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Indennità di espropriazione: parametro legale vigente

La cessione volontaria del bene assoggettato ad espropriazione per pubblica utilità integra un contratto pubblicistico, in cui il prezzo si correla in modo vincolato ai parametri legali di determinazione dell'indennità espropriativa, secondo la normativa vigente al momento della procedura ablativa, e per essi, dunque, alla natura del suolo espropriando.

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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
formato: pdf  
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Il prezzo della cessione volontaria mediante il quale si producono i medesimi effetti traslativi (a titolo originario) del provvedimento ablativo, è sottratto alla disciplina di diritto privato: esso è inderogabilmente fissato in riferimento alla misura dell'indennità di esproprio, secondo la normativa vigente al momento della procedura, onde evitare che le cessioni di beni la cui acquisizione sia stata dichiarata di p.u. restino affidate alla discrezionale (se non arbitraria) valutazione delle parti, e resta correlato in modo vincolato ai parametri legali di determinazione dell'indennità espropriativa.

Sulla domanda di determinazione dell'indennità di esproprio, il giudice non può che applicare la normativa vigente, e non una normativa incostituzionale, senza che ciò comporti la necessità di provocare il contraddittorio.

La sequenza delle sentenze Corte cost. 24.10.2007, n. 348 e 349 e 11.6.2011, n. 181, ha indissociabilmente agganciato l'indennizzo espropriativo al valore venale del bene. Il serio ristoro che l'art. 42 Cost., comma 3, riconosce al sacrificio della proprietà per motivi d'interesse generale, si identifica oggi con il giusto prezzo nella libera contrattazione di compravend... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che la dichiarazione d'incostituzionalità dei criteri riduttivi ha fatto rivivere il criterio base di indennizzo, che la fondamentale legge sulle espropriazioni aveva sancito. La n. 2359/1865, art. 39 è stato riconosciuto applicabile alle questioni già soggette al pregresso regime riduttivo e comunque la nuova disciplina di cui al D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 1, come modificato dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 90, è ispirata al valore venale.

Per effetto delle sentenze della Corte Cost. 24.10.2007 nn. 348 e 349, rispettivamente inerenti l'indennità di espropriazione ed il risarcimento del danno da occupazione appropriativa per i suoli edificabili e della più recente sentenza Corte cost. 11.6.2011, n. 181, le tecniche indennitaria e risarcitoria per le espropriazioni ed occupazioni di suoli finalizzati alla realizzazione di opere pubblica, devono necessariamente focalizzare il valore di mercato del bene, senza ulteriori applicazioni di coefficienti riduttivi. Il valore venale, dunque, rappresenta l'indennità di espropriazione.

E' illegittima la pattuizione del prezzo sulla base di un esplicitato criterio di determinazione dell'indennità provvisoria diverso da quel... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ma non può considerarsi illegittima anche la pattuizione del prezzo sulla base di una erronea o insufficiente determinazione dell'indennità provvisoria, quando il parametro legale non sia indicato ovvero sia indicato e sia quello vigente. In conclusione il prezzo della cessione volontaria è nullo, e trova applicazione l'art. 1419 c.c., comma 2, soltanto quando sia stato determinato sulla base di criteri diversi da quello legale e non anche quando sia stato fissato sulla base del criterio legale, ma in modo erroneo.

Si impone, dopo le note decisioni della Corte costituzionale n. 348 del 2007 e n. 181 del 2011, l'applicazione del principio generale secondo cui l'indennizzo deve essere pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39 che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, anche per la sua corrispondenza con la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione europea, nell'interpretazione offerta dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Il prezzo della cessione volontaria rimane predeterminato in base a criteri inderogabili stabiliti dalla legge del tempo, che l'espropriando... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... soltanto accettare (o rifiutare), con la conseguenza che il prezzo della vendita è completamente sottratto alla disciplina di diritto privato e si correla in modo vincolato ai parametri legali circa la determinazione dell'indennità espropriativa, secondo la normativa vigente al momento della procedura ablativa.

Nell'ipotesi in cui sia stata convenuta la cessione volontaria al prezzo fissato dalla L. 29 luglio 1980, n. 385, salvo conguaglio, l'invalidazione per incostituzionalità di tale legge da parte della sentenza 223 del 1983 della Corte Costituzionale ha comportato l'invalidazione successiva ex art. 1419 c.c., comma 2 del patto relativo al parametro legale di ragguaglio del prezzo ed il diritto del cedente a conseguire il prezzo di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39 o il conguaglio sulla sua base; ciò in quanto ogni diversa pattuizione viene automaticamente sostituita con il precetto ritraibile dal criterio legale.

