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Danno all'avviamento e all'attività economica derivante dagli espropri per pubblica utilità e dalle opere pubbliche

L'indennità di espropriazione deve essere rapportata solo al valore del bene espropriato, con esclusione di ogni altro pregiudizio a carattere personale e indiretto subito dall'espropriato, ivi compreso il pregiudizio all'attività di impresa, ancorché insistente nell'immobile soggetto ad espropriazione.

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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> DANNO ALL'ATTIVITÀ ECONOMICA

Il termine di riferimento per la determinazione dell'indennità è rappresentato dal solo valore di mercato del bene, e non anche dal reale pregiudizio che lo stesso proprietario od altro titolare di minore diritto di godimento risentono per il fatto di vedere dissolta, o, comunque, compromessa l'organizzazione aziendale da intendersi nel senso di cui all'art. 2555 cod. civ., o dal non potere ulteriormente svolgere mediante l'uso dello stesso immobile la precedente attività, ovvero, ancora dal non potervi intraprendere l'attività programmata.

Qualora, nel caso di espropriazione parziale per pubblica utilità, risulti impedito l'ulteriore svolgimento di un'impresa che utilizzava l'immobile espropriato per l'esercizio della propria attività, la determinazione dell'indennità di esproprio dev'essere effettuata secondo il criterio dettato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, tenendo conto della differenza tra il valore dell'area espropriata, comprensivo di quello degli edifici che vi insistono, ed il valore dell'azienda, non potendo costituire oggetto di indennizzo il pregiudizio che il proprietario o il titolare di alt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...subisce per non poter più esercitare l'impresa in quel luogo.

Nell'ipotesi di espropriazione parziale, qualora risulti impedito l'ulteriore svolgimento di un'impresa che utilizzava l'immobile espropriato per l'esercizio della propria attività, la determinazione dell'indennità deve essere effettuata secondo il criterio dettato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 40, senza che abbia rilievo il reale pregiudizio rappresentato dall'impossibilità di proseguire la precedente attività imprenditoriale.

Il termine di riferimento dell'unica indennità di espropriazione è rappresentato dal valore di mercato dell'immobile espropriato quale gli deriva dalle sue caratteristiche naturali, economiche e giuridiche, e soprattutto dal criterio previsto dalla legge per apprezzarle, e non anche (all'infuori delle ipotesi previste dalla L. n. 865 del 1971, art. 17), dal pregiudizio che il proprietario risente come effetto del non potere ulteriormente svolgere mediante l'uso dello stesso immobile la precedente attività.

Nel caso di espropriazione di terreno destinato a parcheggio a servizio di struttura alberghiera, le perdite aziendali non sono suscettibili di indennizzo, e l'applicazione del criter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...revisto nel caso di espropriazione parziale è sufficiente a compensare la perdita subita.

Il termine di riferimento dell'unica indennità spettante al proprietario è rappresentato dal valore di mercato del bene espropriato quale gli deriva dalle sue caratteristiche naturali, economiche e giuridiche, e dal criterio previsto dalla legge per apprezzarle; e non anche dal reale pregiudizio che il proprietario od altro titolare di minore diritto di godimento risentono come effetto dal non potere ulteriormente svolgere mediante l'uso dello stesso immobile la precedente attività.

L'indennità di espropriazione deve essere rapportata solo al valore del bene espropriato, con esclusione di ogni altro pregiudizio a carattere personale e indiretto subito dall'espropriato, ivi compreso il pregiudizio all'attività di impresa, ancorché insistente nell'immobile soggetto ad espropriazione.

Il termine di riferimento dell'indennità è rappresentato dal valore di mercato del bene espropriato, non anche dal pregiudizio che il proprietario od altro titolare di minore diritto di godimento risente per la cessazione della precedente attività, onde l'unica indennità va rapportata a come i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...resenta, prescindendo dal pregiudizio ai terzi, mentre la parte di indennità ad essi dovuta è da detrarre da quella spettante al proprietario.

