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Indennità di esproprio: maggiorazioni e indennità aggiuntive

 MAGGIORAZIONE DEL 10%
 COSTITUZIONALITÀ
 FITTAVOLO
 PROPRIETARIO COLTIVATORE DIRETTO
 IMPRENDITORE AGRICOLO

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
formato: pdf  
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INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE

La L. n. 865 del 1971, art. 12, stabilisce che il proprietario espropriando ha diritto di convenire con l'espropriante la cessione volontaria degli immobili per un prezzo "non superiore del 50% dell'indennità provvisoria"; pertanto, detta disposizione pone un tetto entro il quale può essere stabilita la maggiorazione del prezzo rispetto all'indennità provvisoria, lasciando comunque l'espropriando libero di accettare quale prezzo, con o senza una maggiorazione, l'indennità che gli viene offerta.

Ai fini della maggiorazione del 10% prevista dall'art. 37 comma 2 DPR 327/2001, deve essere assunto a base della valutazione del divario di 8/10 l'indennità provvisoria ancorché in pendenza di procedimento sia entrata in vigore la disciplina di cui alla L. n. 244 del 2007, imposta dalla necessità di colmare la lacuna aperta dalla sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale.

Il riferimento allo jus superveniens, di cui al D.P.R. 24 dicembre 2001, n. 327, art. 37 emendato dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, non consente operazioni riduttive rispetto al parametro liquidativo complessivamente entrato in vigore, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o tra il D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 1 (applicabile) ed il comma 2 (inapplicabile).

Qualora non sia stata determinata l'indennità di esproprio definitiva non può trovare applicazione la maggiorazione del 10% di cui all'art. 37 del D.P.R. n. 327 del 2001.

La maggiorazione del 10% prevista dall'art. 2, comma 89 della finanziaria 2007, presuppone la conclusione legittima della procedura e la commisurazione dell'indennità alla data del decreto di esproprio.

Pur essendo stata l'irrisorietà dell'indennità offerta, quale ragione per incrementare l'indennità da riconoscere, storicamente correlata alla scelta di non applicare la decurtazione del 40% ai sensi della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, e quindi criterio predicabile solo per gli espropri delle aree edificabili, nondimeno è sostenibile che anche la quota di maggiorazione ex art. 12 L. n. 865/71 debba essere concessa tutte le volte in cui la cessione volontaria, che di essa è condizione, sia stata impedita dall'irrisorietà della base di calcolo della indennità offerta.

Nell'ambito di applicazione della L. n. 865 del 1971, art. 12, la previsione di maggiorazione del 50% per la cessione v... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on è beneficio spettante automaticamente al cedente, e pertanto suscettibile di applicazione figurativa qualora l'espropriato provi l'irrisorietà della somma offerta, ma è solo oggetto di una scelta concordata tra le parti, che possono fissare maggiorazione di percentuale inferiore.

La misura del cinquanta per cento dell'aumento dell'indennità in caso di cessione volontaria è previsto dall'art. 12 L. n. 865/71 quale limite massimo, con conseguente possibilità delle parti di concordare, entro suddetto limite, una diversa percentuale; viceversa la nuova previsione del corrispettivo della cessione volontaria contenuta nel D.P.R. n. 327 del 2001, art. 45, comma 2, lett. c, appare insuperabilmente eloquente della scelta di un aumento in percentuale fissa del corrispettivo dell'atto di cessione.

All'espropriato che deduca e provi l'irrisorietà della somma offerta in sede di determinazione della indennità provvisoria spetta soltanto il diritto ad invocare ed ottenere un equivalente della maggiorazione perduta il cui ammontare sia comunque contenuto nell'ambito della massima percentuale della maggiorazione previsto dall'art. 12 L. n. 865/71, e che, lungi dall'individuarsi con automaticità nell'i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imo, sarà affidato alla determinazione perequativa del giudice.

L'art. 17 della L. n. 865 del 1971 riconosce un'indennità particolare a coloro che coltivano il terreno espropriato e non ai soggetti che non lo coltivano, intendendo tutelare solo categorie particolari di cittadini, in relazione all'esigenza, socialmente rilevante per il legislatore, di reintegrare gli imprenditori agricoli dei danni subiti per l'esproprio.

L'indennità di espropriazione, rapportata al valore di mercato del suolo, va aumentata del dieci per cento, qualora risulti quella provvisoria, pur attualizzata, inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva (art. 37, comma 2 t.u., come modificato dall'art. 2, comma 89, lett. E legge 244/2007).

L'indennità di esproprio va aumentata delle somme pagate dall'espropriato per qualsiasi imposta, relativa all'ultimo trasferimento dell'immobile: imposta di registro, imposte ipotecarie e catastali, INVIM, IVA, etc.

Alla luce del disposto di cui all'art. 2 comma 89 L. n. 244/2007, va applicata la maggiorazione del 10%, qualora l'indennità provvisoria offerta e attualizzata, risulti inferiore agli 8/10 rispetto a quella determinata in via definitiva.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isura del cinquanta per cento dell'aumento dell'indennità in caso di cessione volontaria è previsto dall'art. 12 L. n. 865/71 quale limite massimo, con conseguente possibilità delle parti di concordare, entro suddetto limite, una diversa percentuale; viceversa la nuova previsione del corrispettivo della cessione volontaria contenuta nel D.P.R. n. 327 del 2001, art. 45, comma 2, lett. c, appare insuperabilmente eloquente della scelta di un aumento in percentuale fissa del corrispettivo dell'atto di cessione.