La cessione volontaria costituisce un contratto c.d. ad oggetto pubblico che si inserisce necessariamente nell'ambito del procedimento di espropriazione che l'espropriando ha il diritto di convenire in seguito ad un subprocedimento predisposto dalla L. n. 865 del 1971, art. 12 e ad un prezzo pur esso pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o in base a criteri inderogabili stabiliti dalla legge che costui può soltanto accettare (o rifiutare).

Intervenuta la dichiarazione d'illegittimità della L. n. 385 del 1980, art. 1, ad opera della decisione 223/1983 della Corte Costituzionale, per effetto del rinvio "mobile" contenuto nel contratto, per il quale l'integrazione del prezzo doveva determinarsi "sulla base delle nuove disposizioni legislative che saranno emanate in seguito in materia", torna applicabile il criterio del valore venale del fondo di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39, peraltro confermato dal sopravvenuto della L. n. 244 del 2007, art. 2.

La "cessione volontaria" di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 12 comporta il trasferimento del bene dietro pagamento dell'indennizzo che l'espropriando ha il diritto di convenire in seguito ad un subprocedimento predisposto dalla ricordata norma e ad un prezzo pur esso predeterminato in base a criteri inderogabili stabiliti dalla legge del tempo per la determinazione dell'indennità spettante per la sua espropriazione, che egli ha soltanto la facoltà di accettare (o rifiutare).

La cessione volontaria del bene assoggettato ad espropriazione per pubblica utilità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n contratto pubblicistico, in cui il prezzo si correla in modo vincolato ai parametri legali di determinazione dell'indennità espropriativa, secondo la normativa vigente al momento della procedura ablativa, e per essi, dunque, alla natura del suolo espropriando.

Nell'ipotesi in cui la cessione, stipulata nel vigore della L. n. 385 del 1980, contenga la clausola di previsione del conguaglio del prezzo e l'area ceduta sia legalmente edificabile in base alle previsioni degli strumenti urbanistici, non può attribuirsi rilievo, ai fini dell'integrazione del prezzo, alla contraria qualificazione data dalle parti nell'atto di cessione; ciò in considerazione del carattere vincolato della determinazione del corrispettivo della cessione, che va necessariamente effettuata secondo i criteri previsti dalla legge per la liquidazione dell'indennità di esproprio.

La cessione volontaria, significativamente inclusa fra i contratti ad oggetto pubblico, è parzialmente regolata da norme imperative imposte dalla presenza di un soggetto pubblico, e inderogabilmente dettate ad integrazione del contenuto necessario del negozio, fra le quali assume rilievo l'inderogabilità delle regole sulla determinazione dell'indennità di es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cessariamente ancorata nell'interesse pubblico al parametro legale.

La cessione volontaria degli immobili assoggettati ad espropriazione e la determinazione amichevole della relativa indennità non possono derogare in alcun modo dai prestabiliti parametri legali.

Il sistema di determinazione dell'indennità di espropriazione, introdotto dalla L. n. 865 del 1971, è ancorato a criteri improntati a marcata rigidità e nell'ambito di essi a parametri predeterminati, non consentendo, anzitutto, mezzi di definizione diversi dalle vie previste dalla norma.

Il carattere imperativo della norma contenuta nella L. n. 865/71, art. 12, che fissa inderogabilmente, quale parametro per la determinazione del prezzo della cessione volontaria, la misura dell'indennità di esproprio secondo la normativa vigente al momento della procedura, comporta, in coerenza con la naturadi contratto di diritto pubblico della cessione, l'invalidità della clausola convenzionale di previsione di un prezzo diverso, commisurato ad una normativa non più applicabile in quanto dichiarata incostituzionale, con la conseguenza che la pattuizione invalida sul prezzo viene automaticamente sostituita con il precetto retraibile dal criter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br />
Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 223/1983 nulla era la sola clausola, contenuta nell'atto di cessione salvo conguaglio di cui alla L. n. 385/1980, di determinazione del corrispettivo o dell'indennità, che riproduceva un criterio di liquidazione già dichiarato illecito ai sensi dalla sentenza della Corte Cost. n. 5/1980; tale nullità parziale non ha inficiato la previsione del conguaglio, da fissare ai sensi del reviviscente art. 39 L. 25 giugno 1865, n. 2359.

Nei negozi di cessione volontaria inseriti nel procedimento espropriativo l'indennità va determinata osservando i canoni legali; l'eventuale violazione di questi ultimi non provoca di per sé l'invalidità dell'intero negozio, oltre che della clausola relativa alla quantificazione dell'indennità.

Ove la cessione volontaria del bene stipulata successivamente alla sentenza della Corte Costituzionale n. 223 del 1983, contenga la determinazione dell'indennità sulla base del criterio, dichiarato illegittimo, dell'acconto "salvo conguaglio" ex L. n. 385 del 1980, si verifica un'ipotesi di nullità parziale del relativo accordo; in tal caso, la pattuizione invalida sul prezzo viene automaticamente sosti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rma dell'art. 1419 c.c., comma 2, con il precetto ricavabile dal criterio legale.