Nell'ambito delle legittime pretese dell'affittuario o di altro titolare di diritti di godimento rientra la mancata rendita realizzabile in base al contratto per il periodo intercorrente tra la data di immissione in possesso dell'occupante e la data di inizio dell'opera pubblica che comporta la definitiva estinzione del diritto di godimento sul fondo occupato, ormai insuscettibile di essere restituito.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> DANNO ALL'ATTIVITÀ ECONOMICA --> ART. 44 DPR 327/2001

L'art. 44 del D.P.R. n. 327 del 2001 prevede un indennizzo per la diminuzione del valore del fondo e non delle attività ivi allocate.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> DANNO ALL'ATTIVITÀ ECONOMICA --> ART. 46 L. 2359/1865

L'indennizzo di cui all'art. 46 della L. n. 2359 del 1865, spetta se l'opera pubblica abbia realizzato un'apprezzabile compressione o riduzione del diritto di proprietà inciso; da ciò consegue che l'indennità viene rapportata solo al valore del fondo in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; con esclusione del pregiudizio all'attività di impresa, ancorché insistente nell'immobile medesimo.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> DANNO ALL'ATTIVITÀ ECONOMICA --> ATTIVITÀ INDUSTRIALE

Per le pretese indennitarie verso l'espropriante, relative all'attività industriale - pregiudicata dall'espropriazione - svolta da soggetto diverso dal proprietario, non è invocabile l'applicazione della L. n. 2359, artt. 39 e 40, che si riferiscono esclusivamente all'indennità dovuta all'espropriato per la perdita del suo diritto dominicale; e ciò è conforme alla ratio ed al contenuto dell'intera legge, la quale non prevede che all'imprenditore, sia esso o meno proprietario dell'immobile, spetti un'indennità per il fatto di vedere pregiudicata l'organizzazione aziendale.

Il criterio dell'edificabilità legale vale anche per la fattispecie di espropriazione parziale di cui alla Legge del 1865, art. 40; ne consegue che la valutazione prescritta dalla norma non può essere compiuta al lume dell'attività industriale espletata dal proprietario sull'immobile prima e dopo l'espropriazione od apprezzando il pregiudizio subito dal ridim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o e/o spostamento dell'azienda sulla proprietà residua per effetto dell'ablazione, ma unicamente considerando la destinazione legale (nel caso di specie) agricola attribuita al terreno espropriato dallo strumento urbanistico.

Salvo in ipotesi di beni per natura produttivi (quali cave e miniere), quando sull'immobile espropriato siano stati costruiti edifici ed installate attrezzature al fine di imprimergli - in tutto o in parte - una destinazione industriale, l'espropriazione dell'immobile si estende a tutto quanto vi si presenti stabilmente impiantato, e, per la parte in cui gli immobili espropriati presentino destinazione industriale, essi devono essere valutati, per stabilirne il valore venale, tenendo conto di tale destinazione oggettiva; tale valutazione però non può essere effettuata avendo riguardo alla redditività dell'impresa che su quell'area e con quegli edifici ed attrezzature è stata esercitata.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> DANNO ALL'ATTIVITÀ ECONOMICA --> CONDUTTORE NON FITTAVOLO

I conduttori del fondo diversi dai fittavoli non hanno diritto ad un autonomo indennizzo, ma possono pretendere dal proprietario indnenizzato la parte dell'indennit&agrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttante, come previsto anche dall'art. 1638 c.c., nonché il diritto, in via alternativa, ex artt. da 52 a 56 L. 2359/1865, di agire in opposizione alla stima, qualora ritengano che l'indennità pel proprietario non comprenda l'intero ammontare dovuto, ovvero di intervenire nell'analogo giudizio promosso dal proprietario espropriato.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> DANNO ALL'ATTIVITÀ ECONOMICA --> ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

In ipotesi di espropriazione parziale trova applicazione la norma speciale della L. n. 865 del 1971, art. 15, che, nel determinare l'indennizzo "sulla base del valore agricolo con riferimento alle colture effettivamente praticate sul fondo espropriato, anche in relazione all'esercizio della azienda agricola", comprende il ristoro del pregiudizio arrecato dall'espropriazione all'attività aziendale agricola esistente sul terreno, anche quando ne riduca o ne modifichi in modo negativo la potenziale gestione, perciò comportandone una diminuzione di valore sul mercato immobiliare.

In ipotesi di esproprio parziale, correttamente i pregiudizi subiti dalla proprietà e da compensare, sono individuati oltre che nel valore del terreno acquisito dalla... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i oneri di spesa necessari per contrastare lo smembramento dell'area e dell'azienda commerciale, in funzione della ripresa dell'attività produttiva sulla sola residua porzione non espropriata.

In ipotesi di esproprio parziale, insindacabilmente è consentito procedere alla quantificazione del dovuto, applicando uno dei consentiti criteri di relativa stima, consistente nel computo delle singole perdite ossia nell'aggiungere al valore dell'area espropriata quello delle spese e degli oneri necessari per il ripristino dell'azienda sulla parte residua.