Va riconosciuta la maggiorazione del 10% di cui di cui all'art. 37 comma 2 DPR 327/2001, considerato il rapporto tra la somma offerta (nel caso di specie Lire 208.437.770, pari a Euro 8.624,83) e quella definitivamente accertata (nel caso di specie Lire 1.672.110.000 ovvero Euro 863.572,74).

In ipotesi di aree edificabili non va riconosciuta alla parte espropriata l'aumento del 10% previsto dall'art. 37 del DPR 327/2001, trattandosi di attribuzione ormai superata dalla nuova disciplina introdotta dall'art. 2 L. 244/07, con la quale è stata assicurata all'espropriato una valutazione piena e completa del suo bene sulla base dell'effettivo valore venale; la disposizione citata finirebbe per attribuire una sorta di premio ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... così da far lucrare al proprietario più di quanto rappresenta il giusto compenso del pregiudizio subito.

Ai sensi dell'art. 2 comma 89 lett. a) n. 2 della L. n. 244/2007, l'indennità di espropriazione deve essere aumentata del 10%, qualora l'indennità provvisoria risulti inferiore agli otto decimi dell'indennità determinata in via definitiva.

La maggiorazione del 10% prevista dal novellato art. 37 del DPR 327/2001, va applicata all'indennità di espropriazione determinata in sede giudiziale nel caso in cui l'indennità provvisoria offerta attualizzata alla data del decreto di esproprio, risulti inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva in suddetta sede.
La maggiorazione del 10% dell'indennità di espropriazione di cui alla L. n. 244/2007, costituisce un meccanismo correttivo volto ad integrare le quotazioni eventualmente penalizzanti, verificatesi, ad esempio, in sede di cessione bonaria.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> COSTITUZIONALITÀ

Con la L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2 il legislatore, esercitando una scelta discrezionale dettata da ragionevoli esigenze di natura ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... inteso tutelare la situazione di ben individuate categorie di soggetti, in relazione alla conduzione dei terreni agrari; non invocabile pertanto la violazione del principio di uguaglianza per non riferirsi la norma anche all'imprenditore agricolo, ponendosi a confronto situazioni fra loro affatto diverse, come l'esercizio di attività imprenditoriale e lo svolgimento di attività agricole come specificamente disciplinate nella L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2.

Con riferimento all'indennità aggiuntiva spettante al soggetto espropriato del fondo edificabile, avente la qualifica di coltivatore diretto, va ritenuto congruo l'indennizzo determinato, per tale causale, in considerazione della coltura esistente in loco e ciò a prescindere della sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità dei VAM (Corte cost. 181/2011).

L'indennità di esproprio è autonoma rispetto all'indennità aggiuntiva in favore di coltivatore diretto, che va sempre determinata con riferimento al valore agricolo medio (VAM). Attesa infatti la diversa natura e disciplina dell'indennità aggiuntiva, deve ritenersi che non possano estendersi alla stessa i principi affermati dalla Corte Costituzionale relativamente alla dete... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dell'indennità di esproprio dei terreni agricoli, in assenza di espressa dichiarazione d'incostituzionalità dell'art. 17,L. n. 865 del 1971, nella parte in cui disciplina il computo dell'indennità aggiuntiva.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> FITTAVOLO

L'affittuario che eserciti attività diverse dalla coltivazione e produzione agricola, resta escluso dal novero di quelli aventi diritto al beneficio di cui all'art. 17 L. n. 865/71, senza che tale esclusione possa ritenersi in contrasto con il principio di uguaglianza sancito dallo art. 3 Cost., avuto riguardo alla differenza oggettivamente esistente tra tale soggetto e quelli espressamente menzionati dal cit. art. 17.

I conduttori del fondo diversi dai fittavoli non hanno diritto ad un autonomo indennizzo, ma possono pretendere dal proprietario indennizzato la parte dell'indennità loro spettante, come previsto anche dall'art. 1638 c.c., nonché il diritto, in via alternativa, ex artt. da 52 a 56 L. 2359/1865, di agire in opposizione alla stima, qualora ritengano che l'indennità del proprietario non comprenda l'intero ammontare dovuto, ovvero di intervenire nell'analogo giudizio promoss... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ietario espropriato

La previsione contenuta nella L. n. 865 del 1971, art. 17 non rappresenta una quota dell'indennità di esproprio, sottraibile al proprietario (come nell'ipotesi di diversi diritti personali di godimento), ma un'aggiunta premiale in considerazione del valore costituzionale del lavoro che semmai trova un limite a favore dell'espropriante, costituito dal valore venale del bene.

L'indennità "aggiuntiva" contemplata dalla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2, caratterizzata da una funzione compensativa del sacrificio sopportato dai soggetti ivi indicati a causa della definitiva perdita del terreno su cui esercitavano l'attività agricola, è autonoma rispetto all'indennità di espropriazione, pur trovando titolo diretto nel provvedimento ablatorio.

Alla luce dell'art. 17 L. n. 865/71, all'affittuario coltivatore diretto spetta un'indennità pari al valore agricolo medio del terreno di che trattasi.

L'indennità aggiuntiva contemplata dalla L. n. 865/1971, art. 17, comma 2, caratterizzata da una funzione compensativa del sacrificio sopportato dai soggetti ivi indicati a causa della definitiva perdita del terreno su cui esercitavano l'attività agri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; autonoma rispetto all'indennità di espropriazione, pur trovando titolo nel provvedimento ablatorio.