Nel caso di controversia insorta tra le parti, la legge da applicare per calcolare l'ammontare dell'indennità di espropriazione è quella vigente al momento della decisione della causa.

Nessun rilievo assume, ai fini della determinazione del prezzo della cessione volontaria, la considerazione delle parti eventualmente espressa nel contratto, sulla qualificazione del fondo ceduto, giacché l'inderogabilità delle regole legali sulla determinazione dell'indennità comporta la necessità di accertamento preliminare della natura del suolo, se edificatorio o agricolo.

Ai fini della determinazione del prezzo della cessione volontaria, non assume alcun rilievo la considerazione delle parti, eventualmente espressa nel contratto, sulla qualificazione del fondo ceduto, giacché l'inderogabilità delle regole legali sulla determinazione dell'indennità comporta la necessità di accertamento preliminare della natura del suolo, se edificatorio o agricolo.

La L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, introduce nuovi criteri per la determinazione dell'indennità di espropriazione relativamente alle... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...catorie, i quali trovano applicazione anche nell'ipotesi in cui sia stata convenuta la cessione volontaria del bene assoggettato alla procedura di espropriazione per pubblica utilità, dato che il relativo prezzo va equiparato all'indennità di esproprio; tale cessione, infatti, non costituisce un negozio di diritto privato, ma un negozio di diritto pubblico, diretto a consentire una più sollecita definizione del procedimento relativo al trasferimento coattivo del bene.

L'accordo di cessione volontaria deve rispettare il paradigma normativo. Consegue che è nullo qualora abbia ad oggetto terreni diversi da quelli indicati in progetto e non derivi dall'accettazione dell'indennità di espropriazione ai sensi dell'art. 20 del DPR 327/2001, bensì consegua ad una vera e propria trattativa sia sul prezzo che sull'area da espropriare.

Nell'ipotesi in cui sia stata convenuta la cessione volontaria al prezzo fissato dalla L. n. 385/1980, salvo conguaglio, l'intervenuta incostituzionalità di tale legge (Corte Cost. n. 223/1983), ha comportato l'invalidazione, ex art. 1419 c.c., comma 2, del patto relativo al parametro legale di ragguaglio del prezzo ed il diritto del cedente a conseguire il prezzo di cui alla L. n.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... art. 39. All'espropriato non è data la facoltà di continuare ad invocare la clausola contrattuale divenuta invalida, perché da tale momento la pattuizione suddetta viene automaticamente sostituita con il precetto retraibile dal criterio legale.

La natura pubblica del contratto di cessione sostitutivo del decreto di esproprio impone un corrispettivo, liquidato in conformità ai criteri di determinazione dell'indennità di espropriazione previsti per legge e indipendenti dalla volontà delle parti. Deve conseguentemente considerarsi irrilevante la volontà delle parti della cessione nella determinazione del corrispettivo-indennità da pagarsi.

E' invalida la cessione che si conformi alle previsioni della L. n. 385 del 1980, se conclusa successivamente alla declaratoria d'illegittimità costituzionale di cui alla sentenza n. 223 del 1983.

Il mancato inserimento nell'atto di cessione della clausola "salvo conguaglio" di cui alla Legge n. n. 385 del 1980 non consente di escludere il diritto all'integrazione del prezzo, qualora l'accordo sia stato comunque concluso in epoca in cui i parametri legali di determinazione della indennità cui le parti si siano riferite non... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ù vigenti, con la conseguenza che la pattuizione invalida sul prezzo viene automaticamente sostituita con il precetto detraibile dal criterio legale.

Il carattere imperativo dell'articolo 12 della legge 865/71, là dove fissa inderogabilmente, quale parametro per la determinazione del prezzo della cessione volontaria, la misura dell'indennità di esproprio secondo la normativa vigente al momento della procedura, comporta che tale prezzo deve correlarsi in modo vincolante al parametro di legge anzidetto, da cui non è possibile in alcun modo discostarsi.

L'indennità di esproprio è fissata inderogabilmente, quale parametro per la determinazione del prezzo della cessione volontaria, secondo la normativa vigente al momento della procedura, comportando l'invalidità della clausola convenzionale di previsione di un prezzo diverso, non soltanto quando i parametri legali, cui le parti si sono riferite per la determinazione di tale prezzo, siano stati successivamente dichiarati incostituzionali, ma anche, e a maggior ragione, allorché al momento della cessione detti parametri non fossero più vigenti; ipotesi nella quale la pattuizione invalida sul prezzo viene automaticamente sostituita, a norma dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...c.c., comma 2, con il precetto ricavabile dal criterio legale.



 
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