Nel caso in cui, a seguito di espropriazione parziale per pubblica utilità, risulti impedito l'ulteriore svolgimento di un'impresa che utilizzava l'immobile espropriato per l'esercizio della propria attività, la determinazione dell'indennità di esproprio dev'essere effettuata, secondo il criterio dettato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 40, tenendo conto della differenza tra il valore dell'area espropriata, comprensivo di quello degli edifici che vi insistono, ed il valore dell'azienda, non potendo costituire oggetto di indennizzo il pregiudizio che il proprietario o il titolare di altro diritto subisce per non poter più esercitare l'impresa in quel luogo, in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dennità di espropriazione è commisurata al valore venale del bene, non a quello dell'azienda.

Nel caso di espropriazione parziale le costruzioni esistenti sull'area vanno considerate nel loro valore in sé, non per il diverso valore che possono avere in rapporto alla particolare destinazione connessa all'attività d'impresa e dunque alla circostanza di essere adibite a sede dell'azienda; tale valore, tuttavia, non può non aver risentito dello smembramento dell'azienda, in quanto la rescissione del vincolo funzionale rende inutilizzabili quei beni rispetto alla loro destinazione originaria, refluendo sulle relative valutazioni di ordine economico.

L'indennità di esproprio è omnicomprensiva ed ha la precipua finalità di assorbire tutto il pregiudizio subito dal soggetto colpito dalla procedura ablatoria; nulla è pertanto dovuto a titolo di preteso danno aziendale.

L'espropriazione di un'area agricola non si estende al diritto dell'imprenditore sui beni utilizzati per l'esercizio dell'impresa, né all'azienda organizzata; e la relativa indennità non può quindi superare, in nessun caso, il valore determinabile con l'applicazione del criterio legale (L. 25 giu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... 2359, art. 40.

Anche quando sull'immobile espropriato siano stati costruiti edifici ed installate attrezzature, al fine di imprimergli una destinazione industriale, il fatto che, estinto il diritto di proprietà, risulti impedito sul luogo l'ulteriore svolgimento dell'impresa che utilizzava gli immobili per fornire i propri servizi, non comporta che l'espropriazione si estenda al diritto dell'imprenditore, né che sia acquisita all'espropriante l'azienda da costui organizzata, si che il valore del bene espropriato debba comprendere quello dell'azienda.

Estinto il diritto di proprietà, ove risulti impedito sul luogo l'ulteriore svolgimento dell'impresa che utilizzava gli immobili per fornire i propri servizi, l'indennità di espropriazione non si estende al valore dell'impresa (che può proseguire altrove, anche utilizzando l'indennità di espropriazione entrata nel suo patrimonio), né all'azienda come complesso organizzato per lo svolgimento della relativa attività.

La L. n. 865/1971, art. 15, che eccezionalmente induce a tener conto anche del pregiudizio subito dall'azienda nel suo insieme per effetto dello smembramento cagionato dall'espropriazione, quale norma speciale rispetto a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...359/1865, art. 40, non consente tuttavia di tener conto singolarmente di tutti beni concorrenti all'organizzazione dell'impresa agricola, intesa nel senso di cui all'art. 2555 c.c., e quindi di tutte le possibili conseguenze pregiudizievoli, ivi compreso il mancato guadagno, del ridimensionamento e/o della cessazione dell'attività imprenditoriale, ma comporta che l'indennizzo debba comprendere il ristoro del pregiudizio arrecato dall'espropriazione all'attività aziendale agricola su quel terreno esercitata.

L'indennità di espropriazione, essendo destinata a tener luogo del bene espropriato, non può superare in nessun caso il valore che esso presenta; ne consegue che estinto il diritto di proprietà, ove risulti impedito sul luogo l'ulteriore svolgimento dell'impresa che utilizzava gli immobili per fornire i propri servizi, l'espropriazione non si estende al diritto dell'imprenditore su di essi, né all'azienda organizzata dall'imprenditore, sì che il valore del bene espropriato debba comprendere quello dell'azienda in sé considerata, quale complesso funzionale organizzato, risultante da una pluralità di elementi.

La L. n. 2359/1865 non prevede, al pari di quelle successive (L. n. 865 del 1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... n. 327 del 2001) che all'imprenditore non proprietario, costretto dall'espropriazione ad abbandonare il bene, spetti un'indennità per il fatto di vedere dissolta l'organizzazione aziendale di cui costituiva elemento il diritto di godimento sull'immobile espropriato, considerando l'estinzione dei minori diritti personali una conseguenza dell'espropriazione del diritto di proprietà.