La cessione volontaria del bene da parte del titolare determina la legittima estinzione del diritto dei soggetti di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2, ed il correlativo diritto ad un indennità determinata, a norma degli artt. 17 e 16, in misura uguale al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticato, con esclusione, però, di ogni maggiorazione spettante al proprietario per effetto dell'avvenuta cessione volontaria del fondo.

Con riferimento ai fondi agricoli, l'art. 17 della L. n. 865/71, ha attribuito agli affittuari, coloni, mezzadri ecc., costretti ad abbandonare il fondo coltivato, uno specifico ed autonomo diritto all'indennità di espropriazione, riconoscendo loro un'autonoma legittimazione alla percezione della stessa e un'azione diretta nei confronti dell'espropriante.

L'art. 17 della L. n. 865/71, ha attribuito agli affittuari, coloni, mezzadri ecc., costretti ad abbandonare il fondo coltivato, uno specifico ed autonomo diritto all'indennità di espropriazione, da commisurarsi al valore agricolo medio del fondo corrispondente al tipo di coltura ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte praticato.

Nel regime di cui alla legge n 865/71, qualora l'indennità complessivamente dovuta al proprietario e all'affittuario sia stata integralmente corrisposta dall'espropriante al solo proprietario, ciò non comporta che l'affittuario o colono possa pretendere l'indennità dal proprietario, restando semmai salvo il diritto dell'espropriante di agire nei confronti del proprietario per recuperare la maggior somma versata.

L'indennità aggiuntiva spettante al coltivatore diretto di cui all'art.17 della legge 865/71, non rappresenta una quota dell'indennità di esproprio, sottraibile al proprietario (come nell'ipotesi di diversi diritti personali di godimento), ma un'aggiunta premiale, in considerazione del valore costituzionale del lavoro, che semmai trova un limite a favore dell'espropriante, costituito dal valore venale del bene.

L'affittuario di immobile espropriato in alternativa al diritto di pretendere dal proprietario la parte di indennità a lui spettante (come stabilito pure dall'art. 1638 cod. civ.), può agire direttamente contro l'espropriante o intervenire autonomamente nel giudizio di opposizione alla stima promosso dal proprietario espropriato onde chiedere che l'indennit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... esproprio comprenda l'intero ammontare corrispondente ai frutti non percepiti od al mancato raccolto o, eventualmente, ai miglioramenti apportati al fondo.

I soggetti indicati nella L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2, (fittavolo, mezzadro, colono, compartecipante) possono far valere direttamente nei confronti dell'espropriante soltanto il diritto all'indennità aggiuntiva determinata in un ammontare pari a quello spettante al proprietario, con esclusione di ogni pretesa avente ad oggetto il pregiudizio legato ai frutti pendenti esistenti sul fondo al momento dell'occupazione ovvero la indennità di occupazione, che può essere fatta valere, semmai, esclusivamente nei confronti del proprietario-concedente, in forza del rapporto contrattuale che costituisce il legittimo titolo del godimento anzidetto in capo al coltivatore.

L'indennità spettante al fittavolo viene pagata dall'ente espropriante.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> FITTAVOLO --> AREA EDIFICABILE

Una parte della giurisprudenza ha ritenuto che la natura edificatoria dell'area sottoposta a procedura espropriativa sia ostativa al riconoscimento dell'indennità aggiuntiva di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t. 17, 2° comma, della l. n. 865/1971. Ma anche la giurisprudenza favorevole al riconoscimento di suddetta indennità aggiuntiva ha comunque ritenuto che detto riconoscimento era possibile solo nel caso in cui la stima dell'indennità di espropriazione del terreno edificabile fosse effettuata con il criterio riduttivo della l. n. 359 del 1992, art. 5 bis, commi 1 e 2, ossia solo nei casi in cui il cumulo con l'indennità aggiuntiva non raggiungeva comunque il valore venale pieno dell'immobile.

La natura edificabile dei terreni (nel caso di specie per effetto della loro inclusione in un peep), non muta di certo per effetto della liquidazione dell'indennità aggiuntiva in favore di un colono, essendo tale indennità aggiuntiva riconosciuta anche nel caso di contratti agrari su terreni legalmente edificatori.

In merito al riconoscimento dell'indennità aggiuntiva L. n. 865, ex art. 17, comma 2 a favore degli affittuari e delle altre categorie previste dalla norma anche nell'ipotesi di terreni edificatori, la soluzione non è stata univoca neppure nella giurisprudenza, pur in prevalenza favorevole al riconoscimento; sennonché tutte le decisioni che hanno recepito siffatto orientamento hanno avvertito ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...noscimento era possibile perché la stima dell'indennità di espropriazione del terreno edificabile veniva compiuta con il criterio riduttivo della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, commi 1 e 2 comportante che il cumulo con l'indennità aggiuntiva non raggiungeva comunque il valore venale pieno dell'immobile.

Anche a privilegiare l'orientamento che ritiene tuttora applicabile in astratto la L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2, agli affittuari ed equiparati pur nel caso di espropriazione di un fondo di natura edificatoria, è certo che dopo la decisione n. 348/2007 della Consulta, ove gli stessi invochino l'attribuzione di tale indennizzo nel giudizio introdotto dal proprietario per la determinazione dell'indennità di esproprio, il risultato del computo autonomo di esso, condotto secondo il prescritto criterio legale dei valori agricoli medi (art. 17 cit., comma 3), va detratto dall'indennità ablativa quale ormai determinata a valore pieno di mercato, non potendo ad essa aggiungersi con illegittimo superamento del limite in precedenza menzionato.

