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La plusvalenza nella ritenuta fiscale irpef nell'indennità di esproprio


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
formato: pdf  
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La L. n. 413 del 1991, art. 11, comma 5, comprendendo specificamente non le sole indennità di esproprio, ma anche le somme percepite a seguito di cessioni volontarie o per effetto di acquisizione coattiva, risulta articolata in modo tale da ricomprendere nel suo ambito di applicazione ogni plusvalenza la quale trovi, comunque, origine nella percezione di somme corrisposte nell'ambito di un procedimento che riguardi l'acquisizione, a qualunque titolo, di terreni cui venga data la particolare destinazione di pubblica utilità, quale esplicitata dalla L. n. 413 del 1991, stesso art. 11.

Operando la tassazione ex L. n . 13/1991 art. 11 comma 5 alle plusvalenze conseguenziali a tutte le vicende rientranti nel procedimento latu sensu espropriativo, costituiscono plusvalenza tassabili, ai sensi della norma citata, anche le somme percepite dai privati, seppure attraverso "cessione volontaria", nell'ambito di una complessa vicenda espropriativa che ha trovato la sua conclusione con un accordo transattivo e ricognitivo di occupazione appropriativa e determinazione di indennità.

Ai sensi dell'art. 11 comma 7 L. n. 413/1991 non vi è dubbio che il contribuente possa scegliere tra la ritenuta "secca" del 20%, operata ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a di espressa precisazione), sull'intera somma erogata, e la tassazione ordinaria, che determina l'ammontare dell'imposta dovuta tenendo conto invece della sola plusvalenza, unitamente alle altre componenti reddituali. Peraltro è stata ritenuta manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., del detto art. 11, comma 7 nella parte in cui prevede che la ritenuta del 20 per cento si applichi sull'intera somma percepita e non sulla sola plusvalenza (v., sul punto, anche Corte Cost. ord. n. 395 del 2002).

Con riguardo al regime fiscale delle plusvalenze derivanti dalla percezione di somme a seguito di procedimenti espropriativi, dettato dalla L. n. 413/1991, art. 11, è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., del comma settimo di detto art. 11, nella parte in cui prevede che la ritenuta del 20 per cento si applichi sull'intera somma percepita e non sulla sola plusvalenza. E ciò in quanto la norma stessa attribuisce al contribuente la facoltà di optare, in sede di dichiarazione dei redditi, per la tassazione ordinaria, in base alla quale l'ammontare dell'imposta dovuta è determinato tenendo cont... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a plusvalenza, unitamente alle altre componenti reddituali.

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., dell'art. 11, comma 7 L. n. 413/1991 nella parte in cui prevede che la ritenuta del 20 per cento si applichi sull'intera somma percepita e non sulla sola plusvalenza, atteso che la norma stessa attribuisce al contribuente la facoltà di optare, in sede di dichiarazione dei redditi, per la tassazione ordinaria, in base alla quale l'ammontare dell'imposta dovuta è determinato tenendo conto della sola plusvalenza, unitamente alle altre componenti reddituali.

La ritenuta di cui alla L. n. 413 del 1991, art. 11, va applicata sull'intera somma percepita e non sulla sola plusvalenza; ciò è legittimo atteso che la norma stessa attribuisce al contribuente la facoltà di optare, in sede di dichiarazione dei redditi, per la tassazione ordinaria, in base alla quale l'ammontare dell'imposta dovuta è determinato tenendo conto della sola plusvalenza, unitamente alle altre componenti reddituali.

In tema di imposte dirette sui redditi, ai sensi della L. 30 dicembre 1991, n. 413, art. 11, comma 5, soggetta a tassazione è l'i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e non la sola plusvalenza, consistente nella differenza tra la somma percepita ed il prezzo di acquisto pagato dall'espropriato, aumentato di ogni altro costo successivo; ciò consegue alla facoltà, comunque riconosciuta al contribuente, di optare o per la tassazione del 20% sull'intera cifra o di inserire la plusvalenza acquisita nella denuncia dei redditi dell'anno di percezione perché sia assoggettata ad I.R.P.E.F..

Ai fini dell'imposizione L. n. 413 del 1991, ex art. 11 occorre considerate la intera somma percepita e non la sola plusvalenza data dalla differenza tra la somma percepita ed il prezzo di acquisto pagato dall'espropriato, essendo rimesso a quest'ultimo in sede di denuncia dei redditi la facoltà di inserire la plusvalenza o optare per la tassazione del 20% sulla intera cifra.

Quando la base imponibile di un tributo è costituita dalla differenza tra il valore (finale) di trasferimento (volontario e/o coattivo) di un bene immobile ed il valore (iniziale) di acquisto del medesimo immobile, per valore iniziale "definitivamente accertato" deve intendersi quello divenuto definitivo tra il fisco ed il contribuente, indipendentemente dallo strumento con il quale quella definitività sia stata... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...

Deve escludersi che ai fini dell'imposizione ai sensi della L. 31 dicembre 1991, n. 413, art. 11, comma 5 sia necessaria la natura speculativa dell'operazione per inferire l'assoggettamento della relativa plusvalenza a tassazione.

Il concetto di "costo" considerato dal legislatore ai fini della sua addizione al "prezzo di acquisto" richiama soltanto quello di esborsi pecuniari e non include l'incremento patrimoniale determinato dalla vocazione edificatoria conferita dallo strumento urbanistico il quale, invece, costituisce al contempo oggetto della plusvalenza tassata e causa della sua tassazione.



 
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