Il fatto che, estinto il diritto di proprietà, risulti impedito sul luogo l'ulteriore svolgimento dell'impresa che utilizzava gli immobili per fornire i propri servizi, non comporta che l'espropriazione si estenda al diritto dell'imprenditore su di essi, né che sia acquisita all'espropriante l'azienda organizzata dall'imprenditore, si che il valore del bene espropriato debba comprendere quello dell'azienda in sé considerata, quale complesso funzionale organizzato, risultante da una pluralità di elementi fra cui l'avviamento, i beni materiali utilizzati per l'impresa o il mancato guadagno (lucro cessante.)

Ove, a seguito della realizzazione dell'opera pubblica, risulti impedito l'ulteriore svolgimento dell'impresa che utilizzava gli immobili per fornire i propri servizi, l'espropriazione non si estende al diritto dell'imprenditore... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., si che il valore del bene espropriato debba comprendere quello dell'azienda in sé considerata, quale complesso funzionale organizzato, risultante da una pluralità di elementi.

Nella determinazione del valore venale della res oggetto di espropriazione, secondo il criterio dettato dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40, occorre tener presente la differenza tra l'area espropriata, comprensiva degli edifici che vi insistono, e l'azienda. Di conseguenza le costruzioni esistenti sull'area vanno considerate nel loro valore in sé, non per il diverso valore che esse possono avere in rapporto alla particolare destinazione connessa all'attività d'impresa e dunque alla circostanza di essere adibite a sede dell'azienda.

L'indennità di espropriazione del suolo agricolo comprende le perdite di esercizio dell'azienda agricola, non assumendo rilievo pregiudizi a carattere personale o indiretto, ovvero riguardanti l'attività d'impresa, ancorché esercitata ed insistente sull'immobile oggetto di espropriazione.

La cessazione od il ridimensionamento dell'impresa agricola, come in ipotesi in cui l'impresa stessa (nel caso di specie attività imprenditoriale vivaistica) possa continuare ad esistere, pur e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i in una azienda ridotta, non dà luogo a indennità di espropriazione ulteriore rispetto alle perdite in conseguenza immediata e diretta dell'ablazione del bene.

L'espropriazione di immobili non si estende al diritto dell'imprenditore su di essi, né all'azienda organizzata dall'imprenditore, sì che il valore del bene espropriato debba comprendere quello dell'azienda in sé considerata, quale complesso funzionale organizzato, risultante da una pluralità di elementi.

L'indennità di espropriazione è unica, ed è su di essa che deve trovare soddisfazione la pretesa di coloro che, già titolari di un diritto di godimento sul bene espropriato, vengono a risentire un pregiudizio per effetto dell'estinzione di quel diritto; tale regola subisce eccezione solo quando la legge prevede che all'imprenditore spetti un'indennità per il fatto di vedere dissolta l'organizzazione aziendale di cui costituiva elemento il diritto di godimento sull'immobile espropriato: ciò accade solo nell'ipotesi della L. n. 865 del 1971, art. 17, comma 2.

Il fatto che, estinto il diritto di proprietà, e quindi il minore diritto di godimento, risulti impedito sul luogo l'ulteriore svol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'impresa che utilizzava gli immobili per fornire i propri servizi, non comporta che l'espropriazione si estenda al diritto dell'imprenditore, né comporta che sia acquisita all'espropriante l'azienda da costui organizzata sì che il valore del bene espropriato debba comprendere quello dell'azienda. In conformità del resto alla ratio ed al contenuto dell'intera L. n. 2359 del 1865, la quale non prevede che all'imprenditore di esso non proprietario, costretto dall'espropriazione ad abbandonarla, spetti un'indennità per il fatto di vedere dissolta l'organizzazione aziendale di cui costituiva elemento il diritto di godimento sull'immobile espropriato.

La legge ben potrebbe prevedere che all'imprenditore spetti un'indennità per il fatto di vedere dissolta l'organizzazione aziendale di cui costituiva elemento il diritto di godimento sull'immobile espropriato; ma che per quanta attenzione il problema meriti "de iure condendo" l'attuale sistema non prevede tale ulteriore contributo riparatorio.

