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Indennità di espropriazione: esproprio parziale e deprezzamento dell'area residua in caso di terreno agricolo


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
formato: pdf  
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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE

Non sono concepibili, in presenza di un'unica vicenda ablatoria, due distinte somme, imputabili l'una a titolo d'indennità e d'altra a titolo di risarcimento del danno per il deprezzamento subito dai residui terreni; né rileva la circostanza che detti effetti negativi si siano realizzati su zone estranee alla dichiarazione di pubblica utilità, se determinati da opere previste e conformi al progetto dell'opera pubblica. Pertanto, il danno alle porzioni residue trova riconoscimento solo nel quadro della perdita di valore della parte non interessata dal provvedimento ablativo (secondo un metodo che, con riferimento alle procedure conclusesi con l'esproprio, è tracciato dall'art. 40 L. 25 giugno 1865, n. 2359).

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE --> AREE AGRICOLE

Risulta insussistente qualsivoglia danno alla proprietà residua, non ricompresa nell'esproprio, qualora la parziale ablazione del bene non danneggi l'Azienda Agricola proprietaria nell'esercizio dell'attività agricola, in quanto posta in estrema posizione distale.

Il criterio di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 40 prescinde dal valo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... medio, sicché, anche prima della pubblicazione delle sentenze della Corte costituzionale n. 348 del 2007 e 181 del 2011, doveva tenersi conto, nella stima differenziale richiesta dall'art. 40, del decremento della parte di fondo residuata all'espropriazione, comportante, per i suoli agricoli, l'attribuzione di un valore complementare, non coincidente con il valore agricolo medio determinabile attraverso le tabelle cui fa rinvio la L. n. 865 del 1971, art. 16.

La natura agricola del fondo non è da sola sufficiente ad escludere la diminuzione di valore della porzione residua in mancanza dell'accertamento sulla sussistenza del vincolo economico-funzionale fra le due parti dell'immobile ed al lume delle risultanze della c.t.u. che quella residua ha perduto l'accesso diretto alla pubblica via o comunque ne ha conseguito altro assai più complicato che ha inciso sul suo valore venale.

In ipotesi di esproprio parziale, esclusa la presenza di un'azienda, dovrà applicarsi il disposto della L. n. 2359 del 1865, art. 40 relativo alla fattispecie di espropriazione parziale, invocabile per qualsiasi tipologia di immobili tutte le volte in cui la parte espropriata e la parte non espropriata costituiscano elementi di un "unicum&quo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... profilo funzionale ed economico e l'espropriazione della prima con il conseguente suo distacco dalla parte residua abbia influito oggettivamente in modo negativo su quest'ultima, sì da comportare la necessità di indennizzarne la diminuzione di valore.

In ipotesi di esproprio parziale nell'ipotesi in cui accerti che nessun pregiudizio abbia arrecato l'espropriazione al terreno residuo (e non sussiste alcun'azienda agricola su di esso), l'indennità dovrà essere stimata determinandone, sempre all'interno delle aree non edificatorie, il prezzo in comune commercio, ferma restando la sua destinazione agricola e tenendo conto delle colture e dei manufatti ivi esistenti.

Il riferimento al giusto prezzo dell'immobile contenuto nell'art. 40 L .n. 2359/1865 va posto in relazione con il criterio dettato dall'art. 39 per l'ipotesi di espropriazione totale, e va pertanto inteso nel senso che l'indennità dovuta all'espropriato corrisponde all'equivalente pecuniario della perdita subita, determinata in base al criterio indennitario previsto in via ordinaria per l'espropriazione totale. In caso di espropriazione parziale di suolo non edificabile pertanto l'indennità dovuta va incrementata di un importo corrispondente alla p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alore indennitario subita dall'area residua a causa dell'esproprio o liquidando il deprezzamento in misura pari alla differenza tra l'indennità che si sarebbe dovuta corrispondere per l'intero fondo prima che fosse occupato e quella da versare per l'area residua dopo l'esproprio.

