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Indennità di espropriazione nella Regione Sicilia


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
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La L.R. n. 25 del 1993, art. 124, comma 4, nel richiamare il D.L. n. 333 del 1992, art. 5-bis, convertito con modificazioni dalla L. 8 agosto 1992, n. 359, non ne estendeva la portata oltre l'ambito applicativo proprio della norma statale, circoscritto all'espropriazione delle aree edificabili, con la conseguenza che l'indennità dovuta per l'esproprio di fabbricati doveva essere liquidata in base al criterio del valore venale previsto in via generale dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39.

L'art. 29 della L.R. n. 15 del 2004 non reca alcuna disposizione di carattere transitorio, volta a circoscriverne l'operatività ai soli procedimenti espropriativi promossi in epoca successiva alla sua entrata in vigore; deve dunque ritenersi che le modificazioni normative da esso introdotte trovino applicazione anche alle procedure all'epoca già avviate, con l'unico limite rappresentato dall'emissione del decreto di espropriazione.

La L.R. n. 25 del 1993, art. 124, comma 4, nel testo anteriore alle modifiche introdotte dalla L.R. n. 15 del 2004, nel richiamare il D.L. n. 333 del 1992, art. 5-bis, convertito con modificazioni dalla L. 8 agosto 1992, n. 359, non ne estendeva la portata oltre l'ambito applicativo proprio della norma statale, circoscri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ropriazione di terreni, con la conseguenza che l'indennità dovuta per l'esproprio di fabbricati doveva essere liquidata in base al criterio del valore venale previsto in via generale dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39.

Va esclusa la portata retroattiva delle modifiche introdotte alla L.R. n. 25 del 1993, art. 124, comma 4, dalla L.R. n. 15 del 2004 e pertanto tali modifiche sono inapplicabili alla vicenda in cui il decreto di espropriazione sia stato emesso in epoca anteriore all'entrata in vigore della L. n. 15 cit..

Alla luce del disposto di cui alla LR Sicilia 12 luglio 2011 n. 12, con cui è stabilito, in tema di valutazione dell'anomalia delle offerte, che la percentuale minima di utile di impresa ammissibile sia costituita dal 4%, ben può tale percentuale, in difetto di specifiche indicazioni che facciano presumere un profitto diverso, essere applicata al costo complessivo dell'opera utilizzata per determinare il valore dell'immobile sulla base del criterio del costo di produzione.

All'epoca in cui è stata emanata legge regionale L.R. Siciliana n. 1 del 1984, erano già intervenute le note decisioni 5/1980 e 223/1983 della Corte Costituzionale che avevano dichiarato incostituzionale la L. n. 865 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rt. 16, laddove disponeva la determinazione dell'indennità di esproprio anche delle aree edificabili con il criterio dei valori agricoli medi, perciò espungendolo per questa parte anche dall'art. 53 del testo unico delle leggi sul Mezzogiorno, a cui la menzionata legge regionale all'art. 21 fa rinvio.

Con riguardo al meccanismo di determinazione dell'indennità fissato dall'art. 53 del D.P.R. n. 218/1978, richiamato dalla L.R. Sicilia n. 1/1984, art. 21, che, disciplinando le espropriazioni occorrenti all'esecuzione degli impianti industriali da parte dei Consorzi, ne prevede la stima a valore agricolo tabellare, la dichiarazione d'incostituzionalità di questi ultimi criteri (Corte cost. n. 5/1980 e n. 223/1983), già anteriormente alla citata legge regionale, relativamente alle aree edificabili, rende applicabili per esse la L. n. 359 del 1992, art. 5 bis che, costituendo norma di riforma economico-sociale, si pone come limite all'esercizio della stessa potestà legislativa esclusiva regionale. Tale principio vale anche dopo la declaratoria d'illegittimità costituzionale del predetto art. 5 bis (Corte cost. n. 347 del 2007).

ll rinvio operato dalla L.R. Sicilia n. 25 del 1993, art. 124 comma 4, nel tes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e alla sostituzione disposta dalla L.R. 5 novembre 2004, n. 15, all'art. 5 bis L. n. 359/1992, non può essere esteso oltre la portata della norma statale richiamata, che non si applica all'esproprio di fabbricati, con la conseguenza che l'indennità va determinata sulla base del criterio del valore venale stabilito dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, salvo che si tratti di "ruderi privi di valore".

Prima della modifica del titolo 5^ della Costituzione, la L. n. 359/1992 art. 5 bis si applicava direttamente anche alle espropriazioni compiute nell'ambito della Regione siciliana, pur se disciplinate da leggi speciali, costituendo comunque un limite all'esercizio di competenze legislative regionali.

Dopo la sentenza della Corte Cost. n. 5/1980 il rinvio della L.R. Siciliana 4 gennaio 1984, n. 1, art. 21 , mediato dal Decreto n. 218 del 1978, art. 53, alla L. n. 865/71 non poteva estendersi alle norme già dichiarate incostituzionali. L'art. 5 bis L n. 359/1992 trovava pertanto applicazione anche nell'ambito della Regione Sicilia.

Il richiamo al D.L. 11 luglio 1992, art. 5 bis, conv. in L. 8 agosto 1992 n. 359, contenuto nella L.R. Sicilia n. 25 del 1993 art. 124 deve essere inteso nel senso dell'applica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; della disposizione negli stessi termini e con i medesimi limiti previsti dalla norma statale e quindi soltanto per le aree edificabili e non anche per le aree edificate.

Il rinvio operato dalla L.R. Sicilia n. 25 del 1993 all'art. 5 bis L. n. 359/1992, opera entro i limiti ed in presenza degli stessi presupposti stabiliti dalla norma statale; ne consegue che in caso di occupazione di fabbricati urbani, la liquidazione va effettuata facendo applicazione del criterio della L. n. 2359 del 1865, art. 39.

Il rinvio operato, riguardo alla determinazione dell'indennità, dalla L. R. Siciliana n. 25 del 1993, art. 124, all'art. 5 bis L. n. 359/1992 non ha inteso rendere applicabile il criterio di computo dell'indennità dalla stessa stabilito oltre i casi da essa regolati; ne consegue che tale disposizione trova applicazione per le sole aree edificabili, cioè i suoli suscettibili di edificazione, ma non ancora edificati al momento dell'imposizione del vincolo ablatorio e non per i fabbricati.



 
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