Resta escluso dall'indennità il pregiudizio economico risentito dal proprietario come effetto della mancata possibilità di continuare a svolgere nell'identica consistenza, attraverso l'uso dell'immobile, la propria prec... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vità commerciale o industriale, non estendendosi l'espropriazione al diritto dell'imprenditore e non comportando l'acquisizione all'espropriante dell'azienda organizzata dal medesimo imprenditore e neppure delle attrezzature installate per esercitarla.

Non è previsto che all'imprenditore, sia esso o meno proprietario del fondo, spetti un'indennità per il fatto di vedere dissolta, o, comunque, compromessa l'organizzazione aziendale; l'indennità, quindi, non può comprendere anche un compenso per la diminuita efficienza, per la perdita dell'avviamento o per le spese di ricostruzione o ristrutturazione relative ad un'azienda commerciale eventualmente impiantata e gestita dal proprietario nell'immobile.

L'indennità di espropriazione spetta ai soli titolari di diritti dominicali sull'immobile ovvero a quei titolari di diritti personali esplicitamente contemplati da specifiche disposizioni di legge; rispetto viceversa ai titolari in genere di un diritto di godimento e di diritti parziari d'uso a carattere reale, l'espropriazione determina l'estinzione di tali diritti senza obbligo d'indennizzo. E' da escludere pertanto che all'imprenditore titolare di un impianto industriale collocato sul suolo oggetto di espropria... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orza di diritto personale di godimento, spetti un'indennità per il fatto di vedere dissolta l'organizzazione aziendale.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> DANNO ALL'ATTIVITÀ ECONOMICA --> VALORE MASSIMO

Essendo unica l'indennità di esproprio, su di essa deve trovare soddisfazione la pretesa di coloro che, già titolari di un diritto di godimento sul bene espropriato, vengono a risentire un pregiudizio, laddove, per altro verso, essendo l'indennità in parola destinata a tener luogo del bene espropriato, non può superare il valore che esso presenta, ovvero il valore di mercato.

Il termine di riferimento dell'indennità è rappresentato dal valore di mercato del bene espropriato, non anche dal pregiudizio che il proprietario od altro titolare di minore diritto di godimento risente per la cessazione della precedente attività, onde l'unica indennità va rapportata a come il bene si presenta, prescindendo dal pregiudizio ai terzi, mentre la parte di indennità ad essi dovuta è da detrarre da quella spettante al proprietario.

Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, pari al valore venale del be... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...umano rilievo eventuali altri pregiudizi subiti dal proprietario per il fatto di non poter svolgere sul terreno l'attività prevista secondo la sua destinazione urbanistica (nel caso di specie impossibilità, per effetto dell'opera pubblica, di realizzazione di stabilimento preventivato).

Il termine di riferimento dell'unica indennità di espropriazione è rappresentato dal valore di mercato dell'immobile espropriato quale gli deriva dalle sue caratteristiche naturali, economiche e giuridiche, e soprattutto dal criterio previsto dalla legge per apprezzarle; e non anche (all'infuori delle ipotesi previste dalla L. n. 865 del 1971, art. 17) dal pregiudizio che il proprietario risente come effetto del non potere ulteriormente svolgere mediante l'uso dello stesso immobile la precedente attività.

Il termine di riferimento dell'indennità di espropriazione è rappresentato dal valore di mercato del bene espropriato quale gli deriva dalle sue caratteristiche naturali, economiche e giuridiche, e soprattutto dal criterio previsto dalla legge per apprezzarle; e non anche dal reale pregiudizio che il proprietario od altro titolare di minore diritto di godimento risentono come effetto del ridimensionamento e/o della ce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'attività imprenditoriale.

L'indennità di espropriazione non può superare in nessun caso il valore determinabile con l'applicazione del criterio previsto dalla legge, e non anche quello derivante dal reale pregiudizio che il proprietario od altro titolare di minore diritto di godimento risentono, come effetto del non potere ulteriormente svolgere, mediante l'uso dello stesso immobile, la precedente attività di impresa.

In base al sistema posto dall'art. 42 Cost., l'indennizzo per l'avvenuta espropriazione è unico, ed essendo destinato a tener luogo del bene espropriato, non può superare in nessun caso il valore di mercato, in considerazione delle sue caratteristiche naturali, economiche e giuridiche e neppure quello derivante dal criterio di valutazione posto dalla legge applicabile per determinarlo. Non è pertanto indennizzabile in aggiunta, il reale pregiudizio che il proprietario od altro titolare di minore diritto di godimento risentono, come effetto di non potere ulteriormente svolgere, mediante l'uso dello stesso immobile, la precedente attività.


 
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