L'applicazione dell'art. 15 della L. n. 865/71 porta al riconoscimento della spettanza di una somma pari alla differenza di valore del compendio immobiliare prima e dopo l'esproprio; tale indennizzo deve comprendere il ristoro del pregiudizio arrecato dall'espropriazione all'attività aziendale agricola su quel terreno esercitata, nella misura in cui incide direttamente sul fondo, nel senso che esso (pregiudizio) deve in concreto consistere in un danneggiamento materiale dell'immobile o nella compromissione di una condizione di fatto essenziale per l'utilizzazione od il godimento dello stesso e deve risolversi sul piano economico in una effettiva diminuzione del valore venale del bene su cui era allocata l'azienda agricola.

L'art. 40 della L. n. 2359/1865 si pone in rapporto di genere a specie con l'art. 15 della L. n. 865/71, con la conseguenza che, compensando in conformità a quest'ultima, il pregiudizio subito dall'azienda nel suo insieme per effetto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ramento cagionato dall'espropriazione, il giudice necessariamente muove dal presupposto che la parte espropriata e quella non espropriata dell'immobile costituiscano un'unica entità funzionale ed economica e, quindi applica il criterio di stima differenziale dell'art. 40, pur quale recepito dalla più specifica fattispecie di cui all'art. 15 inerente alla azienda agricola.

Mentre per ogni altro tipo di espropriazione il proprietario può conseguire la diminuzione di valore dell'area residuata non in base alle specifiche disposizioni che disciplinano la stima della relativa indennità, ma invocando la disposizione generale della L. n. 2359 del 1865, art. 40 e dimostrandone la ricorrenza dei presupposti, per i terreni agricoli, in caso di espropriazione parziale, dovendosi tener conto dell'incidenza dell'espropriazione sul valore dell'azienda nel suo insieme, l'espropriato ha diritto alla medesima diminuzione direttamente in forza della L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 16 e non dell'art. 40 della legge fondamentale sulle espropriazioni.

La normativa di settore non vincola la quantificazione dei danni cagionati alla proprietà residua dall'espropriazione parziale al valore agricolo medio dei suoli.

Mentre per... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tipo di espropriazione il proprietario può conseguire la diminuzione di valore dell'area residuata invocando la disposizione generale dell'art. 40 della L. n. 2359 del 1865 e dimostrandone la ricorrenza dei presupposti, per i terreni agricoli, in caso di espropriazione parziale, dovendosi tener conto dell'incidenza dell'espropriazione sul valore dell'azienda nel suo insieme, l'espropriato ha diritto alla medesima diminuzione direttamente in forza degli art. 15 e 16 della L. n. 865/971 e senza necessità di ricorre al richiamato art. 40.

Con riferimento ai terreni agricoli, l'art. 40 della L. n. 2359/1865 si pone in rapporto di genere a specie con l'art. 15 della L. 865/1971, con la conseguenza che, compensando il pregiudizio subito dall'azienda nel suo insieme per effetto dello smembramento cagionato dall'espropriazione, la sua applicazione muove dal presupposto che la parte espropriata e quella non espropriata dell'immobile costituiscano un'unica entità funzionale ed economica, con applicazione del criterio di stima differenziale dell'art. 40, pur quale recepito dalla più specifica fattispecie di cui all'art.15 inerente all'azienda agricola.

Anche in ipotesi di applicazione dell'art. 15 L. n. 865/71 in luogo dell'art. 40... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../1865, ricorrendo ipotesi di esproprio parziale di area agricola, resta ferma la regola dell'unicità dell'indennità, rivolta a coprire ogni danno diretto ed indiretto conseguente all'esproprio, e quindi anche quello derivante dall'interclusione, o divisione o minore estensione del suolo rimasto all'espropriato, ovvero dal frazionamento o dallo smembramento o dal ridimensionamento dell'azienda agricola che su di esso insiste.