L'affittuario coltivatore diretto, la cui posizione è contemplata nella L. n. 865 del 1971, art. 17, non ha il diritto di essere indennizzato per la perdita del va... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atorio dell'area da lui coltivata. Il diritto dell'affittuario infatti ha ad oggetto esclusivamente le potenzialità agricole del fondo, per cui l'edificabilità del medesimo non potrebbe in nessun caso venire in considerazione, dovendo viceversa trovare applicazione il vam.

La natura edificabile delle aree non osta alla concessione del valore medio e/o tabellare del terreno al fittavolo del fondo.

La L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 17, comma 2, prevede un indennizzo autonomo in favore dell'affittuario, del mezzadro, del colono o del compartecipante che siano costretti ad abbandonare il terreno, indennizzo che è ancorato al valore agricolo ed è dovuto indipendentemente dall'eventuale edificabilità del terreno e della consequenziale indennizzabilità del proprietario che abbia subito l'espropriazione o sia addivenuto alla cessione volontaria sulla base della sopraggiunta disciplina applicabile ai suoli edificabili.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> FITTAVOLO --> FINALITÀ

La funzione dell'indennità è quella di compensare il fittavolo, colono, mezzadro o compartecipe del sacrificio sopportato per la definit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del terreno sul quale esercitava l'attività agricola. Infatti, per ragioni di equità si è ritenuto dal legislatore di dover indennizzare il sacrificio del diritto, che altrimenti non avrebbe trovato tutela, perché la legittimità dell'atto impedisce l'ordinaria azione di risarcimento dei danni.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> FITTAVOLO --> IN CASO DI ESPROPRIO PARZIALE

Anche nel caso di espropriazione parziale, l'indennità aggiuntiva spetta al fittavolo "costretto ad abbandonare" la parte di terreno da lui coltivato destinata all'opera pubblica, dovendosi ovviamente liquidare la stessa in base a valori agricoli medi solo della minore superficie in concreto occupata e abbandonata.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> FITTAVOLO --> ISTANZA --> SILENZIO

In ipotesi di azione diretta a far accertare l'inerzia dell'Amministrazione a fronte di istanza di attivazione di procedimento ex art. 42 comma 2 DPR 327/2001, il giudice non può giudicare sulla fondatezza della domanda ed imporre all'Amministrazione il contenuto del provvedimento; la cognizione viene ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; limitata all'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia, senza poter esaminare nel merito l'istanza sulla quale l'Amministrazione non si è pronunciata.

La presentazione, da parte di un cittadino affittuario del fondo oggetto di occupazione, di un'istanza per l'attivazione della procedura di cui all'art. 42 comma 2 DPR 327/2001, realizza nei confronti dell'Amministrazione una situazione di obbligo di adozione di un provvedimento espresso; ne consegue l'illegittimità del comportamento inerte tenuto dall'intimata Amministrazione, azionabile con il meccanismo del silenzio - inadempimento.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> FITTAVOLO --> PRESCRIZIONE

Il diritto al conseguimento dell'indennità aggiuntiva, prevista dalla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2, in favore del coltivatore del fondo espropriato, è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale ex art. 2946 c.c., il cui termine inizia a decorrere dalla data del provvedimento ablatorio, trovando il diritto sopraindicato pur sempre titolo nel provvedimento medesimo e nascendo, quindi, in tale momento.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t; FITTAVOLO --> PRESUPPOSTI

La L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2 nella specie applicabile (anche) ratione temporis (D.P.R. n. 327 del 2001, art. 57), subordina il conseguimento dell'indennità aggiuntiva, alla ricorrenza di una condizione ulteriore rispetto all'adozione del decreto di esproprio ed alla conseguente estinzione giuridica dei rapporti contrattuali agrari dalla norma previsti, costituita dal fatto che il fittavolo, il mezzadro il colono o compartecipe sia costretto ad abbandonare il terreno da lui coltivato.

Dato il tenore letterale della disposizione di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2 che, devolve all'interprete l'individuazione delle cause suscettibili di indurre il contemplato effetto abbandonico, deve ritenersi in via esegetica ed in coerenza con la ratio legis e col contenuto della tutela cui l'indennità aggiuntiva è preordinata, che la costrizione prevista dalla norma sia ravvisabile non solo nella sopravvenuta perdita materiale del terreno da parte del coltivatore, ma anche e più in generale nell'eventuale, seppure inusuale, situazione oggettiva, legittimamente e direttamente indotta dalla specifico scopo pubblicistico cui l'esproprio è finalizzato, la quale in sé impli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ita dell'attitudine del suolo alla specifica utilizzazione agricola convenzionalmente consentita e costituente essenziale prerogativa del rapporto agrario.

Ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 17, comma 2, il requisito della costrizione all'abbandono del terreno, previsto ai fini del riconoscimento dell'indennità aggiuntiva, sussiste anche nel caso in cui ricorra un'oggettiva incompatibilità tra le forme di legale utilizzo agro-silvo-pastorale, già praticate dall'affittuario del terreno espropriato, e le finalità pubbliche proprie della procedura espropriativa, quali integrate dalla destinazione a riserva naturale del suolo ablato, che in sé ed a prescindere dalla materiale trasformazione e/o dismissione del bene, comportino la perdita della relativa attitudine allo sfruttamento agricolo consentito dal disciolto rapporto agrario.

