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Indennità di espropriazione, legittimità dei criteri estimativi


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
formato: pdf  
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INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> CRITERI ESTIMATIVI

La determinazione del valore del fondo può avvenire sia con metodi analitico-ricostruttivi, tesi ad accertarne il valore di trasferimento; sia con metodi sintetico- comparativi, volti invece a desumerne dall'analisi del mercato il valore commerciale attraverso il riferimento alle aree omogenee". Rientra tra i compiti del giudice di merito, stabilire (anche in base alle indicazioni del consulente tecnico d'ufficio), se sussistono gli elementi occorrenti per la ricerca del presumibile valore comparativo dell'area e se privilegiare quest'ultimo metodo, ovvero i criteri di stima c.d.analitici-ricostruttivi,o ancora metodi diversi da questi.

Secondo il principio contabile internazionale IAS/IFRS n. 23, redatto dalla Fondazione IASC - International Accounting Standards Committee (la cui applicabilità nell'ordinamento comunitario è stabilita dal Reg. CE 3 novembre 2008, n. 1126 – che ha modificato il precedente Reg. CE 29 settembre 2003, n. 1725 – ai sensi del Reg. CE 19 luglio 2002, n. 1606), gli oneri finanziari, considerati ai fini della determinazione del valore dell'immobile, devono essere rilevati da documentazione contabile da cui risulti che essi siano sta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...amente sostenuti e comunque, per essere capitalizzati come parte del costo di un bene, devono «…essere attendibilmente determinati...». Ciò implica che non possano essere contabilizzati oneri finanziari stimati in via percentuale, senza che possano essere ricondotti ad una rilevazione effettiva.

La comparazione tra aree fabbricabili dotate di caratteristiche analoghe, valido criterio di stima ai fini dell'accertamento del valore venale, utilizzabile per la determinazione dell'indennità d'espropriazione, postula il preventivo accertamento della qualificazione urbanistica dell'area espropriata, e non è criterio autonomo d'accertamento della sua potenzialità edificatoria.

La mera allegazione di una sensibile differenza tra i valori attribuiti in cause diverse a fondi vicini non costituisce di per sé indizio sufficiente di erroneità della valutazione, bensì deve riconnettersi, in difetto di ulteriori elementi che è onere di parte fornire, sia alle ontologiche differenze che possono sussistere tra fondi anche contigui, sia a quel certo ambito di opinabilità che è proprio di ogni stima dei valori commerciali, sia anche dei molteplici criteri e parametri che, nell'ambi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cnica, possono porsi a base di una valutazione tecnico-discrezionale pur se correttamente operata.

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> CRITERI ESTIMATIVI --> LEGITTIMITÀ

Sia la giurisprudenza della Corte Costituzionale che quella della Corte EDU hanno individuato in materia di indennità di espropriazione un nucleo minimo di tutela del diritto di proprietà, garantito dall'art. 42, terzo comma, Cost., e dall'art. 1 del primo protocollo addizionale della CEDU, in virtù del quale l'indennità di espropriazione non può ignorare «ogni dato valutativo inerente ai requisiti specifici del bene», né può eludere un «ragionevole legame» con il valore di mercato (da ultimo sentenza n. 181 del 2011 e prima ancora, sentenza n. 348 del 2007).

L'ingerenza nel diritto al rispetto dei beni deve realizzare, in primo luogo, un «giusto equilibrio» tra le esigenze dell'interesse generale della comunità e il requisito della salvaguardia dei diritti fondamentali dell'individuo. In secondo luogo, nonostante che al legislatore ordinario spetti un ampio margine, l'acquisizione di beni senza il pagamento di indennizzo in ragionevole rapporto con il loro valore c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...normalmente un'ingerenza sproporzionata.

L'indennizzo assicurato all'espropriato dall'art. 42, terzo comma, Cost., se non deve costituire una integrale riparazione per la perdita subita – in quanto occorre coordinare il diritto del privato con l'interesse generale che l'espropriazione mira a realizzare – non può essere, tuttavia, fissato in una misura irrisoria o meramente simbolica, ma deve rappresentare un serio ristoro. A tal fine deve essere esclusa una valutazione del tutto astratta, in quanto sganciata dalle caratteristiche essenziali del bene ablato.

Non è ravvisabile alcun motivo idoneo a giustificare un trattamento differenziato, in presenza di un evento espropriativo, tra i suoli edificabili, da un lato, agricoli o non suscettibili di classificazione edificatoria, dall'altro; il punto di riferimento per determinare l'indennità di espropriazione deve essere il valore di mercato (o venale) del bene ablato e tale punto di riferimento non può variare secondo la natura del bene, perché in tal modo verrebbe meno l'ancoraggio al dato della realtà postulato come necessario per pervenire alla determinazione di una giusta indennità.

L'adeguatezza dei criteri di calcolo deve ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tata nel contesto storico, istituzionale e giuridico esistente al momento del giudizio. Né il criterio del valore venale (pur rimasto in vigore dal 1983 al 1992), né alcuno dei criteri «mediati» prescelti dal legislatore possono avere i caratteri dell'assolutezza e della definitività. La loro collocazione nel sistema e la loro compatibilità con i parametri costituzionali subiscono variazioni legate al decorso del tempo o al mutamento del contesto istituzionale e normativo, che non possono restare senza conseguenze nello scrutinio di costituzionalità della norma che li contiene.

L'art. 42 Cost. in base al quale è consentita la espropriazione dei beni di proprietà per motivi di interesse generale e "salvo indennizzo" non è violata quando questo si fa corrispondere al valore di mercato dei beni ablati, sorgendo problemi di legittimità costituzionale solo allorché si distacchi in modo rilevante e ingiustificato da tale misura del corrispettivo.



 
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