In ipotesi di esproprio parziale di area agricola è indispensabile ricorrere a criteri fondati sulla somma algebrica del valore agricolo e delle perdite che lo smembramento ha arrecato all'azienda allorché la stima differenziale operata sui due valori calcolati conduca allo stesso risultato algebrico conseguibile valutando soltanto l'area espropriata e risulti perciò inidonea a riparare le conseguenze pregiudizievoli ulteriori della divisione del fondo, rispetto alla perdita del suo valore culturale ex art. 16 L. n. 865/71.

Nella determinazione dell'indennità di espropriazione (nel caso di specie) di area inedificabile, va anche tenuto conto del deprezzamento della residua parte del fondo.

L'applicazione dell'art. 40 della L. n. 2359 del 1865 è compatibile con l'ado... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riterio dei valori indennitari al fine di accertare la perdita subita dagli espropriati per l'ablazione parziale del fondo; ne consegue che il pregiudizio subito nel caso d'occupazione parziale di area inedificabile deve liquidarsi con gli stessi criteri, corrispondenti ai valori tabellari, di cui alle norme da applicare per indennizzare l'ablazione della parte espropriata.

L'articolo 15 della legge 865/1971 introduce quale componente essenziale dell'indennità di espropriazione delle aree non edificabili, anche il ristoro del pregiudizio subito dall'azienda agricola, considerata nel suo complesso, con la conseguenza che siccome la diminuzione di valore dell'area residuata dopo l'espropriazione parziale rappresenta, all'evidenza, un pregiudizio dell'azienda, essa, per la detta ragione, costituisce una componente necessaria dell'indennita' di espropriazione.

La legge 865/1971, nell'individuazione del pregiudizio che l'indennità è diretta a compensare, è ispirata alla duplice esigenza della tutela della proprietà e del lavoro, come si desume dagli articolo 17 e 15, per cui il riferimento all'azienda agricola non avrebbe ragione di essere ove ci si limitasse all'indennizzo dei soli terreni espropriati.

P... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i agricoli, l'articolo 40 della legge 2359/1865 si pone in rapporto di genere a specie con l'art. 15 della legge 865/1971, con la conseguenza che, compensando in conformità a quest'ultima, il pregiudizio subito dall'azienda nel suo insieme per effetto dello smembramento cagionato dall'espropriazione,il giudice necessariamente muove dal presupposto che la parte espropriata e quella non espropriata dell'immobile costituiscano un'unica entità funzionale ed economica: e, quindi applica il criterio di stima differenziale dell'art.40, pur quale recepito dalla più specifica fattispecie di cui all'art.15 inerente alla azienda agricola.

Non è dubitabile che, con la indennità da espropriazione parziale, da calcolare ai sensi della L. n. 2359 del 1865, artt. 39, 40, 41 in applicazione dei criteri di liquidazione connessi ai valori tabellari dell'area di cui alla L. n. 865 del 1971 (differenza dei valori tabellari prima e dopo l'esproprio), si devono reintegrare per equivalente anche i manufatti distrutti per realizzare l'opera pubblica per cui è causa.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE --> AREE AGRICOLE --> SENTENZA 305/2003 CORTE COST.

Con la decisione 305/2003, la Cort... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onale, con riguardo ai terreni agricoli, ha ribadito la non obbligatorietà della stima differenziale dell'azienda incidente sul fondo e la legittimità del ricorso a criteri che si fondino sulla somma algebrica del suo valore agricolo e delle perdite che lo smembramento ha arrecato all'azienda medesima.

La decisione 305/2003 della Corte Costituzionale, con riguardo ai terreni agricoli, ha ribadito la non obbligatorietà della stima differenziale dell'azienda incidente sul fondo e la legittimità del ricorso a criteri che si fondino sulla somma algebrica del suo valore agricolo e delle perdite che lo smembramento ha arrecato all'azienda medesima.



 
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