L'indennità aggiuntiva prevista dalla L. n. 865 del 1971, art. 17, non spetta a qualsiasi coltivatore (anche di fatto) del fondo espropriato, ma a chi sulla base di uno dei rapporti giuridici espressamente elencati dalla detta norma lo coltivava all'epoca del procedimento espropriativo.

La L. n. 865 del 1971, art. 17 prevede un'indennità a favore dei... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i diretti del fondo espropriato, che nel disegno originario del legislatore (nel quadro di una disciplina che non contemplava l'indennità dei suoi agricoli in base al loro effettivo valore venale), si sommava a quella dovuta al proprietario, costituendo un'aggiunta premiale in considerazione del valore costituzionale del lavoro, fermo restando che l'indennità complessivamente dovuta dall'espropriante per il medesimo fondo doveva essere in ogni caso contenuta nel rispetto del limite del valore venale del fondo.

Quando il procedimento espropriativo non si conclude ritualmente, non può spettare l'indennità aggiuntiva prevista dall'art. 17 L. 865-1971, mancando il presupposto che è alla base dell'indennità, cioè la legittimità dell'espropriazione; non ravvisandosi in tale ipotesi il sacrificio legittimamente imposto, ma solo quella del fatto illecito produttivo di danni, soccorre la norma dell'art. 2043 c.c., che consente al coltivatore di chiedere il risarcimento dei danni, consistenti anche nel non aver potuto percepire l'indennità aggiuntiva ex art. 17, che gli sarebbe spettata ove l'espropriazione fosse stata ritualmente compiuta.

Il diritto all'indennità (espropriativa) aggiuntiv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 17 in favore dell'affittuario costretto ad abbandonare il terreno da lui coltivato per effetto dell'espropriazione, presuppone l'esistenza di un valido provvedimento espropriativo, con la conseguenza che, in difetto di tale provvedimento, o nel caso di suo annullamento, l'affittuario (al pari del proprietario), ha diritto non alla detta indennità, ma al risarcimento del danno cagionatogli dall'illegittima costruzione dell'opera pubblica.

Il diritto dell'affittuario alla coltivazione del fondo resta sospeso durante il periodo di occupazione legittima e si estingue solo per effetto dell'emissione del decreto di esproprio: è infatti il provvedimento di ablazione che costringe (legittimamente) il colono al definitivo abbandono del terreno, ed è solo in presenza di tale provvedimento che al medesimo spetta l'indennità, che costituisce il giusto ristoro per il sacrificio correlato alla perdita del suo diritto.

L'eventuale accordo intervenuto in ordine all'ammontare della indennità non determina l'immediata perdita del diritto del fittavolo alla coltivazione del fondo e non costituisce causa di anticipata estinzione del rapporto contrattuale fra questi e il concedente; la sua defini... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cia è infatti subordinata all'effettiva emissione del decreto di esproprio.

Solo per effetto della cessione volontaria sostitutiva del decreto di esproprio, con la determinazione del dovuto per l'ablazione al proprietario, può sorgere il diritto all'indennità aggiuntiva da riconoscere ai mezzadri coltivatori diretti ex art. 17 L. n. 865/1971.

È dalla conseguita ablazione del fondo in seno alla procedimento di espropriazione per pubblica utilità, che sorge il diritto autonomo dell'affittuario o colono (costretti per tal ragione a rilasciare il fondo) di ottenere l'indennizzo ai medesimi spettante ex art. 17 L. n. 865/71. Ne consegue che a tal fine è irrilevante la modalità di conclusione del procedimento espropriativo - decreto di espropriazione o cessione volontaria.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> IMPRENDITORE AGRICOLO

L'imprenditore agricolo, il quale esercita l'attività di coltivazione e produzione agricola con prevalenza del fattore capitale sul fattore lavoro, e con impegno prevalente di manodopera subordinata, resta escluso dal novero di quelli aventi diritto al beneficio di cui all'art. 17 L. n. 865/71,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tale esclusione possa ritenersi in contrasto con il principio di uguaglianza sancito dallo art. 3 Cost., avuto riguardo alla differenza oggettivamente esistente tra tale soggetto e quelli espressamente menzionati dal cit. art. 17.

La L. n. 865 del 1971, art. 7 stabilisce che sono equiparate ai coltivatori diretti anche le cooperative costituite dai lavoratori agricoli e i gruppi di coltivatori diretti, riuniti in forme associate, che si propongono e attuano la coltivazione diretta dei fondi. La circostanza che tale equiparazione sia dettata ai fini propri della medesima legge non è argomento persuasivo per negarne il valore in tema di indennità per l'espropriazione del fondo coltivato, posto che i fini di quella legge, costituiti dalla tutela del lavoro del coltivatore diretto, sono pienamente compatibili con la sua applicazione in materia d'indennità del fondo espropriato.

La L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 17 che prevede un'indennità a favore dei coltivatori diretti del fondo espropriato, si applica anche alle cooperative a essi equiparate, secondo la previsione della L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 7 vale a dire alle cooperative costituite dai lavoratori agricoli e i gruppi di coltivatori diretti, riuniti in forme asso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si propongono e attuano la coltivazione diretta dei fondi, sempre che il contratto sia in corso alla data del decreto di espropriazione, a ciò non essendo di ostacolo la circostanza che il contratto sia stato stipulato in data anteriore all'entrata in vigore della L. n. 203 del 1982.

