI --> PIANO CASA --> REGIONE LOMBARDIA --> SUPERFICIE EDILIZIA

Ai fini del Piano Casa della regione Lombardia - il quale costituisce un complesso di agevolazioni eccezionali, in deroga temporanea non solo agli strumenti urbanistici, ma pure alle regole ordinarie in materia-, l'altezza d'interpiano da assumere a base di calcolo, una volta data la Superficie Lorda complessiva di Pavimento e dovendo considerare il patrimonio edilizio nella sua realtà effettuale, è e resta quella esistente in situ.

La nozione di "recupero" di cui all'art. 2 L.R. Lombardia 13/2009 presuppone di per sé l'esistenza della costruzione, e, pertanto, tale normativa non può applicarsi ad un'area sormontata soltanto da una pensilina.

Il concetto di «superficie edilizia» di cui alla L.R. 13/2009, presuppone la... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i un'area con confini definiti e perimetrata, in tutti i lati o in parte, dalle pareti, in modo che si riesca a poter identificare un vano. Tale nozione, dunque, non può comprendere qualsiasi superficie calpestabile ma soltanto le superfici già delimitate da almeno due pareti.

Non può considerarsi come "superficie edilizia" l'area solo sormontata da una pensilina, definita solo dalla proiezione della pensilina stessa.

La definizione di superficie edilizia rilevante ai fini dell'applicazione all'art 2 L.R. Lombardia 13/2009 deve avere confini definiti e quindi deve essere perimetrata, in tutti i lati o in parte, dalle pareti, in modo che si riesca a poter identificare un vano (si pensi a portici con due pareti chiuse e due lati aperti, che non costituiscono né volume né concorrono a determinare s.l.p.).

Nella definizione di superficie edilizia rilevante ai fini dell'applicazione dell'art. 2 L.R. Lombardia 13/2009 non può essere inclusa qualsiasi superficie calpestabile, ma solo quelle superfici già delimitate: per tale delimitazione non può ritenersi sufficiente una pensilina, ma almeno due pareti.

OPERE ED INTERVENTI --> PIANO CASA --> REGIONE LOMBARDIA -->... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ISTENTE

Per ben calcolare l'incremento di volumetria che può esser assentito con il c.d. Piano Casa ex art. 3 della l.r. Lombardia 13/2009, occorre partire soltanto dal dato fisico concreto, ossia dal volume dell'edificio effettivamente realizzato. Tanto indipendentemente da quel che fosse stata la volumetria assentibile nella zona urbanistica ove fu realizzato il fabbricato preso in considerazione, o da quella stabilita dalle norme edilizie vigenti nel tempo in cui si propone l'intervento in base a detto Piano Casa.

Laddove la l.r. Lombardia 13/2009 ha fatto uso della locuzione "volume esistente", ha inteso riferirsi al volume già realizzato, in modo lecito, dal richiedente, senza escludere il volume già condonato.

Ai fini dell'applicazione del Piano casa della Regione Lombardia, si può ammettere l'utilizzazione delle norme tecniche per la individuazione dei parametri di misurazione del volume esistente, ma non può ammettersi che l'esercizio della discrezionalità del Comune possa giungere sino al punto da attuare una parziale disapplicazione dell'art. 3 l.r. 13/2009, escludendo dal concetto di volume esistente il volume già realizzato e condonato.

In relazione al piano c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egione Lombardia, non può essere escluso che spetti un incremento volumetrico anche nell'assenza di un volume fisico, riscontrabile al momento della presentazione della d.i.a., se dovuta ad un precedente intervento demolitorio.

La locuzione "volume esistente", ripetutamente utilizzata nella L.r. Lombardia 13/09, non può essere riferita alla volumetria di piano, cioè alla volumetria massima realizzabile in base all'indice di edificabilità fondiaria stabilito dallo strumento urbanistico.

La L.r. Lombardia 13/09 autorizza una tantum la sostituzione di vecchi edifici con nuovi organismi edilizi, passibili di incrementi volumetrici rapportati non alla volumetria teorica, ma alla volumetria effettivamente in situ.


 
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