Vanno esclusi, dal novero degli aventi diritto all'indennità per il fittavolo ex art. 17.2 L. 865/71, non soltanto l'affittuario esercente attività diversa dalla coltivazione, ma anche l'imprenditore agricolo (colui, cioè, che eserciti quest'ultima attività con prevalenza del fattore capitale sul fattore lavoro e con impegno prevalente di manodopera subordinata), tanto individuale quanto costituito sotto forma di società commerciale, di capitali o di persone.

L'art. 17 L. 865/71 nel riconoscere il diritto alla cosiddetta indennità aggiuntiva in favore dei soggetti che traggono i propri mezzi di sussistenza dalla coltivazione del suolo (fittavolo, mezzadro, colono, compartecipante, proprietario coltivatore diretto), condiziona la concreta erogazione del beneficio alla utilizzazione diretta agraria del terreno, con conseguente esclusione, dal novero dei soggetti aventi diritto, dell'imprenditore agricolo (di colui che eserc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave;, la coltivazione e produzione agricola con prevalenza del fattore capitale sul fattore lavoro e con impegno prevalente di manodopera subordinata), tanto individuale quanto costituito sotto forma di società commerciale (di capitali o di persone).

Le disposizioni in tema di agevolazioni fiscali alle imprese agricole (in particolare il D.Lgs. n. 94 del 2004, art. 2, comma 4, come modificato dal D.Lgs. n. 101 del 2005), non incidono sull'applicazione della L. n. 865 del 1971, art. 17, disciplinando le stesse esclusivamente un rapporto di tipo tributario.

Il diritto all'indennità aggiuntiva di cui all'art. 17 L. n. 865/71 non spetta all'imprenditore agricolo individuale e alle società di capitali. La qualifica di imprenditore va desunta dalla prevalenza del lavoro di dipendenti su quello proprio dei propri familiari e comunque del fattore capitale su quello lavoro.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> ONNICOMPRENSIVITÀ

L'indennità aggiuntiva spettante ex art. 17 L. n. 865/71 (applicabile ratione temporis) al coltivatore diretto è onnicomprensiva e, pertanto, nulla può essere liquidato a titolo di risarcimento del danno a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e diverso titolo (nel caso di specie danno per la perdita del pozzo).

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> PAGAMENTO

L'art. 17 L. n. 865/1971 (applicabile ratione temporis), prevede che l'indennità aggiuntiva deve essere corrisposta direttamente dall'ente espropriante ai soggetti legittimati, nei termini previsti per il pagamento dell'indennità di esproprio e non prevede in alcun caso il diritto del colono a ottenere l'indennità dal proprietario (com'era previsto dall'art. 27, L. n. 2359 del 1865), nemmeno nel caso in cui quest'ultimo abbia ricevuto la maggiorazione prevista per il proprietario coltivatore diretto sull'erroneo presupposto dell'assenza di mezzadri o coloni o per l'omessa detrazione dell'importo dell'indennità colonica.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> PRESUPPOSTI

Essendo evidente che la norma contenuta nella L. n. 244 del 2007, art. 2, commi 89 e 90, laddove impone il raffronto fra l'indennità offerta e quella definitiva si riferisce, quanto a quest'ultima, all'indennità risultante dal giudizio di opposizione alla stima, che si sostituisce di diritto a quell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., per l'appunto, caducata a seguito della proposta opposizione, ne consegue che la spettanza dell'incremento del dieci per cento è subordinata alla concreta determinazione, all'esito del giudizio di rinvio, dell'indennità definitiva.

Ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio, sono insussistenti in capo al coltivatore diretto le condizioni prescritte per usufruire dell'indennità aggiuntiva L. n. 865 del 1971, ex art. 17, qualora sia rilevata l'evidente impraticabilità di attività agricola sui fondi ablati.

È il proprietario che, non condividendo la misura dell'indennità provvisoria offerta dall'amministrazione, impedisce la maturazione dei presupposti per il riconoscimento dei benefici economici di cui all'art. 20 d.P.R. 327/2001. Non è pertanto la mancata attivazione del procedimento determinativo di cui all'art. 21 d.P.R. n. 327/2001, a precludere detti benefici, presupponendo tale procedimento proprio il mancato accordo sulla quantificazione dell'indennità di espropriazione.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> PROPRIETARIO COLTIVATORE DIRETTO

In tema di determinazione dell'indennit&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...spropriazione, al proprietario coltivatore diretto del fondo espropriato spetta un'indennità aggiuntiva, ex art. 17 della L. 22 ottobre 1971, n. 865, autonoma rispetto all'indennità di espropriazione, caratterizzata da una funzione compensativa del sacrificio sopportato a causa della definitiva perdita del terreno su cui egli ha esercitato l'attività agricola.

Nell'espropriazione ordinaria di terreni agricoli a danno del proprietario coltivatore vi è incompatibilità, tra la "triplicazione " dell'indennità calcolata a mente dell'art. 45, comma 2, lett d) DPR 327/2001 e l'indennità aggiuntiva prevista dal comma IV° dell'art. 40 del medesimo decreto.

L'art. 37, comma 9 DPR 327/2001, nell'ipotesi di "area edificabile utilizzata a scopi agricoli", attribuisce al solo proprietario coltivatore diretto (ed alle categorie equiparate) "anche una indennità pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticato".

Sono invocabili le maggiorazioni ex art. 17 L. n. 865/71 solo nei casi di cessione volontaria, ai sensi dell'art.12 della medesima norma, degli immobili in espropriazione, e di accettazione della indennità provvisoria ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... mancanza di cessione volontaria e del relativo accordo tra la volontà degli espropriandi e quella dell'autorità espropriante, esclude la possibilità di accoglimento della domanda.

In assenza di prova che il terreno fosse coltivato direttamente dai proprietari, non può trovare applicazione la maggiorazione di cui all'art. 17 L.n. 865/71.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> PROPRIETARIO COLTIVATORE DIRETTO --> AREE EDIFICABILI

In ipotesi di area edificabile, l'indennità aggiuntiva prevista a favore del proprietario coltivatore diretto è stata prevista soltanto dall'art. 37, comma 9 del D.P.R. n. 327 del 2001; per i procedimenti ante testo unico soltanto per le aree agricole e per quelle che non sono classificate come edificabili si applicano le norme di cui al titolo 2^ della L. n. 865 del 1971, tra le quali è incluso l'art. 17.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> PROPRIETARIO COLTIVATORE DIRETTO --> TRIPLICAZIONE

L'indennità aggiuntiva diretta a remunerare la perdita del lavoro (relativo al "terreno" dovuto abbandonare a causa del t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o coattivo, si deve calcolare sempre e comunque in base alla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 3. L'indennità aggiuntiva dovuta al proprietario coltivatore diretto per l'ipotesi di cessione volontaria del fondo di cui parla il 1 comma dell'art. 17 l. n. 865/71, non può pertanto essere diversa, quanto al parametro da moltiplicare, da quella dei commi 2 e 3 (che si riferisce anche al comma 1) anche perché assolve alla medesima autonoma funzione;quindi triplicazione del valore agricolo tabellare e non dell'indennità comunque determinata.

La maggiorazione del triplo dell'indennità di esproprio prevista dall'art. 17 della legge 865/1971 non può essere riconosciuto al proprietario che nonostante abbia dimostrato il possesso della qualità di coltivatore diretto non sia addivenuto alla cessione volontaria.

La natura edificabile delle aree impone di non applicare la regola di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 1, non spettando nel caso la triplicazione della indennità tabellare al proprietario coltivatore diretto.

L'art. 17, comma 1, si riferisce unicamente al caso della cessione volontaria del terreno destinato ad usi agricoli dal proprietàrio in qualità di coltiv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to e non accorda a quest'ultimo alcun distinto indennizzo aggiuntivo ma stabilisce solo un incremento del prezzo di cessione da determinarsi, in deroga all'art. 12, con triplicazione dell'indennità provvisoria correlata al valore agricolo. Ne consegue che va esclusa ogni cumulabilità del diritto al risarcimento del danno per l'occupazione acquisitiva di un'area edificabile con il diritto all'indennizzo per la coltivazione del fondo.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> PROPRIETARIO COLTIVATORE DIRETTO --> TRIPLICAZIONE --> DOPO LA SENTENZA N. 181/2011

In tema di determinazione dell'indennità di espropriazione, al proprietario coltivatore diretto del fondo espropriato spetta un'indennità aggiuntiva, ex art. 17 L. n. 865/71. Tale indennità aggiuntiva deve essere commisurata al valore agricolo medio tabellare (VAM) ai sensi dell'art. 17, secondo, terzo e quarto comma, della L. n. 865/1971 (applicabile "ratione temporis"), trattandosi di disposizioni che - ad eccezione del beneficio della triplicazione previsto dal primo comma, triplicazione che deve ritenersi abrogata per incompatibilità con il nuovo assetto normativo derivante dalla sentenza de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ost. n. 181/2011 - non sono state coinvolte dalla menzionata pronuncia della Consulta, essendo dotate di funzione riparatrice autonoma rispetto all'indennità di esproprio e poste a tutela di diritti costituzionali, quale quello al lavoro, diversi da quello di proprietà.

Una volta accertato il valore di mercato dei suoli espropriati e rideterminato l'ammontare delle indennità di esproprio e di occupazione in concreto spettanti, occorre valutare se le somme offerte dall'espropriante abbiano posto il proprietario coltivatore diretto in grado di operare la scelta fra accettazione della cessione volontaria o contestazione dell'indennità offerta; ove l'offerta sia ritenuta incongrua, l'indennità aggiuntiva, che spetta al proprietario solo in ragione della sua qualità di coltivatore diretto del terreno e che dunque lo compensa di una perdita ricollegata alla specifica destinazione agricola del bene, andrà calcolata sulla base del VAM, secondo quanto previsto dal citata L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 3.

A seguito della nota sentenza n. 181 del 2011 della Corte costituzionale, il sistema premiale di triplicazione dell'indennità di esproprio, di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 1 (cos&igra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... quello previsto dall'art. 45, comma 2, lett. c) e d)), deve ritenersi abrogato per incompatibilità con il nuovo assetto normativo essendo stato privato l'art. 17, comma 1, del parametro legale di riferimento per la triplicazione dell'indennità aggiuntiva in favore del proprietario diretto coltivatore, parametro legale che non è surrogabile con quello del valore venale del fondo succeduto al primo. Quest'incompatibilità ovviamente ed a maggior ragione si estende ai sistemi di calcolo dell'indennizzo espropriativo relativo alle espropriazioni parziali.

Non tutte le disposizioni normative involgenti i VAM possono ritenersi coinvolte e travolte dalla pronuncia della Consulta (n. 181/2011); con riguardo alle espropriazioni non soggette ratione temporis al D.P.R. n. 327 del 2001 ed all'indennità aggiuntiva, devono ritenersi ancora vigenti i commi 2, 3 e 4 della L. n. 865 del 1971, art. 17 (come pure dimostrerebbe l'art. 37, comma 9 T.U. che estende anche alle aree edificatorie tale indennità, prevista invece per le aree agricole dall'art. 40, comma 4 e dall'art. 42 del medesimo testo), nonché il comma 1 del medesimo art. 17 con limitazione dell'indennizzo aggiuntivo all'importo rinveniente dal criterio unitario di commis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l beneficio contemplato dal terzo comma della stessa disposizione normativa e costituito dal VAM, senza applicazione della triplicazione.

A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, con riguardo alle espropriazioni non soggette ratione temporis al D.P.R. n. 327 del 2001, devono ritenersi ancora vigenti i commi 2, 3 e 4 della L. n. 865 del 1971, art. 17 nonché il comma 1 del medesimo art. 17 con limitazione dell'indennizzo aggiuntivo al VAM, senza applicazione della triplicazione.In ipotesi di espropriazione parziale l'indennità di esproprio e l'indennità aggiuntiva vanno calcolate quanto alla prima applicando al terreno espropriato il valore pieno di mercato (oltre la valutazione del deprezzamento subito dalla residua porzione immobiliare) e quanto alla seconda determinandone l'importo in base al criterio dei VAM.

La disciplina della triplicazione ex art. 45 comma 2 lett. d del D.P.R. n. 327 del 2001, nell'ipotesi di cessione volontaria, fa rinvio ricettizio all'art. 40 comma 3, norma, quest'ultima, colpita da declaratoria d'incostituzionalità a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 2011; da ciò discende che non è percorribile un'ardita opzione ermeneutica che si risolvereb... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...licazione del beneficio della triplicazione ad un calcolo incentrato su un parametro (quello del valore di mercato) del tutto diverso da quello (vam) tenuto presente dal citato art. 40 comma 3. La tesi prospettata creerebbe le condizioni per una ingiusta locupletazione.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> PROPRIETARIO COLTIVATORE DIRETTO --> TRIPLICAZIONE --> OFFERTA INCONGRUA

L'indennità di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 17 non spetta al proprietario coltivatore diretto del fondo solo in caso di cessione volontaria. In contrario, va rilevato che tale indennità è dovuta, in applicazione dei principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di espropriazione delle aree edificabili, ogni qual volta l'offerta provvisoria, per la sua incongruità, non abbia, in concreto, consentito all'espropriando di esercitare la sua facoltà di scelta fra accettazione della cessione volontaria o contestazione dell'indennità offerta.

La triplicazione dell'indennità, dovuta al proprietario coltivatore diretto ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 1, per l'ipotesi di cessione volontaria del fondo, è comunque dovuta ove l'offerta ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... non abbia reso possibile, per la sua incongruità, la facoltà di scelta dell'espropriando per la cessione volontaria o per la contestazione dell'indennità offerta, secondo l'apprezzamento motivato del giudice di merito, che deve valutare la conformità dell'offerta non solo al parametro posto dall'art. 16, ma anche a quello dell'incidenza dell'espropriazione parziale sull'esercizio dell'azienda agraria, posto dal precedente art. 15.

La triplicazione spetta tutte le volte che l'espropriante non abbia formulato un'offerta di indennità provvisoria seria, attendibile, effettivamente commisurata ai criteri legali e adeguata alla natura e al valore dell'immobile (sì da garantire, e non elidere, la facoltà di scelta dell'espropriando per la cessione volontaria o per la contestazione dell'indennità offerta), secondo i principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di espropriazione delle aree edificabili, i quali vanno applicati anche all'espropriazione delle aree inedificabili.

Va esclusa la triplicazione ai sensi dell'art. 17 L. n. 865/71 solo se l'offerta provvisoria sia conforme non solo al parametro posto dall'art.16, ma anche a quello dell'incidenza dell'azienda agraria posto dal precedente ar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Nell'espropriazione delle aree agricole non può escludersi il diritto del titolare coltivatore diretto del fondo alla triplicazione dell'indennità di espropriazione calcolata secondo i criteri di cui alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, artt. 16 e 17, qualora risulti che l'indennità provvisoria offerta dall'espropriante sia palesemente incongrua rispetto all'importo spettante secondo una corretta applicazione dei parametri di legge.

Le medesime considerazioni che hanno indotto la giurisprudenza (e ora il legislatore) ad equiparare l'ipotesi di cessione volontaria di aree edificabili a quella in cui la stessa non possa concludersi per fatto imputabile all'espropriante valgono per le aree non edificabili: pertanto il proprietario coltivatore diretto non perde la triplicazione se non abbia accettato un VAM sbagliato per tipologia colturale e annata agraria.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> MAGGIORAZIONI E INDENNITÀ AGGIUNTIVE --> RIVALUTAZIONE

L'incremento perequativo del 10% previsto dall'art. 37 DPR 327/2001 riscritto dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 89, non trova applicazione in ipotesi di corrispondenza del valore reale unitario liquidato al valore reale stimato e per la mera attualizza... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ei prezzi della stima al di dell'esproprio. Difetta, in tale ipotesi, la stessa ragione "perequativa" di applicazione, neanche potendosi valorizzare una finalità "premiale" (tipica della definizione bonaria) ad una vicenda che ha visto conseguire una liquidazione a valore "reale" non dissimile da quello in valuta offerto a suo tempo e comunque con un incremento nominale non addebitabile altro che al lievitare dei prezzi con il passare del tempo.



 
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